main index ATTENZIONE: i commenti di qui sotto si riferiscono alla pagina:
"il Sinclair Zx Spectrum è meglio del Commodore 64".


  1. Tu sei tra i protagonisti?
    No, quel sabato non c'ero (fui presente, invece, alla pubblica dichiarazione di sfida la domenica precedente).

  2. Perché osi dire che lo Z80A dello Spectrum è più veloce del 6510 del Commodore 64?
    L'ho detto e ripetuto più volte, per favore, basta!
    I programmi che usano massicciamente maree di variabili (e stanno chiusi quasi "a compartimenti stagni" in pagine di 256 bytes: insomma quelli "stile firmware") certamente sfrutteranno un po' di più le caratteristiche del 6510, mentre i software più vari (che richiedono un po' di calcoli, che usano "fette" di memoria più larghe di 256 bytes, etc) saranno certamente favoriti sullo Z80 perché l'uso dei registri è enormemente più veloce delle letture/scritture in memoria; lo Z80 è dotato inoltre di registri e istruzioni a 16 bit e per la manipolazione di larghi blocchi di memoria (LDIR per copiare, CPIR per cercare, OTIR per mandare sequenze di valori sulle porte I/O, etc); alcune comunissime operazioni (moltiplicazione di interi, copia di blocchi lunghi più di 256 bytes, etc) sono spaventosamente più veloci sullo Spectrum che sul «64». Infine, paragonando le cosiddette "istruzioni veloci" del 6510 del «64» alle istruzioni "normali" dello Z80A dello Spectrum, si dimentica che il secondo ha un clock tre volte e mezzo più veloce del primo...! In questa pagina ci sono considerazioni più generali; e comunque si può tranquillamente andare a ripetere su entrambi i computer la prova dell'incremento di una variabile a 24 bit come già avvenuto nella singolar tenzone...!

  3. Posso dimostrare il contrario di quello che hai detto, e secondo me i commodoriani che hai citato erano poco più che dei buontemponi...
    Ci sarebbe innanzitutto da osservare che il sessantaquattrista esperto smanettone è una figura rara. In secondo luogo, con qualche giochetto dialettico (per esempio tirando fuori esempi "ad hoc", citando parzialmente delle fonti, selezionando arbitrariamente gli argomenti, citando esclusivamente autori commodoriani o critici verso lo Z80, etc) qualcuno potrebbe anche convincersi di poter "smentire" quanto ho già ricordato essere evidente, costringendomi a precisare quante volte ho corretto volentieri dati e considerazioni nel momento in cui mi son ritrovato meglio documentato. E inoltre, se di una pagina di confronti e di una cronaca di una disfida ci si spadella ampiamente per minimizzare, polemizzare, insinuare, tentare di smentire, etc, fino al non dormirci la notte... beh, ciò sarebbe niente più che l'ennesima conferma che in queste mie pagine sono stati toccati numerosi tabù che parecchi sessantaquattristi sperano essere sepolti sotto l'aureo alone della leggenda...!

  4. Allora anche tu vorresti bruciare dei Commodore 64 come hanno fatto sul sito Specchums? (nota: il sito specchums.org è stato chiuso nel 2007; alcuni ragazzi avevano dato fuoco a dei Commodore 64 e pubblicato goliardicamente le foto dell'evento)
    Questa domanda parte dall'errato presupposto che il sottoscritto abbia da odiare il «64». Io non ho bisogno di odiare: desidero solo documentare e commentare. Che poi qualcuno si senta offeso e odiato quando gli si ricordano i limiti del C64, è un altro discorso.

  5. Perché per confrontare la grafica si parla sempre dei giochi?
    Perché si presuppone che i giochi debbano sfruttare al massimo le capacità grafiche della macchina. Non dimentichiamo che durante gli anni ottanta la maggioranza dei giochi era sempre progettata e pensata in funzione di uno sprite-controller (giochi tipo platform, scrollers, etc: all'epoca nessuno si lagnò che erano tutti uguali). Questo significò che il loro porting sul «64» era più facile; sullo Spectrum occorreva almeno emulare gli sprite (peraltro quasi sempre con ottimi risultati, a causa della maggior potenza dello Zx).
    Sullo Spectrum, dove non c'era la tentazione di partire sempre dagli sprite, oltre ai giochi con personaggi e oggetti in movimento sullo schermo, c'è stata fin da subito una quantità notevole di giochi tipo adventure, di strategia, logica, riflessione, etc: altro che la tipica omologazione ai platform...

  6. Anche il C64 faceva cose tridimensionali, e pure giochi 3D...
    Qualunque computer capace di grafica bitmap può fare "cose 3D" e "giochi 3D". Resta inteso che per "3D" non intenderemo sempre "puro calcolo tridimensionale", ma intenderemo "qualcosa che all'utente appaia tridimensionale". Sta di fatto che oltre alla netta differenza di prestazioni, a causa della complessa gestione della grafica del «64» (il modo di accendere i pixel, singolarmente o per gruppi, l'inutilità degli sprite per questo tipo di problemi, la minor potenza di calcolo del 6510, etc), era evidentemente più facile sullo Spectrum. C'è il caso di alcuni giochi (come Carrier Command, per esempio) che sullo Spectrum erano 3D e sul «64» erano 2D (magari poteva essere fatto anche "3D", ma i costi in termini di tempo e fatica, in rapporto coi risultati ottenibili, devono aver fatto cambiare idea agli sviluppatori). Il "pseudo-3D" è tradizione sullo Spectrum da tempi remotissimi (Ant-Attack, per esempio).

  7. Quanto c'è di vero nel racconto?
    È tutto vero. Alcuni punti secondari sono stati lievemente modificati per rispetto della privacy.

  8. Ma avresti comprato lo stesso lo Spectrum se al posto dello Z80 ci fosse stato un 6502?
    La domanda è un po' ingenua: all'epoca non era questo il criterio principale (non lo era neanche per i più "tecnici").
    Premesso che non si può speculare su quello che si sarebbe potuto o non voluto fare, devo dire che a suo tempo non lo comprai per il suo processore. Per me poteva essere lento come il cucco, non avrebbe fatto differenza, ero interessato ad imparare il Basic, a capire qualcosa, non a passare i pomeriggi a copiare giochi. Ero già alquanto stupito da quello che si vedeva nella cassetta Horizons (che conservo ancora, che ho ancora qui nel cassetto). Dopo un po' di giorni che avevo il mio nuovo fiammante Spectrum, scrissi il mio primo ingenuo giochino (una macchinina fatta di un solo caratterino grafico che doveva evitare ostacoli mentre lo schermo scorreva lentamente a furia di PRINT...). Non vi dico gli occhi fuori dalle orbite quando vidi il primo programma ben fatto: era proprio Atic Atac... Avevo lo Spectrum da meno di tre settimane, avevo appena finito il mio primo personalissimo software, e vedevo quelle robe velocissime e impossibili, lì sul mio televisore! Così capii che dentro quella tastierina nera si celava un VERO MOSTRO!!! Altro che 6502...! Inutile precisare che nei giorni successivi, nei mesi successivi, negli anni successivi, quella impressione è sempre stata confermata, da una montagna di altri software. Certo è notevole che Sinclair abbia prodotto in tre anni (dal 1980 al 1982) tre computer "economici" (ZX80, ZX81, Zx Spectrum) partendo deliberatamente dallo Z80 anziché dall'«economico» 6502.

  9. «U' Pecoróne» si chiamava "Mario"!
    Mi dispiace, ma non è quello il nome...!

  10. Ma non si poteva fare una gara direttamente sui software?
    Esistevano già parecchi software sia per l'una che per l'altra macchina; una gara a mostrare i «programmi migliori» avrebbe premiato (allora come oggi) più i collezionisti che gli smanettoni. E un collezionista di software non è necessariamente un programmatore o uno smanettone (anzi, lo è assai di rado: il complesso d'inferiorità del "ho tanti programmi, tantissimi programmi, tantissimissimi" è tipico di chi non vuole ammettere di non saper davvero sfruttare la macchina che ha...!).

  11. Però il «64» ha venduto veramente tantissimo...!
    Già... e con la stessa logica puoi dire che la cacca è una cosa buona, dal momento che ce lo testimoniano miliardi di convintissime mosche. Il Betamax era oggettivamente migliore del VHS, ma il rozzo VHS ha venduto di più: si può dire che il VHS è lo standard de facto, ma non si può dire che "poiché ha venduto di più allora è necessariamente il migliore". Ed invece la pubblicità commodoriana faceva leva proprio sull'accettazione acritica ed ingenua dell'asserto "dato che ha venduto così tanto allora dev'essere per forza buono": assioma indiscutibile per tutti i commodoriani. Quanto allo Spectrum, nessuno dei sinclairisti (neppure tra i più ingenui) si è mai vantato del proprio computer come quello del "record di vendite in Inghilterra" (tranne forse in Inghilterra, ovviamente).
    Certo è un fatto notevole che qualche "spectrummista" passato al C64 si sia immediatamente adeguato alla moda commodoriana: metà del pomeriggio a copiare giochini, e l'altra metà a giocare a un gioco "dove non si muore mai"... L'unico caso del genere di mia diretta conoscenza, un amico di cui non ricordo più il nome, all'epoca, se ne veniva addirittura orgoglioso a dirmi: "però quando voglio fare un po' di programmazione, uso lo Spectrum". Tradotto in italiano, significa che dopo aver comprato il C64 per sfruttare anche l'altro lato delle cassettine "pirata" delle edicole (quelle che avevano giochi per C64 su un lato, e giochi per Spectrum sull'altro), non era riuscito a fare nient'altro.

