continua (next page) main index Questo mio articolo è comparso sul numero 6 della rivista gratuita ZX Notizie per presentare la pagina sulla storica disfida tra spectrummisti e sessantaquattristi.


Meglio lo Spectrum o il Commodore 64?

Non ho mai avuto remore nel chiamare "l'era dei pionieri" la prima metà degli anni ottanta, gli anni del boom degli home computer. Era chiaro praticamente a chiunque che l'acquisto di uno di quegli "home", per poche centinaia di migliaia di lire, apriva le porte dell'affascinante mondo dell'informatica, un mondo tutto da scoprire. Un mondo fatto quasi completamente di appassionati, cosa che succedeva con minor frequenza nel caso di macchine assai più potenti e costose. Chi comprava un "home" voleva imparare la programmazione, voleva scriversi da solo i propri software, voleva esplorare, vedere, tentare, creare.

Questo è il motivo che ha attirato sul mercato un'allarmante varietà di "home computer" rigorosamente incompatibili tra di loro, addirittura tra diversi modelli dello stesso produttore. La decisione di acquistare uno anziché l'altro dipendeva quasi sempre da una simpatia generica e assai approssimativa per il nome, per il colore o l'aspetto esterno, per ciò che di altisonante ne poteva dire qualche inserto pubblicitario, e soprattutto per quanto ce ne poteva dire un amico. Come nel mio caso. Il mio amico Enzo venne a trovarmi a casa. Tirò fuori dalla piccola borsa il suo Spectrum, lo montò, scrisse qualche riga di programma. Apparvero sul TV delle parole in inglese tutt'altro che incomprensibili, mi suonavano familiari, e poi dei disegni con delle linee che attraversavano lo schermo, e alla fine ricomparì il listato. Mi disse che era facile usarlo, e davanti ai miei stessi occhi c'era stata la dimostrazione più evidente. E così, poche settimane dopo, lo comprai anch'io. Quanti di noi abbiamo cominciato così! Era un vero piacere scambiarsi listatini, materiale, riviste, esperienze, con altri appassionati, che a loro volta avevano comprato un "mondo da esplorare" e si erano buttati entusiasticamente nell'impresa.

Ma questo non sempre accadeva per ogni "home computer". In primo luogo per il fatto che non tutti erano così diffusi: era ovviamente poco piacevole non poter far girare sui computer degli amici le proprie "creazioni" informatiche. In secondo luogo, ed anche più importante, per il fatto che non sempre risultava così facile "imparare a programmare". Da queste parti verificammo personalmente e in tanti che questo era il caso del più che blasonato (stando alle massicce campagne pubblicitarie dell'epoca) Commodore 64.

E così, a furia di reciproci insulti sulla falsariga di "il mio è meglio del tuo", "sul mio ci so fare molte più cose di te", "il mio è assai più facile da usare", per stabilire quale dei due meritasse davvero rispetto e ossequio dalla tifoseria avversaria, da queste parti si venne alla storica sfida tra spectrummisti e sessantaquattristi, da cui questi ultimi uscirono alquanto ammaccati. Operazioni che noialtri consideravamo elementari, come il tracciare delle linee inclinate, o il trascrivere un listato in Basic, nel migliore dei casi richiedevano loro molta più attenzione, pazienza e pignoleria, quando non addirittura un software esterno e possibilmente "americano".

Il drammatico e assai dettagliato resoconto della disfida, con dovizia di particolari tecnici spesso comprensibili solo a chi ha utilizzato almeno uno dei due computer, ha scatenato nell'arco di alcuni mesi dalla pubblicazione sul mio sito una vera valanga di e-mail che hanno sostanzialmente confermato che, dopo oltre vent'anni, per lo Spectrum continuano a parlare i fatti mentre per il "rivale" Commodore 64 si è ancora fermi agli slogan.

Il mondo da scoprire per il sessantaquattrista si era rivelato assai meno concreto e piacevole di quello dello Spectrum, per cui inevitabilmente i commodoriani finirono col vivere di slogan che rinviavano lontano nel tempo e nello spazio (come ad esempio l'inaffondabile mito dei "programmi americani") mentre i sinclairisti ottenevano dai loro Spectrum molto più di quanto promesso loro in partenza. E la presunta superiorità del C64 in termini di hardware e software veniva ampiamente e continuamente ridimensionata, perfino da "software vecchi del 1983".

Il lunghissimo resoconto della tenzone, da leggere comodamente in poltrona e in compagnia di una buona birra per rinvigorire le mascelle slogate dalle risate, è su questa pagina.


Con gli amici a Pontresina

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