continua (next page) main index Esistono due categorie di giocatori di scacchi.

La prima è quella che dal basso guarda in alto.

Elabora strategie, secondo ciò che vede, partendo dalla sua posizione, da cosa può ricavare, a partire da una mossa e dalle reazioni dell'avversario.

La differenza tra un bambino e il leggendario Deep Blue della IBM sta solo nel numero di semi-mosse elaborabili.

La seconda categoria è quella che guarda dall'alto verso il basso.

Elabora strategie partendo dalle mosse dell'avversario e costruendogli un percorso sempre più invitante che però lo porta in trappola.

Impropriamente, si direbbe che la prima categoria è "matematica", la seconda è "filosofia".

Forse un po' più precisamente: la prima è "tattica", la seconda è "strategia".

La bravura, negli scacchi, non è massimizzare il risultato di una singola mossa, ma il risultato di una serie di mosse, possibilmente ampia come l'intera partita. Gli scacchi, infatti, sono un gioco "a somma zero".

È normalmente difficile distinguere la categoria cui appartiene un "bravo" giocatore di scacchi. Sono sicuro che i veri maestri appartengono esclusivamente alla seconda categoria.

Io sono un umile pivellino, rigorosamente nella prima categoria. Ho giocato a scacchi con persone molto più brave di me, ed ho assaporato la differenza tra la prima e la seconda categoria, invidiando quelli che per dono naturale appartengono a quest'ultima.

Deep Blue, a suo tempo, non riuscì a sconfiggere un essere umano, malgrado quest'ultimo ragionasse ad una velocità miliardi di volte inferiore. Infatti, un campione della prima categoria può vincere uno della seconda solo per estenuazione e per sproporzionata superiorità.


Il Cisalpino diretto a Milano

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