  12. Se ne potrebbe fare un film...
    Assolutamente no: non è il caso di banalizzare una storia vera, sono decenni che ne abbiamo piene le tasche di "Wargames", "I ragazzi del computer", "Automan" e boiate simili.

  13. Ma veramente «U' Chiattóne» perdeva ore a guardare i giochi giocare da soli?
    Sì, è vero. Poi passerà a guardare i "demo/intro". La prima volta che vide un programma "demo", dopo essersi gustato per ore tutta la presentazione, si arrabbiò a morte perché "non funzionava" il programma! (non aveva capito che il "demo" era fine a sé stesso, e non era affatto una pur elaborata presentazione iniziale di un software!)

  14. Bah! A me sembra solo uno scontro fra sessantaquattristi bonaccioni e spectrumisti esperti... E poi, vedere un solo programma non era riduttivo? E poi, i giochi del Commodore... vogliamo mettere? La Commodore, ricordatelo bene, era quella che inventò l'Amiga!!
    Questo è esatto, ma è pur vero che i sessantaquattristi non trovavano un ambiente per imparare. Quindi, o uno era già esperto (e doveva comunque reimparare tutte le convenzioni e tutti gli indirizzi del C64), oppure doveva faticare sodo (e per parecchio tempo) prima di poter imparare qualcosa di vantabile agli amici. Insomma, anche avendo "più cervello", la faccenda era assai tosta. E il sessantaquattrista tipico davvero non sapeva come attivare le minuscole. Vedere una sola applicazione per sistema era necessario a causa dello scarso tempo a disposizione che si era stabilito proprio per verificare la user-friendlyness, e comunque lo Spectrum non ha mai sfigurato, neppure in quel febbraio di vent'anni fa.

    E poi chi ha conosciuto entrambi i sistemi sa bene che il C64 veniva comprato proprio per giocare (alle superiori, nella mia classe, ero l'unico con lo Spectrum a fronte di diversi sessantaquattristi e quindi conosco bene la scena). Anche lo Spectrum a un certo punto è stato comprato per giocare, ma questo è avvenuto molto tardi, almeno verso l'87-88... Poi, la questione del processore conta parecchio, come dimostrato con l'esempio pubblicato sul sito. Al punto che lo Spectrum ha fatto a software quello che nel C64 era hardware. Già all'epoca ci si diceva che se lo Spectrum avesse avuto almeno uno sprite generator, sarebbe stato assolutamente imbattibile. L'Amiga fu un capitolo del tutto nuovo, anche se pure questo ha stravenduto più a causa dei giochi che a causa di qualcos'altro (eppure io conosco personalmente due persone che ci hanno fatto di tutto tranne che giocare).

    Quanto ai giochi, perfino i giochini per Spectrum 16k erano assai spesso davvero divertentissimi. In oltre vent'anni di smanettamento e giochi, mia sorella ricorda oggi pochi giochi che ha ritenuto appassionantissimi (più della Playstation) e tra questi ce ne sono ben tre da "16k". Un bel gioco non consiste in un po' di sprite multicolor ben agitati e tanto contorno di grafica; a volte idee semplici e grafica molto espressiva ti appassionano più di un mega-giocone super-potenziato. Di questo ne ho esperienza in moltissime occasioni, ma non sono il solo. Il famoso Dragon's Lair per PC aveva una grafica spettacolare, ma nessuno ci ha giocato per più di tre o quattro partite. Un adventure testuale o un gioco di carte può farti incaponire per settimane.

    La faccenda della stringa da 41k fu una cosuccia tirata fuori al momento per dimostrare che i tanto osannati "sessantaquattro kappa" del C64 erano una faccenda complicatissima, riservata ai programmatori professionisti (per l'appunto, "americani"), e non ai comuni mortali, che quei "SessantaQuattro Kappa" potevano solo vantarli, ripetendo pappagallescamente gli slogan pubblicitari.

    L'automobile la compri per guidare, e quindi pazienza se non sai come funziona il motore (salvo poi farti scucire qualche centinaio di euro per un banale cambio d'olio, ma queste son cose che succedono proprio a chi non conosce il funzionamento del motore).
    Gli "home computer" erano per l'appunto home computer, computer da casa, su cui muovere i primi passi. Probabilmente non ricordi quanto accento si dava, nelle pubblicità dei vari home dell'epoca sulla semplicità d'uso...
    La Commodore fu comunque vittima di sé stessa: Vic20 videgiochino, C64 videogioco, e quindi Plus4 e C16 e videogiochi incompatibili e con scarsa memoria, e C128 ancora videogioco e per giunta decente solo se ridotto a C64, e Amiga ancora videogioco...

    Bombardino voleva il C64 perché era ammaliato dalla pubblicità commodoriana, al punto che chiudeva volentieri non uno ma due occhi nei confronti delle figuracce accumulate dal C64. Bombardino avrebbe comprato non un "home computer", e neppure un "videogioco", ma avrebbe comprato il concetto astratto di "il computer più venduto nel mondo". Il meccanismo di funzionamento è talmente noto nel mondo della pubblicità, che le agenzie pubblicitarie faticano anzitutto per trovare uno slogan, per vendere un sogno in cui è incluso il prodotto.

  15. Alcune riviste dedicate a Sinclair (anche in Italia, mi pare) criticavano lo Spectrum...
    Sarebbe strano il contrario.
    La macchina "perfetta" non esiste, ed anche la macchina "innovativa" è uno stupido mito. Neppure lo Spectrum era perfetto. È comprensibile che per tener basso il prezzo abbiano preferito una tastiera come quella; un po' meno comprensibile il fatto che per calare di un'altra sterlina il prezzo avessero anche evitato di aggiungere un led d'accensione, un tasto di reset ed un interruttore on/off. Però, a distanza di anni, cosa ti ha dato quella macchina? Ecco il punto. Sono proprio i limiti dello Spectrum a dimostrare quanto sia stato appetitoso per te come per gli altri programmatori, da quelli alle prime armi ai più esperti.

  16. Ma il Commodore aveva molte possibilità e molte espansioni...
    Avere "molte possibilità" è un pregio... se tali possibilità vengono effettivamente sfruttate da una discreta percentuale di utenti. Ricordo la mia prima '486, con otto mega di RAM, "espandibile a 256Mb RAM". Quanti l'hanno espansa fino a quel limite? Io no di certo. Io ero uno dei 99,9% degli "utenti comuni" che stettero molto al di sotto delle "grandi possibilità di espansione" di quella motherboard! Stessa cosa per le prime motherboard Pentium, "espandibile a 768Mb RAM", ed era già tantissimo che qualcuno arrivasse a 64Mb. Sono sempre stato scettico quanto alle vantatissime possibilità di espansione di una macchina. Che nella quasi totalità dei casi restano, per l'appunto, possibilità. Purtroppo sul mercato, oggi come vent'anni fa, si fa leva non sulle cose concrete offerte dal pezzo che stai comprando, ma sulle future possibilità! Si fa leva non su quel che la macchina effettivamente fa adesso, ma su quel che la macchina POTREBBE ipoteticamente fare un domani. Oggi come ieri.

  17. Il Commodore aveva il Simon's Basic che risolveva tutti i problemi...
    ...e lo Spectrum aveva il Beta Basic (tanto per fare un nome). Il quale non si limitava ad aggiungere dei comandi mancanti come faceva il "Simon's", ma implementava un Basic davvero incredibile per un "home" computer (con procedure, finestre, fonts, un miglior list-editing, lo schermo a 85 colonne, etc), mantenendo una compatibilità con tutto. Ma si poteva scrivere un software commerciale partendo dal Simon's Basic o dal Beta Basic? Era plausibile dare in giro (sperando che si diffonda) un software che richiedeva un secondo interprete Basic? Resta dunque che per entrambi i computer abbiamo una marea di software scritti nel loro Basic originario senza utilizzo di tool esterni, al più con qualche aggiunta in linguaggio macchina, ma solo sullo Spectrum c'erano programmi molto elaborati (perfino giochi piacevoli e giocabili, azione e grafica ed effetti sonori: tanto per citare un paio di titoli, l'inglese «Dartz!» e l'italiano «Bobo», entrambi del 1984).

  18. Non c'è motivo per questo "scontro" tra Spectrum e C64 oggi, nel 2003.
    Infatti non è uno "scontro"; anche se lo fosse, non avrebbe grande importanza visto che si parla di macchine nate oltre vent'anni fa. Ma i dati tecnici sono reali, non sono opinioni. Se ci sono degli errori, segnalatemeli. Se avete opinioni diverse siete ugualmente benvenuti, ma contra factum non valet argumentum, contro i fatti concreti non servono argomentazioni e acrobazie dialettiche.

  19. E quale era il tuo soprannome?
    A suo tempo non trovarono un soprannome adatto al sottoscritto, per cui mi chiamavano con nome e cognome. Verso la fine degli anni ottanta, per un po' di settimane un collega di lavoro mi chiamò "Jimmi Er Fenomeno" perché riuscivo sistematicamente a risolvere tutti i problemi che lui considerava impossibili. La lista degli epiteti ed insulti più coloriti che ho ricevuto negli ultimi anni si trova alla fine dell'indice generale del sito; comunque l'epiteto più feroce in assoluto (almeno finora), affibbiatomi da uno dei miei superiori, è stato "più mangiapreti di un mangiapreti".

