main index Attenzione: le mie pagine dedicate alla fotografia digitale sono qui!

Qualche breve commento sulla Panasonic Lumix FZ30 si trova qui.

Sulla FZ50, invece, è qui.

IMPORTANTE! Questa pagina è ormai invecchiata parecchio. La scrissi nel 2004, e poi l'ho aggiornata sempre più raramente. Nel marzo 2005 comprai la Lumix FZ20, e quando questa si guastò ad aprile 2007, comprai subito la Lumix FZ50, restandone altrettanto soddisfatto. Questa pagina resta perciò qui per motivi "storici", allo scopo di mostrare il metodo per scegliere una fotocamera digitale senza inseguire particolari secondari.

Sì, è uscita la Konica Minolta Dimage Z6, da sei megapixel; come già spiegato qui la differenza è davvero minima rispetto alla Z5.

In questa pagina confronterò tre fotocamere (le Konica Minolta Dimàge Z3 e Dimage Z5, le Panasonic Lumix DMC FZ10 e Lumix DMC FZ20) sulla base della mia esperienza nel campo della fotografia digitale, per decidere quale delle tre acquisterò nelle prossime settimane non appena metto insieme i soldi. Aggiornerò e rettificherò questa pagina man mano che avrò informazioni e test più precisi.

Come già detto nella mia precedente pagina sulla valutazione di fotocamere digitali, la scelta è cominciata col prendere in seria considerazione almeno questi quattro fattori, in ordine di importanza:

  1. la risoluzione massima reale;
  2. il range dello zoom ottico (non quello "digitale");
  3. le caratteristiche del close-up (detto volgarmente "macro");
  4. il range di sensibilità ISO/ASA, dei tempi di esposizione e dell'apertura dell'otturatore;

Attenzione: questa pagina è stata scritta a ottobre 2004 (con successivi aggiornamenti nei mesi successivi), ma temo che dalla fine del 2005 potrebbe non essere interessante per nessuno... :-)

Nota bene: molte cose dette qui valgono in linea di massima anche per gli altri modelli della serie Lumix (FZ1, FZ1/v2, FZ2, FZ3, FZ4, FZ5, FZ15) che però non ho intenzione di recensire.
      Come non detto, in fondo a questa pagina devo necessariamente aggiungere qualche nota... :-)

Comparing Konica Minolta Dimàge Z5 and Panasonic Lumix DMC FZ20. In short, "remember that digital cameras eat juice the way that the Colonel fried chicken!" ;-)

Prima di considerare l'acquisto...

Parto innanzitutto dal presupposto che la fotocamera perfetta non esiste - tanto meno esiste quella digitale... peraltro, se anche oggi comprassimo una fotocamera "all'ultimo grido", tra non più d'un paio d'anni sarà abbondantemente considerata superatissimo ciarpame.

Le fotocamere che hanno maggiormente attirato la mia attenzione sono le Panasonic Lumix DMC FZ10 e FZ20, e le Konica Minolta Dimage Z3 e Z5, che hanno sia lo zoom ottico 12× (attualmente il migliore sul mercato, ottimo per soggetti lontani o comunque difficili da avvicinare), sia un sistema di anti-shake, oltre a tutte le caratteristiche che ho richiesto.

Ho scartato dunque tutte le fotocamere con meno di 12× di zoom e sprovviste di anti-shake.

Sento già qualcuno dire "ma tu puoi sempre comprare delle lenti addizionali...": non su tutte le fotocamere digitali in circolazione è possibile usare lenti addizionali (e quando è possibile è spesso necessario comprare adattatori extra). Peraltro le quattro fotocamere in esame supportano lenti addizionali originali delle loro proprie case produttrici per allargare ulteriormente il già enorme range dello zoom, per cui prenderò in considerazione una fotocamera "10×" solo se su tutte le altre caratteristiche (fino al prezzo) risulterà essere assai competitiva con le tre in esame. Per giunta la funzione di anti-shake non si può sostituire aggiungendo qualche "accessorio"...!

Non starò a discutere i dettagli della funzione di anti-shake delle varie fotocamere: quel che ci interessa è che funzioni e che riduca buona parte dell'oscillazione della mano del fotografo (tipicamente "taglia via" da 5 a 7 Hz) riorientando qualcuna delle lenti interne (quando non il sensore) quel tanto che basta per non rovinare la foto. Che quindi si chiami optical stabilizer o image stabilizer o vibration reduction o chissà in quale altro modo, non fa grande differenza. È chiaro che ogni anti-shake ha le sue brave caratteristiche (dipendenti peraltro anche dal peso, dal baricentro e dalle dimensioni della fotocamera); leggo in giro che quelli delle Z3/Z5 e delle FZ10/FZ15/FZ20 sono decisamente migliori di quello della Powershot S1 IS poiché assorbono più "movimento" della Canon.
Qualcuno dice che la stabilizzazione della Olympus C-2100 UltraZoom sarebbe migliore perché è "digitale" (cioè postprocessing fatto sull'immagine) anziché "fisica" (cioè, come in queste tre fotocamere, un movimento meccanico di qualcosa per compensare le oscillazioni della mano del fotografo). Io sono del parere esattamente opposto: i trattamenti "digitali" è meglio farli sul PC quando si va a lavorare sull'immagine, e quella feature della Olympus è concettualmente paragonabile allo "zoom digitale" (cioè un giocattolino praticamente inutile che farà contenti solo i dilettanti, e forse neppure tutti).

