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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


21: Escape of defeat - Embarassment (fuga dalla sconfitta - imbarazzo)

Curioso: il quasi-cyborg Bato ha... sangue rosso?! (ricordiamo che l'autore ha sempre rappresentato con "sangue bianco" i cyborg e le "bambole" androidi).

Il duello con Kuze finisce male per Bato, umiliato stavolta solo dalla sfortuna, poiché un "ex ranger" forte e intelligente (e a conoscenza del punto debole dei cyborg che hanno disattivato i loro sensori del dolore) avrebbe certamente avuto la meglio. Umanissimo, Bato si scusa col maggiore Kusanagi per aver... "sottovalutato" Kuze! (una raffica di colpi senza tanta convinzione, diversamente da quanto minacciava gridando alla fine del precedente episodio, e poi il corpo a corpo "leale", cercando più la sfida che l'evento risolutore, guadagnando alla fine soltanto... i complimenti di Kuze).

Nel frattempo Saito raccoglie altre prove, e il Tachikoma si vanta di avere un'accuratezza di mira addirittura superiore di Saito (esatto: si vanta, per coprire l'avventatezza di un attimo prima, pur necessaria). I russi non c'entrano, e c'è qualche altro giocatore - molto abile - in tutta la faccenda (e se ne accorgerà Kuze stesso più tardi, sulla barca, per puro caso).

Scenetta triste e prevedibile: Kuze è proprio il ragazzino che la Kusanagi, in giovanissima età, tentò di far rinsavire dal proposito di rimanere gravemente handicappato piuttosto che farsi impiantare moduli cyborg.

Anche in questo episodio le cose vanno male. Kuze ha ragione di temere un attacco dall'alto, ma ignora che il piccoletto aspirante suicida che aveva "stregato" come grandissima parte dei suoi seguaci gli farà un favore colossale, distruggendo il convertiplano (il tilt-rotor tipo Osprey) in dotazione alla sezione 9.

Kuze, veramente un uomo (un cyborg, con poco di fisicamente umano dentro) di grande... "carisma". Convince, ordina, guadagna stima. Davvero lo guardano come un eroe, più di un eroe. Muoiono per lui. Obbediscono ad ordini apparentemente insulsi, impossibili da digerire. Un capo carismatico con capacità da santone religioso, che sa "pilotare" eventi più grandi di lui (senza nel frattempo rendersi conto di essere una pedina, sia pure con un discreto grado di libertà, della Cabinet Intelligence di Gouda Kazunoto).

Tre milioni di rifugiati seguono i suoi discorsi e le sue sensazioni in tempo reale. E Kuze può perfino mentire loro, "per il loro bene", sulla faccenda del plutonio. E approfittare della fortuna - salvandosi sul canotto (un cyborg affonderebbe come un sasso a causa di tutto il metallo che ha in corpo) con le valigette del presunto plutonio. Ma si stupirà nel vedere Nagasaki in completo black-out: stavolta la "fortuna" lo ha aiutato veramente troppo, e pertanto non può trattarsi di semplice fortuna.

Scenette memorabili:

Giudizio complessivo: ulteriore triplicazione dell'adrenalina.


Stazione di Tocco da Casauria

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