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Quale è il migliore setup per fotografare la Luna con la Panasonic Lumix FZ20?

La Luna è molto luminosa, per cui conviene usare il modo "A" (aperture priority) con almeno F5.6 (per tagliar via l'eccesso di luce che arriva dalla Luna; qualcuno, più fanatico, usa anche di più, addirittura F8.0, ma con risultati meno entusiasmanti) e usare lo spot metering, e scegliere lo spot focus, puntandolo sul bordo della Luna.

Quest'ultimo accorgimento è necessario perché altrimenti la fotocamera adatterebbe alla luminosità della Luna tutto il resto della foto, facendo una media su tutto il campo utile (e invece noi sappiamo bene che l'intuito umano può arrivare sempre più in là delle caratteristiche di una fotocamera).

Inoltre, facendo attenzione all'histogram, occorre evitare di esaltare troppo la foto verso il bianco (nel qual caso perderemmo dei particolari; il risultato migliore si vedrà quando la Luna è in "grigio sabbioso" piuttosto che "in bianco"). Quasi quasi aggiungerei di provare a correggere un po' verso il basso l'esposizione (uno o due "stops").

Infine, usare un treppiede o un supporto molto stabile, perché con un ventesimo di secondo la Luna potrebbe venir fuori maluccio...

Se si ha a disposizione un telefoto da almeno 1,4× allora occorre "chiudere" ulteriormente. Col mio Raynox 2020Pro devo usare F/8.0 e ridurre ulteriormente i tempi (1/60 potrebbe essere già troppo lungo come tempo; ho avuto risultati ragionevoli con 1/120 e 1/250).

Naturalmente è ancora più d'obbligo il treppiede. Avevo un supporto abbastanza "fermo", ma ho dovuto usare l'autoscatto da dieci secondi perché dopo due secondi che avevo premuto il tasto per scattare, la fotocamera oscillava ancora leggermente!

Dunque, occhio al calendario! Quando c'è la Luna piena (dal giorno prima al giorno dopo), piantiamoci in soffitta, spegnendo tutte le luci dopo aver "consolidato" il treppiede, e scattiamo trecento foto finché una nuvola (o un "memory card piena!") non ci obbliga a smettere. Se da trecento foto ne tiri fuori una o due buone, puoi già saltare di gioia.

Una volta "esperiti" sulla Luna, e sempre col telefoto aggiuntivo, si può provare a fotografare qualche altro corpo celeste abbastanza vicino... Teniamo presente che per cominciare a distinguere ad occhio nudo gli anelli di Saturno occorrerebbero non meno di settanta ingrandimenti. Dunque la FZ20, anche con l'ottica aggiuntiva, è sostanzialmente inadatta per l'astrofotografia, per la quale penso sia più conveniente una fotocamera economica con un adattatore per telescopio (ed ovviamente un telescopio particolarmente potente). Da parte mia non ho intenzione di indagare la questione.


Come si fa ad evitare l'effetto "foto mossa"?

Nello scattare una foto, l'otturatore deve restare aperto quel tanto che basta per riprendere correttamente la quantità di luce utile, né più (altrimenti viene "sovraesposta" o "saturata", cioè troppo chiara) né meno (altrimenti viene "sottoesposta", cioè troppo scura).

Primo fattore utile: EV (exposure value) - cioè quanto autorizziamo la fotocamera ad accettare luce dalla scena.

Secondo fattore utile: ISO ASA - cioè la sensibilità del sensore alla luce. Più è alta la sensibilità, e più il sensore catturerà piccole e deboli sorgenti di luce - e, rovescio della medaglia, sarà aumentato il "rumore" di fondo della foto.

Terzo fattore utile: aperture - cioè quanto dev'essere larga "l'iride" della fotocamera ad una data lunghezza focale; viene spesso detta "iride" il foro attraverso cui la luce, appena passata attraverso le lenti, arriva sul sensore della fotocamera. Questo parametro si misura in F/stop, un numero che indica il rapporto tra la lunghezza focale delle lenti e il diametro dell'apertura dell'iride.

Dato che le lenti tipicamente "si mangiano" un po' della luce che passa loro attraverso, ne segue che a differenti livelli di zoom l'apertura utile è diversa. Per esempio, sulla Panasonic Lumix DMC FZ20 si può avere F2.8 sull'intero range dello zoom (caso raro!), mentre sulla Konica Minolta Dimage Z3 l'apertura minima è F2.8 in modo wide e F4.5 in modo telefoto (caso tipico).

L'apertura massima è F1.0, ma il range delle fotocamere digitali in circolazione raramente eccede i valori tipici da F2.8 a F8.0; solo sulle migliori fotocamere a pellicola (almeno per adesso) si possono avere aperture da F16.0, F22.0, F1.4, F1.0, etc.

