main index Nota: hai già dato un'occhiata alle mie pagine sulla prima serie e sulla seconda serie di Ghost in the Shell?


I dettagli rilevati nelle serie di Ghost in the Shell rivelano che l'autore è terribilmente "ispirato" alla storia contemporanea. Noto infatti, con una certa curiosità, che in generale i giapponesi sono alquanto ben informati sulle manovre e manovrine occidentali.

In tutti i film ed episodi di Ghost in the Shell compaiono infatti attentati "false flag", provocazioni nel tessuto sociale costruite ad arte, politica inquinata, uso ed abuso dei media per combattere una guerra "di percezione" ancor prima che con le armi, uso ed abuso del termine "terrorismo" per qualificare invece guerre sotterranee combattute tra servizi segreti di vari stati, le ideologie che assoldano uomini pronti a farsi ammazzare per qualcosa che poi magari si scopre non essere nemmeno reale, incidenti creati ad arte per "indirizzare" le indagini e i comportamenti di polizie ed eserciti, scandali creati ed insabbiati...

Se vedi un film di James Bond che sventa il supercomplotto dell'organizzazione Spectre, sbadiglierai fino alla sigla finale. Ma a vedere le implicazioni politiche e le scelte paradossali compiute dalla sezione 9 lungo entrambe le serie di episodi, viene da riflettere. Alcune semplici battute, che a prima vista possono apparire solo di attesa del momento della scena di azione, sono invece agghiaccianti, come nel ventesimo episodio della prima serie quando Togusa chiede allibito: "mi sta dicendo che il ministro ha proibito il vaccino da cui dipende la sua stessa vita?"

Oppure, nel citato episodio 10, Bato che dice "la mia guerra è finita da un pezzo": esattamente ciò che i burattinai della CIA non avevano saputo prevedere.


La trama di GitS si fonda su un tentativo di dimostrare il concetto l'ipotesi che l'anima dell'uomo sarebbe un software. È solo un tentativo, ma è condotto con onestà intellettuale.

Se l'anima è un software, allora le varie anime si possono accorpare insieme: tanti software messi insieme fanno un sistema operativo completo. Tradotto in termini di "anima", nella trama diventa quella "coscienza collettiva". Per di più la serie suppone che "la rete" possa contenere una "anima" (cioè un software) senza aver bisogno di supporto fisico, come se la rete non fosse fatta solo di trasferimento dati, ma anche di contenimento dati... come se l'internet avesse un hard disk tutto suo indipendente dai siti web connessi... come se una grossa quantità di informazioni potesse risiedere sparsa, in forma di infiniti "cookie", tra gli utenti della rete, spostandosi e proliferando a suo piacimento. Ma è un altro livello concettuale. E proprio per questo mi sembra sostanzialmente irrealizzabile. Un ordine è sempre necessario perché qualcosa sia vivo (cioè "ordinato").

Ma qui finiremmo direttamente nel discorso filosofico-religioso.

Infatti, una coscienza collettiva indefinita non può esistere (sarebbe una contraddizione di termini). Si può ipotizzare una coscienza collettiva con un centro più importante, un centro pensante. Ossia, l'individuo esiste; all'interno dell'unione delle "anime/software", ci deve pur essere qualcuno che controlli, che diriga (i concetti di "program counter", di "kernel", insomma).

È un altro dei problemi con cui si scontra l'autore della serie.

Come sensazione l'ho assaporata anch'io, in campo però matematico e scientifico. Faccio una congettura; sono incapace di verificare se è vera, e allora provo a "giocarci", traendone le conseguenze nei casi estremi, incrociandola con altre teorie per vedere cosa succede... è lo stesso metodo di indagine usato dall'autore, Shirow Masamune.

Per questo suppongo che se debitamente pagato, tirerà fuori la terza serie di GitS dove non potrà fare altro che concludere che l'anima esiste, che noi non siamo banalmente delle macchine molto complesse dotate di un software molto complesso, e che il numero finito e misurabile delle sinapsi nel cervello non è argomento valido per ipotizzare la finitudine dell'anima (che era l'idea originale su cui è stata aperta la serie), poiché ogni tentativo di "softwarizzare" l'anima, gli si è scontrato con le conseguenze logiche che mostrano che l'uomo non è pilotato da un software, per quanto complesso questo software possa essere.

