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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


20: Confusion at the northern end - Fabricate fog (confusione al lato nord - fabbricare nebbia)

"Anche copiandone la memoria in un cybercervello, il vecchio ghost (l'anima) non le abiterebbe": a questa breve spiegazione "religiosa" messa in bocca a Saito, l'autore è costretto ad ammettere la realtà della morte valida fin da quando esiste l'uomo; per quanto voglia speculare sull'anima umana (che secondo lui sarebbe un software), non può non ammettere che che in caso di morte non si può far rivivere una persona semplicemente trasferendone i ricordi (questo è vero infatti solo per i computer).

Dunque il ghost nella shell (cioè l'anima nel corpo) sarebbe una sorta di software eseguibile corredato da memorie. Ma anche tali software "eseguibili" sarebbero pur sempre "dati" copiabili; dunque l'autore si trova all'imbarazzante punto di considerare il ghost come un software capace di evolversi autonomamente (per cui sarebbe clonabile ma non sostituibile riciclando le memorie), ma in qualche modo talmente legato alla materia del corpo che pur ammettendo operazioni invasive (cyborghizzazione, cybercervelli e micromachines, etc) in caso di morte del corpo o del (cyber)cervello sparisce per sempre.

Kuze è già sulla sua "terra santa", autoproclamatosi "profeta". E dimostra come può conquistare la fiducia di un uomo anche quando quest'ultimo non sia per nulla cyborghizzato. Anche il "carisma" è un fattore umano (e non solo di dati).

E stavolta le cose cominciano a farsi complicate: i lorsignori hanno mandato un paio di armor suits a... difendere l'affare del presunto russo.

Noccioline varie:

Giudizio complessivo: ottimo moltiplicatore di adrenalina.


Visti dal treno andando da Chieti a Sulmona

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