La scala tipica è: F1.0, F1.4, F2.0, F2.8, F4.0, F5.6, F8.0, F11.0, F16.0, etc. Questi valori tipici sono tali che ad ognuno di questi stop sarebbe richiesta in teoria una velocità dell'otturatore almeno doppia del precedente.


Come ci si districa tra questi tre valori?

Non voglio ripetere gli esempi dei manuali, ma solo fornire qualche breve criterio per cominciare a fare esperimenti - al fotografo infatti serve spesso più la pratica che la teoria.

Quando il soggetto è fermo e ben illuminato abbiamo ampi margini di scelta per velocità dell'otturatore e tutto il resto. Le foto migliori le ho ottenute con velocità da 1/120sec a 1/8sec.

Primo caso: il soggetto è fermo ma non è illuminato in modo uniforme (la foto di Napoli in tarda serata). In quel caso mi sarebbe bastato tenere la sensibilità a livelli normali (per esempio ISO 100) e un'esposizione più lunga. Il guaio era che la fascia costiera era illuminatissima, e quindi il cielo sarebbe venuto fuori assai buio, a meno della Luna. Ho quindi alzato la sensibilità ad ISO 400, ottenendo "troppa" luce sulla fascia costiera, ma anche un cielo più chiaro e stellato (la luce diffusa è visibile fino a parecchie centinaia di metri al di sopra delle case, l'avete notato?). La foto è venuta assai disturbata, ma il rumore è sparito perché ne ho ridotto le dimensioni in modo abbastanza drastico (da 1600×1200 l'ho portata a soli 741 pixel di larghezza). Da notare la Luna, di cui si vede anche la parte teoricamente "non illuminata".

Se il soggetto è decentemente illuminato ma non è fermo, occorrerà una velocità dell'otturatore maggiore. Come regola generale (molto ruspante ma spesso efficace) si suggerisce di usare la velocità inversamente proporzionale alla lunghezza dello zoom equivalente: per esempio, con uno zoom a 35mm o 105mm (tipicamente chiamati "1×" e "3×" su molte fotocamere) sarebbero da scegliere rispettivamente 1/35sec o 1/105sec (o velocità maggiori, per esempio 1/40sec o 1/120sec).

Se l'otturatore è veloce, cattura meno luce ma non cattura il "movimento" del soggetto (se vi piace giocare con i valori all'estremo opposto potrete divertirvi a fotografare scie di luci e poi esaltarne gli effetti editando sul PC la foto e aumentandone drasticamente la luminosità e il contrasto).

Vi ricordo che il valore F/1.0 significa che la luce che attraversa il gruppo ottico finisce tutta sul sensore. Valori bassi sono utili per avere "profondità di campo" (fotografi un soggetto aspettandoti che ciò che c'è in lontananza arrivi sfocato, lasciando in focus solo il soggetto), ma su questo punto influisce un altro fattore: la lunghezza fisica della focale (ecco perché lo scrivono su tutti i gruppi ottici). Nel caso di ottiche molto spinte si può usare il massimo zoom allontanandosi dal soggetto, per "sfocare" deliberatamente ciò che gli è dietro. Il caso tipico: invece di fotografare l'oggetto da vicino e con lo zoom wide, ci si allontana il più possibile per usare il massimo zoom utile. Difficile da spiegare senza proporvi un paio di foto: provateci da soli, mettete una bambola su una sedia e fate il doppio esperimento, e guardate - a parità di dimensione del soggetto in pixel - quanto si "sfoca" lo sfondo nelle due foto.


Fotocamera usata, a soli duecento euro!! Cosa faccio, la prendo?

Innanzitutto io non comprerei mai una fotocamera usata, perché per quante rassicurazioni ti possano fare, non puoi mai veramente sapere quante cadute ha preso, quanti eccessi di calore ha dovuto subire (troppo caldo o troppo freddo), quanta sabbia e quanti graffi ci sono, etc. Certe cose possono venir fuori anche a distanza di settimane dall'acquisto. Mentre con una fotocamera nuova ci si può affidare alla garanzia, con una usata è un po' una lotteria. Chissà perché tutti quelli che vendono una fotocamera usata dichiarano di averla usata pochissimo... un po' come con un'automobile usata (che peraltro, i "pochi" chilometri che ha percorso, li ha fatti su autostrade tranquille o sempre in centro e in ora di punta e nelle mani di un patentato isterico?)

Altra cosa: prima di confrontare le caratteristiche, dobbiamo decidere che uso vogliamo farne. L'errore tipico di chi compra una fotocamera per la prima volta è cercare il maggior numero possibile di features che poi in realtà... non userà mai.

