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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


11: Kusa-Meikyu (Grass Labyrinth) - Affection (labirinto d'erba - affezione)

Parte di questo episodio ricorda la storia di Sadako Sasaki (1943-1955), morta a dodici anni per leucemia contratta a causa dell'esposizione dell'esplosione nucleare su Hiroshima nel 1945, col suo desiderio di realizzare mille "gru" di carta per poter domandare la guarigione.

Cominciamo subito:

È il posto dove la "gente" andrebbe a depositare le proprie "memorie esterne" (oggetti a cui è particolarmente affezionata). E l'episodio è per ricordare la storia di Motoko da piccola, e l'incrociare un altro protagonista della serie. Notevole il fatto che tra i memorabilia ci siano un paio di corpi cibernetici di bambini, ovviamente senza ghost, e cioè ridotti a bambole. Anche quelli sono ricordini. Se l'anima è un software, allora la macchina su cui è installata (il corpo, cioè l'hardware - secondo le intenzioni dell'autore) è non più che un bel ricordo di gioventù. Mentre l'autore accetta volentieri l'idea che il legame tra corpo ed anima sia talmente stretto che una variazione dell'uno implica la variazione dell'altro, si ritrova qui a insistere di nuovo sulla "forma" dell'anima, che sarebbe un puro software. Una pennellata di stile di un vero artista. Non a caso farà dire alla Kusanagi che quei viaggetti nel mondo parallelo dei ricordi sarebbero esperienze "spirituali".

Giudizio complessivo: ambientazione eccellente, storia sinceramente strappalacrime, e siamo perfettamente in linea con il messaggio che l'autore intende dare con la serie (non illudetevi che questa serie sia solo questione di cyberhacking, sparatorie e affini!)


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