continua (next page) main index Premessa indispensabile: sono ormai vent'anni che per motivi di famiglia, studio, lavoro, viaggio con i treni delle Ferrovie dello Stato.


Prendiamo ad esempio un tratto molto trafficato, da Napoli centrale a Roma Termini.

treno durata viaggio tariffa standard minima note
regionale 2h 42min 10,50 euro tariffa base, quella presa in considerazione da chi dice che in Italia viaggiare in treno costerebbe "poco"
espresso 2h 26min 10,50 euro a partire dal 1º novembre 2007 questa è una tariffa a sé, per cui temo che prima o poi ci troveremo un aumento; intanto, come già detto, "staccarla" dai treni regionali ha prodotto indirettamente un fastidioso aumento per i pendolari a lunga percorrenza
intercity 2h 9min 18,50 euro il costo rispetto al treno regionale è quasi raddoppiato: si pagano otto euro di supplemento per avere poche fermate in meno e per un minimo di comodità in più
intercity plus 2h 3min 19,50 euro il "plus" significa che la prenotazione è obbligatoria (e costa un solo euro in più); stesso ragionamento del treno intercity "normale";
eurostar alta velocità 1h 27min 36,10 euro la comodità eurostar (un'ora di viaggio in meno rispetto all'espresso) costa il 244% in più (duecentoquarantaquattro per cento in più!)
eurostar salottino business 1h 27min 56,60 euro il prezzo è oltre cinque volte le tariffe regionali ed espressi; no comment!

Anzitutto precisiamo che la tariffa più economica (quella del treno regionale) risulta pressoché raddoppiata rispetto alla tariffa equivalente di quindici anni fa, cioè corrisponde ad un aumento medio del cinque per cento annuo (nei primi anni novanta il tratto Napoli-Roma costava 10.700 lire, ed oggi costa 10,50 euro), decisamente sempre al di sopra dell'inflazione dichiarata.

Aggiungiamo che i tempi di percorrenza sono un po' peggiorati rispetto a quindici anni fa: per ridurre gli intervalli di manutenzione sulle linee ferroviarie, è stata ridotta la velocità dei treni (ricordo alcuni tratti sulla Roma-Napoli che a suo tempo permettevano treni a 170 km/h, da diversi anni hanno un limite di 140 km/h).

Ricordiamoci inoltre che quando un qualsiasi politico o politicante dice che in Italia "i treni costano poco", si sta evidentemente riferendo alla tariffa più economica (per l'appunto la tariffa dei treni "regionali"), che è l'unica presa in considerazione nel "paniere" ISTAT, nel quale ovviamente non rientrano i treni "con supplemento" (che però sono i treni più diffusi quando si tratta di fare un viaggio di almeno un centinaio di chilometri).

Per di più, lo schema di sopra non contemplava treni "Eurostar City", che hanno una tariffa a metà strada tra gli Eurostar e gli Intercity (da cui il fantasioso nome).

Infine, dobbiamo osservare che per raccogliere più viaggiatori, su tutti i treni a lunga percorrenza sono state aggiunge diverse fermate intermedie. Dunque può capitare che un Intercity tra Napoli e Roma fermi ad Aversa, Formia e Latina, laddove un Espresso viaggiava senza fermate intermedie.

Ai bei tempi, cioè vent'anni fa, l'Intercity faceva pochissime fermate, l'Espresso faceva più fermate, il Diretto ne faceva ancora di più, e il Locale le faceva tutte. Oggi invece capita che un Intercity faccia più fermate di un "diretto" di allora...! E dato che oggi su diversi treni regionali c'è l'aria condizionata, il famoso "supplemento rapido" non si capisce più a cosa si riferisca!

Si potrà argomentare che lo schema dei treni dipende molto da ciò che "vuole" la clientela.

Ma si può facilmente ribattere che la clientela "vuole" sempre le solite cose:

  1. anzitutto risparmiare: due persone che debbano andare da Napoli a Roma cosa sceglieranno? Spendere 72,20 euro in Eurostar, oppure andare in auto e spendere 50-60 euro tra benzina e autostrada?
    E se le persone sono tre, cosa preferiranno: 108,30 euro con l'Eurostar, oppure 50-60 euro di benzina e autostrada?
  2. in secondo luogo - e non meno importante - avere più treni a disposizione nella stessa giornata, in modo da "coprire" eventuali imprevisti (come il dover cambiare all'ultimo momento l'orario di partenza, oppure l'aver perso una coincidenza, etc)...
  3. solo a questo punto ci si preoccupa di viaggiare "comodi" (ad oggi ho conosciuto una sola persona - con handicap fisico - che sceglieva di proposito treni più "comodi" a costo di essere costretta a cambiare orario di partenza o a pagare di più);
  4. infine, la velocità effettiva dei treni: poco importa che il treno faccia i 120 o i 300 chilometri orari, l'importante è quanto si guadagna dalla dicitura "treno ad alta velocità". È inutile spendere oltre il triplo per guadagnare solo un'ora di viaggio (come nel caso Roma-Napoli).

La situazione attuale è semplicemente drammatica:

  1. anzitutto i treni costano troppo: il treno è improponibile come l'alternativa all'automobile, dal momento che se si viaggia in due, l'auto costa meno, e continua a costare meno nonostante i terribili rincari di benzina e autostrada;
  2. in secondo luogo, l'offerta dei treni è troppo piena di treni costosi, ed è troppo povera di treni "economici"; per non parlare della povertà delle "coincidenze";
  3. sulla comodità e sulla pulizia devo ammettere che in quindici anni ci sono stati dei miglioramenti, anche se molto al di sotto di quel che ci si poteva aspettare osservando il costo del viaggiare in treno;
  4. sulla velocità effettiva, è inutile vantare "alta velocità" per treni capaci di correre a trecento (300) km/h ma che in fase di partenza o di attracco sono costretti ad attraversare gli scambi a 30 (trenta) chilometri orari, usando i primi dieci-quindici minuti di viaggio solo per uscire dalla stazione ed entrare nel "circuito".

Un Settebello tristemente parcheggiato a Falconara Marittima verso la fine del 2007

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