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"I have some problems with Linux": I heard this sentence so many times, that I now am absolutely sure that it DOES ACTUALLY MEAN "Hey, dude! I'm just the latest lamer, thrilled by the most famous case: I lost the Future Train because an auto-installation «Linux» CD didn't recognize 100% of my computer hardware!"
CASO TIPICO. Un tizio mi telefona in un orario strambo (per dire il meno), presentandomi con voce rotta e disperata il suo caso.

Parla talmente veloce che non ho il tempo di dirgli che non ne voglio sapere. Mi dice di avere "problemi", capisco che ha tentato di "installare Linux", che ha "problemi", che qualcosa non va, insomma, ci sono dei "problemi", non si capisce se prima, durante o dopo l'installazione.

Finalmente, dopo un buon quarto d'ora, il tizio prende fiato, ma solo per avviare un'altra mega-lamentela sulle sue disgrazie informatiche. Sfrutto selvaggiamente l'attimo di tregua: "scusami, ma chi ti ha dato il mio numero?". Panico in sala. Il tizio ha già capito che quella frase, tradotta in italiano, significa "gliele suonerò di SANTA RAGIONE, e son problemi tuoi se poi lui correrà a VENDICARSI su di te!".

Dall'altro capo del telefono il tizio balbetta: "beh, cioè, veramente...". Dopo un congruo numero di balbetii, riparto alla carica: "non ho ancora capito: chi ti ha dato il mio numero?".

Colto di nuovo di sorpresa, il tizio si produce in una parziale confessione: "quello lì che tu conosci... non mi ricordo il nome...". A questo punto vado giù dritto come una martellata: "ma chi? quello vecchio? quello giovane?", e lui, sentendosi come alla Lubjanka, finalmente ammette a mezza voce: "...ehm, cioè... quello... quello giovane...".

APOTEOSI! Resisto alla tentazione di dirgli "bene, lo chiamerò subito", mi limito solo a dirgli che non sono la persona adatta per risolvere il problema. Parte allora una raffica di scuse e di gentilezze, che devo interrompergli perché ho cose ben più serie a cui pensare, e finalmente chiudo la telefonata.

DICIANNOVE minuti di telefonata per dirmi che aveva UN problema, e non solo non ho capito esattamente QUALE problema, ma ho anche capito che c'è gente che dà in giro il mio numero di telefono per trasferire a me simili rogne! Purtroppo non posso vendicarmi sul colpevole ripagandolo con la stessa moneta, perché questi non ha alcuna capacità sulla quale potergli rifilare un seccatore...!

Quanto a Linux, c'è sempre la stessa questione (mi si è seccata la gola a furia di ripeterlo in giro):

  1. volenti o nolenti, Linux è per smanettoni, per gente che sa dove mettere le mani, per gente che ha esperienza di sistemi Unix, o al limite per gente che ha sufficiente passione per passare nottate a leggere manuali, sperimentare, scrivere software, spulciarsi pagine e pagine in inglese per cavare un esempio funzionante da modificare secondo le proprie esigenze;

  2. solo su ALCUNI computer l'installazione di una qualsiasi distribuzione Linux è oggettivamente esente da "problemi". Se uno si allarma per un warning dell'assenza di una scheda SCSI che nel computer davvero non c'è, allora vuol dire che umanamente non è pronto per Linux!

  3. Linux NON È quel po' di finestrelle e icone che si vedono sullo schermo. Uno magari riesce pure a vedere finestrelle e icone, però poi si meraviglia che usare i dischetti, o leggere un file prodotto dall'ultimissimissima versione dei programmi Micro$oft, non sia così semplice come credeva.
    MORALE: "Linux" NON È una serie di icone colorate diversamente da quelle WinZozz!".

  4. ripeto, perché è importantissimo e sembra che non sia del tutto chiaro a troppa gente: LINUX NON CONSISTE IN UN'ACCOZZAGLIA DI ICONE COLORATE IN MODO DIVERSO DA WINZOZZ!

Se qualcuno dice di avere generici "problemi con Linux" e va a scocciare il "guru" della situazione, allora le ipotesi sono due:


Scorcio da Vico Equense

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