L'importanza della stabilizzazione si vede proporzionalmente allo zoom utilizzato; se qualcuno osa dire che l'anti-shake di queste tre fotocamere è inutile, allora si tratta di uno che non ha mai usato uno zoom superiore a 2× o 3×, e ha sempre scattato foto con pieno Sole a favore, e probabilmente ha il polso fermo come una pietra di granito.

Della numerosa famiglia delle Lumix considererò sia la FZ-10 che la FZ-20, anche se sono molto simili (il successore della FZ-10 è per l'appunto la FZ-20), poiché al momento in cui scrivo la FZ-10 è ancora in vendita in giro ad un prezzo un po' più abbordabile (più abbordabile anche della FZ15, che in teoria sarebbe migliore, se non fosse che quest'ultima non ha il microfono...!)

Comunque io non sono di quelli che crepano disperatamente se non comprano l'ultimissimo modello... la mania dell'avere il top-notch equipment, l'equipaggiamento di prima tacca nella scaletta di ciò che in quel momento si può acquistare nei negozi, è il motivo principale per cui moltissime cose dell'elettronica e informatica consumer costano troppo al momento del lancio, e costano assai poco alcuni mesi dopo (almeno per chi sa che dovrà cercare anche al di fuori di internet)...
Se uno non ha le mie feroci esigenze descritte in questa pagina, può tranquillamente applicare la strategia di "sparàgno e cumparènzia" ("risparmiare senza sfigurare"): comprare il modello x qualche giorno dopo il lancio del modello x+1 (che esce in genere dopo 10-12-14 mesi al massimo) in modo da avere una macchina con buone caratteristiche ad un prezzo stracciato (talvolta anche metà del prezzo "di lancio"), nuova e con la garanzia di due anni ancora intatta. Se passa più tempo allora non conviene più, poiché il prezzo non andrà a calare più di tanto (il calo brusco c'è al lancio dei nuovi modelli, tipicamente uguali ai vecchi a meno di due o tre caratteristiche) e per il fatto che due anni in questo campo sono due secoli.

Altra parentesi: per quanto tempo credi di utilizzare seriamente la macchina che stai per comprare? Credi forse che tra due o tre anni ancora non avrai mai rimpianto di non avere una macchina più potente? Ti illudi forse che tra due o tre anni avrai ancora una macchina da vantare agli amici come l'Insuperabile Apice Della Tecnologia che merita solo i più armonici cori di acritica ammirazione? ;-)

Non terrò invece in considerazione i modelli precedenti della Dimàge, assai diversi dalla Z3/Z5 soprattutto a causa del loro orripilante switch-finder, un espediente meccanico (notoriamente delicato e soggetto a guasti) per passare dall'EVF all'LCD (invece di montare due cose diverse - un EVF e un LCD - avevano creato un unico meccanismo con uno specchietto azionato dalla levetta esterna, che girata in un senso è LCD, girata nell'altro è EVF). Fra l'altro, nonostante la facilità a rompersi, alla Konica Minolta hanno pensato bene di introdurlo anche nella Konica Minolta Dimage Z20, che è la versione super-economica della Dimage Z5 (attenzione a non confondere la Z20 con la FZ20 citate in questa stessa pagina, e attenzione alle caratteristiche della Dimage Z20, alquanto inferiori rispetto alla "sorella maggiore" Konica Minolta Dimage Z5!).

Prima di cominciare devo precisare che mi sono fatto un'idea su quanto ho letto in giro negli ultimi mesi (anche contattando chi già usa tali macchine), e che pertanto per quanto io desideri essere preciso e pignolo non posso garantire l'assenza assoluta di imprecisioni o sviste in questo mio sito (sarebbe bello scrivere una recensione avendo qui tutte e quattro le macchine, ma questo è uno svago per ricchi annoiati; se io avessi tre o quattro fotocamere del genere, investirei evidentemente il triplo o il quadruplo del tempo a fotografare, anziché a documentare e recensire).

Questa mia pagina di appunti e considerazioni personali è nata "a puntate", man mano che leggevo articoli e recensioni a caccia dei particolari non citati nei depliant e negli annunci ufficiali, per poi venire rapidamente riordinata e pubblicata sul mio sito, per cui ho crudelmente evitato di perdere tempo ad annotare caratteristiche che ritengo secondarie (quando non addirittura ridicole).


Prima considerazione: la risoluzione delle foto

Per qualche stupido motivo le case costruttrici preferiscono parlare sempre di megapixel - uno di quegli stupidi paroloni che vorrebbero significare tutto e invece non significano niente. Quel che occorre guardare è la risoluzione delle foto, non i "megapixel" dichiarati!!!

