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Some notes about Saturn and Cassini-Huygens spacecraft.
Saturno è poco più piccolo di Giove, composto principalmente di gas e addirittura meno denso dell'acqua (galleggerebbe se fosse messo in una vasca d'acqua sufficientemente grande e piena!). Ha un enorme campo magnetico allineato sul suo stesso asse (caso assai curioso, il cui studio potrebbe spiegare molte cose del campo magnetico terrestre), e un'atmosfera assai tempestosa (con dei venti all'equatore che fanno anche i 500m/sec, cioè 1800km/h!) indotta dall'enorme calore interno.

Attualmente ne conosciamo trentuno satelliti; il più grande, Titano, è più grande di Mercurio, ed è dotato addirittura di una propria atmosfera (caso unico tra le lune del nostro sistema solare), per giunta assai più alta di quella della Terra (arriva infatti fino a 600km di altezza).

«C'È VITA SU TITANO!!!»
Questa nota la scrivo in tempi non sospetti: sono ARCISICURO che a meno di grossi problemi tecnici la missione Cassini-Huygens terminerà con il "ritrovamento" di "prove certe" della "vita" su Titano; si parlerà di "certezza", anche se ciò fosse solo remotissimamente probabile. Non c'è bisogno che si scomodino i complottisti di turno; dopotutto una volta annunciato alla stampa e alle TV che è stata trovata "vita su Titano", si avranno diversi "benefici" effetti:
...dite che scherzo? ;-)

Le fasce di asteroidi che ruotano a varie velocità attorno a Saturno sembrano composte di pezzi avanzati da comete, asteroidi o lune che si sono distrutti prima di toccare Saturno. Le dimensioni variano da una monetina a una casa.



Il modulo Cassini-Huygens, pesante sei tonnellate (compresi 2700 chili di carburante), è stato lanciato dal Kennedy Space Center nell'ottobre del 1997. Arriverà nell'orbita di Saturno a luglio 2004; attraverserà la fascia di asteroidi (passando tra l'anello F e l'anello G) e si piazzerà in orbita attorno a Saturno. Dopodiché, la notte di Natale, rilascerà la sonda Huygens che atterrerà dopo tre settimane su Titano.

Il modulo ha tre generatori termoelettrici a radioisotòpi che recuperano elettricità dal decadimento del plutonio-238 (esatto: non usano né fissione né fusione, ma un processo termoelettrico). Questa soluzione, al posto del classico uso di energia solare (come in molte altre missioni spaziali), è stata necessaria per garantirsi un generatore efficiente e leggero per la gran quantità di energia richiesta dalle apparecchiature (in condizioni normali non meno di 600-700 watt). Se avessero scelto l'energia solare, avrebbero dovuto trovare il modo di dispiegare dai 600 ai 700 metri quadrati di pannelli solari, per giunta da tener protetti durante il viaggio verso Saturno nelle aree di forte radioattività, e con l'ulteriore svantaggio di rallentare le operazioni di manovra e riorientamento.

Questi generatori sono formati da un totale di 157 piccole unità, ognuna pesante 40 grammi (di cui 2,7 grammi di plutonio), larga 32×26mm, e che tirano fuori qualche watt ciascuna (le pile del futuro, insomma). Inoltre disperdono anche un po' di calore, cosa utilissima per riscaldare le apparecchiature della sonda in viaggio verso Saturno.

Il sistema di comunicazioni del modulo Cassini è dell'Agenzia Spaziale Italiana, e per circa quattro anni manderà sulla terra diversi gigabyte (!!) di fotografie al giorno (compresi i dati della Huygens trasmessigli via radio dopo l'atterraggio su Titano). La distanza è tale che il segnale impiega un'ora e venti per arrivare sulla Terra. La potenza sull'antenna (un parabolone di quattro metri) è di soli venti watt (avete letto bene; e sul Pioneer-10, quello che è da tempo uscito dal sistema solare, la potenza in uscita era di soli dieci watt) e trasmette sulla frequenza di 8400 megahertz. A bordo c'è perfino una sorta di "forno" per tenere a temperatura stabile il sistema di trasmissioni, per evitare che variazioni di temperatura distorcano anche lievemente le frequenze in uscita (giacché anche la distorsione del segnale è utile per misurare posizione e distanza dalla Terra!).

La sonda Huygens è invece dell'Agenzia Spaziale Europea. Grazie all'uso di diversi paracadute, arriverà all'impatto su Titano con una velocità di circa 20 km/h (dai 1600 km/h iniziali della "caduta"). Ha a bordo cinque batterie al litio (può comunque completare la missione anche nel caso se ne guasti una) capaci di fornire 1,8 kilowattora per oltre due ore e mezza.

Qui sotto, la foto non ritoccata di Saturno vista dalla Cassini-Huygens il 27 marzo 2004. Il diametro degli anelli visibili è di 270mila chilometri (più di venti volte del diametro della Terra). Per vederli da qui occorre un telescopio da non meno di settanta ingrandimenti (io suggerisco il doppio).

Sia il modulo Cassini che la sonda Huygens hanno una fotocamera digitale con risoluzione 1024×1024 pixel - esatto, un solo megapixel e la foto viene esattamente quadrata; e pensare che la mia prima fotocamera da un megapixel, a risoluzione 1152×864, la comprai nella primavera del 1999, due anni dopo il lancio della Cassini-Huygens, ed era una delle primissime "megapixel" sul mercato consumer.

Le due fotocamere hanno uno "zoom" fisso; quella della sonda ha un obiettivo equivalente al nostrano 35mm, mentre quella del modulo ha un telefoto dal lunghissimo zoom (mi sembra che sia superiore ai 350mm equivalenti). In particolare i loro sensori sono capaci di "vedere" molto più dell'occhio umano (vanno da molto al di sotto degli infrarossi ad alquanto al di sopra degli ultravioletti), per carpire la massima quantità di informazioni su ciò che "vedono".

La foto di qui sotto è l'ultima inquadratura possibile col 35mm, poiché la Cassini-Huygens è ormai assai vicina al pianeta.

Gli anelli di Saturno, dal più interno al più esterno, sono convenzionalmente chiamati D, C, B, A, F, G; in ogni foto di Saturno si distingue l'anello A (quello che sembra essere il più esterno) e il gruppo B,C,D; gli anelli più esterni F e G sono piccolissimi e assai distanti tra loro. Gli anelli sono sottilissimi (sono spessi poco più di 100 metri).

Nella foto si vedono gli anelli D (scuro, il più interno), C e B (molto chiari, B quasi il triplo di C), uno spazio vuoto (scuro), A (chiaro) ed F (molto scuro e molto stretto, appena appena visibile nella foto).


Saturno visto dalla Cassini-Huygens il 27 marzo scorso (foto della NASA)

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