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Come faccio ad ottenere l'effetto arrotondato come nelle tue foto?

Il cosiddetto "effetto arrotondato" lo si può ottenere da software con programmi come Photoshop (purtroppo non ti so dire come si chiama la funzione in questione, ma è da molti anni che c'è, e con foto da 10Mp come quelle della FZ50 è possibile distorcere parecchio prima di "perdere risoluzione").

Le foto "rotonde", come quella del Duomo di Napoli che vedi invece nelle mie pagine come questa sono in realtà scattate con una lente fish-eye, moltiplicatore di focale per 0,24 (per cui con un calcolo alla carlona il 36mm-equivalenti della fotocamera, cioè lo zoom 1×, diventa circa 36*0,24 = 9mm equivalenti).

Gli aggiuntivi grandangolo generalmente sono di 0,8× e la loro caratteristica migliore è quella di "allargare il campo" allontanando il soggetto, distorcendo il meno possibile. Alcuni di questi - molto economici - sono venuti malissimo e distorcono parecchio (come un certo 0,79× della Raynox); altri sono costruiti bene (con le lenti interne costruite e organizzate in modo tale in modo da bilanciare in qualche modo le deformazioni), come il Raynox DCR6600Pro che vanto sul mio sito (che moltiplica per 0,66 il campo utile, per cui è come avere un grandangolo da 24mm equivalenti, distorcendo appena dell'1,3%; la distorsione, sommata a quella della fotocamera quando usi lo zoom 1×, è appena visibile sui soggetti molto geometrici, ed non si nota per niente nei paesaggi naturali).

Grandangoli e fish-eye rendono bene ovviamente solo agli zoom minimi (1×-2×); allungando di più lo zoom la curvatura della lente "opacizza" l'area della foto, e quindi è inutilizzabile. Comunque, per un aggiuntivo che "riduce" lo zoom minimo, è inutile poi usarlo per lavorare anche con zoom superiori a 2× (te lo devo precisare perché ci sono dei "furbi" che dichiarano di voler comprare una ultrazoom sulla quale tenerci sempre un grandangolo: sarebbe come usare l'auto tenendo sempre il freno a mano tirato).

I "telefoto" sono generalmente dell'ordine di 1,5×-1,7×; la Raynox ha tirato fuori il suo DCR2020Pro (che pure stravanto sul mio sito) che moltiplica lo zoom massimo di 2,2× senza distorcere (ovviamente rende bene solo agli zoom massimi, tra 9× e 12×). Per vedere che effetto fa, puoi semplicemente usare 12× di zoom ottico e aumentare a 2× lo zoom digitale. Chiaramente il raddoppio dello zoom ottico (un po' più del doppio, visto che il DCR2020 è 2,2×) può essere utile solo per chi fa fotografia naturalistica e deve ritagliare piccoli particolari delle foto e non può permettersi di usare lo zoom digitale (che è ovviamente di qualità più scadente di quello ottico; del resto, con Photoshop, puoi "allargarti" manualmente le foto e ottenere lo stesso risultato dello zoom digitale: lo zoom digitale è un ricalcolo software sulla foto già scattata, non è una magia che aggiunge particolari laddove non erano stati catturati).

La questione è seria perché queste lenti costano non poco. A suo tempo a listino costavano 334 euro (il fish-eye), 189 euro (il 2020) e 113 euro (il DCR6600).

Inoltre, la 6600 è filettata a 52mm e gli altri due citati sono a 62mm, per cui ti serviranno anelli adattatori per portare i 55mm femmina della FZ50 ai 52 o 62 maschio della lente (a meno di non trovare le versioni "-55" delle lenti citate; purtroppo in Italia non se ne sono viste; sul sito Raynox che ho indicato - nella pagina dedicata alla FZ30 ma che va bene perfettamente anche sulla FZ50 - ci sono diverse di quelle lenti, per esempio la DCR6600Pro-55, che si montano direttamente sulla FZ30 e FZ50 senza adattatori o anellini). Tieni presente che gli anellini step-up/step-down aumentano lo spazio fisico tra gruppo ottico e lente (ecco perché è assolutamente meglio comprare quelli già filettati a 55mm) col rischio di "vignettare" (succede solo nei casi di lenti fish-eye e grandangolo).

Per le foto "effetto mosso", ci sono vari trucchi.

Il più comodo: puoi usare il modo "S" per selezionare tempi di esposizione sufficientemente lunghi per ottenere le "scie". Per esempio, la foto in fondo a questa pagina è stata scattata in modo "S" con apertura F2.8, zoom 2×, tempo di esposizione di otto secondi. Il paesaggio è fermo, le luci sono "esplose" (avrei dovuto chiudere di più, con F2.8 si ottengono i "palloncini" di luce, era meglio usare almeno F5.6, anche se poi otto secondi non sarebbero più bastati; ma la FZ20 più di otto secondi non permette), e se guardi in alto a sinistra, sullo stradone in discesa, si vedono i fari delle auto che lasciano le scie.

Naturalmente non è che mi son messo lì, scattato la foto, e spedita sul sito, no. Quella sera ho scattato un centinaio di foto allo stesso soggetto, ogni volta con apertura e tempi diversi, sempre da due secondi in su perché la luce era poca e solo sulle case, usando i modi "A", "S", "M" (il modo "P" non riusciva a far niente).


Qui sotto, il laghetto Colbricon fotografato col fish-eye - sì, un po' di distorsione si vede, e si vedono in basso anche due angoli scuri (fastidioso effettaccio vignetting). Ho dovuto usare entrambe le braccia perché il DCRFE180Pro pesa una tonnellata e mezza. La mia enorme ombra campeggia lì proprio a dimostrare quanto sia largo il campo (la foto è stata scattata a ora di pranzo, quindi l'ombra in realtà non era lunghissima).


Laghetto di montagna... distortissimo

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