Infatti, come se non bastasse il fumo negli occhi tipico dei depliant altisonanti, c'è anche la ridicola moda di parlare di megapixel "totali" e megapixel "effettivi", più ulteriori stupidissime e inutilissime distinzioni che c'entrano assai poco con la risoluzione. Quando tiri fuori le foto della fotocamera, le misuri in pixel, non in "megapixel"!

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10 (e FZ15)Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
2272×1704
(3,87 megapixel)
2304×1728
(3,98 megapixel)
2560×1920
(4,91 megapixel)
2560×1920
(4,91 megapixel)

Come si vede dalla tabella, se si va ad arrotondare per eccesso (come fanno tutti i depliant pubblicitari) le prime due sono classificabili "quattro megapixel" e la Z5 e la FZ-20 sarebbero "cinque megapixel". Metto le virgolette perché nessuna delle quattro ci arriva per davvero: che i "megapixel" siano come quei prodotti alimentari soggetti a calo naturale? Il mio calcolo dei megapixel è matematico: dato che 2272×1704=3871488 pixel, cioè dato che la foto finale conterrà esattamente 3871488 pixel, devo necessariamente dire "3,87 milioni di pixel", alla faccia di chi mi guarda dall'alto in basso e con grande foga e convinzione si riempie la bocca pontificando: "ma quella ha un sensore da quattro virgola due megapixel effettivi"...

Stessa cosa per la FZ20, dichiarata (sul sito ufficiale Panasonic) di "5,36 total megapixels"... Le foto, però, vengono fuori ancora a 2560×1920, e non certo a 2673×2005 (dimensione ipotetica di un sensore da "cinque virgola trentasei" sfruttato davvero al cento per cento). Se qualcuno ha ancora da arrampicarsi sugli specchi per dare una giustificazione, ebbene, gli vendo la mia vecchia fotocamera da cinquantanove megapixel "totali", cioè trentasette "effettivi", cioè diciannove megapixel "del sensore", cioè un solo megapixel nelle fotografie (che poi non c'è neanche tutto, perché quella Kodak di cui parlo è 1152×864, cioè matematicamente 0,995 megapixel...!)

La spiegazione è molto semplice: la parte "non usata" del sensore serve al computer interno della fotocamera per capire come interpretare i colori appena catturati (e quindi regolare il bianco, il contrasto, i parametri per la riduzione del rumore, etc). Di massima basterebbero quattro o otto file di pixel per lato (fino a qualche anno fa così era)... e invece nella FZ20 ce ne sono cinquantasei a destra, altrettanti a sinistra, quarantadue sopra e altrettanti sotto (la qualità costa!): evidentemente il chip Venus II (il computerino di bordo della FZ-20) lavora per "aree" assai larghe. Però il risultato c'è e si vede, e noi non moriremo certo per l'assenza di quel centinaio di pixel di risoluzione orizzontale (pardon, di 0,45 megapixel sul depliant); certamente però non saremo così gonzi da vantare per Cinque Virgola Trentasei Megapixel una fotocamera che tira fuori foto da "quattro virgola novantuno"...!

Basta con l'ironia, torniamo a noi: a parte questa distinzione sui "megapixel" (fidatevi dei valori matematici che ho indicato io sopra, non fidatevi mai della pubblicità e delle pubblicità travestite da recensioni), tutte e quattro hanno una risoluzione accettabile perché più che doppia rispetto ai comunissimi monitor di computer (che da tempo sono ordinariamente 1024×768; tuttora si vedono assai raramente in giro display per computer a risoluzione più alta di 1920×1440).

Attenzione: la risoluzione "migliore" va considerata proprio in questi termini! "Un po' più del doppio dello schermo" (doppio in altezza e doppio in larghezza) è un ottimo termine di paragone, che farà certamente scartare molte meno foto di quante non ne avremmo scartato avendo una risoluzione minore e quindi una minore possibilità di ritoccare e correggere le immagini venute male (ricordatevi, come ho già detto in questa pagina, che "fare foto" non significa solo scattare, ma anche ritagliare, ridurre, correggere contrasto e luminosità, etc, ossia occorre lavorarci!!!)

Per la stampa, teniamo presente che stampare a colori a 225dpi (un livello di qualità decisamente alto) una foto da 2272×1704 significa ottenere la foto stampata in un'intera pagina formato A4... Da parte mia ho stampato poche foto su una laser a colori usando una risoluzione alquanto bassa (104dpi) e con risultati ragionevoli. Si dice che la perfezione (cioè l'impossibilità di distinguere la "grana" anche a poca distanza dalla stampa) sia almeno dai 300dpi in su, ma questo dipende dalle fotografie, dai soggetti, etc; stando a questo criterio, una foto da 2272×1704 sarebbe "perfetta" quando la stampa è da 7.5"×5.6" (cioè da 192×144mm circa).

C'è da notare che tra "quattro" e "cinque" megapixel la differenza è proprio minima: circa il 10% di pixel in più in orizzontale ed in verticale. La differenza con una "tre megapixel" (2048×1560) si nota solo rispetto alla "cinque" (2560×1920). La matematica non è un'opinione: mentre una da "due megapixel" (1600×1200) è evidentemente colossale rispetto ad una da "un megapixel" (1152×864), la differenza tra una "quattro" e una "cinque megapixel" è assai meno marcata. Questo mi permette di mettere sullo stesso piano la FZ20 e la Z5 con le altre fotocamere da "quattro megapixel" senza farmi troppi scrupoli; peraltro, con l'aumentare della risoluzione, la differenza tra i "megapixel" diventa sempre meno interessante.

