continua (next page) Chiappariello e... main index Qui sotto, una E444R "Tartaruga" utilizzata per un interregionale diretto a Napoli. In primo piano, il risultato dell'unione tra una bomboletta spray ed un vandalo.
(devo precisare che ho dovuto buttar via parecchie foto ferroviarie a causa di quest'insulsa moda vandalica di imbrattare squallidamente treni e muri con gli spray! dalla fine degli anni novanta, infatti, c'è stata un'epidemia di vandalismo spray senza precedenti)

La prima corsa di prova della E444 c'è stata nel novembre del 1967: un prototipo, previsto per una velocità di punta di 200 km/h, effettuò il tratto da Roma termini a Napoli Mergellina in soli ottantotto minuti, ed ottantaquattro minuti per il viaggio di ritorno (alla faccia dell'Alta Velocità attualmente in completamento), con punte di 207 km/h.

La Tartaruga prevede la frenatura elettrodinamica per le velocità superiori a 160 km/h; frenatura mista (elettrodinamica e pneumatica) per le velocità dagli 85 ai 160 km/h (ed anche per qualsiasi frenata di emergenza) e frenatura pneumatica per velocità inferiori agli 85 km/h.

La frenatura elettrodinamica consiste nell'utilizzare i motori come generatori (non li si alimenta per generare movimento, ma li si lascia "produrre" elettricità dal loro movimento).

Ovviamente c'è anche la frenatura "pneumatica" utilizzata alle basse velocità oppure in congiunzione con la frenatura elettrodinamica per avere una frenata molto decisa (per esempio quella di emergenza).

Altra caratteristica dei motori della E444 è la possibilità di alimentarli "in serie" o "in parallelo" (in serie fino a circa 80-90 km/h, per poi passare al "parallelo" per le velocità superiori).

La E444 montava delle ruote di 1210mm di diametro, con quattro motori tipo T550 (da cinque tonnellate ognuno) richiedendo, come sforzo di avviamento, la bellezza di 900 ampére.

La E444 aveva anche la ghiotta caratteristica di utilizzare un gran numero di parti già in uso su altri locomotori delle Ferrovie dello Stato (per lo più dall'allora diffusissima E646).

Suppongo che il nome Tartaruga non sia dovuto alla novità di avere, nel 1968, un locomotore così piccolo, leggero e veloce (rispetto agli altri! il peso totale è infatti di appena 79 tonnellate), ma alla forma tondeggiante.


Nota bene: la E444 non esiste più!

La E444 non esiste più. Tutti i modelli sono stati convertiti nella E444R alla fine degli anni novanta.


Piccolo aneddoto ferroviario.

Quando fu riattivata alcuni anni fa la linea FS Salerno - Mercato San Severino (a binario semplice e non elettrificata, e tuttora è così), io fui uno dei primi utenti. In mancanza delle biglietterie (ad eccezione della stazione di Salerno) e delle obliteratrici nelle stazioni, i biglietti venivano emessi a bordo.

Below, an E444R "Tartaruga".
Ovviamente tutti sceglievano come destinazione Salerno (o, al più, Mercato San Severino). Io la prima volta chiesi un biglietto di 54 km di percorrenza (con due cambi treno), ed il bigliettaio di bordo se ne sarà vantato con i suoi colleghi; la seconda volta chiesi un biglietto per Roma Termini (oltre 250 km), ed il bigliettaio di bordo sarà andato trionfante ad esibire la matrice al bigliettaio sopracitato e agli altri colleghi.

La terza volta, a non più di due settimane dall'attivazione di quella linea ferroviaria (tuttora a binario semplice e non elettrificata) mi trovai a dover chiedere, sempre a causa della MegaDitta, un biglietto per Milano centrale (via Salerno-Napoli, per un totale di 914 km di percorrenza!), ed il bigliettaio di bordo, tra gaudio, tripudio e giubilo, mi chiese tre volte conferma (sempre più raggiante), in attesa di correre al D.L.F. (dopo-lavoro ferrovieri) a vantarsi con tutto il resto del personale ed in particolar modo con i due suddetti!


E444R Tartaruga

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