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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


05: One with a motive - inductance (qualcuno con un motivo - induttanza)

Beh, curioso che nell'anno 2031 abbiano ancora queste fotocamere formato FZ20 full-optional...

Abbiamo in azione un cyborg "pesantemente potenziato", arciconvintissimo di avere un buon motivo per agire (poiché chi non ha "motivi" per combattere è destinato a perdere, ma questa è una banalità che rivela quanto il cyborg in questione sia una marionetta di qualcuno).

Gouda - cioè mister Faccia Rattrappita - sa troppe cose e cosacce e si limita ad assistere da lontano. La sezione 9 è usata non solo per fare da baby-sitter ma anche per tenerla lontana da altri affari (viene già il sospetto che Gouda sa chi deve tenere a bada: ed infatti tiene impegnata la sezione 9 per... babysitteraggio di una presidentessa). Ma è ancora troppo presto per capire cosa bolle in pentola, e pertanto alla squadra non resta che adeguarsi.

Qui - come in diverse altre puntate di questa seconda serie - emerge prepotente il motivetto tipico del criminale (terrorista, assassino, etc, a seconda dei casi) "smarionettato" da qualche esperto burattinaio, anche se solo per tenere temporaneamente fuori gioco la sola sezione 9. Che un'ideologia possa accecare persone (e gruppi, e perfino gruppi molto vasti) non fa meraviglia. Ciò che comunemente ci riesce difficile ammettere (a meno di non passare per sognatori) è che qualcuno un po' meno "accecato" riesca ad utilizzare per i propri scopi le menate ideologiche di qualche pensatore frustrato e dei suoi fedelissimi seguaci. Ed il Particularist Eleven di questa serie è esattamente lo strumento che Gouda agita da lontano, e senza sporcarsi le mani. Dovrebbe infatti indurre almeno qualche piccolo sospetto il simbolo (il kanji di "vendetta", il simbolo matematico di "infinito", ed il kanji di "samurai"), che appare così, all'improvviso, fabbricato alla bisogna, quasi come a giustificare (e a far dare un nome) al movimento già in atto, con lo scopo di indurre tutti a concentrarsi sugli esecutori e trascurare di indagare sui mandanti. Si crea un simbolo allo scopo di far concentrare tutti gli occhi lì. Chi ritiene di avere una spiegazione per tutto, non indagherà, non domanderà, non sospetterà. Ciò che vale per le "masse" può valere anche per i cervelli fini. È già evidente che i Particularist Eleven sono uno strumento "televisivo", per dare scena oltre che per agire.

C'è il pensiero, prima dell'azione. Le rivoluzioni non nascono dalla fame e dall'oppressione (checché ne dicano certi studiosi) ma dalle idee. Quindi è possibile che in nome di un'idea ci sia qualcuno che intenda applicarla a costo di usare violenza. Ed è altrettanto possibile che ci sia qualcuno che "finanzi" la nascenda "rivoluzione" non perché ne condivida le idee ma perché intende usarla come strumento per altri fini: il caso di Parvus e Lenin è esemplare, ed è qui vagamente ricalcato da Goda e i seguaci del Particularist Eleven.

Assolutamente colossale il commento finale della Kusanagi: "...o forse non aveva affatto intenzione di uccidervi" - intuito femminile di femmina cyborghizzata ed abituata a ragionare a sangue freddo anche nelle circostanze più drammatiche. Ma -ahilei!- non darà immediatamente sèguito alla geniale intuizione.

Giudizio complessivo: episodio "per carburare" la serie, ma ben fatto.


Stazione FS di Palena

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