  20. Perché non ci si limita a dire "Spectrum 48k? computer interessante... Commodore 64? computer interessante..."?
    Perché non è una questione di opinioni. Se un'auto è capace di arrivare ai 98 km/h e un'altra è capace di tirare a 350 km/h, si può forse dire che sono entrambe "veloci" senza aggiungere altro? Ci si può forse limitare all'opinione di entrambi i proprietari che dicono che la propria auto è la più veloce? Il fatto concreto, il dato tecnico, necessariamente prevale sull'opinione; è più importante il dato che le interpretazioni. È una questione di realismo, non di ideologia.

  21. Ma il floppy drive del Commodore era notissimo...
    Già. E lo era proprio perché lo produceva la stessa Commodore (con la stessa logica, anche il Datassette Commodore era "notissimo"). Ma quanti ce l'avevano? Dalle mie parti direi non più del 30-40% dei sessantaquattristi (e sono stato davvero generoso), cioè una percentuale paragonabile (se non addirittura inferiore) a quella degli spectrummisti dotati di Microdrive o unità floppy.
    In ogni caso non bisogna dimenticare il tremendo costo del citato floppy drive. Qualche motivo ci deve pur essere perché abbiano avuto buon gioco quelli che dicevano che il C64 era "roba per soli ricchi"...!

  22. Secondo me insisti troppo sulla pubblicità della Commodore.
    Insisto troppo poco, vorrai dire. Dovrei raccontare di quel tizio che aveva un Atari 400 e comprò un Vic-20 guasto e poi cercò in giro un "esperto di elettronica" affinché ne montasse la tastiera sul suo Atari, nella speranza che così facendo il suo «400» supportasse tutti quei "bei caratteri grafici" impressi a fuoco sulla tastiera del Vic-20... Tanto erano martellanti la pubblicità esplicita ed occulta delle macchine Commodore, che si arrivava davvero ad eccessi come questo!
    Inutile precisare che nulla di simile è mai avvenuto per lo Spectrum.

  23. Anche l'Apple ][ allora era da buttare?
    Non è detto che tutti i computer basati su 6502 (e famiglia) siano da buttare. A differenza del Commodore 64, l'Apple ][ era un progetto pulito e ordinato (tranne per il suo Basic Microsoft, che ha peraltro lo stesso bug della FRE(0) del Commodore 64!!! vedi il box di spiegazioni più avanti in questa pagina). E comunque il «64» è diventato famoso molto tempo dopo. L'Apple III lo si volle con 128k RAM e hard disk da 5 (cinque) megabytes (la versione "economica", con soli due floppy drive, costava otto milioni e mezzo più iva), ma era ancora con un 6502, per mantenere la compatibilità con i vecchi programmi; e comunque era fumo negli occhi: la Apple stava per lanciare il Lisa, cioè la mamma del primo MacIntosh...!

  24. Ma il «64» era capace di produrre fino a 128 colori...
    Questo è solo uno dei tanti slogan traducibili in italiano con: "in condizioni estreme (per esempio nei demo più elaborati) si può tirar fuori qualche bella acrobazia, i cui risultati però assai di rado sono utilizzabili nei programmi «normali» dove non è ragionevole bruciare il 99% delle risorse per un solo effetto speciale".
    Questo varrebbe anche per lo Spectrum (e a 256 colori). Solo che gli spectrummisti sono assai più raramente amanti degli slogan, per cui gli effetti speciali li chiamano "effetti speciali" anziché "Potenzialità e Capacità". Altrimenti dovremmo leggere dappertutto che lo Spectrum emula e surclassa il SID del «64» (riprogrammando molto velocemente i registri dell'AY del 128 ci sono davvero riusciti), dovremmo leggere dappertutto che esistono programmi per eliminare il colour-clash (basta ricolorarli in perfetta sincronia con il retrace video; e comunque anche sul C64 c'era il colour clash, che si notava un po' meno solo grazie agli sprite che distraevano l'attenzione del videogiocatore...!) oppure routine che permettono di aumentare la risoluzione video (basta cambiare il colore del bordo durante il retrace) e via dicendo...
    Ecco il punto: mentre l'aria che si respira tra gli spectrummisti è pressoché sempre l'onestà intellettuale, la passione per la programmazione, la sfida uomo-macchina, etc, il sessantaquattrista tipico, avvezzo ordinariamente solo alla copia di giochini e di software prodotti dai pochi super-esperti capaci di farlo, trasforma ogni più piccola novità in slogan a lui favorevole. In queste pagine ne abbiamo visto gli esempi più diversi: dagli «effetti tridimensionali» (ah, ah, ah!) ai «grafica e velocità» passando per i «64 kbyte di memoria», senza trascurare le «istruzioni veloci», è tutto un circondarsi di slogan, fenomeno che non è affatto circoscritto alla categoria dei buontemponi totalmente a digiuno di programmazione e di buonsenso.
    Ah, dimenticavo: detti "128 colori" sono puramente teorici; lo slogan sopraindicato va tradotto in: "sembra avere più di 16 colori"...!

  25. Io invece sono sempre stato un commodorista... prima col Vic-20 e poi col C64... e devo ammettere che voi con lo Spectrum siete poi tutti diventati smanettoni, siete tutti passati a Linux, mentre io so usare solo Windows, non so cosa significhi veramente "programmazione".
    La riporto così com'è perché, nonostante il fatto che non è vero che gli spectrummisti sono diventati tutti automaticamente fan di Linux, è pur sempre una testimonianza di parte "commodoriana" che la dice lunga sulla "potenza", sulla praticità, sulla semplicità di quel famoso elettrodomestico.

  26. La ULA dello Spectrum in alcuni casi rallentava lo Z80A durante l'accesso al video...
    È la stessa cosa che faceva sul «64» il VIC-II nei confronti del 6510, con la linea RDY, fermando però il processore per ben tre microsecondi (quasi il doppio che la ULA).

  27. Sei troppo di parte...
    Questo si può dire a chiunque abbia una passione, fermo restando che in tal caso si sta degradando detta passione a semplice tifoseria, ossia si banalizza l'argomento per eccitare meglio la polemica. In un simile circolo vizioso è facile entrare ma è difficile uscire, perché il tifoso ha sempre qualcosa da obiettare, trova sempre qualche virgola su cui sindacare, ha sempre qualcosa da citare (seppur parzialmente ed a suo vantaggio), riesce sempre a trovare un "confronto" tra due particolari in cui il suo è vincente, in modo da indurre la sottile tentazione dell'arrendersi a dar ragione a chi grida più forte (parlo di cose già avvenute, proprio a causa di queste pagine). Distinguere il tifoso dal sincero appassionato può essere difficile per chi non conosce bene entrambi i computer di cui si parla qui.
    Pur ritenendo inutile precisarlo, mi tocca comunque dire che io sono della categoria degli appassionati, ben disposto a correggere errori e imperfezioni qualora mi vengano segnalati e documentati (come è già avvenuto in diverse occasioni), ed assai meno disposto a snaturare descrizioni tecnicamente e storicamente ineccepibili (anche se fatte in un linguaggio un po' pepato). Quanto al fatto di essere "di parte", occorrerebbe notare che mentre ai sinclairisti non costava nulla ammettere i limiti dello Spectrum (poiché era fin troppo evidente che ciononostante la macchina veniva sfruttata davvero bene), ai commodoriani è occorsa una colossale fatica per riconoscere almeno formalmente le pecche dell'intoccabile C64 (salvo poi rimangiarsi le proprie stesse parole appena possibile).

  28. C'è una pagina su Internet che dice che gli spectrummisti sono di sinistra e i commodoriani sono di destra...
    Boiate.
    Boiate che nascono da ingenuità infantili, come il sillogismo "dato che lo Spectrum è europeo ed economico ed il C64 è americano e costoso, e dato che i poveri sono di sinistra e i ricchi sono di destra, allora..." (fra parentesi, la pagina in questione contiene troppi errori, sia politici, sia informatici). Non è possibile cavare un paragone "politico" sui possessori dei due computer. Se proprio ci può essere un paragone sul livello umano, va fatto "a posteriori" (si suppone che al momento dell'acquisto del computer, la maggioranza degli acquirenti non sapesse esattamente cosa aveva tra le mani): al di là dei giochi, quanto è stato veramente sfruttato il computer? "Quanta informatica" ha insegnato il computer? Quanto ha stimolato la programmazione, la progettazione? (non ai «programmatori americani», ma a te!) Ad esclusione del caricamento dei programmi, del giocare, e del duplicare software, cos'altro hai fatto, quanto altro tempo ci hai dedicato? Da notare che nonostante tutti i "quanto", si tratta di domande sul qualitativo e non sul quantitativo...!

  29. Io ho conosciuto il 64 dopo quasi tre anni che usavo lo Spectrum, e non è che mi abbia colpito granché. I giochi erano tutti uguali, il display era lento, tutto andava fatto con interminabili serie di POKE e via dicendo... Però una volta che ci mettevi su le mani seriamente le possibilità erano enormi...
    Queste "enormi" possibilità, peraltro precluse alla stragrande maggioranza del pubblico, si rivelavano poi ben poca cosa rispetto alle promesse della pubblicità e al reciproco raccontarsi di quel che la macchina "avrebbe" potuto fare.
    L'appunto rimane sempre lo stesso: "quanta informatica" hai appreso su quella macchina? È a dir poco sorprendente notare come gli "ex spectrummisti", nel passare ad una macchina di categoria superiore (un PC, per esempio), vi siano pressoché sempre giunti con un'infarinatura di programmazione, spesso anche al di là del Basic. Al contrario, gli "ex commodoriani" passati ad una macchina superiore (intendo ancora PC, non l'Amiga, che pure fu usato purtroppo come ennesimo videogioco), restavano solidamente ignoranti...

