main index Ingredienti di questa serie anime, in ordine sparso:

  1. belle ragazze
  2. mecha
  3. principi e dinastie
  4. vendette, tremende vendette
  5. magia-magia!
  6. strateghi e psicologia
  7. tenzoni all'ultimo sangue
  8. la tipica scuola giapponese
  9. l'americattivo britannico
  10. complimenti per lo stile, ma...

1. Belle ragazze

Anzitutto contesto il crimine di "induzione all'anoressia": le ragazze carine sono tutte magrissime, dolcissime, istruitissime, pulitissime, gentilissime e... ricchissime (e mangiano di montagne di pizza). Che stereotipo!

Chiome di lunghezza e concia altamente improbabili, sorrisi inossidabili (e dentature perfette), occhioni formato gigante, sincerità di cuore (o vanità e cattiveria talmente consolidate da essere quasi inestirpabili), minigonne mozzafiato (per lasciar scoperte delle gambe-grissino perentoriamente storte come una "X"), ed abbigliamento stile "rococò da fantascienza".

A furia di anime e manga, certe volte mi viene il dubbio che in Giappone le ragazze brutte (cioè non "bellissime" come sopra) debbano essere obbligatoriamente pochissime e nascostissime, e che nel paese del Sol Levante l'anoressia sia il principale problema nazionale...

2. Mecha

Ahimé, è dai tempi di Gundam (trent'anni or sono!) che non si vede più alcuna vera novità nel campo.

Questi hanno di davvero simpatica solo la staffa al polpaccio, dotata di ruote, per spostarsi come pattinatori. L'accorta espulsione della cellula serve solo per evitare di far crepare troppi supereroi in poche puntate (quanto al sangue di civili, donne e bambini, ne viene versato con fin troppa abbondanza).

Le super-armi non sono troppo curate, e arrivano talvolta ai tipici eccessi dei cartoni per ragazzi (come nel caso dello Z-01).

3. Principi e dinastie

Il supercattivo arcicattivissimo, definitivamente razzista e snob, è il grosso e grasso imperatore dell'impero britannico-americano.

Anche in questa serie comincio a notare che i giapponesi, che hanno assaggiato sessant'anni fa le bombe atomiche sulla popolazione civile, possono riflettere sull'energia nucleare e sull'imperialismo senza però dimenticare nulla.

L'ingrediente di principi e principesse che adorano confondersi tra la folla serve solo a far sognare adolescenti vanitosi e depressi (per lo più ragazzine, tipicamente). In questa serie l'ingrediente è dosato abbastanza bene, anche se una sonora pernacchia ci scappa irrefrenabile, nel momento in cui vediamo qualche imperiale prole che va a scuola come tutti gli altri (e addirittura in territorio nemico), senza né guardie del corpo, né precettori, né altro (e infatti ci scappa involontariamente pure un sequestro).

4. Vendetta, tremenda vendetta!

Siccome nei nostri anni pare improbabile che qualcuno possa muoversi per un senso profondo e onesto di giustizia (senza cristallizzarla nell'ingenuo "i buoni contro i cattivi"), allora la motivazione che deve spingere i superbuoni contro i supercattivi (e viceversa) non può che essere una personalissima ferocissima vendettissima, irrefrenabile, inderogabile, immodificabile... impermeabile!

Forse per i giapponesi è più normale crederlo; ma qui da noi, pare alquanto improbabile che una persona, a cui viene ammazzato o ferito un familiare, sia capace di giurare vendetta eterna e di perseguire l'obbiettivo a costo della propria morte (e di quella di tantissimi altri).

Qui da noi, chi ammazza fratelli e genitori, quasi quasi esce dopo pochi anni (o pochi mesi, o pochi giorni) con la condizionale e magari pure con le lacrime di coccodrillo dei media.

5. Magia, magia!

Altro elemento alla moda: il pizzico di magia. Ne ho piene le scatole di anime e manga zeppi di magie, incantesimi, fantasmi e spiriti vari. Qui, per fortuna, si sono limitati all'essenziale. Una "strega" dà al protagonista la capacità di ipnotizzare (sia pure una sola volta per persona).