Un'altra osservazione: ad eccezione della stampa in altissima qualità (i cui costi proibitivi non ci invoglieranno ad usarla frequentemente) è generalmente inutile comprare una fotocamera da 22, 30, 41 megapixel - sì, esistono da molto tempo anche le "41 megapixel" (Fujifilm) e anche di più (come il Fairchild Imaging a risoluzione 9216×9216, cioè da quasi ottantacinque megapixel, o i sensori Dalsa Semiconductors da centoundici megapixel cioè 10560×10560, per non parlare dei sensori Gigapxl da oltre seimilacinquecento megapixel), solo che per adesso non hanno conquistato le prime pagine delle "riviste del settore" (preoccupate solo del mercato consumer, perché hanno bisogno di rimanere a galla), per cui per ora ne parla nessuno... ma tra non molto tempo tutti si sentiranno Fotografi Super Professionisti per il solo Atto Eroico di aver Comprato una bestia del genere (un po' come quando ci si compra un Computer Molto Potente pensando che basta questo per diventare subito e automaticamente Veri Esperti Professionisti di Informatica). Quando poi costoro si accorgeranno di avere ancora a che fare con dei computer con schermi da 1024×768 (cioè 0,7 megapixel) cominceranno forse a pensare di aver bruciato un po' di soldi sull'altare dei sacri slogan pubblicitari... ;-)

Mi fermo qui con l'ironia perché mi sono già abbondantemente espresso in questi termini in un'altra pagina di questo sito.

In compenso, permettetemi di confermare che una fotocamera da "tre megapixel" (cioè il doppio dell'altezza e della larghezza di uno schermo da 1024×768) sarebbe più che sufficiente per chi non deve stampare o "trattare" foto (per esempio, chi ha bisogno solo di creare siti web). Maneggiare decine di immagini a 2560×1920, con la mia FZ20, non è proprio maneggevolissimo con questo vecchio IBM Thinkpad A21m...!

Per farla breve, certe volte sono tentato di rammaricarmi che la FZ-20 sia di cinque megapixel, poiché quel poco di risoluzione in più va ad incidere ferocemente sul prezzo... quelli che si esaltano a sentir parlare di "tanti megapixel" avranno una bella doccia fredda quando tenteranno di mandare via e-mail le loro prime foto (magari in qualità fine, cioè dei JPEG da 1600-2600 kilobytes ognuno), quando tenteranno di usarle per costruirci un sito, quando dovranno aspettare parecchi secondi prima di poterne ritagliare la parte più utile, quando tenteranno di cambiarne luminosità e contrasto aspettandosi risultati immediati (e "professionali") a video... ;-)

Per altre indicazioni sulla risoluzione, clicca qui.


Seconda considerazione: le lenti e il range dello zoom ottico

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-15 e FZ-20
da 35mm a 420mm equivalenti (range focale da 5,83 a 69,9mm); Minolta GT APO, 13 elementi in 10 gruppi da 35mm a 420mm equivalenti (range focale da 6 a 72mm); Leica DC Vario-Elmarit, 13 elementi in 8 gruppi da 35mm a 420mm equivalenti da 36mm a 432mm equivalenti (range focale da 6 a 72mm); Leica DC Vario-Elmarit, 13 elementi in 8 gruppi

Le fotocamere citate sostanzialmente si equivalgono. La FZ-20 (come la FZ15), con un trucchetto in fase di design (ha il wide che parte da 36mm equivalenti anziché da 35), arriva col 12× un po' più avanti delle altre. I gruppi ottici di tutte e quattro hanno qualche piccolo limite (distorsioni, luminosità, etc) dovuto al range focale così ridotto, ma di questo ne parlerò più avanti. L'ingrandimento (zoom) massimo è per tutte al minimo del range focale (cioè attorno ai 6mm di distanza tra il gruppo ottico e il sensore).

Da notare che rispetto ad uno zoom 10× (tipicamente un 38-380mm equivalenti) c'è una differenza marcata, ma non grandissima. La vera differenza la farebbe un wide ancora più ampio, per esempio da 28mm equivalenti, ma attualmente nessuna fotocamera con "ultra zoom" ha un wide così (è commercialmente ancora poco conveniente creare un'ottica del genere, ma sono sicuro che nei prossimi anni prima o poi qualcuno lo farà).

Giovanni, il mio amico fotografo, ha infatti preso una Sony Cybershot DSC F828 perché (testuali parole) "volevo anche il 28mm, e poi ha delle lenti Zeiss...". La fotocamera in questione (da "otto" megapixel: 3264×2448 di risoluzione massima) ha infatti un range da 28mm a 200mm (addirittura F2.0-F2.8), ma è sprovvista di anti-shake.