  30. Noi del C64 non usavamo esprimerci in questo modo nei confronti dello Spectrum. È molto probabile che sia l'invidia a farti dire quelle cose, d'altronde quello che un C64 riusciva a fare era sotto gli occhi di tutti, e non ho mai visto uno Spectrum fare altrettanto. La differenza a favore del C64 era davvero notevole, forse è per questo che "noi del C64" non ci siamo mai presi la pena di insultare uno sfigato con lo Spectrum!
    Ricevo spesso insulti di questo genere ("sfigato", "invidioso", una ostentata indifferenza, etc), specialmente da parte di chi lo Spectrum l'ha a stento visto sulle pagine di pubblicità di Topolino. Naturalmente, come ogni sessantaquattrista purosangue, la prima cosa su cui si fa leva è l'asserto (indiscutibile per i commodoriani) secondo cui "è sotto gli occhi di tutti" la "differenza davvero notevole" a "favore del C64": ennesima conferma che i sessantaquattristi dopo vent'anni ancora ripetono gli intoccabili slogan della fantomatica superiorità del «64», esattamente come è stato più volte descritto in questa pagina.

  31. Beh, devo dire che il Basic dello Spectrum è molto più potente di quello del C64, ma se tu fai un videogioco tutto in Basic con lo Spectrum, ti ritrovi che il gioco va a scatti; invece, programmando un videogioco in Basic sul C64 con le POKE e PEEK, il gioco è molto più veloce, ok? La differenza sostanziale è questa; è una questione di velocità dei videogiochi. La stessa cosa vale per gli MSX1...
    Per lo Spectrum esistono molti giochi - anche d'azione - fatti in Basic (o al limite un misto di Basic e assembler Z80), che vanno tutt'altro che "a scatti", poiché tale Basic non solo è assai ricco, ma è anche ragionevolmente veloce. E per di più ha anche un serio controllo della sintassi e le keyword sui tasti (premendo la "P" appare PRINT compresi gli spazi prima e dopo, così non c'è il rischio di scrivere "PFINT" al posto di "PRINT" e accorgersene tragicamente dopo anni ed anni di utilizzo del programma).
    Cosa fanno invece le "magiche POKE" del C64? (ammettiamo per ipotesi che il listato, zeppo di numeretti amorfi, sia stato digitato senza neppure un errore di sintassi). Cosa fanno? Mettono in giro un po' di sprite, ed ecco che il "videogioco veloce" è fatto, ma sì, tutto in Basic. Peccato che la velocità degli sprite sullo schermo non indichi granché come caratteristiche di velocità e di utilizzabilità di un computer e del suo striminzito Basic... Ancora una volta ci troviamo di fronte -purtroppo- a degli slogan, utili solo a deviare altrove il discorso, lontano dai punti scottanti...
    È ovvio che per sfruttare le caratteristiche della macchina occorre utilizzare l'assembler. Lo Spectrum non è dotato di uno sprite controller, e pertanto le figure animate a video devono essere fatte disegnando e ridisegnando delle bitmap; lo Spectrum 48k non è dotato di serie di un chip sonoro, e quindi gli effetti sonori vanno creati in tempo reale, bit per bit. E nonostante questo c'è una notevole quantità di programmi con grafica e sonoro decisamente apprezzabili. Insomma, il risultato è che lo Spectrum è facile da usare sia per chi è alle primissime armi, sia per chi è "più preparato", ed è sufficientemente potente per non soffrire della mancanza di sprite controller e altro.
    Doveva essere alquanto frustrante comprare un computer "potente" come il «64» e poi capire già durante i primi giorni che soltanto dei super-esperti potevano sfruttare decentemente la macchina districandosi in mezzo a quei diabolici numeretti. Anche avendo a disposizione uno sprite controller, peraltro, un videogioco non si può costruire solo a suon di POKE e PEEK...!
    Infine, la "questione della velocità dei videogiochi" mi sembra perlomeno ambigua: cosa significa esattamente che un gioco è "veloce"? Anche stavolta siamo ai soliti slogan, che invece di nascondere i problemi del C64 li evidenziano ancora di più!

  32. Il C64 lo avevano tutti, era il sogno di ogni bambino. Vi ricordate ancora lo slogan televisivo che diceva: "Compramelo babbo, così ci giochi anche tu!!!"? In effetti il C64 permetteva a chiunque di scrivere programmi in BASIC complessi o non, oppure lasciava spazio all'infinità di videogames disponibili sul mercato.
    Queste parole sono state scritte davvero, da un fan del «64», e qualcuno ha voluto inoltrarmele perché io le commentassi. Come se non avessi già dimostrato abbastanza... e come se simili parole non si commentassero da sole!

  33. Non importa: il Commodore 64 resta il più venduto home computer di tutta la storia informatica.
    Questo del "più venduto" è un argumentum ad auctoritatem peraltro difficile da verificare e contestualizzare. Con la stessa logica si può dire che qualunque cosa "più venduta" in qualche ambito, sia automaticamente da giudicare migliore delle altre. Esempio? Windows è semplicemente perfetto... non si blocca mai... non ha mai dato nessun problema... infatti è il sistema operativo PIÙ VENDUTO di tutta la storia informatica...! ;-)
    Certamente è più facile affermare che il C64 era il più pubblicizzato...

  34. Ahahah, mitica pagina! Mi hai quasi convinto a passare al Sinclair! In effetti, quando avevo il C64 andai a casa di un amico e lui aveva uno Spectrum. Solo anni dopo me ne sono reso conto... ma me ne ero innamorato, perché era nero e perché premendo "P" usciva PRINT... Non sono mai stato un vero "smanettone" fino in fondo.
    Beh, ora è un po' tardi per passare allo Spectrum, o no? (c'è gente che per passione continua ad utilizzare veramente lo Spectrum, e ci sono moltissimi - specialmente nei paesi dell'Europa dell'est - che lo fanno per necessità, perché uno Spectrum-compatibile costa assai meno di un PC ed ha una valanga di software già disponibile).

  35. [Questo sito] mi ha fatto capottare dalla sedia! Non perché io sia uno spectrumista, sia chiaro (ho iniziato la mia avventura informatica con un Amiga 500 e l'interesse che nutro nei computer che sono venuti prima è puramente tecnico, non nostalgico), ma il modo in cui evidenzia tutti i limiti e i bug di quel computer mi ha veramente colpito!
    Sono onorato e commosso, grazie!

  36. Volevo solo dirti alcune cose abbastanza scontate, immagino, e che ti sarai sentito rivolgere chissà quante volte... beh una in più... 1) sei un genio; 2) anch'io avevo uno Spectrum 48k e ho vissuto in pieno la "guerra" con i «sessantaquattristi» (e ricordo con emozione gli acquisti di giochi nuovi, il tempo passato a programmare in Basic, le ricerche degli errori nei listati...); 3) grazie!
    Ricordo scambi di insulti (sporadici ed amichevoli) con gente dotata di Atari prima e MSX poi, ma solo coi sessantaquattristi c'era "guerra", una guerra avviata ovviamente da questi ultimi, che a causa della sola esistenza dello Spectrum sentivano intaccato (e non a torto) il loro onore (dal momento che loro stessi hanno creato tale "guerra", se ne deduce che sono loro a considerare così importante e così valido lo Spectrum, tanto da doverlo denigrare per evitare che si scopra che la loro tanto vantata superiorità è solo... vantata).
    Comunque non sono un genio, mi sono solo limitato a ricordare e a descrivere.

  37. Mi sono fatto un sacco di ghignate leggendo la cronaca di quel pomeriggio! Pensandola dialogata in napoletano è un autentico spasso! Complimenti per la capacità narrativa, ho proprio vissuto la scena.
    Sono d'accordo con tutto quanto hai scritto, sulle differenze tra Spectrum ZX e Commodore 64, su quanto queste differenze andassero a discapito del secondo, sul fatto che la maggior parte dei 64isti era arrogante e presuntuosa, che ripetesse slogan (falsi) ecc. Penso anche che la tua veemenza sia giustificabile per il modo in cui gli utenti dello Spectrum sono stati "ghettizzati" e bollati come straccioni. Sono un ex 64ista, convinto, ma non integralista, e faccio parte di quella strettissima cerchia di temerari masochisti che ha cercato di tirare fuori "qualcosa di più" dal C64 di un semplice SHIFT+RUN/STOP. Non ho mai avuto il coraggio di addentrarmi nell'Assembler, cosicché porto ancora oggi le cicatrici del BASIC V2.0. Ciononostante ci fu un tempo in cui riuscii a domare quel cavallo zoppo, ottenendo risultati soddisfacenti. Essendo appassionato di astronomia, riuscii a realizzare un planetario funzionante, senza appoggiarmi a listati ma solo studiando le formule matematiche. E, contrariamente a quanto uno potrebbe pensare, la parte più ostica non fu determinare in quali coordinate veniva a trovarsi Mizar il 27 settembre 2016 alle 00:14 UTC trovandosi a Stoccolma, bensì visualizzare il pixel della stella! Lunga vita al C64, e pene infernali a chi lo ha progettato!!!
    Mi permetto di segnalarti un'unica omissione concernente il costoso drive Commodore. Esistevano in commercio dei cloni, come l'OC-118N in mio possesso, che riducevano sensibilmente il costo della periferica. Erano abbastanza affidabili (in tutta la mia vita ho avuto problemi con un solo gioco originale, Turrican) anche se in dotazione avevano una manualistica a dir poco scandalosa e rigorosamente in inglese, se non addirittura tedesco.
    Ti ringrazio per il commento... posso pubblicarlo sul sito?