Così, chi non fa foto naturalistiche, difficilmente ha bisogno di una "ultrazoom"; chi fa foto soprattutto indoor (dentro casa, o al chiuso) non dovrebbe comprare una fotocamera con zoom minimo da 35-36mm ma almeno una 28mm o ancora meno, e così via; poi, altrettanto importante, chi non ha intenzione di lavorare di "editing" al computer sulle immagini appena scattate, generalmente non dovrebbe prendere una fotocamera da più di tre megapixel, etc.

Alcune cose sono consigliabili praticamente a chiunque (come lo stabilizzatore, "anti-shake" o quale altro nome gli venga dato), per cui cominciano a diventare presenza fissa su tutte le nuove fotocamere (un po' come qualche anno fa, quando il flash cominciò ad essere montato anche sui modelli più economici).


Il rivenditore mi ha detto che è vero che quella fotocamera ha uno zoom 7×, ma l'ingrandimento reale è di almeno 10×...

Prima di tutto, la regola fondamentale: mai chiedere consigli ad un rivenditore. Per un negoziante la merce "ottima per te" è solo quella che lui non vede l'ora di venderti.

Poi, la faccenda dello zoom è l'esatto contrario di quel che ti ha detto.

La Panasonic FZ20 ha infatti uno zoom 12× che però in totale ingrandisce quasi 10,8 volte volte (l'ingrandimento effettivo non è proporzionale al numero di millimetri; cresce in curva, non in modo lineare). Per verificare questo ho fotografato un libro sullo scaffale: con zoom 1× (36mm equivalenti) usciva largo 228 pixel, con zoom 12× (432mm equivalenti) veniva largo 2452 pixel (alé!!).

Quindi una fotocamera 28-200mm significa che:

  1. il 28mm ti "allontana" dal soggetto (prende più campo) di una 35mm
  2. da 28 a 200mm sono poco più di 7 volte la lunghezza focale originale (ma poco meno di 6 rispetto all'ingrandimento standard del 35mm, che grossomodo corrisponde all'occhio del fotografo);
  3. sette volte di lunghezza focale non significa sette ingrandimenti; io ho provato una vera 28-200mm (la Cybershot F828) e direi che è non più di 5,5 o 6 ingrandimenti;
  4. per foto naturalistiche (uccelli, etc) 200mm non sono tantissimi (in compenso per grandi foto di paesaggi il 28mm è il minimo indispensabile);
  5. se prendi una fotocamera da più di 2 o 3 megapixel, preparati a dover lavorare su ogni foto di un certo interesse (taglia, riduci, etc). Questa fatica vale specialmente per le "otto megapixel" e superiori.

Breve digressione: la Kodak EasyShare V570.

Lo dicevo sempre, da diversi anni, e finalmente a inizio 2006 è venuta fuori la prima fotocamera con due obiettivi (con un sensore a testa): si tratta della Kodak V570, che ha un obiettivo fisso grandangolo (23mm-equivalenti, un'ampiezza davvero eccellente) ed un obiettivo zoom (da 39 a 117mm-equivalenti). Lo zoom viene vantato "5×", il che è falso, perché da 39 a 117 è solo un "3×"; avrebbero piuttosto dovuto vantarla come "due fotocamere in una": una fotocamera con zoom tipico (39-117mm) per le foto di tutti i giorni, più una fotocamera con un grandangolo da leccarsi i baffi (23mm) per i panorami e foto di interni.

La V570 ha diverse caratteristiche interessanti (e pure un bel modo video MPEG4 a 640×480), ma è pur sempre una fotocamera di "fascia bassa", non troppo esaltante per chi è abituato ai soliti mammoni... È evidente che la Kodak vuole saggiare il mercato, e che i prossimi "mammoni" avranno con buona probabilità lo stesso sistema (due ottiche, ognuna col proprio sensore).


Sul sito XYZ hanno scritto che la fotocamera X non ha il mirino! Possibile?

I siti che vendono fotocamere (ed altro) pubblicano tipicamente una vaga e approssimativa scopiazzatura di qualche depliant pubblicitario, per cui c'è da fidarsi proprio poco. Per le caratteristiche tecniche è meglio fidarsi del sito ufficiale della casa produttrice (sarà pure pubblicitario ma non può mentire) oppure di qualcuno che scrive una recensione decente.

Comunque, tecnicamente è vero: nessuna "ultrazoom" ha il mirino meccanico (quello che muove le proprie piccole lenti interne in proporzione a quanto allunghi lo zoom della macchinetta).

La mia vecchia Kodak (che zoomma solo di 2×) ce l'ha "meccanico", ma è assai fastidioso perché non copre mai esattamente il 100% dell'immagine che stai fotografando (a volte di più, a volte di meno, e verso il centro "pende" un po' verso un lato).