Devo comunque osservare che anche partendo da ben 35-36mm, queste quattro fotocamere presentano il fenomeno detto barrel distortion (distorsione a "barile" delle immagini), le Dimage più o meno nella media, le Lumix un po' meglio della media (ma si vede comunque). Questo significa che fotografando in modo wide soggetti geometricamente precisi (mobili, palazzi, etc) si noterà un piccolo odioso "arrotondamento" verso le estremità destra e sinistra della foto (tipico peraltro dei wide davvero molto spinti, prossimi al fish-eye: ma qui siamo a ben 35-36mm!)...
Questo sarebbe l'unico motivo per non comprare una fotocamera con "ultra zoom" (nel manuale delle Lumix si dice che quella distorsione è tipica di tutte le fotocamere con questo tipo di ottica); personalmente ritengo comunque accettabile (...sigh!) il problema, perché mi sembra frustrante avere una fotocamere con uno zoom "classico" (3×, 8×, etc), e comunque la distorsione in questione, nelle ultra-zoom, si vede solo quando si è prossimi al wide.

Il range dello zoom può essere migliorato comprando lenti addizionali (ciò è possibile solo su fotocamere di un certo livello, come queste), lenti che sono tipicamente assai costose. Per le Z3/Z5 c'è una wide converter da 0,75× che porta a 26,3mm lo zoom minimo; per la FZ10 e la FZ20 esistono sia le wide da 0,8× (per cui 0,8×35 = 28mm equivalenti, mentre sulla FZ-20 saranno 0,8×36 = 28,8mm equivalenti), sia i tele converter da 1,5× (per cui 1,5×420 = 630mm equivalenti, e 1,5×432 = 648mm equivalenti). Venendo dalle rispettive case produttrici, c'è ovviamente da fidarsi (le lenti in questione sono studiate per non cambiare sensibilmente i valori di luminosità, contrasto, distorsioni, etc, cosa che potrebbe succedere con lenti di altre case). Il problema, ovviamente, è il loro costo...!

La faccenda è assai meno stupida di quel che può sembrare. Una delle stupide critiche che fanno i sedicenti esperti di fotografia, è che avere uno zoom così lungo serve a poco (basterebbe avvicinarsi di persona al soggetto). In realtà, ci sono soggetti per i quali più che le gambe, occorrerebbero le ali... per esempio i dettagli che ho aggiunto alla pagina sul santuario di Pompei, per i quali ho usato uno zoom tra i 6× e 10×, e poi ridimensionato (e quindi guadagnato in qualità) la foto corrispondente. Figurarsi poi quando andate a "caccia" di uccelli (per "sparare" ovviamente solo delle ottime foto): gli stessi passeri si allarmano non appena arrivate a pochi metri da loro...!

Se uno vuole spendere ancora di più (ossia anche più del prezzo della fotocamera stessa) e andare contro il vecchio proverbio "se hai una testa da dieci euro, còmprati un casco da dieci euro", può provare a montare sulla FZ-20 un telefoto di un'altra marca - magari quello Sony da 1,7× per arrivare nientemeno che a 734,4mm equivalenti (cioè un vero binocolo, visto che equivarrebbe a un "21×" di una 35mm) oppure il Raynox da 2.2× (addirittura 950,4mm equivalenti; va bene pure sulla Dimage Z5 e Z3 - anche per queste occorre comprare un anello adattatore apposito - arrivando "soltanto" a 924mm equivalenti)... Beh, alla fine le ottiche aggiuntive Raynox le ho comprate anch'io, e le descrivo qui.

Il "guaio" delle FZ10 e FZ20 sta nel fatto che l'adattatore fornito di serie è di 72mm di diametro, e filtri e lenti da 72mm costano parecchio. Per "risolvere" basterebbe acquistare i convertitori di formato (thread-converter) aggiungendo, oltre che la spesa e il peso, anche il rischio di trovarsi foto con gli angoli scuri (vignetting) o peggio un eccesso di rosso sui particolari (purple-fringing) o addirittura "miopia"...

Anche per la Dimage Z3 e Z5 occorre comprare un adattatore per usare lenti aggiuntive diverse dalla sua wide sopracitata che vende la casa.
Ebbene sì, alla fine anch'io ho comprato le ottiche Raynox sopra citate e ne sono alquanto soddisfatto (e non ho neppure speso troppo: il tutto mi è venuto circa metà del prezzo della fotocamera)... ma vi spiego tutti i dettagli in quest'altra pagina.

C'è peraltro in giro qualche matto (con un budget da far invidia a una multinazionale petrolifera) che a furia di provare con adattatori e convertitori, è riuscito a montare sulla sua FZ-10 un po' di tutto (fisheye, wide larghissimi, telefoto, etc): si tratta di Ching-Kuang Shene, un professore universitario di informatica (il suo corso di "Advanced Computer Graphics" sembra fatto su misura per chi voglia smanettare con POVray...!)

