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Some Maison Ikkoku original manga - now for sale!
Lo scopo di questa pagina, come per molte altre di questo doppiamente arcipotenziatissimo sito, è quello di far CREPARE d'invidia alcuni amici (passati, presenti e futuri).

Ebbene sì, ho la bellezza di tre volumetti di Maison Ikkoku originali della Big Shonen Comics, organizzati rigorosamente alla giapponese (si sfogliano da destra verso sinistra, cioè al contrario di come facciamo noi occidentali).

Si tratta dei numeri 4, 9 e 15 - da notare che il 15 è l'ultimo della serie (contiene gli episodi finali del manga originale).

Per altre informazioni, clicca qui.

I manga di questa lunghissima serie apparvero tra il 1983 e il 1987; la raccolta in pregiati volumetti è dei primi mesi del 1991 ed io (sigh!) ne comprai tre proprio nell'estate del 1991 (svenandomi non poco!!! ecco che fine facevano i $oldi guadagnati lavorando per la MegaDitta!). Maison Ikkoku

L'autrice Rumiko Takahashi è famosa per Lamù (Urusei-yatsura) e per Ranma 1/2 (Ranma nibun-no-ichi).

La serie animata di Maison Ikkoku in Italia è stata chiamata per qualche tempo "Cara dolce Kyoko" e nonostante sia il vero capolavoro della Takahashi qui ha avuto meno successo perché il filo conduttore è un po' più serio (i caratteri sono più umani, non c'è solo la parte scherzosa). Dobbiamo già ringraziare per il fatto che la serie non è stata storpiata (i nomi sono rimasti in giapponese, la gente si ubriaca come se niente fosse, etc).

Maison Ikkoku La storia: Yuusaku Godai è uno studentello imbranato (con lo studio e soprattutto con le donne) che affitta una camera in una pensioncina (la Maison Ikkoku, cioè una casa a ore) popolata da gente stranissima (alcoolizzati, chiassosi, super-cafoni e soprattutto impiccioni fino all'eccesso) e ovviamente appena arrivato perde la testa per l'amministratrice (Kyoko Otonashi - nata Chigusa - che naturalmente è più grande di lui, è bellissima, è già vedova, ed è innamoratissima del defunto marito). Eh, ce ne metterà parecchio di tempo quel deficiente a dire alla kanrinin-san la fatidica frase: bokuto kekkon shite kudasai! (guardare la copertina del numero 15 per capire se ci riuscirà...!)

I volumetti in questione costavano 500 yen l'uno (in Giappone nel 1991) ed hanno anche tanto di ISBN (ua', Puuutente!!!):

Maison Ikkoku Ogni volumetto contiene 10-11 episodi del manga; le primissime pagine sono colorate, il resto è in bianco e nero. A differenza dei manga economici, non ci sono le traslitterazioni in hiragana dei kanji più complicati (il target di questo era per adolescenti, non per ragazzi!), salvo qualche rarissimo caso. Le copertine sono lucide e a colori. Aaaah! ora corro di nuovo a chiuderli nella cassaforte super-blindata e difesa con mitragliere antiaeree. Le pagine si sono solo leggerissimamente incupite, ma pur avendoli sfogliati più volte ancora non li ho "aperti" (come si vede dalle foto, ho fatto qualche sforzo per poterli fotografare aperti!)

p.s.: le ragazze giapponesi quando mi vedono dicono sempre ha! kore kawaii! oppure sugooooooooooooi! Ma che gli faccio io alle donne?



Maison Ikkoku volume 9

Maison Ikkoku

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