Sulle ultrazoom (compresa la FZ20) e sulle videocamere più recenti, c'è il mirino elettronico (EVF) che è praticamente un piccolo display a cui accosti l'occhio. Il vantaggio è che quel che vedi nel mirino è esattamente quel che vedresti sul display LCD ed esattamente quello che stai per fotografare (quindi niente teste tagliate e piedi scomparsi nel nulla, e nessuna sorpresa quanto a sovraesposizioni e affini). Io sono un tifoso di questo geniale aggeggio; altri odiano a morte l'EVF (electronic view-finder) e preferiscono il mirino ottico (quello che quando muovi lo zoom, attraverso un po' di ingranaggi sposta pure la coppia di lenti del mirino), con tutti i suoi disagi (e con l'unico vantaggio che non consuma la batteria).

L'EVF ha comunque un grande vantaggio sul mirino meccanico (anche se è notevole solo sulle fotocamere più recenti, a cominciare dalla FZ20): quando "componi" una foto e provi a mettere a fuoco, già vedi di massima se stai "acchiappando" troppa luce o se stai sottoesponendo, o se c'è qualcos'altro che non va... il mirino meccanico ti fa vedere quel che vede il tuo occhio; l'EVF ti fa vedere quel che vede la fotocamera. È difficile argomentare a favore del mirino meccanico... a meno che uno non sia abituato da decenni di esperienza con fotocamere a pellicola!

Ma è vero che quel filtro permette di fare fotografie a infrarossi?

Ci sono alcuni filtri per "fotografare a infrarossi" (riprendere cioè nella foto solo la parte non visibile, di raggi infrarossi). Per questi però ci vuole una fotocamera che non vada a filtrare gli infrarossi. Non è il caso della FZ20, che li filtra abbondantemente (serve per migliorare la qualità). Alcune fotocamere digitali economiche si prestano invece abbastanza bene (per esempio la Panasonic FZ3) perché non riescono a filtrare bene gli infrarossi.

Una foto davvero fatta sugli infrarossi mostrerà dei colori curiosi, la cui intensità suggerisce il calore che emettevano (attenzione: la fotografia ad infrarossi è molto più economica e facile della termofotografia). Una particolarità per riconoscere le foto sugli infrarossi è l'apparente totale assenza di ogni più piccola ombra. Nel caso siano presenti ombre, infatti, si tratta di foto "normali" che hanno assorbito più o meno infrarossi.

E comunque, non è vero che basta applicare un filtro esterno per fare foto a infrarossi; il filtro "filtra", cioè non fa miracoli.

Piccola parentesi. Mi hanno riferito di una fotocamera da dodicimila euro sulla quale il filtro ad infrarossi è "esterno", cioè staccabile.

Ma quanto pesa questa differenza della messa a fuoco manuale, che la FZ20 ha e la FZ5 non ha? È così grave avere solo quella automatica?

Con la FZ5 la messa a fuoco è solo in automatico. La FZ20 ha invece sia quella in automatico che quella manuale; in quest'ultimo caso è possibile usare la rotellona dentata che sta attorno al gruppo ottico, e nel frattempo vedere (in un quadratino al centro dello schermo LCD della fotocamera) come sta venendo il "focus" (praticamente ingrandisce continuamente un dettaglio del centro dell'immagine per far vedere prima di scattare se stai sfocando troppo). Per i miei gusti è una feature assolutamente indispensabile; per i tuoi, non so.

Per motivi economici le fotocamere digitali tendono ad essere molto "automatiche" (quanto più sono economiche, tanti meno controlli manuali hanno); il che è accettabile per i principianti, assai meno per chi è abituato a spremere al massimo l'apparecchio. Ho trovato perfino qualcuno che si è lagnato dicendo "io sono anziano e la FZ20 mi fa stancare troppo il braccio" (era evidentemente abituato a fotocamere da 150-200 grammi al massimo). Io comunque non mi sono mai sentito a disagio con la Kodak DC210+ che ho da ormai sei anni, che pesa più di 300 grammi (praticamente quanto la FZ5) e ha un corpo alquanto tozzo e largo (uno dei guai di chi "punta e scatta" con fotocamere così appariscenti è che tutti ti vedono fotografare e ti guardano neanche avessero visto un mostro Haniwa).

Per i fanatici dei controlli manuali, c'è la Panasonic DMC LC1, che ha uno zoom ridotto (da 28 a 90mm) ma i controlli sono manuali che più manuali non si può: per modificare lo zoom bisogna girare il rotellone attorno al gruppo ottico, per modificare l'apertura da F2.6 in poi c'è da girare il secondo rotellone, per i tempi di esposizione, terzo rotellone... Purtroppo la qualità si paga, e infatti costa più del doppio della FZ20.