Sul suo sito ho notato che ha provato per la sua vecchia Nikon Coolpix 990 anche degli obbiettivi da 0,63× e da 3× (per portare il range da 38-115mm giù fino a 24mm e su fino a 345mm; ovviamente questi ultimi accessori citati vanno bene solo su fotocamere le cui lenti sono piccole come quelle della Coolpix 990); come al solito, per questo genere di informazioni occorre aspettare qualcuno abbastanza smaliziato che le verifichi di persona (non basta ottenere di provarle in negozio, occorre verificare sul campo!) e pubblichi le foto risultanti, per lasciarci giudicare con i nostri occhi per evitare di farci acquistare pezzi costosi e potenti ma scarsamente performanti sulle nostre macchinette...! (fra parentesi un mio amico ha comprato il sopracitato grandangolo per la sua "990").

C'è anche un altro fanatico dei telefoto che pure ha avuto il fegato (e i soldi) per provare un po' di ottiche telefoto aggiuntive e verificare che i risultati non sono sempre entusiasmanti come potremmo immaginare - da notare che lui mostra anche lo "zoom digitale 3×" della fotocamera, quindi i risultati vanno interpretati e capiti...! I suoi test sono su una FZ10, e quindi di massima sono da considerare ugualmente validi per la FZ20 (a seconda dell'adattatore montato su). Stesso discorso per VKelim, con un altra bella carrettata di ottimi suggerimenti.

Piccola parentesi. Ho trovato in giro un tizio che vendeva la sua fotocamera da "otto" megapixel con uno zoom "16×". Dato che la marca mi era del tutto sconosciuta, ho studiato attentamente la sua pagina di descrizione tecnica. Nelle note in piccolo c'era scritto che gli otto megapixel erano interpolati (la fotocamera era una semplicissima "quattro megapixel" e aumentava artificialmente la risoluzione con l'interpolazione... chissà che schifo di foto verrà fuori "interpolando") e lo zoom "16×" era in realtà uno zoom ottico 4× a cui aggiungere uno "zoom digitale 4×" (altra stupidaggine: perché mai conteggiare lo zoom "combinato", che non serve a niente, anziché il solo zoom ottico, che è quello vero?!).

Inutile precisare che i gonzi abboccano sempre (altrimenti nessuno sentirebbe l'urgenza di pubblicizzarsi in questo modo). Poi corrono da te, che sei "esperto", a dirti: "ma non si può fare qualcosa per questa mia macchinetta?" come se tu avessi il trucchetto più economico del mondo per far diventare "otto" megapixel reali una da "quattro", e 16× di zoom ottico una da 4×... No, no, assolutamente no: è inutile obiettargli "ma non potevi chiedermelo prima di comprarla?" - non te lo avrebbe chiesto, e se anche te lo avesse chiesto, poi avrebbe comunque fatto di testa sua: tutti i tuoi più scientifici consigli si dissolvono improvvisamente nel momento in cui qualche slogan ben suonato alle sue orecchie gli insinua nella testa vuota l'eroica idea di star lì per realizzare l'Affare Del Secolo acquistando una Fotocamera Veramente Superiore che è Ben Altro che la tua "ultra zoom"!!! (tze'!)
Altra piccola parentesi. C'è in giro una piccola fotocamera con su marchiato a fuoco "9,9 megapixel": vendono per "nove virgola nove" una fotocamera con sensore da 3,2 megapixel e col firmware che va ad interpolare... E pensare che qualche gonzo c'è cascato!!

Ennesima parentesi: ho visto un'altra piccola fotocamera in giro, stavolta da dieci megapixel tondi tondi, e nella pagina delle specifiche c'è scritto in piccolo (molto in piccolo) che i dieci megapixel sono il risultato dell'interpolazione, senza precisare il sensore originale quanto era...!

Le considerazioni espresse qualche decina di righe fa si applicano in modo particolarissimo a queste "fotocamere per gonzi"!!

Fra parentesi, a breve il mercato verrà invaso da telefonini cellulari con fotocamere da cinque, sette, dieci megapixel (è già stato annunciato dalla Samsung un telefonino con lettore MP3 e fotocamera da 7Mp con zoom ottico), davvero un grosso salto rispetto alla maggioranza dei telefonini con fotocamera che fanno un misero 640×480, cioè 0,3 megapixel. La qualità risultante di questi futuri super-telefonini con super-fotocamera (e sullo spreco esagerato di risorse, vista la nettissima differenza quanto a ottica, settaggi, travaso delle fotografie, etc) è destinata a rimanere inferiore alle fotocamere vere, ancora per qualche anno (mi vien da ridere solo a parlarne), e comunque vi basterà ricordare che tuttora non esiste una videocamera digitale che faccia ottime fotografie e neppure esiste una fotocamera digitale che registri video di qualità paragonabili a quelle di una videocamera digitale... ;-)

Per altri suggerimenti sullo zoom, clicca qui.


Terza considerazione: il modo "macro"

Suvvia, non facciamo i finti tonti. Prima o poi ci capiterà di voler fotografare soggetti piccoli (molto piccoli): animaletti, chip, particolari di una motherboard, particolari di piccoli oggetti (bicchierini, chiavi, fiori, tappi, anelli, etc)...