  38. Sono (stato) un felice possessore di un C64. Le scrivo per dire a tutti i "commodoriani" che quanto riportato nel suo sito corrisponde a sacrosanta verità. Più precisamente (ed estesamente) si può affermare senza ombra di dubbio che il progetto della Sinclair, da un punto di vista ingegneristico, era di gran lunga migliore rispetto al progetto della Commodore.
    A mio avviso, però, il successo commerciale del C64 è da attribuirsi al fatto che la Commodore puntò allo sviluppo di una consolle di videogiochi che poteva essere utilizzata anche come personal computer (come un qualche cosa di serio insomma). Questo fu il solo grande vantaggio del C64 rispetto allo Spectrum della sinclair. Ricordiamo infatti che i "non addetti ai lavori" non usano, non hanno usato e non useranno mai un computer come tale (cioè per gli scopi originali per cui furono progettati e costruiti), ma soprattutto come strumento ludico (leggi "consolle per videogiochi"), e come tale non mi sembra che il C64 avesse nulla da invidiare rispetto allo Spectrum (anzi).
    Poi, ma solo secondariamente, si puo dire che la Commodore puntò soprattutto sull'ignoranza della gente (anche sulla mia ignoranza passata di ormai 20 anni fa).
    Ancora oggi, come allora e come sempre sarà in futuro, raramente il successo commerciale di un oggetto rispetto ad un altro deve ricercarsi nelle effettive migliori prestazioni del primo (C64, Amiga, Windows o altro) rispetto al secondo (Zx Spectrum, MacIntosh, Linux o altro ancora).
    Ho solo da aggiungere che il merito dell'aver presentato il C64 come videogioco è solo dei loro pubblicitari poiché a parte le due porte joystick il progetto si presenta alquanto confuso (per esempio, i caratteri grafici sotto i tasti non hanno senso al di fuori del "modo testo"). Lo Spectrum invece è stato praticamente partorito da una sola mente (dall'hardware alla pubblicità), e nonostante il progetto e la pubblicità indicassero un sistema didattico (non si poteva presentare esplicitamente come videogioco visto che mancava di joystick, e neppure si poteva presentare per l'ufficio visto che mancava di memoria di massa), ha avuto un successo sorprendente anche negli altri campi.

  39. Sono milllle anni che sostengo che lo Zx Spectrum è definitivamente migliore del Commodore 64... e sono millllle anni che gli amanti del Commodore sostengono (senza provarlo) la superiorità del loro computer... finalmente una documentazione scientifica che sancisce la superiorità dello Spectrum!
    Quella che ho raccontato è una storia vera, che ha di più solo qualche dettaglio tecnico spiegato ai "non addetti ai lavori" e soprattutto a quelli che, martellati incessantemente dagli slogan pubblicitari, avevano cominciato a credere che il «64» fosse davvero imbattibile. Del resto, come ho già detto, anch'io fui colpito per qualche tempo da simili dubbi. Ma le bugie hanno le gambe corte, la verità prima o poi viene a galla, e il fenomeno curioso da studiare oggi è semmai l'accanimento commodoriano nel continuare a proclamare stupidaggini dopo decenni di smascheramento... Tale accanimento farebbe felice molti psichiatri, ed è sempre facile smascherarne i soliti giochetti verbali a suon di slogan, svicolamenti, fallacie, etc.

  40. Ho letto con molto piacere la disfida! Sei mitico! Grande! Spettacolo! Sono stato per un'ora piegato in due dalle ghignate! Accidenti, sai scrivere! Alé! Bellissima! Devo dire che mi sono divertito tanto leggendo la sfida tra commodoriani e sinclairisti! Complimenti per il resoconto dello scontro, da morire dal ridere! ti scrivo "solo" per ringraziarti del tuo sito... mi ha fatto rivivere emozioni e stati d'animo dei "bei tempi andati": mirabile il confronto tra Spectrum e C64! (etc etc)
    Ringrazio per i complimenti (anche da ragazze), ma non li metterò tutti qui sul sito (ci vorrebbe troppo spazio).

Cos'è questa storia del bug della FRE(0) del Commodore 64?

Chiariamo: è un bug di diversi dialetti di Basic, a cominciare (notevolmente) dal Basic Microsoft dell'Apple ][ e dal Commodore Basic V2 (sia del Commodore 64 che del Vic-20!!).

È un bug molto serio che riguarda il normale funzionamento dei programmi, non si tratta di uno di quei bug cretini che compaiono solo quando si fanno operazioni troppo strane che non c'entrano nulla con la programmazione, non è un bug dovuto a distrazioni e soprattutto non è un bug aggirabile.

Avevo scritto qualche nota in fondo a questa pagina, ma come vedo mi tocca tornarci di nuovo...

Il bug sta nella gestione del "pool delle stringhe" da parte del Basic: quando viene deallocata una stringa "intermedia", lo spazio libero non diventa immediatamente riutilizzabile come invece avviene nello Zx Spectrum e in diversi altri Basic: la cosa, nelle intenzioni dei programmatori, serviva a velocizzare l'uso delle stringhe: il riordino del "pool" sarebbe avvenuto solo quando l'utente chiedeva la memoria libera con la funzione FRE(0) oppure, a discrezione dell'interprete Basic, quando venisse a mancare spazio sul "pool".

Questo "guaio del sistema" ha due facce: prima di tutto è figlio di un inutile sbriciolamento della memoria disponibile e poi, cosa ancora più grave, è implementato con un algoritmo che mi dicono essere di complessità quadratica!

Insomma, per farla breve, battete con estrema cura questo semplice piccolo programmino, identico per il Commodore 64, il Vic-20 con espansione di 32k RAM e l'Apple ][ 48k (sui Commodore si possono sopprimere gli spazi per aumentare un po' la velocità di esecuzione), subito dopo l'accensione della macchina (per essere arcisicuri che la memoria sia del tutto libera):
10 DIM A$(4600)
20 FOR I=1 TO 4600
30 PRINT I
40 A$(I)="#"+STR$(I)
50 NEXT
60 PRINT "HO FINITO (ERA ORA)"

Fatto? Benissimo. Si tratta di una semplice assegnazione di un vettore di stringhe, che dovrebbe consumare una trentina di kilobytes di memoria. Questo programmino l'ho ripreso pari pari dalla rivista Bit (febbraio 1983).

Bene: attivate il cronometro, lanciate il programma e cronometrate quanto tempo ci mette.

Sull'Apple si ferma per tredici minuti dopo il 2741. Sul Commodore 64 si ferma per quasi un quarto d'ora dopo il 2475. Sul Vic-20 con 32k si ferma per alcuni minuti dopo il 1499.

Cosa è successo? È successo che dopo quel numero di assegnamenti, il loro rispettivo "pool delle stringhe" era strapieno. Quello che avviene, in quei Basic, quando uno dà il comando A$(I)="#"+STR$(I) è:

  1. viene creata la stringa "#" sul pool delle stringhe;
  2. viene creata una stringa sul pool che conterrà STR$(I);
  3. viene creata una nuova stringa per contenere le due precedenti;
  4. vengono marcate le prime due come "spazio riutilizzabile"...
  5. ...ma lo spazio verrà ricuperato solo quando il "pool" è pieno!

Naturalmente, più memoria c'è, e più il "pool" sarà intasato da stringhe "valide" e stringhe "usate e gettate"; per giunta, più è lento il processore, più lunga sarà la pausa. Per cui dopo un po' di assegnamenti, lo spazio delle stringhe è mostruosamente frammentato. Quando non c'è più spazio, viene chiamata (dal sistema, se prima non ci ha pensato l'utente) la FRE(0) a riordinare (per cui in teoria basterebbe chiedere un FRE(0) dopo ogni assegnazione, cosicché il pool stringhe resti sempre pulito). E più buchi vuoti ci sono e peggio sarà...!

Sull'Apple ][ il programma sopra citato termina in ottantaquattro minuti. Sul Vic-20 con 32k RAM, dopo due ore e qualche minuto, si ferma a 2563 con l'errore "out of memory". Sul Commodore 64... eh, beh, ancora non ho avuto modo di verificare, perché dopo due ore e quaranta ancora non aveva finito.

Dobbiamo classificarlo non come un "problema" qualsiasi ma come un bug, perché non è possibile che un trucco per accelerare la velocità di esecuzione di un programma... consista invece in un imprevedibile blocco della macchina per interi minuti (qualsiasi utente, dopo alcuni secondi che non ha più il controllo della macchina, si allarmerà ed eseguirà un reset!).

Come si combatte questo "bug"? Occorrerebbe inserire numerose chiamate alla FRE(0) lungo tutto il programma, in modo che il "pool" venga continuamente risistemato. Ciò costerà molto tempo di esecuzione, sia per le improduttive chiamate alla FRE(0) (una "tangente" da pagare per evitare il "bug"), sia per la durata dell'esecuzione delle stesse (la prima è in circa un secondo, se il "pool" è già a posto)! Praticamente qualsiasi software gestionale scritto anche parzialmente in Basic è a rischio, ed infatti non è un caso che se ne siano accorti per primi i programmatori Apple!

Se non ci credete, aggiungete al programma di cui sopra questa riga:
45 X=FRE(0)
e guardate sul Commodore 64, dopo appena una cinquantina di assegnazioni di stringhe, come la FRE(0) impieghi tredici secondi su un "pool stringhe" così piccolo e quasi per nulla frammentato! (sul Vic-20 con 32k, il tempo è di circa dieci secondi).

Insomma, torna veramente arduo classificarlo soltanto come "bug", poiché limita ferocemente l'utilizzabilità della macchina. Per sfruttare il "pool" delle stringhe occorre almeno qualche utility esterna...

