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Come faccio a fare foto con lo sfondo molto sfocato come fai tu?

A proposito delle sfocature deliberate: col modo "macro" si possono fare giochetti del genere; metti in macro e poi ti poni a 15-20cm dal soggetto (anche di più, finché riesci a metterlo a fuoco), lasciando però intravedere sullo sfondo tante altre cose (sfocate, quindi sarà la fantasia di chi guarda la foto a dover "ricomporre").

Quanto alla stampa, purtroppo è un capitolo doloroso. Per stampare una foto in formato poster (cinque megapixel stampati su un foglio 40×30cm: le nostre digitali hanno tutte un formato 4:3) mi chiedono cinque euro (su carta di "qualità fotografica", così dicono), laddove per una foto in formato A3 chiedevano meno di due euro (ma su carta comune "allisciata"). Sarà che nei paesini di provincia i prezzi sono sempre proibitivi...

La tua Z740 ha anche il formato 2576×1716 (poco meno di 4,5 megapixel), per il formato comunemente detto "dieci quindici" (10cm × 15cm; in america lo misurano in pollici e lo chiamano "6×4"). In realtà, dato che è una "cinque megapixel", puoi stampare alla massima qualità laser (300dpi o più) anche a 22cm × 16cm.

Da parte mia ho avuto risultati decenti anche su un formato A3 a soli 100dpi (cioè un solo megapixel "sparso" in un intero foglio A3), per cui con 5 megapixel dovresti andare benissimo in ogni caso.

Il "rumore" delle foto, in fase di stampa, se non è di grana troppo grossa, si confonde col resto dell'immagine (uno non stampa una foto in formato pagina A4 per poi guardarla con la lente d'ingrandimento! una volta appese al muro non ci si fa più caso dei difettini secondari).

Infine, tieni conto del fatto che ciò che vedi a video non è esattamente ciò che vedrai in fase di stampa. Ogni stampante rende i colori in modo diverso, come ogni monitor. Il mio computer portatile mi presenta i colori vivi, è molto luminoso, ma il monitor HP che ho sulla scrivania mi presenta la stessa foto con assai meno luminosità, ma molto più "calore". E in fase di stampa, sulla vecchia inkjet dell'ufficio, i colori si "falsavano", sembrando "pastellati", come le foto su vecchie riviste di trent'anni fa. Dunque, una volta selezionate due o tre foto che conosci "a occhio" molto bene, devi confrontarle con le loro versioni stampate (dalla stessa stampante da cui intendi stampare in futuro) e vedere coi tuoi occhi quanta correzione abbisognano. Nel mio caso, per le foto dentro casa, ho avuto bisogno di aggiungere un po' di luminosità in più (la foto ritoccata con un po' più di luminosità sembrava brutta a video ma venne bene in stampa). Per le operazioni non colossali non c'è bisogno di usare il complicato Photoshop, bastano anche il vecchio Microsoft Photo Editor (che era compreso nel pacchetto di installazione di Office, credo almeno fino ad Office 2000, forse anche oltre). Sul mio Apple ho avuto in omaggio un programma equivalente, GraphicConverter, maneggevole non meno che l'iPhoto (pure avuto in omaggio col computer). In ambiente Linux c'è invece il Gimp.

Comunque, a causa dei costi, in otto anni e mezzo di fotografia digitale avrò stampato non più di una trentina di foto in totale.

La tua Z740 ha anche le foto "a raffica" (salva le ultime cinque foto scattate), scattando circa a due foto al secondo e mantenendo salvate solo le ultime cinque. Questa è una cosa che ho capito essere indispensabile in tantissimi casi: l'importante è cavar fuori la foto perfetta; tornando a casa con 300 foto scattate, è meglio "una sola ottima foto" (cancellando tutto il resto) che "100 belle foto" (cancellando tutto il resto). Col digitale non ci costa niente (al più ti toccherà investire per una secure-digital da 512 Mb o 1Gb).

La raffica è eccellente specialmente quando fotografi i bambini o altri soggetti più o meno in movimento (dei quali è difficile catturare esattamente il momento giusto). Per esempio qualche settimana fa ho scattato una raffica ad una ragazza che correva per non perdere il treno. Dato che era al sole, nelle foto è venuta sempre "ferma" (buona illuminazione significa tempi brevi di esposizione), ma dai piedi e dalle braccia non si capiva che stava correndo... tranne in una foto, dove ha una gamba piegata e il braccio teso, e il corpo slanciato in avanti (una posa innaturale, se non fosse chiaro e visibile che sta correndo). Così, a casa, cancello via le foto non buone delle raffiche, tenendomi l'unica venuta bene. Spesso è utile anche per toglier via le foto mosse o storte o imperfette (il polso non sta mai abbastanza fermo, mentre scatti, e non sempre hai un appoggio quando usi il massimo zoom o quando c'è poca luce).

Esatto: provare, provare, provare, provare... e ancora provare! Appena hai un po' di tempo, ti metti in casa e scatti 50 foto allo stesso soggetto, con la fotocamera ferma su un mobile sempre sullo stesso punto, ogni volta con un tempo di esposizione diverso, ogni volta con un'apertura diversa (usando sempre il modo "M") per vedere, a parità di luce, come si comporta la fotocamera. Allo stesso modo, una "scaletta" di foto per tutti i valori dell'apertura (modo "A"), e poi per tutti quelli del modo "S" (dove decidi tu il tempo di esposizione, e la fotocamera si limita a scegliere la miglior apertura utile per quel tempo).

Purtroppo le fotocamere, a parità di parametri, si comportano in modo diverso (la mia Lumix si comporta in modo diverso dalla tua Kodak). Dentro casa (o in ambienti non perfettamente illuminati) è sempre una vera battaglia: la luce delle lampadine è giallognola, la luce del neon è intermittente, il flash della fotocamera può essere garantito anche da cinquanta metri, ma in casa sembra non bastare mai. In casa (e in generale in tutti gli ambienti chiusi senza grande illuminazione) la fotocamera s'inganna spesso, per cui occorre "informarsi" provando e riprovando. All'esterno, alla luce del giorno (meglio quando pienamente a favore di sole) è ovviamente tutto più facile.

Quando hai tempo, devi provare a scattare una foto di soggetti molto complessi (nello stesso campo oggetti vicini e lontani) per provare la messa a fuoco e il metering. Da parte mia ho scoperto che il metering "spot" (quello con l'indicatore del mirino piccolissimo al centro del display della fotocamera) è quello che è più comodo (almeno per me): inquadro un particolare, metto a fuoco su quello, e poi, tenendo il tasto di scatto "mezzo premuto" (cioè mantenendo il focus), mi sposto a inquadrare la scena (in questo modo il focus resta calcolato ancora al momento in cui avevo premuto il tasto), e infine scatto.


Grazioso esemplare di fastidiosissimo ospite nel corridoio!

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