continua (next page) main index Carissimi, stavolta vi racconto del megadirettore megagalattico del quale per ovvi motivi eviterò di citarne nome e cognome altrimenti mi spara. Come al solito: TUTTO VERO!

The chief engineer of the company where I worked. Stunning.

Innanzitutto, che ci crediate o no, il direttore megagalattico è lui, ma proprio lui. Questo significa praticamente tutto, e cioè:

1) qualsiasi decisione anche di bassissima importanza, la prende lui; dovete solo augurarvi di trovarvi putacaso d'accordo con lui nelle vostre scelte;

2) lui fa TUTTO perché lui è TUTTO: anche se è laureato solo (!) in XXX, lui fa anche il programmatore, il facchino, il commerciale, il segretario, il montatore, il tecnico hardware, il rappresentante, etc etc.

Dato che è passato per l'XXX di non ricordo più dove, ed è stato a XXX per chissà quanto tempo, è abituato alle cose più oscene, per esempio:

1) si lava con l'acqua fredda! ma come diavolo fa, anche d'inverno! per giunta non perde mai occasione per vantarsene e per parlare male di noi "giovincelli abituati a tutte le comodità", infatti ai tempi suoi "ci si metteva in pieno inverno a torso nudo fuori a lavarsi con l'acqua fresca" (fresca? trentuno gradi sottozero, fisici e chimici non si spiegavano come mai non ghiacciasse).

NB! la cosa ovviamente non gli va più facilmente come una volta: infatti chi va in megamissione con lui e ci divide la camera d'albergo, quando lui fa la doccia lo sente imprecare e mozzare le imprecazioni cantando: "XXX... trallallero... XXX... trullallà"!!

2) dorme pochissimo perché lui riposa bene solo quando dorme poco; fin qui tutto normale (?), il problema è quando pretende che dormiamo poco anche noi! Per lui è normalissimo dormire 4/5 ore per notte (anzi, è pure abbondante), e dopotutto noi "siamo giovincelli con tanta salute" e quindi dato che sicuramente riposeremo a casa, non abbiamo [sempre secondo lui] problemi di sorta... con me è stata massacrante: io se non dormo almeno 9 (nove) ore per notte, il giorno dopo sono uno zombie, e questo è più che noto; in pratica le megamissioni per me sono massacranti solo quando c'è lui!

3) si ammazza di caffè: per le dieci di mattina ne ha presi almeno quattro; una volta gliene abbiamo contato undici in una sola giornata e mentre noi andavamo a nanna in albergo lui faceva "un giro" per magari andarsene a fare un altro in un bar... clamoroso, cose da pazzi: dovete vederlo per crederci. Io al secondo caffè divento schizofrenico per tre giorni... In particolare conosce i bar più sperduti dove "...qui fanno davvero un buon caffè; quella volta che ci sono stato nell'86 con " (segue nome di una persona che io non ho mai visto né sentito, che ha lavorato per uno o due anni nella megaditta) "...mi fecero davvero un ottimo caffè".

Clicca qui per la Circumvesuviana!! È una persona stranissima: ha un'intelligenza notevole (e questa non possiamo non ammirargliela) ma ha la curiosità di un bambino: se ha sette giorni per terminare un progetto, è capace di stare sei giorni a rifinire dei particolari insignificanti che però stuzzicano la sua curiosità, e farsi 48 ore di lavoro consecutive per terminare il tutto. Una volta io, di rientro da una megamissione, mi trovai alla megaditta verso le 19:30, e c'era solo lui sopra. Credevo avesse lavorato tutta la giornata, invece mi disse "sto da ieri pomeriggio e ho dormito una sola ora stanotte, lì sul divano". E non aveva ancora finito: c'era un'altra nottata piena da fare e tutta la giornata che seguiva...! :-)

Però è anche uno scansafatiche di quelli formato leggenda: con la scusa di discussioni commerciali, nel momento buono ci ha sempre lasciato nella XXX più nera. Io ed "er Paolino" siamo specializzati in situazioni simili, ed abbiamo sviluppato una notevole arte oratoria capace di far sentire rimorsi di coscienza anche ad un pazzo omicida, ma lui è più forte di noi e - cosa davvero clamorosa - riesce sempre a trovare un argomento commerciale da discutere con i megaboss della ditta cliente per cui ci lasciava come due pischelli con i terminalini "via radio" ("er Paolino" faceva il firmware, io il software su PC) e lui col sedere spalmato sulla poltrona dell'ufficio del Grassone...

