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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


12: To those without even a name - SELECON (a coloro che non hanno neppure un nome - Selecon)

Un po' di indagine nel "Mega Gaiz Neuro Computer", passando attraverso "autostrade telematiche" assai suggestive, ed insinuando che blocchi di dati possano ferire a sangue un uomo più o meno cyborghizzato.

Come al solito, anzitutto la logica e il ragionamento. Già sanno che non troveranno tracce di Gouda, e resta da capire come avrà fatto ad "ispirare" i lorsignori dei Particularist Eleven.

La faccia sinceramente terrorizzata di Togusa: partizionamento di dati dei cybercervelli, backup di tutti i ricordi, e inizio di una procedura "puramente informatica" che costerà parecchia salute a Bomer.

Qualche scenetta interessante:

E nel frattempo i Particularist si incontrano davanti al monumento ai caduti stranieri dell'ultima guerra: e si vede una lunga sfilza di nomi cinesi (traslitterati all'occidentale e in ordine alfabetico). Si vanteranno delle loro azioni criminali (sporche azioni allo scopo di aizzare i rifugiati alla rivolta), con la freddezza dei kamikaze che si preparano al colpaccio dimostrativo finale. Seminare odio e disperazione è utile alla causa. Sanno di essere utili idioti della causa, e ne vanno fieri, orgogliosi, s'invidiano a vicenda. Chi assiste a queste scene prova una sensazione di vuoto cosmico: quegli utili idioti dei Particularist stanno combattendo per un'idea, cioè per il nulla! L'idea in questione è un puro pretesto. Ciò può essere comprensibile in una mentalità giapponese, certo, ma secondo me è ancor più comprensibile nella mentalità occidentale da alcuni secoli a questa parte (commettere crimini in nome di un'idea e poi dare la vita per quell'idea, è semplicemente diabolico: è un ammazzarsi in nome del nulla, dare la vita per il nulla!)

Dico "il nulla" poiché non è in questione il salvare la propria famiglia, o il difendere la propria povera gente da un aggressore esterno. Quella dei Particularist è un'idea generica di libertà (che più avanti nella serie vedremo anzitutto sotto l'aspetto di libertà economica). Insomma, i Particularist sono utili idioti poiché si sono innamorati di un'idea!

E non c'è niente di meglio, per il Potere (con la "P" maiuscola), di gente innamorata di un'idea. Utili idioti, per l'appunto.

Uno di loro, oltre ad ammazzare il rapper Densetsu (il che la dice lunga sullo "stile di vita" dei rifugiati: per farli infuriare basta ammazzare qualcuno dei loro idoli della musica e dello spettacolo) aveva diffuso "voci" sul recupero di materiale radioattivo da Tokyo (esattamente ciò per cui Togusa se la vide brutta, ma anche quell'inseguimento fu solo un modo per "notificare" alla sezione 9 del "pericolo nucleare" di cui si parlerà alla fine: anche questo è un colpaccio da maestro del vero regista del complotto, e cioè di Goda Kazunoto).

Interessante la scena della fuga con l'automobile che prosegue vuota (e col pilota automatico) il viaggio in autostrada, mentre Kuze svicola nel punto "cieco" della telecamera (geniale).

Ripeto: per apprezzare questo episodio bisogna riguardarlo dopo aver visto l'intera serie almeno un paio di volte. Le prime volte che lo si vede, non si riesce ad apprezzare il "crescendo" di adrenalina e le rivelazioni successive. L'autore riesce a condensare in un solo episodio il dramma (e il terrore) dell'avere nel proprio cervello una serie di dati fittizi, inseriti in qualche modo dall'esterno - per "osmosi" in senso informatico o per deliberato sabotaggio.

Nei prossimi episodi l'autore tenterà di spiegare il tutto con la prima delle due ipotesi (la seconda, infatti, è "meccanicistica", sarebbe da telefilm di serie B, è prevedibile, e soprattutto è indifferente rispetto alla teoria "anime/ghost e intelligenza/dati" che l'autore cerca di "dimostrare" con questa e le altre serie manga e animate).

Giudizio complessivo: veramente ben fatto.


Stazione di Pineto-Atri

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