Sono ancora indeciso, comunque per me è un prezzo accettabile...

La sola fotocamera non basta. Ti converrà comprare una Secure Digital abbastanza capiente e veloce; io per la FZ20 ho una Sandisk Ultra II da 512Mb, che alla massima risoluzione può contenere 200-300 foto (ovviamente dipende sempre dai soggetti che fotografi), e se uno comincia a scattare in continuazione, in un pomeriggio si può riempire l'intera memoria quasi senza accorgersene... Una fotocamera digitale ha il vantaggio che ti fa scattare "gratis" (per cui di un soggetto importante puoi scattare decine di foto e poi lavorare solo su quelle due o tre che ti sono venute davvero bene e buttare via tutto il resto). Fra parentesi, la Ultra II sembra proprio allineata alla massima velocità di salvataggio della fotocamera (per cui dopo appena un secondo che hai scattato, puoi già scattare un'altra foto); non vale la pena prendere una Ultra III perché non sarebbe sfruttata tutta la velocità di scrittura di cui è capace. La Ultra II sarebbe classificabile "70×"; che io sappia, altre marche (Lexar, Kingston) hanno prodotto delle SD altrettanto veloci.

Per la cronaca, questo significa anche che uno ci va giù pesante con gli scatti. Trovato un soggetto interessante (un passero), l'ho seguìto scattando parecchie decine di fotografie in pochissimi minuti. Di tutto quel malloppo di foto, solo tre le ho giudicate sufficienti (anche se il 90% di loro era buona quanto a focus e illuminazione).

Ho deciso: da oggi voglio anch'io una fotocamera digitale! Consigliamene una buona, dai...! Consigliami una fotocamera che sia sopra la media!

Prima di stabilire quanto una fotocamera sia "buona", è opportuno farsi le solite domande: "cosa ci voglio fare? quanto prevedo di spendere per fare quello che vorrò fare? sono già convinto che lo strumento migliore di un fotografo sta tra le sue due orecchie, oppure penso che basti comprare una Ferrari per diventare più bravo di Schumacher?".

Detto questo, anche conoscendo perfettamente le tue esigenze, non verrò certo a consigliarti... infatti, alla prima foto che ti verrà male, correrai a lagnarti da me lanciando un'imprecazione per ogni centesimo speso (e meno male che volevi solo un "consiglio"! e meno male che a scattare foto, con una digitale, è gratis, non sei mica costretto a stamparle!).

Eh... è dura, oggi, per gente come me, essere dei normalissimi appassionati di fotografia digitale :-)


Ho deciso: la mia prima digitale sarà una ultra-zoom!

Se è la tua primissima fotocamera digitale, ti conviene puntare su qualcuna molto economica per capire cosa significa smanettare con le immagini (è infatti traumatico per chi proviene dalla pellicola, specialmente quando hai a che fare con dei JPEG da megabytes l'uno, per non parlare dei TIFF, dell'editing delle foto, etc) e poi dopo, successivamente, considerare un acquisto che ti impegna per centinaia di euro e un modo di lavorare sulle immagini assai più impegnativo.

Poi, considera pure la questione dell'ultrazoom: se non fai foto naturalistiche, una ultrazoom potrebbe non esserti indispensabile.


Cosa succede se proietto una foto con un videoproiettore (per uno schermo di 1,5×1,0 metri)? Ho una risoluzione accettabile o vedo la foto divisa in tanti quadrati?

Se usi un videoproiettore SVGA 800×600 o 1024×768, vedrai le foto ridotte a 800×600 o 1024×768 (dato che entrambi i formati sono meno della metà di una "tre o quattro megapixel", non avrai nessuna sgranatura). Con un videoproiettore che abbia solo l'A/V input, la cosa dovrebbe essere ancor più semplice (anche se in quel caso l'immagine "dondola" un poco).


Ho appena comprato la mia nuova Olympus E-300 e non vedo l'ora di... aggiornarle il firmware!

Che strano: di solito uno che compra una fotocamera non vede l'ora di andar bighellonando per fotografare... Questa mania di aggiornarsi il firmware di tutto quel che si ha (dalla lavatrice al telefonino, dalla fotocamera all'asciugacapelli, etc) è a dir poco un esotismo inutile. L'unico caso in cui è davvero necessario aggiornare il firmware di una fotocamera digitale è quando:

Nel primo caso, anche su macchine del costo di migliaia di euro, c'è stato qualche caso di firmware bacato quel tantino che basta per farti bloccare la macchina da un momento all'altro mentre scatti fotografie. Gravissimo!