Poi, d'improvviso gli vengono delle crisi assurde. Una volta, di tarda sera, in autostrada all'altezza di Genova, andando verso Sestri Levante, gli venne un attimo filosofico-religioso e cercò di convertirmi spiegandomi tutto l'universo e la creazione. Beh, fin qui ancora può sembrare tutto normale: il punto è che lui -che politicamente si spaccia per XXX [ma non nel senso che vota XXX] ogni volta che si parla di politica- riuscì a conciliare il suo pensiero -strettamente XXX- con la XXX... cose da pazzi! Per fortuna non c'era molto traffico, ed arrivammo a Sestri in nottata (altro che tarda sera, erano l'una di notte e ancora non avevamo mangiato).

Il tedescone della megaditta tedesca era PUTACASO affacciato al balcone (ma i megaboss sono tutti così? ;-) e scese giù in piazzetta a salutarci. Allora capii qualcosa in più di quell'"incontro di lavoro": il tedescone era in ferie, e putacaso le passa in Italia, e putacaso aveva portato con sé la documentazione cartacea (tre chili) che noi avevamo richiesto prima che partisse per le ferie, e putacaso era sveglio a quell'ora (non prendeva sonno? i tedeschi sono tipi strani). Ci invitò in un bar, forse l'unico aperto a quell'ora nel raggio di cento chilometri, e strada facendo ci disse che la proprietaria era una nota XXX del posto e che forse se c'erano le sue amichette non era il caso di entrare.

Invece entrammo e "cenammo" (due tramezzini ed una birra a testa) - io continuai con la birra perché dissi "questa è proprio buona" ed il tedescone continuò ad offrircene - io pensavo che pagasse il megadirettore megagalattico, se avessi saputo che stavo scroccando al tedescone mi sarei trattenuto. Il tedescone probabilmente non aveva mai visto un "ragazzetto" bere più birra di lui (mi fermai a quasi due litri per non fare figure di pozzo senza fondo con problemi di accattonaggio birra ;-), per cui da quel momento in poi ha avuto una notevole stima di me - ci vuole poi così poco per "abbabbiare" un tedesco? ;-) (piccola aggiunta: potrebbero non essere stati proprio due litri, forse un po' meno).

Il rientro Sestri-Roma me lo feci io, "una tirata" (giusto dopo aver fatto il pieno - di gasolio ed ovviamente di birra!) perché alla minima frenata il megadirettore si svegliava e cominciava con la solita stramaledetta litania "guida piano, sei sveglio?, occhio ai sorpassi, non correre". Per fortuna lui si abbioccò abbastanza decentemente e potei addirittura ascoltare più volte il primo ed il quarto LP dei Led Zeppelin, proprio adatti ad un viaggio in quelle condizioni, malgrado la notevole quantità di birra (nota bene: quella musica la ritengo odiosa - è per questo che mi teneva sveglia; se fosse stata musica più normale, avrei rischiato di prendere un colpo di sonno!).

Durante il viaggio presi una curva larghissima - parlo sempre delle mie traiettorie ultra-ottimizzate per non perdere velocità con quel cassone da morto della Volvo - e il megaboss si svegliò di colpo urlando "rallenta, frena, accorto, attento, fermo, stiamo andando a sbattere!". Io invece dissi solo "calma" ad ogni sua imprecazione, e conclusi la curva seguendo al millimetro la traiettoria prestabilita: nemmeno un pilota di Formula Uno riesce a fare di meglio, neppure con la pista vuota. Il megaboss si "appapagnò" pochi secondi dopo, per cui non mi XXX molto.

Circumvesuviana Arrivato a Roma, a pochi chilometri dal grande raccordo anulare, si svegliò fresco e riposato (fresco sicuramente, riposato non ci giurerei) e mi fece fermare in un Autogrill con la solita formula: "lì c'è un Autogrill, io ho bisogno di un caffè, lei prende qualcosa?". Io come al solito presi la mia stupenda aranciata, dopo aver fatto la più colossale XXX mai registrata da quando lavoro nella megaditta, scaricando i due litri di luppolo misto tracannati la sera prima. In macchina cascai come un XXX e dormii quella mezz'oretta che arrivammo in centro alla megaditta, e partii subito dopo aver avuto un non modestissimo compenso (competenze, spettanze, insomma $OLDI!), prendendo un treno e tornando a casa.

