main index Una pagina di storia italiana non molto nota...

All'inizio della primavera del 1943 un P-38 delle forze alleate, ritrovatosi a corto di carburante, tentò un atterraggio di emergenza a ridosso delle coste sarde. Il pilota, però, venne fatto prigioniero dagli italiani prima che avesse modo di distruggere il suo aereo.

Un pilota italiano, il sottotenente Guido Rossi, suggerì di utilizzare il P-38 catturato (ed ancora operativo) contro i bombardieri americani: la strategia era di aspettare fino all'inizio del bombardamento, decollare, ed attaccare di sorpresa.

Nelle settimane successive un discreto numero di bombardieri americani (per lo più B-17) fu abbattuto con questo semplice sistema. Credendo di trovarsi accanto un P-38 delle forze alleate, e rassicurati dal contatto radio (Rossi parlava correntemente l'inglese), dai B-17 nessuno si preoccupava del suo avvicinamento. Una volta giunto a distanza ravvicinata Guido Rossi apriva il fuoco e abbatteva rapidamente il bombardiere.

P-38 Nella gerarchia delle forze alleate nessuno si preoccupava troppo dei bombardieri abbattuti - era normale amministrazione che qualche aereo partisse per non tornare più; dopotutto nel linguaggio bellico angloamericano il termine usato per indicare perdite, morti, abbattimenti, è casualties (letteralmente: "casualità").

Le operazioni di Rossi su questo P-38 andarono avanti per parecchie settimane, fino al 4 giugno 1943. Quel giorno, all'altezza dell'isola di Pantelleria, un B-17 si preparava al bombardamento, quando notò un P-38 in avvicinamento. Avendolo riconosciuto dalla forma, pensarono trattarsi di forze alleate, ed iniziarono come previsto a sganciare le loro bombe. Ma prima che potessero rendersi conto di cosa stava succedendo, il P-38 aprì il fuoco ed abbatté il B-17.

La storia del P-38 "fantasma" ha qui una svolta poiché per la prima volta ci fu un sopravvissuto, il pilota del B-17 abbattuto, sottotenente Harold Fisher, che gli americani riuscirono a mettere in salvo. Sulle prime, quando Fisher raccontava di essere stato colpito da un P-38 alleato, non gli credettero.

Convinti i capi, e pensando che si trattasse di un P-38 solitario sempre in volo, Fisher propose ed ottenne di far volare un B-17 modificato (con più armi per reggere al confronto aereo) allo scopo di intercettare il P-38 "fantasma". Dato che dopo parecchi voli ancora non era riuscito ad incrociarlo, si decise che era ora di abbandonare il progetto.

Ma l'intelligence americana era nel frattempo riuscita a scoprire il segreto di Pulcinella, ossia l'identità di Guido Rossi e di sua moglie Gina. Fecero disegnare a scopo provocatorio sul muso di un B-17 il volto di Gina, B-17 che il 31 agosto 1943 decollò assieme ad altri aerei per bombardare Pisa. Il B-17 in questione era pilotato proprio da Fisher.

Dopo il bombardamento di Pisa - da cui subì diversi danni a causa del contrattacco italiano - la squadra di bombardieri notò un P-38 avvicinarsi.

Guido Rossi, come sempre, contattò via radio Fisher; sulle prime Fisher non era sicuro che si trattasse di Rossi e lo provocò parlandogli di Gina. Questo, ancor più che l'aver notato il volto di Gina approssimativamente disegnato sul muso del B-17, fece innervosire Rossi, che attaccò immediatamente. Fisher ordinò ai suoi uomini a bordo di fare fuoco sul P-38, riuscendo a danneggiarlo; Rossi tentò di distruggere il B-17 provando ad abbattervi sopra il suo P-38, ma il caccia non poteva più reggere il volo e quindi fu costretto ad ammarare.

Guido Rossi fu fatto prigioniero, e a Fisher venne riconosciuta una medaglia.

Fisher morì poco dopo la fine della guerra, a causa di un incidente aereo. Ed al suo funerale, in lutto tra gli altri, c'era proprio Guido Rossi.



La forma caratteristica del P-38, costruito dalla Lockheed dal 1937 fino alla fine della seconda guerra mondiale, gli fece guadagnare il nomignolo di "il diavolo con la coda a forchetta".
Gli americani lo considerano il caccia più versatile della seconda guerra mondiale, per la maneggevolezza, la capacità di fuoco, la velocità, anche se nei primi periodi ci furono diversi problemi che costarono la vita a molti piloti (la percentuale degli incidenti era incredibilmente alta, e sfiorava il sette per cento nei voli di addestramento).

Il B-17, detto anche "fortezza volante", aveva la curiosa caratteristica di un posto per mitragliere proprio in fondo alla coda sotto il timone (oltre che i mitraglieri di prua), tutti con ampie finestrature.


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Vista in volo di st.Moritz

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