Sul Sinclair Zx Spectrum, invece, questo problema non c'è, perché l'area delle variabili non contiene "buchi", non è frammentata. Le stringhe sono dinamiche (e possono essere anche più lunghe dei canonici 255 caratteri: finché c'è memoria libera ci si può sempre allargare) e nel comando DIM si specifica la loro larghezza fissa (come dei "campi" di un file di dati). La versione Spectrum del programmino:
10 DIM a$(4600,5)
20 FOR n=1 to 4600
30 LET a$(n)="#"+STR$ n
40 PRINT AT 15,15;a$(n)
50 NEXT n
60 PRINT "Ho finito (era ora)"

...non solo NON intasa la memoria (il vettore a$ occupa circa 23k anziché 36-38k: non ci sono infatti le terzine di bytes che dicono la posizione e la lunghezza, e la STR$ non aggiunge lo spazio iniziale ad un numero), ma finisce in appena due minuti e mezzo, senza nessuna interruzione o rallentamento!

Inutile precisare che per confrontare sullo stesso piano lo Spectrum ed il «64» occorre un pizzico di disonestà e dotare quest'ultimo di una mezza dozzina di utilities a tappare alcuni dei noti "buchi" commodoriani...!


Lo Spectrum resta il migliore

Sinclair Zx SpectrumCommodore 64note
capacità di calcolo del processore:
Z80A a 3,5MHz
molto noto, affidabile, potente, velocissimo; il ricco set di registri permette di costruire intere routine che vanno a leggere e scrivere in RAM solo quando realmente necessario.

L'uso dei registri del processore è più che conveniente da diversi punti di vista. Un contatore in un registro non ti obbliga ad usare uno o due byte di memoria. Un contatore in un registro si incrementa subito, senza andare a leggere e scrivere dalla memoria (il che costa sempre qualche ciclo di clock in più). Più registri hai e più contatori, flag, valori intermedi dei calcoli puoi stipare. La filosofia del processore "povero di registri", nato per piccoli firmware, si è estinta praticamente subito.
C'è anche da aggiungere che lo Z80 possedeva un discreto numero di istruzioni per l'I/O, per cui nel progettare un computer non era necessaria la "porcata" dell'I/O "memory-mapped" (che però ha resistito molto tempo, visto che sulla famiglia dei processori 68000 c'è ancora...!)
6510 a 0,982MHz
processore all'epoca molto noto ma già in declino netto, poco potente, e per giunta clock molto lento; il sessantaquattrista tipico magari vanterà la "velocissima" pagina zero (cioè le variabili presenti nei primi 256 byte di RAM), dimenticando di dire che la lettura della RAM avviene sempre alla stessa velocità...! La "velocità" starebbe semmai nel fatto che l'operazione richiede un byte di meno (e dunque uno o due cicli in meno per la sequenza fetch/execute; davvero preziosissimi, per un processore con un clock così basso!).
Talvolta si sente invece dire che le operazioni del 6502/6510 sarebbero "più veloci" perché più memory-oriented; il che, ad eccezione di alcune operazioni su un singolo byte, è fasullo, e lo può dire solo chi non conosce lo Z80, visto che su entrambi i processori una banale operazione "somma il contenuto di due valori 32-bit presenti in memoria" costa sullo Z80 sette istruzioni (di cui cinque letture/scritture a 16 bit dalla memoria), mentre costa sul 6510 dodici istruzioni di lettura/scrittura a 8 bit (quattro "terzine" preleva/somma/aggiorna)... e meno male che il 6502 era "memory-oriented!"
La capacità di calcolo dello Spectrum è indiscutibilmente superiore; uno può avere mezza dozzina di coprocessori grafici e sonori, ma il calcolo (per esempio) di una FFT o la riduzione delle colonne in un programma di totocalcio dipende dalla pura velocità del processore che fa i calcoli in virgola mobile (e nel 1982 non esistevano i coprocessori matematici per gli home computer).
Ricordiamo inoltre che il rapporto tra i clock è superiore a tre e mezzo contro uno, e dunque un'operazione che richieda quattro cicli di clock sul C64 è più lenta di una di QUATTORDICI cicli di clock sullo Spectrum (a meno che la matematica non sia un'opinione!).

Occorrerebbe poi demitizzare certi articoli scritti dai fanatici della famiglia del 6502, che confrontavano i cicli FOR di due Basic per giudicare quale fosse il più veloce, dimenticando che alcuni Basic usano solo numeri in floating-point, che la velocità apparente di un interprete è spesso governata da curiosi mezzucci (guarda il box sulla FRE(0) qui sopra), etc...
circuiteria extra:
praticamente la sola ULA (Uncommitted Logic Array, cioè matrice logica indipendente, che generava l'immagine video senza impegnare il processore; nei precedenti computer della Sinclair, lo ZX80 e lo ZX81, era il processore a dover ritracciare pixel per pixel l'immagine video);
chip grafico VIC-II (6567/6569), chip audio SID (6581), due chip per l'I/O (6526). Una delle feature più usate del VIC-II erano gli otto sprite (detti MOB, movable object blocks, esatto, erano solo otto) ad un colore (colore o trasparenza) oppure multicolor (anche qui, come per la più solida tradizione commodoriana, l'altisonante "multi" significa solo "due o tre"); da notare che il VIC-II era originariamente nato per il mercato dei videogiochi, risultando però un clamoroso flop; il fatto che la Commodore pensò bene di riciclarlo nel C64 nulla toglie all'intenzionalità di creare una pur caotica macchina per videogiochi dall'apparenza di "computer professionale". C'è da ricordare inoltre che anche la grafica bitmapped del C64 soffriva dell'effetto colour clash di cui viene sempre accusato lo Spectrum (da queste parti si riassume nel modo di dire: e il maiale disse all'asino: lavati!);
memoria utile all'accensione:
41,5 kb contigui, più uno spezzone di 256 bytes (printer buffer), utilizzando lo schermo in modo grafico.
La mappa della memoria è perfettamente lineare: ROM (i primi 16k indirizzabili), seguita dalla RAM (i rimanenti 48k indirizzabili), ordinati così: memoria video, area Basic, area assembler;
quasi 38 kb contigui, più uno spezzone di 4k, se si utilizza lo schermo in modo "testo"; per la grafica occorre sacrificare 8-16k di memoria.
La mappa della memoria è a dir poco caotica a causa della presenza di un minestrone di aree di I/O, aree riservate al processore, etc. In condizioni ottimali ("scaricando" la ROM del Basic e attivando il modo grafico) si può risalire a 44k contigui;
seppure si sia tentati di dire "paragonabile", resta da chiedersi perché mai la Commodore, dopo la gran gazzarra fatta per vantare quei suoi "64k", abbia lasciato comicissimamente attiva quella terrificante scritta "38911 bytes free"... O la si toglie e si viene subissati dagli sghignazzi e dalle critiche, o la si lascia e si fa di tutto per non farla notare! (del resto, come già detto, la menzogna sessantaquattrista comincia già nel nome: mentre sullo «Spectrum 48k» sono presenti veramente 48 kilobytes di memoria RAM, sul «Commodore 64» che scrive «64K RAM SYSTEM» all'accensione, nella migliore delle ipotesi ci sono meno di 60k totali, abbondantemente frastagliati, a causa delle aree di I/O e tutto il resto!)
memoria totale per programmi in assembly:
48k (l'interprete Basic è su ROM);
sono 48k e non genericamente "41k" perché alcuni software (per esempio i compilatori e i copiatori) usano la memoria video come area codice/dati, e addirittura (col nascondersi sotto gli "attributi colore") alcuni programmi risiedevano proprio nella memoria video...!
50k circa dopo aver segato via l'interprete Basic e con qualche compromesso per quel che riguarda la grafica.

