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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


22: Abandoned city - reversal process (la città abbandonata - processo inverso)

"Kuze è stato l'unico dei Particularist Eleven a non suicidarsi. È una coincidenza, o era tutto programmato dall'inizio?": domanda retorica e geniale introduzione al lungo colloquio di Batou con Goda Kazunoto. Nello stile del "io so che tu sai che io so", nel tentativo di fargli scoprire qualche carta. Il topo che gioca col gatto perché è ancora a distanza di sicurezza dalla trappola, e gioca perché vuole sapere come mai non sia già stato stritolato.

Bato è umano e intelligente. Gouda è umano e geniale, tanto cinico quanto geniale, e gioca con qualcosa di enormemente più grande di lui.

Lo scopo di tutto il "gioco", delineato ormai a rigor di logica dalla Kusanagi al termine del precedente episodio, è indurre una guerra contro i rifugiati, dando a vedere che sono stati questi ultimi a provocarla. Il gioco, ad eccezione dei pochi significativi round a base di esplosivi e pallottole, è tutto sui media, e utilizza sapientemente anche le pedine apparentemente più delicate - come la sezione 9, o come Kuze Hideo (l'attore principale).

Bato riesce addirittura a insinuare che tra il «produttore» e l'«attore» ci sia un po' di scambio di ruolo. Kuze gioca un jolly o si tratta di un bluff? Perché non tenta di ridurre i danni? Perché dunque minacciare l'attentato col plutonio (di cui se ne vede una scena all'inizio dell'episodio, il resto verrà più tardi nello stesso)?

La logica è sempre più chiara: è solo il passo successivo nella scaletta degli eventi sempre più drammatici creati ad arte da chi tira i fili della marionetta Kuze. Si tratta della Cabinet Intelligence Agency di Gouda che ha orchestrato tutto alla perfezione: e Batou gioca d'astuzia estrema provocando Gouda con quell'insinuazione. Ottenendone solo una occhiata tra il malvagio e il preoccupato - che non è una prova giudiziaria, ma è la chiave per capire tutto.

E in questo momento si capisce anche una cosa che probabilmente sarà sembrata solo di ordine estetico: Gouda, nonostante il brutto incidente che gli è costato un occhio e mezza faccia, non si è fatto "cyborghizzare".

Scena colossale: la voce rotta di Goda (che stia trattenendo il pianto?!), riconoscibile solo nell'audio giapponese, che risponde all'ultima provocazione di Batou: l'eventuale "antivirus" per Kuze dev'essere una ragazza diventata cyborg. Dunque Gouda ha sempre saputo: ecco il motivo della sua attenzione per la sezione 9 in contemporanea a Kuze. E l'emozione lo tradisce ancora: passa dall'emozione (dell'essersi scoperto un po' marionetta di Kuze quando era lui stesso il burattinaio di Kuze) alla sfacciataggine: "a meno che non mi fermiate prima". Ma dipenderà tutto da quel "fattore X", cioè da Kuze.

Scenette simpatiche:

Giudizio complessivo: intrigante e adrenalinico. Tensione in crescita continua, da un episodio all'altro.


Montecerignone by night

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