Nel secondo caso, c'è l'esempio della Panasonic Lumix FZ1 (di qualche anno fa: era da due megapixel), che andava tutta in "Automatico"; col nuovo firmware (che la Panasonic voleva vendere ai soli giapponesi, ma poi trapelò in rete e ora ce l'hanno praticamente tutti, ed infatti la chiamano "Panasonic FZ1v2", "versione 2") si aggiungevano un mucchio di features "manuali" (focus, tempi, etc) che poi compariranno solo nei modelli successivi (la FZ2 e la FZ3).

In tutti gli altri casi, potresti fare la fine di quell'amico mio che qualche giorno fa mi diceva tutto orgoglioso di voler già "upgradare il firmware" del suo computer (quasi nuovo). Ieri, mogio mogio, è venuto a dirmi che solo dopo aver "fatto l'upgrade" si è reso conto che l'unica "feature" in più riguardava il funzionamento al di sotto di un gigahertz (mentre lui vi usa un clock più alto).

Qualcuno potrebbe obiettarmi che se una casa produttrice di fotocamere si spadella a tirar fuori un firmware aggiornato, qualche problema ci deve pur essere. Accomodatevi pure, poi mandatemi una foto della vostra faccia perplessa quando vi accorgerete che l'upgrade vi ha aggiunto una preziosissima "ottimizzata gestione dei menù in lingua giapponese"! :-)


Ho scoperto che se su PC carico e salvo un JPEG della fotocamera senza fare modifiche, ottengo la stessa immagine ma molto più ridotta! Anche meno della metà delle dimensioni originali! Così risparmierò un sacco di spazio su disco, no?

Hai scoperto "male"! La compressione JPEG della fotocamera salva quanti più dettagli è possibile (peraltro è abbastanza vero che non comprime fino all'impossibile: "sul campo" deve essere veloce, a costo di comprimere un po' meno le foto). E comunque con le digitali non si fa mai "economia" di foto!

La compressione della fotocamera salva il massimo del dettaglio, per cui non ti conviene fare indiscriminatamente quell'operazione perché aumenteresti il "rumore JPEG" (quello che gli anglofoni chiamano artifacts). Io fotografo parecchie cose, e tornato a casa scarto tutte le foto con almeno un difettino, e quindi a stento se ne salva un decimo (è così che si risparmia spazio sul disco!)... Infatti è solo su quelle veramente buone che si "lavora" di editing (sempre tenendo presente che un JPEG salvato a qualità 90, se viene caricato e salvato di nuovo a qualità 95, non è che aumenti la qualità! ed anche risalvandolo di nuovo a qualità 90, la ricompressione lossy dopo la decompressione lossy farà perdere altri dettagli!)


Che bello, che bello! Ho anch'io una bestia da cinque megapixel! Da stasera comincio a mandarti un po' di foto e ti racconterò delle mie scoperte...

No, pietà! :-) Ho già strapiena la casella di posta elettronica per altri motivi! Secondo me ti conviene mettere su un sito di fotografie, anzi, una "home page", non solo per le foto (che per il web ti toccherà ridurre a non più grandi di circa 800×600, riducendo in tal modo anche difetti vari come rumore, mosso, etc), ma anche per descrivere semplicemente le tue esperienze nel campo della fotografia... Te lo dico perché quello che mi scriveresti interessa evidentemente non solo a me ma anche a molti altri e quindi o lo metti sul tuo sito o mi toccherà metterlo sul mio :-)

Comunque, anche per me, che vengo da una Kodak da "un megapixel" e con uno zoom massimo di 58mm equivalenti, è stato un estremo piacere provare lo zoom sabato mattina a Pompei (e si vede pure la differenza di qualità con la vecchia fotocamera!!) :-)

Comunque io sto sempre qui, perché no? è un piacere scambiarsi informazioni. Magari potremmo aprire un "forum", o partecipare a qualcuno già esistente. Io non ci partecipo troppo perché il 90% degli utenti o è indeciso su cosa acquistare, o sta lì per dire che la sua fotocamera è l'apice perfetto della tecnologia e tutti gli altri sono dei grulli che non capiscono niente :-)

Quanto alla tua "home page", non devi mica fare una cosa iperbolica... Quello che "parla" del sito sono le tue foto. Una pagina HTML con una breve descrizione (una riga o due) e poi la foto (ridotta a dimensioni ragionevoli). Altrimenti puoi provare con qualche sito che già fa questo lavoro (purtroppo i migliori sono a pagamento).

Con la fotocamera Kodak a suo tempo mi uscì l'Adobe Pagemill in omaggio; non era un granché, come editor HTML; lo provai solo per non rimpiangere di aver pagato un software che non avrei mai usato, scrissi una paginetta con una foto, poi guardai il contenuto del file HTML e capii che potevo scrivermi da solo il software per generare automaticamente il mio sito. E infatti il mio sito è nato così, e si è esteso a dismisura proprio perché la manutenzione che ci devo fare è minima.


