La Beagleboard può essere alimentata anche a batteria. Normalmente le basta l'alimentazione da USB (cioè in teoria non può estrarre più di 5V 1A, in pratica sarà sempre sotto i 5V 500mA; chi si è preso la briga di misurare meglio, ha dovuto spremerla parecchio per vedere il consumo salire almeno sopra i 330mA).

Per la cronaca: previsione perfetta! Dopo leggi qui il resto!

Ho già fatto a suo tempo misurazioni per le pile stilo NiMH da 2300-2700mAh nominali per capire quanto ero distante dai 5V canonici. Con quattro pile stilo da 1.2V in serie (che forniscono 4.8V nominali) ottengo da 5.06V (misurati già sotto carico) quando le batterie sono completamente cariche, fino a 4.45V (sempre sotto carico), dopodiché la tensione cala drasticamente.

Se dunque mi confermassero che la Beagleboard è alimentabile da 4.6V a 5.1V (ho allargato i margini per sicurezza), allora un pacco batterie da quattro stilo in serie è sufficiente (magari due pacchi in parallelo in modo che quando è sotto carico forte le batterie non crepino troppo rapidamente; sarebbe simpatico un watchdog che allarma il sistema per fare lo shutdown quando la tensione scende sotto la soglia consentita). Quattro pile sono uno "standard" assai comodo, visto che gran parte dei caricabatterie da parete hanno solitamente quattro slot e caricano solitamente coppie di pile (non pile singole). Inoltre, alimentare la Beagleboard con otto pile (due gruppi da 4 in parallelo) permetterebbe l'hot-swapping senza bisogno dell'alimentazione esterna.

Discorso diverso e più rognoso è quello del pannello solare, che purtroppo dà un range di tensioni troppo ampio e scombussolato. Dopotutto un pannello solare serve a recuperare energia dall'ambiente (in ogni momento, quanta ce n'è, tanta ne prende) per assicurarla in un pacco batterie (che può fornirla in modo stabile e continuativo).


Nota: ho trovato poi la conferma che la BeagleBoard si contenta di tensioni assai più basse, per cui la soluzione con quattro pile stilo è più che fattibile.

Col kernel 2.6.27, processore overclockato a 600 MHz e uso del 100% di CPU, risulta che la Beagleboard assorbe non più di 400mA a 5V, cioè due watt. Questo è proprio il "picco" massimo (occorrerebbe aggiungere circa 50mA se si lavora con la SD-card).

È un risultato normalmente considerabile più che buono, ma che può essere assai migliorato disabilitando il TFP410 (-60mA), disabilitando il DVI (-80mA, alcuni dicono addirittura -100mA) attivando il cpuidle (-75mA quando la CPU non è al 100%) e togliendo l'overclock da 500 a 600MHz, ottenendo così di ridurre il consumo a meno di 140mA (0,7 watt!!!) durante il funzionamento di applicazioni grafiche (Xorg).

Parlando di consumi, leggo che sconsigliano di alimentare la Beagleboard con meno di 3,8V (normalmente prende i 5V dalla USB).

Dato che una pila stilo NiMH 1.2V (di quelle che ho potuto provare io) tende a fornire tra 1.05V-1.1V quando è sotto carico e prossima all'essere totalmente scarica, siamo abbondantemente entro i limiti.

Resta un solo problemino tecnico: la Beagleboard non può sapere quando il pacco batterie è prossimo alla sua fine. Con la soluzione dei due pacchi in parallelo (da 2700mAh nominali, diciamo che almeno 2000mAh ci dovrebbero stare davvero) e 400mA di carico (cioè siamo prossimi al caso peggiore), si dovrebbe poter affrontare un ciclo di almeno dieci ore di lavoro senza troppa paura. Calcolando un consumo medio di 130mA, dovremmo addirittura triplicare tale tempo (25-30 ore di lavoro!) Naturalmente solo quando avrò una BeagleBoard potrò verificare queste asserzioni (pur "conservative" e senza troppi ottimismi).


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