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10 (e FZ15)Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
1,04cm dal soggetto
(31×23mm di area)
4,8cm dal soggetto
(50×37mm di area)
1,04cm dal soggetto
(31×23mm di area)
4,9cm dal soggetto
(52×39mm di area)

Le Dimage Z3 e Z5 hanno in assoluto il miglior "macro" in circolazione: riescono a mettere a fuoco un soggetto talmente vicino da complicare la vita a chi vorrebbe illuminarlo prima di scattare la foto (ad un solo centimetro di distanza dalle lenti, infatti, non solo il flash non ha effetto, ma occorre anche smanettare un po' per farci arrivare abbastanza luce; non sempre i flash circolari sono la soluzione migliore...). Una loro foto riuscirebbe a coprire un'area di soli 31×23mm.

Il "macro" delle Panasonic Lumix è ufficialmente meno spinto (il manuale dice 5cm) ma ancora abbastanza ragionevole (peraltro focheggiano tra i 2× e i 3×); ovviamente, a causa del (leggermente) maggior numero di pixel di risoluzione orizzontale, il "macro" della FZ-20 è in realtà migliore di quello della FZ-10.

Personalmente riesco a mettere a fuoco anche a meno di due centimetri. Ho avuto diversi commenti a proposito di questo dato, da varie persone che mi confermano che normalmente, con le Lumix, ci si può avvicinare anche a uno o due centimetri, riuscendo a fotografare un'area larga anche meno di quattro centimetri. In questo caso il risultato migliora parecchio, pur restando ancora leggermente inferiore alle Konica Minolta.

Ci sono in giro ovviamente delle lenti addizionali per il "macro" (alcune sono macro senza virgolette perché oltre a tener bassa la distanza di focus provvedono anche ad ingrandire il soggetto e magari a farti fotografare usando lo zoom massimo permesso dalla fotocamera): vale lo stesso discorso per le addizionali wide e telefoto di cui sopra (specialmente per i costi).

Alcune lenti macro focheggiano a distanze più ragionevoli (per esempio attorno ai dieci centimetri) permettendo di illuminare comodamente il soggetto. Il criterio per giudicare, infatti, non è solo nella distanza minima di focus ma nel massimo ingrandimento utile e negli "effetti collaterali" (illuminabilità del soggetto, profondità di campo per evitare che i dettagli che stanno un millimetro più dietro non si vedano più, "diottrie" effettive nell'ingrandimento, effetto barrel nella foto risultante, quanta luminosità e risoluzione si "mangiano" le lenti addizionali, etc). Insomma, è una faccenda tutt'altro che semplice da affrontare. E comunque c'è sempre da valutare bene, come per le ottiche wide e telefoto, se è il caso di spendere soldi in attrezzature che useremo sì e no per qualche decina di foto...

Ho notizia di alcune lenti addizionali che riescono a mettere a fuoco a soli... "zero centimetri" (la lente si può avvicinare all'oggetto da fotografare fino a toccarlo e senza mai sfocare!) ma in questo caso il problema dell'illuminazione del soggetto diventa davvero troppo complicato.

Per una discussione più precisa dei "come" e dei "perché" del close-up, clicca qui.


Quarta considerazione: sensibilità ISO-ASA, tempi di esposizione

Qui occorrerebbe sfatare il mito della sensibilità. La spiegazione generale che si dà in giro è che "alzando" gli ISO-ASA si ottiene una foto più chiara. In realtà, se è vero che "alzare" gli ISO-ASA aiuta molto con i soggetti poco illuminati o con poco contrasto, per una foto "notturna" in cui occorre catturare quanta più luce è possibile possono essere sufficienti anche 50-100 ASA e un'esposizione più lunga (per esempio da 1 a 4 secondi)... a patto che il soggetto sia fermo (facile tenere ferma una montagna e il mare, un po' meno facile tener ferme delle persone!). La maggiore sensibilità implica necessariamente un maggiore "rumore di fondo" nelle foto. A meno di particolarissime complicazioni, è utile avere il range comune da 50 a 400 ASA.

Ho osservato con attenzione un po' di foto delle tre fotocamere, scattate di notte e con 200 e 400 ASA, e devo dire che purtroppo nessuna delle tre mi ha particolarmente entusiasmato. Della Dimage Z5 non ho foto per giudicare, ma c'è da osservare già un fatto alquanto significativo: la sua sensibilità massima è di soli 320 ISO/ASA, il che fa presumere che le sue foto siano mediamente più "rumorose" della Z3 (con ogni probabilità ciò è dovuto al suo sensore, della stessa grandezza di quello della Z3 ma con più pixel).

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
da 1/1000 a 30sec;
50, 100, 200 o 400 ASA: 50 e 100 ASA vanno abbastanza bene; 200 ASA è già molto "rumoroso", mentre 400 ASA è quasi inutilizzabile;
da 1/2000sec a 8sec;
50, 100, 200 o 400 ASA: fino a 100 ASA tutto ok; a 200 vengono fuori immagini un po' "rumorose"; a 400 ASA c'è troppo "rumore" (che si "mangia" alcuni dettagli);
da 1/1000 a 4sec;
50, 100, 200 o 320 ASA; come la Z3, ma il 320 ASA è quasi inutilizzabile;
da 1/2000sec a 8sec;
80, 100, 200 o 400 ASA: fino a 100 ASA tutto ok; a 200 c'è un po' di "rumore" (leggermente meno che la FZ-10); a 400 ASA c'è troppo "rumore" (che si "mangia" alcuni dettagli).