Ricordiamoci infatti che anche sul «64» la grafica ha un costo in termini di memoria occupata... una pagina grafica alla massima risoluzione "fa fuori" 8k-16k di memoria, per cui laddove sullo Spectrum si direbbe "41k", sul Commodore 64 occorrerebbe dire "36-40k"!!! Segando via l'area Kernal si possono riciclare altri otto kbytes, arrivando così a "44-48k".
per ottenere memoria in più, sul «64» occorre "scaricare" le ROM (e quindi non se ne possono più utilizzare le routine). Sullo Spectrum, invece, queste routine restano sempre disponibili, per cui non c'è bisogno di riscriverle (come sul «64»). In ogni caso la mappa della memoria del C64 è un guazzabuglio tale da rendere estremamente laboriosa la programmazione.
grafica:
un unico modo, 256×192 in bianco e nero (pixel singolarmente indirizzabili), ma con la "mappa attributi" per ottenere - per aree di 8×8 pixel - 256 combinazioni di colori (8 colori di base, più bright, più effetto flash). Dato che c'è un unico modo video (grafico), non c'è alcun bisogno di inizializzazioni, registri, etc. E la mappa della bitmap video è stata inventata in funzione dell'ottimizzazione in assembler del tracciamento (letteralmente direi "disegno") del testo del testo e l'avanzamento del cursore. Da notare che il rapporto di visualizzazione è esattamente 4:3, cioè i pixel sono perfettamente quadrati; la cosa è assai meno banale di quanto si pensi, poiché l'occhio percepisce comunque lo "schiacciamento" dei gruppi di pixel. Per la cronaca, il rapporto 4:3 non ci sarà col Sinclair QL (2:1), né con i primi PC con scheda Hercules (17:8), scheda Olivetti (16:10), scheda IBM CGA (8:5 o addirittura 16:5), tanto meno con la EGA (16:8.75), comparirà solo con l'Amiga (almeno nei modi 320x240 e suoi proporzionali) e con le prime VGA (640x480, ma non il 320×200).
vari modi, da 40×25 testuale, fino a 320×200 grafico (con limitazioni per aree di 4×8 e 8×8) ma con diverse rozze combinazioni (160×200 grafico - pomposamente chiamato multicolor, 38×24 testuale, etc); il processore grafico contiene diverse altre features (sprites, etc). Da notare che in nessun caso i pixel sono quadrati; il rapporto è talvolta 16:10, talaltra 4:5 (il Vic-20 era addirittura 1:1), ma mai 4:3 come avviene sulla grandissima maggioranza di monitor e televisori in circolazione negli ultimi vent'anni. Questo significa che in grafica, per tracciare perfettamente un cerchio (o una qualsiasi altra figura o disegno) con una simmetria consistente, occorre "schiacciare" o "allargare" la figura in modo tale da rispettare le proporzioni originali del video (dunque per vedere un cerchio occorre disegnare un'ellisse!); ciò vale anche per ogni figura "quadrata", che risulterà rettangolare (e ciò è tipicamente tollerabile solo nei giochi). l'utilizzo della grafica sullo Spectrum è facile ed immediato sia da assembler (è sufficiente scrivere un byte in memoria per accendere/spegnere/colorare dei pixel, senza necessità di inizializzazioni e attivazioni) che da qualsiasi altro linguaggio (per le numerose routine su ROM). L'utilizzo della grafica sul «64» richiede un'interminabile serie di operazioni da assembler (già dal Basic si va avanti a suon di incomprensibili POKE) e, se non si usano routine già fatte altrove (che non sempre sono ottimizzate per l'applicazione che stai scrivendo tu ora in questo momento), occorre un faticoso lavoro di progettazione, redazione e debugging;
suono:
ronzatore piezoelettrico capace di produrre un'onda quadra di un bit di risoluzione, dunque con frequenza a piacere, fino ai limiti della velocità del processore; questo significa un massimo teorico di 318 kHz con le istruzioni assembler out (N),a
chip sonoro programmabile "SID", a più voci, con filtri A/D/S/R e altre features; non si possono paragonare; il SID del «64» è certamente superiore dal punto di vista del programmatore professionista di videogiochi, ma resta assai difficile da maneggiare: per fare anche il più semplice dei beep occorre inizializzare una lunga serie di registri...!
dotazione di interfacce e porte immediatamente utilizzabili: le porte MIC/EAR del registratore sono immediatamente utilizzabili per altri scopi (io stesso mi scrissi un programma per giocare a tombola che tirasse fuori un nuovo numero non alla solita "pressione di un tasto" ma in base alla quantità di rumore verificato sulla porta microfono: il tutto funzionava ovviamente senza bisogno di aggiungere hardware); altri hanno scritto software decisamente interessanti (ripeto: solo software, senza aggiunta di hardware!) che decodificavano l'audio in ingresso e ne cavavano i dati (il modem ad "accoppiatore acustico", la ricezione e trasmissione del codice morse, la ricezione dei facsimile/telefoto, etc); notevolmente, solo la connessione monitor e le porte joystick; non commento le altre porte, perché su queste ultime vediamo che condizioni ed applicazioni sono pressoché paragonabili (per esempio, entrambi hanno una porta "bus" esterna e documentata, che ha dato origine a tutta una serie di periferiche extra);
tastiera: 40 tasti "gommosi"; diversi utenti se ne sono lagnati, ma fra tutti gli "spectrummisti" conosciuti dal sottoscritto, non uno ha mai dovuto rinunciarvi a causa di un guasto; le keyword scritte sui tasti confermano che lo Spectrum è una macchina nata per insegnare la programmazione; tastiera con tasti a molla, tasti funzione, etc; quantunque si gridi sempre alla tastiera "professionale", pochi hanno avuto il coraggio di dire che l'abnorme quantità di caratterini grafici (semirettangolini, sbarrette, etc; di fatto utili soltanto per i programmatori in erba ed in "modalità testo") smentiva chiaramente questa vantata "professionalità"; certo c'è da ammettere che in quegli anni le periferiche che contavano erano praticamente solo la tastiera e il joystick;
sistema operativo e Basic:
tutto in 16k; l'interprete Basic è molto ricco e affidabile, ha il controllo della sintassi, etc; l'interfacciamento con altre periferiche (in linea di massima previsto nel Basic coi comandi MOVE, CAT, etc) richiedeva però una ROM esterna (la ROM 8k presente nell'Interface 1 per gestire i microdrive, porta seriale e porte network); nella ROM Spectrum originale sono liberi ben 1170 bytes (da $386e a $3cff) che potevano essere usati proprio in funzione di future espansioni (evitando gli arzigogoli della sintassi del Microdrive, per esempio); inoltre, i manuali forniti di serie erano più didattici che tecnici (insegnavano la programmazione in Basic piuttosto che documentare asetticamente le possibilità offerte);
8k del Basic e 8k del sistema operativo;
il "Commodore Basic v2" è obbrobriosamente arretrato, a scapito di chi chiunque abbia da scrivere un programma (per hobby o per lavoro); in compenso la documentazione era anche peggiore;
la potenza, in realtà, è nelle periferiche: allora come oggi avrei detto "datemi una periferica decente e vedrete cosa sono capace di combinare". L'errore di sir Clive fu l'esperimento dei Microdrive; la "forza" del C64 stava nel floppy drive (vedi sotto);
registratore a cassette:
può usare un qualsiasi registratore a cassette (o meglio: qualsiasi sorgente audio che abbia un'uscita cuffie; qualcuno, in tempi recenti, ha registrato programmi per lo Spectrum su un CD-ROM, e per caricarli basta mettere l'uscita cuffie e dare il comando LOAD); la velocità era di 1500 bit/sec; con i vari turbotape si ebbero fin da subito i 3000-3300 bit/sec anche nei programmi commerciali (per cui anche i software che usavano tutta la memoria utile si caricavano in tre minuti);
può usare solo il registratore dedicato Commodore (che è sempre costato molto più di un registratore normale); fra l'altro questo registratore Commodore andava comicamente a 600 bit/sec (ed era nientemeno che il doppio del Vic-20!) per cui caricare un software poteva richiedere ordinariamente anche un buon quarto d'ora! testuale affermazione del recensore di MC-Microcomputer, non della tifoseria opposta!); anche qui, i vari turbotape potevano portare ai fatidici 3000 bit/sec, ma c'è da ricordare che l'«affidabile» Datassette del «64» mostrava problemi già da registratore a registratore e in condizioni "non turbo" (due registratori originali Commodore... che risultano "un pochino" incompatibili tra loro?! e vai di imprecazioni contro il registratore, il rivenditore, la pubblicità Commodore e la Commodore stessa!) è innegabile che gran parte del software originale in circolazione (ad eccezione dei giochi, che richiedevano protezioni su protezioni), utilizza le caratteristiche standard della macchina (grandissima parte dei giochi era venduta su cassetta perché era quella la periferica più diffusa);

resta sempre assai significativo il fatto che la velocità di caricamento da cassetta con i turbotape dello Spectrum era superiore alla velocità di caricamento dei floppy drive 1541 Commodore;
memoria di massa "seria":
la memoria di massa "avanzata", cioè il Microdrive Sinclair, fu notoriamente l'errore più colossale di Sir Clive (supporto decentemente veloce ma scarsamente affidabile; furono sì venduti dei software "solo su cartuccia Microdrive", ma si trattò di eccezioni alla regola); peraltro i Microdrive arrivarono in massa sul mercato più o meno contemporaneamente alle varie interfacce floppy (che spaziavano da 180k a 720k formattati, che è assai più del drive 1541 Commodore di cui si parla qui a lato);
il floppy drive Commodore 1541, con dischetti da circa 170k per faccia (occorreva comprare la macchinetta "taglialinguette" per sfruttare la seconda faccia dei dischi!), essendo originale Commodore, era definitivamente il suo standard. Circolò parecchio software su dischetto, quantunque la velocità di lettura fosse ordinariamente 3000 bit/sec, cioè quanto il "turbotape" di uno Spectrum. Circolarono poi vari "turbodisk" e interfacce per la lettura "parallela", ma il guaio è che il fatidico 1541, quando fu immesso sul mercato, era già vecchio (anche in questo caso la Commodore riuscì a lucrare su hardware superato... altro che investimenti in ricerca e sviluppo!). il vero guaio del registratore (ed il motivo per cui si compravano floppy disk) era solo la lentezza del caricamento dei programmi.

Da parte sessantaquattrista, occorre aggiungere che il drive 1541 faceva guadagnare in velocità rispetto al registratore, ma non tanto da giustificarne il prezzo;
libreria software:
enorme, di tutti i tipi; verso il periodo di "decadenza" furono ovviamente preminenti i giochi; la maggioranza del software era prodotto in Europa;
enorme, di tutti i tipi; fin dai primi tempi, però, si cercò (più o meno implicitamente) di venderlo come un videogioco; peraltro per molto tempo i software gestionali furano quasi tutti "stranieri" (come lingua e come capacità) ed inutilizzabili in Italia. In ogni caso non è nostra intenzione considerare "gestionali" i listatini delle riviste prodotti tipicamente da persone che, affacciatesi con sforzi sovrumani alla programmazione sul C64, si erano rese conto dell'indecenza del lavorare a suon di PEEK e POKE che implacabilmente popolavano anche il più semplice dei programmi; una "libreria software" si definisce sulla qualità media e massima dei titoli, non sulla quantità. È facile dire che il «64» avesse più programmi di tutti... è assai meno facile dimostrare che quei programmi non si somigliassero troppo l'uno con l'altro (specialmente i giochi), e che fossero realmente "giocabili" (cioè da far venir voglia di giocarci almeno una seconda volta). Faccio un esempio: sullo Spectrum, due dei più famosi giochi tecnicamente ed esteticamente molto simili (Manic Miner e Jet Set Willy) erano entrambi giocabilissimi, non veniva mai la tentazione di pensare uno come imitazione dell'altro. Sul Commodore, spesso e volentieri ci si ritrovava di fronte a "giochi" che erano invece uno la copia dell'altro, avendo cambiato solo il titolo e il colore degli sprite...!
costo finale:
decisamente economico (ed invece l'abbordabilità è stata usata come slogan per dire che non valeva niente);
decisamente costoso (ed invece il prezzo superiore è stato usato come slogan per dire che era una macchina di qualità); i conti occorre farli con le lire del 1984-1985, non con la mentalità di oggi (dove è FACILISSIMO buttare un migliaio di euro per comprare un potentissimo computer che si userà al 99,9% del tempo solo per guardare uno screensaver!)