Perché in Germania le fotocamere costano assai meno che in Italia, ed in USA costano ancor meno?

Quando qualcosa viene importato in Italia, si applica l'IVA. E poi, ai produttori americani conviene vendere molta più merce nei paesi dove c'è "meno IVA" e più probabilità di vendita (due motivi che abbattono un po' i prezzi). Infine, i prezzi al dettaglio in un negozio sono sempre più alti perché includono il rischio (per il negoziante) di restare con la merce "a terra" per molto tempo (durante il quale il calo del dollaro e i ribassi del mercato gli farebbero perdere soldi, per cui per avere un miglior margine tiene i prezzi più alti). Ebbene sì, a marzo 2005 il prezzo in negozio della Panasonic FZ20 era ancora uguale al prezzo di listino (699 euro) pubblicato ad ottobre 2004, mentre in USA si poteva comprare per meno di 500 dollari - cioè, in teoria, costerebbe la metà; in pratica, acquistare in USA significa dover pagare spedizione oltreoceano più IVA e dazio (a meno di qualche "trucchetto" non perfettamente legale), per cui il gioco non vale la candela.


Quando vedremo una fotocamera ultrazoom con un wide molto ampio? Mi dispiace che la FZ20 non abbia anche un 28mm... esiste un wideconverter per la FZ20? magari ce lo terrei sempre montato sopra!

Una soluzione "wide" in una "ultrazoom" probabilmente non la vedremo tanto presto in circolazione (è un problema di ottica; i megapixel possono crescere a volontà, ma una gruppo lenti da 28-400mm è un po' troppo difficile da creare a costo ragionevole).

Nel 2007 è uscita la Lumix FZ18, con uno zoom 18× (da 28 a 504mm equivalenti), a prezzo "ragionevole" (è di fascia economica).

Poi c'è il problema che le lenti aggiuntive aggiungono purtroppo altri piccoli fastidi (possibile vignetting, poi si mangiano un po' di luce e di dettagli, poi aggiungono comunque quei 200-300 grammi di peso, etc). E non è il caso di tenerle "sempre montate" (perché così poi non si sfrutterebbe più tutto lo zoom di cui è capace la fotocamera).

La soluzione drastica? Prendere una fotocamera che sia "nativa" da 28mm o meno (per esempio la Coolpix 8400, che parte da 24mm, quindi a 28 dovrebbe distorcere poco e niente) più una "ultra zoom" (in questo caso però raddoppierebbero ampiamente i costi).

La soluzione meno drastica è prendere un wideconverter e aggiungerlo (solo quando serve davvero) alla fotocamera "ultrazoom". Le lenti aggiuntive wide originali Panasonic e Konica-Minolta sono 0,8× ma costano un occhio della testa (figurati poi che il telefoto Panasonic costa praticamente quanto la fotocamera stessa), ma in giro ci sono adattatori sia per le Coolpix che per Panasonic che per le Konica-Minolta che ho recensito (gli adattatori li fanno altri, per esempio la Raynox) che permettono di usare quasi ovunque i wide/tele di Olympus, Sony e altri.


Ma non è che mi troverò male comprando la FZ5 che non ha il focus manuale? È cambiato qualcosa nella FZ20? per esempio la faccenda degli occhi rossi oppure le foto di soggetti "mossi", è migliorato qualcosa nel frattempo?

Ti posso dire che io ho finora usato il focus manuale solo qualche volta (soggetto male illuminato e di notte) e in "macro" quando avevo il soggetto troppo vicino (meno di 2cm). Se non lo hai mai usato prima su nessun'altra fotocamera, allora non ne sentirai la mancanza. L'unica differenza nelle foto sarebbe farti vedere una foto sfocata (ottenuta con l'autofocus) e una foto messa a fuoco (ottenuta girando l'accrocchio manualmente).

Decidi tu se il focus manuale vale tutti quegli euro di differenza.

Quello che si sa della FZ20 da qualche mese, non è cambiato: la Panasonic non ha fatto nessun upgrade del firmware.

Il problema degli occhi rossi non è un problema delle fotocamere ma dell'occhio di noi esseri umani. Le fotocamere fanno tipicamente un breve "pre-flash", più o meno efficace, che riduce parecchio l'effettaccio ma raramente lo elimina del tutto. L'unica alternativa è usare o una sorgente di luce forte e continua (un faro da fotografo) o semplicemente evitare di usare il flash "in faccia alla gente" (quando si può evitarlo).