Una volta venne sulla megaditta una sua XXX: un vero sgorbio, a più di un metro di distanza pareva un uomo. Io ci sono abituato a vedere gente strana e gente nuova in continuazione, e non ci feci caso, però dato che quando vedo gente nuova mi atteggio a Grande Artista Della Programmazione, mi sparai la solita frase preconfezionata con Arf. Il tizio, anzi la tizia, non sentì nulla perché nel frattempo era andata a guardare se c'era carta per farsi le sue privatissime fotocopie. Quando tornai nel corridoio, mi beccò il megaboss, dietro c'era il tizio (cioè la tizia) e finalmente capii che si trattava di una femmina. Il megaboss mi XXX a sangue per un piccolissimo errore che avevo commesso, che fra l'altro riuscii a giustificare, ma lui XXX lo stesso, quasi sicuramente per fare la figura del Duce lì dentro e per dare l'idea alla XXX di quanto potere avesse - d'altronde non ce n'era bisogno, visto che alla XXX bastava osservare per un paio d'ore come funziona la "barracca". Quando tornai in sala hardware e chiesi ad Arf "chi è quella lì... quel XXX mi ha fatto fare una figura XXX davanti a lei", lui mi disse "quella è XXX, che schifo" - l'unica idea che mi era venuta era di cercare un argomento per XXX il megaboss davanti a lei - lui l'avrebbe avuta vinta lo stesso però il suo onore di DVX (duce) della megaditta ne avrebbe fortemente risentito. (aggiunta postuma: il fattaccio l'ho raccontato in modo così brutale perché non mi piace essere sgridato quando lavoro bene!).

Un'altra persona strana che viene sempre a fare i fattacci suoi con la fotocopiatrice della megaditta è la sorella del megaboss: una arzilla vecchietta, sicuramente simpatica, ma che ci ha fatto perdere tempo in quantità industriali. Il nipote del boss, figlio (o nipote?) di questa tizia, si scrisse e stampò la tesi usando -udite udite- Wordstar 3.40 e con la stampante Laserjet della megaditta (che spreco assurdo!). Il nipote del megaboss mi odia a morte per una multa che gli ha rovinato l'esistenza (ripeto: posso negare!)... leggete messaggi precedenti e seguenti ;-).

Il megadirettore megagalattico leggeva il quotidiano XXX, perché, a suo dire, "è l'unico giornale che non ha organizzato giochi a premi per aumentare le vendite". Un paio di mesi dopo: "XXX vi invita a giocare a REPLAY: non buttate i vostri biglietti e..." ...e lui fece una megafigura di XXX senza precedenti: ancor oggi io, Arf ed "er Paolino" godiamo come suini emiliani pensando a quel mitico giorno in cui Arf disse "Mi scusi ingegnere, ma lei non aveva detto che XXX è l'unico quotidiano serio?". Fino a poco tempo fa leggeva invece XXX, ora non so.

Una volta storse talmente il naso che un altro po' gli cascava: il XXX aveva comprato "Il manifesto"... ora vi racconto.

Eravamo io dietro, lui alla guida e il XXX di fianco a lui, nella solita barca color cacca (la Volvo), usciti dall'albergo a Lodi ed in direzione del megamagazzino del megacliente a XXX. Il megaboss fa una tremenda frenata ed intima a me o al XXX di andare a comprargli XXX all'edicola lì sulla destra. Considerato che ero io il più giovane, sarebbe toccato a me fare il galoppino... così non credo alle mie orecchie quando il XXX si offre volontario e non dice "vabbè, ci può andare XXX". E così va e torna e... torna non con uno ma con due quotidiani: XXX per il megaboss, ed "Il manifesto" per lui. Il megaboss storce il naso, poi ancora di più, poi ancora di più, infine, sul punto più critico, già oltrepassato il punto di non ritorno, quando il XXX finisce di sfogliare "Il manifesto", io glielo chiedo per darci un'occhiata...! Il megaboss capisce che ero interessato più al quotidiano comunista (dichiarato tale fin dalla testata) che a quello che "segue la corrente" (XXX), per cui storce ancora di più il naso e stavolta per poco non gli cascava sul serio!

Per di più il megaboss non riusciva mai a leggerlo, il giornale. Lo maltrattava abbondantemente, sfogliandolo quando poteva (di rado, visto che guidava lui e nei momenti buoni si "eclissava"). Di tanto in tanto se lo portava al XXX ed Er Paolino mi guardava come per dire "ma gli manca la carta, a quello?" ;-)


Sul Gran Sasso

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