Questo superpotere è tutto sommato banale, ma se usato accortamente può rivelarsi parecchio utile. Ed il supereroe di turno, infatti, è un ottimo stratega.

6. Strategia e psicologia

Finezze da veri strateghi e conoscenza di certi meccanismi dell'anima danno parecchio pepe alla storia. Complimenti.

Per esempio, complimenti alla principessa superbellissima e supercattivissima che intuisce l'esca e la trappola e reagisce immediatamente, disorientando e umiliando il supereroe. Complimenti al principino superbellissimo e superbravissimo, che più volte sfida a sangue freddo la peggior sorte, ed è capace di cavare un risultato sorprendente anche quando in tremendo svantaggio, e decidere a sangue freddo quando certe perdite sono inevitabili.

È certamente il miglior ingrediente di questa serie, perché costringe lo spettatore a usare l'intelligenza e l'intuito: laddove ci si sarebbe fermati a fare i tifosi dei buoni contro i cattivi, pretendendo un Deus ex machina a risolvere magicamente le brutte situazioni, vien fuori lo spettacolo del saper giocare veramente bene tutte le proprie carte.

Simpatiche e ben dosate anche certe trovate sull'egoismo, sul detto e non detto, sulla gelosia, sul guardare le persone come se fossero pedine su una scacchiera.

7. Singolar tenzone, e all'ultimo sangue!

Altro ingrediente molto famoso nelle storiette antiche e moderne: il ridurre le guerre tra eserciti a scontri frontali furiosi di coppie di ferocissimi contendenti. Meglio ancora se i combattenti non sanno di aver di fronte i loro migliori amici.

Anche qui i complimenti agli autori della serie, perché non hanno sofferto della sindrome di Ken il guerriero (dove uno scontro tra Ken e il cattivone di turno dura venti secondi nelle prime puntate, e dura venti puntate nelle puntate successive). Le battaglie campali e le singolar tenzoni sono equilibrate e non "invadono" troppo gli episodi (ahimé, già sufficientemente popolati di momenti di svago).

8. A scuola solo per "socializzare"...

Diciamocelo chiaramente: la caratteristica principale degli studenti di tutto il mondo è quella di pensare che la scuola serva solo a "socializzare". Cioè a chiacchierare, a trovare una "morosa", a passar tempo con gli amici, a mangiare, a organizzare festicciole in maschera...

E pertanto anche in questa serie la "scuola" è rappresentata così: che tristezza, che banalità... beh, tranne in un caso particolare (uno solo, purtroppo).

Un dieci e lode va infatti all'episodio dell'inseguimento del gatto, davvero esilarante, del tutto imprevedibile in una serie che verrà spacciata per battaglie tra mecha e intrighi (non tutti amorosi) di palazzo.

9. Il complotto angloamericano

Già dai primi episodi appare evidente che il termine "terrorista" è forgiato dai media e non ha necessariamente a che fare con il terrorismo (tant'è che il supereroe di turno giustizierà a modo suo un gruppo di terroristi veri, e i media costruiranno e ricostruiranno storie solo ad usum delphini).

Il razzismo dei conquistatori è fumettistico, ma suggerisce una riflessione su un problema reale. I "conquistati" tendono ad adeguarsi, possibilmente a convincersi che tutto sommato le cose vanno bene così: tra pace e libertà preferiscono la prima.

Anche questa volta (come nel caso di Ghost in the Shell), emergono temi da complottismo evidentemente tutt'altro che disprezzati in Giappone. La manipolazione dei media, la percezione della realtà fabbricata in laboratorio, il potere occulto, la violenza reale e la violenza psicologica. Ed il Golem americanoide sempre sulla scena.

10. Ultimi complimenti e... riassunto di ciò che non va

La colonna sonora militaresca è un eccellente contorno.

I nomi dei modelli dei mech sono scelti con gusto e stile.

E infine le scene veloci, pennellate rapide: non si fa in tempo a concentrarsi su un'immagine, che è già sparita.

Riassunto dei punti negativi:


Riparazione con lo SPALATRAPPE

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