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This is an Italian phone card of 1989, valid until Dec'91.
Questa è una "Carta Telefonica" - così le chiamava la SIP (oggi "Telecom Italia"; "SIP" storicamente significava "Società Idroelettrica Piemontese", e poi per diversi passaggi storici arrivò ad essere il monopolista nazionale della telefonia per lunghissimo tempo).

Le carte avevano valore di non meno di due anni solari pieni, per cui questa - acquistata nell'89 - aveva scadenza a fine 1991.

Sul retro, come si vede qui a destra, erano riportate le fasce orarie delle ignominiose tariffe per le interurbane stabilite nel 1982. C'è da ricordare che nella fascia "ore di punta" la tariffa per una interurbana di distanza superiore a 120 km era di uno scatto ogni undici secondi (tariffava cioè 200 lire ogni 11 secondi).

Le schede telefoniche italiane, nate durante gli anni settanta ed in sperimentazione fino alla fine degli anni ottanta, erano originariamente "read-only", a sola lettura. Il vantaggio era di avere un pezzo di plastica con una banda magnetica (con costo industriale davvero ridottissimo rispetto alle classiche schede con microchip o "memoria protetta", come per esempio le francesi).

La banda magnetica conteneva semplicemente il numero di serie della scheda con un "check digit" (quello che si vede in basso a destra: 030067549). L'impianto leggeva il numero di serie, lo comunicava alla centrale e questa, dopo aver verificato che la scheda risulta in circolazione e non annullata, in tempo reale rispondeva col credito utilizzabile. Al termine della telefonata il telefono indicava alla centrale di aggiornare il credito di quella scheda. Se il credito aveva raggiunto lo zero, il telefono provvedeva a smagnetizzare la scheda.

Sembra complesso, ed infatti non lo è:

Ricordiamo che fino ad almeno la fine degli anni ottanta, occorreva l'autorizzazione governativa perfino per detenere un impianto per scrivere badge magnetici (la cosa dev'essere caduta solo quando i badge comunemente non hanno rappresentato più il massimo della sicurezza). Il retro della scheda telefonica senza pubblicità!

Domanda: come mai allora abbiamo notizia di tanti imbrogli con le schede telefoniche?

Risposta: le società che producevano i telefoni pubblici (in primo luogo la Urmet, se non vado errato) per legge dovevano, in caso di dubbio, dar ragione all'utente. Per mandare in "dubbio" il telefono alcuni le tentarono proprio tutte: scheda parzialmente smagnetizzata (con acidi, in modo da far leggere il numero della scheda ma non il check digit), scheda "troppo lunga" (due schede, o una più un pezzo di una seconda, unite col nastro adesivo, in modo che il sensore di fine scheda segnalasse un timeout assolutamente anomalo), etc.

Il firmware dei telefoni è stato più volte aggiornato. Non mi è noto quale sia il vero motivo per cui da un certo momento in poi gli impianti hanno cominciato a scrivere sulle schede (che dunque hanno cominciato a contenere anche il credito residuo e venivano aggiornate in tempo reale: durante la telefonata sentivi la scheda andare avanti e indietro). Temo sia stata una risposta impulsiva al problema delle frodi: invece di migliorare il lettore nei telefoni, i progettisti hanno considerato che in Italia "pochi" malfattori potrebbero essere dotati di scrittore di badge.

Purtroppo c'è da osservare che un lettore di badge per sua natura deve contenere parti in movimento: il badge dev'essere fatto scorrere sotto una testina ad una determinata velocità (dunque il percorso dev'essere di un congruo numero di centimetri!). Inoltre la tesserina magnetica, una volta "succhiata" nel lettore e letta, deve poter essere cancellata (ossia deve scorrere sotto una testina di cancellazione più giù).

Il lettore SIP, insomma, conteneva molte parti meccaniche (motorini, sensori, etc). Come costo per quantità industriali, difficilmente sarebbe sceso sotto le 700-800mila lire per impianto. Per di più, secondo la nota regola di "quel che non c'è, non si romperà", un impianto con parecchie parti in movimento sarà assai più soggetto a guasti - e i guasti, in questa categoria di macchine, spesso significano anche frodi...

La "soluzione italiana" della scheda telefonica "read-only", pur geniale in fase di progettazione, risultò purtroppo perennemente perdente a causa della complessità dei lettori, dei loro guasti e dei loro costi.

Nel 1998 ho smesso di interessarmi a queste questioni perché... nella disperazione di non trovare mai una cabina telefonica libera e funzionante durante i miei viaggi, comprai un cellulare. L'avvento dei cellulari ha drasticamente ridimensionato la richiesta di posti telefonici pubblici.


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