main index Il Capobanda!!! La mia tesi di laurea Index of UNOFFICIAL Circumvesuviana Home Page

This is the Harrier AV-8B of the Italian Navy...! the unique world's vertical take-off and landing jet plane. I saw it (in demo flight and demo air-dancing) at the EliShow 2003 (Rome, Italy)!
Click here for some more information and photos.
Aaaah! Finalmente abbiamo visto di persona questo delizioso arnese, in dotazione alla Marina Militare italiana.

Si tratta di un Harrier II (Harrier AV-8B), classe VTOL/STOVL (vertical take-off and landing e short take off and vertical landing: nel primo caso il decollo è a 90º, nel secondo caso è a 35º).

L'ugello di sinistra con la protezione rossa L'Harrier è capace di decollo verticale e decollo "short" grazie agli ugelli regolabili visibili nella foto a lato (sia pure coperti dalle protezioni poiché il velivolo era solo in esposizione, non era quello che abbiamo visto in volo): dunque è l'unico aereo che non ha bisogno di aeroporti...!

Il pilota può ruotare di centoventi gradi gli ugelli, orientando così le oltre dieci tonnellate di spinta fornite dalla turbina Rolls-Royce "Pegasus" verso dietro, verso il basso, e persino un po' in avanti. Una serie di ugelli supplementari permette all'aereo di muoversi lateralmente in hovering e addirittura di ruotare su sé stesso!

Beh, facile a dirsi, ma spettacolare a vedersi: all'EliShow 2003 lo abbiamo visto arrivare velocissimo, fare un po' di evoluzioni "da jet" (girare di 360º attorno al suo asse, fare l'otto cubano, etc), poi atterrare in pochissimo spazio, e... rialzarsi verticalmente! Una volta alzatosi, fermo in hovering a una trentina di metri dal suolo, si è girato a destra restando rivolto verso di noi, ed ha cominciato a spostarsi lateralmente a destra e a sinistra! Dettaglio di carrello e armamenti visto da dietro l'ala sinistra

Quello che abbiamo visto in esposizione all'EliShow era decisamente... "vissuto"! Annerito e sporco, specialmente in prossimità degli ugelli (come si vede dalla prima foto), deve aver partecipato ad un gran numero di missioni...!

Qualcuno ricorderà certamente di averlo visto in qualche film: lo ha "pilotato" anche Clint Eastwood; nel film riusciva a parlare, ma era pura finzione, perché i getti sono rumorosissimi come qualsiasi altro jet (ho registrato alcuni secondi in formato MP3, ma non li metterò sul sito perché si sente solo un enorme fracasso!); lo abbiamo peraltro visto anche nel film "Attacco alla terra".

È un vero gioiellino, unico al mondo (il supersonico russo Yak-41 non si è più visto da un'abbondante decina d'anni) visto che unisce l'elasticità di un jet da oltre mille chilometri orari al livello del mare, alla possibilità (anche durante il volo) di traiettorie impossibili agli aerei (basti pensare a come può sparire verso l'alto semplicemente riorientando gli ugelli: un aereo inseguitore in pochi secondi se lo vedrebbe sparire davanti e riapparire in coda! Questo è stato uno dei principali motivi del successo inglese nella battaglia delle isole Falkland/Malvinas di aprile-giugno 1992: gli argentini avevano contato sul fatto che gli inglesi non avrebbero potuto portare aerei in zona operazioni, tanto meno da portaerei, a causa delle raffiche di vento e del maltempo).

Fra l'altro l'Harrier si può rifornire in volo, e può decollare con circa 8700 litri di carburante per un totale di 3200 km di autonomia oppure di un'ora di volo in area di operazioni più 350 km totali di autonomia. Il peso a vuoto è di 6658 kg.

La Marina Militare Italiana lo utilizza principalmente come intercettore per la difesa aerea della flotta, armato di cannone da 25mm a cinque canne rotanti (sistemato nella zona ventrale e con 300 colpi in dotazione), razzi da 70mm, bombe MK-82 o MK-20, bombe a guida laser, missili Maverick, Amraam e i famosi missili Sidewinder AIM-9L con guida a infrarossi per ingaggi ravvicinati. La dotazione comprende anche radar "multimode" per agganciare obbiettivi a tutte le quote e in ogni condizione climatica.

Con lo "sky jump" (la parte finale della pista rialzata), può decollare con cinque tonnellate e mezza di armamenti da una pista di soli centottanta metri (decollando normalmente abbisognerebbe di una pista di 350-400m), ossia è l'ideale per un incrociatore di piccole dimensioni come il Garibaldi (dove ne sono impiegati otto).

Il portaeromobili Garibaldi ha 173×30 metri di ponte di volo e un hangar di 108×15×6 metri; alle estremità del ponte di volo vi sono due elevatori (di 18×10 metri capaci di alzare 15 tonnellate) per portare i velivoli sul ponte. La consegna alla Marina Militare della portaerei Andrea Doria (con un ponte di volo di 220×34 metri e un hangar di 134×21 metri) è prevista per il 2007.

Aggiornamento urgente: il presidente della Repubblica Italiana, Ciampi, ha imposto di cambiare il nome della portaerei: non più il condottiero genovese Andrea Doria, ma l'artefice del Risorgimento Cavour.

L'Harrier della Marina Militare italiana

indietro (previous page) - home page - send e-mail