Questa bella e-mail che ho ricevuto merita una citazione per esteso:

Sono un "sessantaquattrista" da sempre e per tua meraviglia (credo) concordo al 100% con quanto scrivi sul tuo sito. D'altronde non si può negare l'innegabile.

I miei genitori mi comprarono il C64 alla tenera età di 9 anni (1989). Nel giro di un anno padroneggiavo il Basic (Basic, parola grossa) e come ogni bravo bambino pensai che fosse venuto il momento di scrivermi il mio primo gioco. Mi accorsi che per disegnare uno sprite o fare una musichetta dovevo scrivere una scarica di POKE. Bravo, mi direte, ma come faccio a sapere quali indirizzi e quali valori devo inserire?

Cercai e cercai... nessun libro. Non abito in una grande città e figurarsi ai tempi quanti negozi di computer e quante librerie disponevano di quelle documentazioni. Piansi, e anche tanto: ci tenevo a diventare un programmatore.

Un giorno entrai in una libreria e mi luccicarono gli occhi: c'erano almeno 20 libri con titoli come "La bibbia del C64", "La grande guida del C64"... Scelsi ovviamente il più grande: 1000 pagine di... programmi in Basic, più un gioco del cacchio. È questa la grande guida? Dove sono gli indirizzi che mi servono? Come cavolo si usa il comando SYS? Per la seconda volta piansi. Ma piansi ancora di più nel vedere che nel libro comparivano lunghi listati in assembler che, si diceva, aggiungevano "migliori funzionalità al programma". Dove si compra un compilatore assembler per il C64? Si può inserirlo in-line mentre si sta scrivendo in Basic? Anche queste domande restarono senza risposta. Quando a 6 anni (nel 1986) usavo il Commodore 16 (che non sospettavo essere un modello successivo al C64), almeno avevo la soddisfazione di possedere istruzioni grafiche decenti come DRAW e CIRCLE...

Da allora, l'unico momento in cui mi sono divertito a programmare in Basic è stato quando ho provato l'MSX del mio amico. Mi rammarico di non aver mai provato uno Spectrum. Su una cosa in particolare hai ragione: oggi uso Windows e sto facendo sforzi titanici per imparare il C++ e la "mentalità da programmatore in ambiente Windows". Mi ricordo come scheggiavo una volta e mi spiace che per colpa di un "cattivo acquisto", debba ogni volta ricominciare daccapo. Tutto sommato, però, il C64 mi ha regalato comunque dei piacevoli momenti, compreso il copiare giochi o lo sparare delle POKE a caso per vedere cosa succedeva.

Una cosa forse ti sei dimenticato sul C64 (magari non ho letto bene le tue pagine): dopo poco tempo si surriscaldava e i lunghi listati Basic si trasformavano in righe del tipo:
65535 @@@@@@@@@@@@@@@@@@.

Ricordo un mio tentativo a 10 anni di fare un piccolo database che finì tristemente con questo tipo di incidente. Mi pare che ciò fosse dovuto all'involucro in lamierino della CPU e della SID che dopo i primi anni di produzione era stato sostituito con uno più economico ma in cartone, ma non ne sono sicuro. Sicuramente gli altri "sessantaquattristi" obietterebbero dicendo: "cosa ne capisce un pistola di 9 anni di computer, assembler e tutto il resto". Certamente, data l'età, non avevo i mezzi per sbattermi a cercare documentazioni e software, ma a quei tempi, quando il C64 era ancora il "futuro", i bambini come me facevano parte di quel futuro. E non ero un bambino rincoglionito... Ciao.
,C1 RTS.

Questa comica e-mail che ho ricevuto merita una citazione per esteso:

C'è una parola sola: siete ingiusti ad offendere la Commodore.
I Commodore saranno sempre per me i computer che hanno segnato la storia dell'informatica.
Guardatevi i demo dei Crest e cose analoghe, questi sono i programmi "americani" che voi dite non esistere.
Quando sarete in grado di leggere un file jpeg su uno spectrum chiamatemi.
Quando sarete in grado di fare del campionamento audio con lo spectrum chiamatemi.
Quando sarete in grado di sintetizzare la voce umana con lo Spectrum chiamatemi.
Quando sarete in grado di rappresentare una funzione in tre dimensioni, un toroide renderizzato o un'animazione realistica chiamatemi.
Prima di insultare ingiustamente, di qualificare la Commodore come la Microsoft degli anni '80, pensateci bene.
Io sono uno di pace, e vi perdono, però vi prego, ridimensionatevi un poco.
Se la Commodore avesse veramente fatto del business senza cuore, non sarebbe fallita.
Siete voi che, a mio modesto parere (io sono umile, a differenza vostra), dovreste farvi un pò l'analisi di coscienza a scrivere queste parole pesanti. Commodore aveva gli Amiga, e se avesse fatto come la Microsoft fa oggi, adesso ci ritroveremmo ad usare gli Amiga invece dei PC...
Prendetevela con qualcun altro se siete frustrati, sfogatevi in un altro modo.
Segnalerò il vostro sito a programmatori americani del Commodore 64 e 128. È giusto che la vostra, mi permettete, insolenza sia nota a tutti.
Non mi abbasso a salutarvi.

Qualche brevissima chiosa la merita:

  1. credevo che si trattasse di uno scherzo... e invece faceva sul serio! Se vengono presentati dei dati tecnici verificabili, sia pure sotto quella forma, allora siete ingiusti ad offendere la Commodore.
    Dunque presentare alcune caratteristiche del C-64 (e di come notoriamente le vivevano i "sessantaquattristi") significa offendere la Commodore?

  2. Come obiezione ai dati presentati, si suggerisce di guardare soltanto... i demo dei Crest e cose analoghe.
    Questo è l'unico suggerimento concreto di tutta l'email citata. Non c'è proprio nient'altro di veramente convincente? (n.b.: ma i Crest... saranno mica programmatori americani? e vorrei chiedere anche se esiste qualche gruppo italiano paragonabile a detti Crest...)

  3. I programmi "americani" che voi dite non esistere...
    Non era stata affatto negata l'esistenza dei "programmi americani": semplicemente, si parlava della loro mitizzazione...!

  4. JPEG... campionamento audio... tre dimensioni... etc etc: tutto già fatto sullo Spectrum, e in quasi tutti i casi anche da decenni! Fra l'altro il campionamento audio (e addirittura il riconoscimento di rumori) sullo Zx Spectrum me lo sono creato e scritto da solo, a quattordici anni, in poche righe di assembler...!

  5. La pubblicità martellante della Commodore e le sue strategie commerciali (proprio come la Microsoft, e non solo negli anni ottanta) sono un dato di fatto, non un'opinione o un insulto. Però, se qualcuno osa ricordarlo, ecco l'accusa: prima di insultare ingiustamente... pensateci bene.

  6. Se la Commodore avesse veramente fatto del business senza cuore, non sarebbe fallita.
    La Commodore è fallita per delle scelte commerciali sbagliate. Sarebbe fallita subito, se non ci fosse stato l'Amiga. E l'Amiga era un progetto esterno, che la Commodore comprò e commercializzò coi propri conosciuti metodi (perfino il sistema operativo dell'Amiga era "esterno": mi dicono che era la tesi di diploma di uno studente di informatica che doveva discutere il linguaggio BCPL...!).
    E comunque non mi risulta che la Commodore fosse un'azienda no-profit o un istituto di suore missionarie...! (e poi dovrei raccontarvi di tante altre meschinità Commodore, come ad esempio di quando trapanava le motherboard dei suoi computer PET per dissuadere gli acquirenti dall'espandersi la memoria da soli anziché comprare la costosissima espansione "originale"...)

  7. Io sono umile, a differenza vostra... Prendetevela con qualcun altro, se siete frustrati, sfogatevi in un altro modo... Segnalerò il vostro sito a programmatori americani... È giusto che la vostra insolenza sia nota a tutti... Non mi abbasso a salutarvi...
    Niente male per uno che si dice umile: insulti, minacce, omissione di saluti, e poi i soliti programmatori americani...!
Insomma: vi garantisco che la citata email mi è giunta davvero, non l'ho scritta io! Mi tocca precisarlo, perché contiene esattamente tutti i caratteri dei sessantaquattristi descritti in questa pagina ed in quest'altra!

(fra parentesi, chi mi ha inviato il citato messaggio, si è poi scusato per i toni utilizzati)



Dato che ogni pagina di questo sito contiene almeno una foto (non necessariamente in tema con la pagina), ecco il fonte battesimale dove si dice siano stati battezzati san Francesco d'Assisi e santa Chiara.

Ma insomma! Perfino quando stanno in vacanza mi mandano cartoline con robaccia del genere!

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