Gli oggetti in movimento, a seconda del tempo di esposizione, ti verranno o fermi o in movimento. La ventola del PC, fotografata con un tempo di 1/120sec sembrerà ferma; fotografata con 1/10 sembrerà in movimento. Di solito la fotocamera sceglie i tempi tipicamente tra 1/60 e 1/500 a seconda della luce più o meno forte che si ritrova (per questo è utile avere i tempi e le esposizioni programmabili: prima o poi capita di volere una foto volutamente "mossa" o volutamente "più esposta" o volutamente "assai ferma").

Comunque, ricordati sempre che il miglior accessorio per fotografare ce lo hai già, e sta tra le tue due orecchie. È quello che devi usare per "comporre" una foto!


Aiuto! Ho scoperto che la mia Konica-Minolta Dimage Z5 scatta foto a 72×72dpi! Eppure con la Canon Ixus erano 180×180dpi e con la Kodak DX6490 erano 230×230dpi! Cosa devo fare per salvare questa Minolta?

Niente paura: quel "72dpi" non significa assolutamente niente.

Per qualche motivo risalente agli inizi degli anni ottanta, quando finalmente comparvero le stampanti ad aghi con i pin "quadrati", la misura "72dpi" divenne una sorta di parola magica ed a tutt'oggi moltissimi software (compresi quelli delle fotocamere digitali) salvano le immagini indicando un "72×72dpi" che non significa niente.

Infatti "dpi" (dot-per-inch) è un "risultato", non un "obbligo" da rispettare. La tua Z5 tira fuori foto da 2560×1920, e questo è il dato effettivo. Quando vai a stamparle, le ingrandisci o riduci a seconda di quanto larghe le vuoi sulla carta. Se tu le volessi stampare davvero a 72×72 dpi, otterresti foto da 90×68 centimetri!!! (e per giunta sarebbero un po' "cubettose").

Io peraltro ho ottenuto ottimi risultati anche a 104dpi e anche meno; ho stampato a suo tempo una foto da un megapixel (1152×864) su un foglio A3 e venne pure abbastanza bene... (dipende ovviamente dalla foto).

Si dice che la perfezione assoluta (quando l'occhio umano, anche a distanza ravvicinatissima, non riesce a distinguere due punti uno vicino all'altro) sarebbe da 300dpi: stampare a 300dpi significa che le foto della Z5 ("cinque megapixel") ti verranno come dimensioni addirittura 216×162mm. Se stampi a 225dpi la foto da cinque megapixel ti viene grande esattamente come un foglio A4 (stampato fino al bordo).

Quindi, ignora completamente la faccenda dei "dpi" indicati nei JPEG e dormi tranquillo (e goditi le foto a colori, assai più grandi del necessario... se vuoi tirare fuori uno sfondo per il tuo desktop, devi ridurre la foto da 2560 a 1024 punti, cioè riduci due volte e mezzo le dimensioni della foto!)



Conclusioni

Mi rendo conto che qualche fotografo professionista potrebbe avere ancora molto da aggiungere e obiettare; la mia passione per la fotografia è appena agli inizi, e con la più ammaccata e vecchia delle fotocamere digitali (non era così sei anni fa, nel 1999) sono riuscito a mettere insieme questo intero sito.

La foto fatta qui sotto è dal centro direzionale di Napoli, in una sera d'inverno. Il sole è già tramontato, e c'è una discreta quantità di luci accese (tutte sorgenti di luce molto piccole). Il grattacielo della Wind è visto dal "lato buio": le finestre sono infatti ad un angolo troppo acuto rispetto all'osservatore, per cui la poca luce che c'è non filtra in modo evidente dai suoi vetri. L'isola G1 del centro direzionale è invece ancora abbastanza "accesa", mentre il viale è illuminato in modo non uniforme. L'obbiettivo era il solito 29mm.

Per catturare quanta più luce è possibile ho corretto l'exposure della fotocamera chiedendogli +2.0, ed ho aumentato l'esposizione a circa mezzo secondo (non ho potuto fare di più poiché la mia vecchia Kodak non permetteva altri controlli, ed ha ISO 160 fissi).

Ho quindi corretto l'immagine aumentando solo un po' il contrasto (correzione necessaria dovuta al fatto che il film antiriflesso della lente della fotocamera in questione era graffiato) e, riducendo la risoluzione del 35-40% ho alquanto ridotto il "rumore" di fondo (nella foto originale infatti il cielo blu si vedeva picchiettato di aree più scure - la cosa, come detto sopra, è dipesa dalla "lunga" esposizione, di ben 1/2sec!)

Un elenco degli articoli che ho scritto sulla fotografia digitale lo trovi in questa pagina.

Centro Direzionale di Napoli: il grattacielo della Wind e l'isola G1

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