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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


26: Return to a nation with an uncertain feature - endless gig (ritorno ad una nazione dal futuro incerto - serie senza fine)

Commovente conclusione di questa seconda serie.

Non solo i Tachikoma hanno coscienza di sé, non solo sono capaci di dare la propria vita per i propri superiori (i propri amici), ma addirittura decidono autonomamente di salvarli a costo di disobbedire agli ordini. Ordini che hanno riconosciuto assurdi (e stavano perfino protestando quando venivano loro impartiti), in quanto è ovvio che i ricordi di una persona non coincidono con la sua anima.

Lo stesso biodroide Proto riconosce commosso che l'AI (artificial intelligence engine) di quei cosi è assurto al rango di ghost: quelle macchine hanno un'anima, sono umane.

Nel finale della prima serie si sono sacrificati in un momento di disperazione e di mancanza di alternative. Ora si sacrificano di nuovo, tutti insieme, e nessuno di loro ha da ridire. E nel momento della morte, cantano una canzone commovente, di classico stile giapponese (gustabile appieno solo in lingua originale).

Qualche breve nota:

Torniamo a noi.
Quanto alla tecnologia, ho da ridire su alcune cose.

Già oggi è sufficiente un solo elicottero per "spazzolare" l'intero mar Tirreno in pochissime ore per verificare l'eventuale presenza e posizione di sottomarini, e c'è da aspettarsi che in caso di grosse tensioni (o pericolo di guerra, o situazioni di terrorismo e guerra) questa sia una delle prime operazioni di controllo.

In secondo luogo, il lancio di missili da parte di un sottomarino è un fatto fin troppo ovvio e decifrabile. Nella peggiore delle ipotesi, un sottomarino che sia arrivato in zona utile e abbia lanciato un missile, sarà presto identificato da tutte le forze dei dintorni (nel caso del Giappone, come minimo Russia e Cina).

Ed infine, il tempo richiesto per colpire l'obbiettivo è sufficiente per chi attacca e chi difende a segnalare ad altri che cosa sta succedendo.

Altro punto su cui ho da ridire: gli ufficiali del sottomarino si chiedono se sia il caso di lanciarne un altro. Data la natura del lancio, i tempi di preparazione, la perdita dell'effetto sorpresa, a una domanda come questa, la risposta è pronta sempre molto tempo prima.

In questo episodio non ci viene fatto vedere l'abbattimento del sottomarino (i due velivoli dell'aeronautica giapponese lanciano due missili a colpo sicuro, di cui gli ufficiali dovrebbero rendersi conto immediatamente, e invece stanno lì a chiacchierare come in un vecchio film degli anni settanta).

La mia interpretazione è che i due ufficiali di bordo parlano senza sapere (e senza aspettarsi) dei siluri. È il tipico modo di raccontare per tenere alta la tensione: ti viene mostrata la scena di un attimo prima che i tecnici di bordo lancino l'emergenza allarme e l'impossibilità di schivare il colpo (per muovere un sottomarino nucleare occorrono lunghissimi secondi).
Il passaggio rapido degli aerei sui sottomarini implica infatti che gli aerei hanno sganciato i missili antisom da distanza ravvicinata (e non poteva essere altrimenti). Vediamo nelle acque territoriali del Giappone, dei sommergibili nucleari USA pronti a lanciare un attacco atomico, con la sola scusa dei ribelli in possesso dell'arma atomica... affondare i sommergibili è semplicemente rispondere in modo convenzionale a quello che era un vero e proprio atto di guerra.

La sventagliata a Goda da parte della Kusanagi era oggettivamente inutile (era proprio con quell'ascensore che Gouda Kazunoto doveva uscir via). Da notare che il tizio accanto a Gouda, quello che gli suggerisce di non tener conto delle "minacce" di Togusa e Aramaki, è uno degli agenti della CIA che avevano tentato di incastrare Bato.

Passiamo alla politica: alla fine della serie si lasciano intravedere i tentacoli dell'imperialismo americano nella vita interna del Giappone. "Non si può lasciar vivo un capo carismatico che non sia manipolabile": anche qui il tema volgarmente chiamato del complottismo riappare...

Giudizio complessivo: gran finale per una serie memorabile, assolutamente grandioso.


Foto scattata a Trecase (provincia di Napoli)

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