Siamo cioè definitivamente unici, non "ricostruibili"; siamo influenzabili, ma non programmabili; siamo integrabili da macchine (dal paio di occhiali alle fantascientifiche micromachines), ma il nostro essenziale non è sostituibile da macchine.

Non programmabili, dunque non prevedibili: gli agenti della CIA, con tutti i loro dossier su Bato, non avevano assolutamente previsto un terzo biglietto aereo per rientrare in USA (il terzo doveva rientrare in una bara).

Perfino la fredda Kusanagi può commuoversi quando vede il film più bello della sua vita, o quando riscopre l'esistenza dell'amico d'infanzia Kuze in quell'episodio surreale (l'undicesimo della seconda serie).

Nel primo film di GitS (non proprio eccellente rispetto alle due serie e al secondo film) la Kusanagi risponde a Togusa sui motivi per cui lo hanno scelto: è onesto, ha una famiglia, è umano senza troppi impianti cibernetici. Dunque ha un intuito "non programmabile", pulito, "imprevedibile". Ed infatti è lui a scoprire la chiave dell'enigma nella prima serie, ed è ancora lui ad intuire la soluzione nella seconda serie.

E nell'episodio 8 della seconda serie, la Kusanagi ripete un'ovvietà: "se ti affidi alla sola tecnologia, allora prima o poi ti potranno hackerare il cervello anche cani e gatti".

Il guaio è che oggi le questioni dell'anima vengono affrontate o da dei filosofi che fanno a gara a chi parla più difficile, o da dei teologi che fanno a gara a chi parla ancora più difficile.

Se ci si mettesse uno scienziato, anche ateo purché intellettualmente onesto, perverrebbe a delle conclusioni che inevitabilmente finirebbero per somigliare alla dottrina cattolica sull'anima (e perciò tutti gli riderebbero dietro, poiché oggi la religiosità è roba fuori moda). Perciò, paradossalmente, può parlare di argomenti religiosi solo l'autore giapponese di una serie fantascientifica come questa, "parlando" con lo spettatore, presentando ipotesi, reagendo alle sue stesse ipotesi, ammettendo con coerenza e onestà intellettuale tutte le conseguenze.


Il termine "stand alone complex" è un gioco di parole comprensibile solo a chi conosce l'inglese.

Significa "il complesso del ribelle solitario"... ma quel "complex" intende sia il complesso (problema psicologico), sia un aggregato ("il complesso problema"), mentre "stand alone" significa sia "restare in piedi da soli" che "resistere da solo".

Infatti il "Laughing Man", nella prima serie, è identificabile sia come un resistente solitario, sia come uno "complessato" e "fissato" (ma le sfumature sono evidentemente molte di più).

Dico questo perché quando uso il termine "anima", non intendo un concetto particolare, ma intendo proprio il concetto di anima così come noto fin dai tempi di Aristotele. L'uomo, a differenza degli animali, è cosciente di esistere, è capace di desiderare, di contraddirsi, di scegliere... gli animali, per quanto intelligenti, sono qualcosa di "meccanico", di prevedibile, perché regolati dai loro soli istinti.

Perciò l'autore ha bisogno di mostrare i Tachikoma che sviluppano anzitutto il concetto di individualità (concetto che né gli animali né le macchine possono sviluppare o avere).

Se l'anima umana fosse semplicemente un "software molto evoluto", allora in fin dei conti anche l'uomo sarebbe un animale, sarebbe programmabile, sarebbe prevedibile. Ma nelle due serie è proprio questo ciò che non avviene. La Kusanagi che si mangia le unghie, Batou che all'ultimo momento non trucida Amoretti, eccetera... e l'autocoscienza dei Tachikoma che passa prima per l'individualità, poi per il senso del dovere, quindi per l'amicizia, ed infine per il sacrificio a costo di disobbedire agli ordini.

L'universo di GitS, insomma, è concentrato attorno ad una questione concretissima e affascinante (e per giunta raccontata benissimo, con una trama accattivante e personaggi ottimamente costruiti), laddove i "parenti" di GitS (per esempio la serie Appleseed) sono semplicemente racconti di fantascienza, materiale ben fatto ma ultimamente "commerciale".


Sguardo ferocemente famelico

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