(fra parentesi, la FZ15 ha le stesse caratteristiche della FZ20 ma parte da ISO 64 anziché da ISO 80).

Naturalmente sarà l'esperienza (quella che si fa negli anni con passione e fatica!) a trasformare un perfetto imbranato in un dilettante, e poi un dilettante in un appassionato, e quindi a far scegliere di volta in volta e con buona approssimazione la combinazione ISO-ASA e il tempo di esposizione giusti.

Devo aggiungere un appunto curioso: date le dimensioni effettive dei sensori (1/2.5" per tutte e quattro le fotocamere, e questo vale anche per numerose altre concorrenti della stessa fascia di prezzo, per esempio la Olympus Camedia C770 Movie, una 4mp con 10× ottico) è impossibile ottenere di meglio da queste fotocamere. Le dimensioni fisiche dei sensori sono infatti assai piccole (una frazione di centimetro quadrato, contro i canonici 36×24mm del "35mm" pieno, tipico delle migliori reflex), per cui entrambi i costruttori hanno ovviato con un'ottica molto pulita e con il firmware di bordo molto elaborato (che provvede a ridurre il rumore, etc).
In questo modo è stato possibile costruire fotocamere dalle prestazioni assai spinte che rendono benissimo in situazioni non troppo difficili. Ecco perché tutte e tre non vanno oltre F/8 e soffrono parecchio a ISO 400 (vorrei far notare che ci sono fotocamere "professionali" che soffrono molto rumore ad ISO100 e poco rumore ad ISO400). Qualcuno mi chiedeva se in base a ciò converrebbe comprare una Nikon Coolpix 8800 VR (otto "megapixel" e un sensore più grande): beh, la risposta comincia evidentemente dal prezzo che si è disposti a pagare (circa il doppio della FZ20, circa il triplo della Z3); per ora non ho avuto modo di confrontare foto dello stesso soggetto fatte dalla 8800 con queste fotocamere. E comunque non è affatto detto che Nikon e Canon siano infinitamente superiori a Panasonic e altre marche date per "secondarie"...!

Per maggiori informazioni (cioè: per discussione altamente tecnica), cercate in rete "effects on physical size sensors on performance", un articolo che spiega perché a parità di "megapixel" e di lenti è meglio avere un sensore più grande (in ogni caso, vista l'oggettiva qualità delle foto delle fotocamere qui in esame, l'argomento non va preso in senso assoluto...!). Oppure leggete quest'altra pagina.
Aggiungo comunque qualche piccola nota in merito...

Per tenere così bassi i prezzi le case costruttrici risparmiano principalmente sul sensore. In questa fascia di prezzi i sensori sono tipicamente una frazione di centimetro quadrato.

Un sensore grande soffre molto meno del "rumore" (le foto non verranno "picchiettate" di pixel in più) per cui si possono usare sensibilità assai alte (anche ISO 800, 1600, 3200, etc) per fare foto decenti di soggetti in movimento e poca luce; nelle fotocamere digitali il sensore grande ha tipicamente come principale svantaggio l'effetto moiré (quello tipico dei giornali quotidiani, dove a guardare da vicino le immagini si vedono composte da punti molto grandi o gruppetti di punti), assai più difficile da eliminare con programmi tipo Photoshop, Gimp, etc. Sulle reflex digitali c'è in genere molta meno "post-elaborazione" nella fotocamera.

Il sensore piccolo ha il vantaggio di essere assai più economico. La Z3 e la FZ20 montano un sensore assai piccolo (non allarmatevi, c'è di peggio - e molto di peggio - in giro!), ed è per questo che "sporcano" le immagini già ad ISO 400 (l'effettaccio si può far sparire ridimensionando l'immagine durante il postprocessing; qualunque software tipo Photoshop e Gimp permette di farlo; riducendo di metà il numero di pixel, sparirà il grosso del "rumore"). Ecco perché il range utile delle sensibilità di queste fotocamere è solo tra 80-100-200 ISO ASA.
C'è sempre da domandarsi: "come verrà usata quest'immagine?". Se deve essere stampata, il rumore a ISO400 può essere un problema secondario. Se deve essere ridotta per essere visualizzata sul web, il rumore pure può diventare un problema secondario. Se invece devono essere ritagliati dei particolari, o si deve fare una stampa alquanto grande (più di un foglio A4), allora ci si deve porre il problema del rumore.
Per queste fotocamere la qualità vien fuori grazie alle lenti molto pulite (e molto grandi); è una mezza soluzione (l'altra mezza sarebbe un sensore di dimensioni più grandi e un range di zoom meno spinto) ma è abbastanza efficace.

Ecco spiegato allora il motivo per cui in giro si trovano un mucchio di fotocamere anche abbastanza economiche, anche da "molti megapixel", ma che arrivano a non più di 105-140mm di zoom equivalente e sempre "costrette" a non più di 400 ISO ASA...!

Sui tempi di esposizione ci sarebbe ancora molto da dire, ma un discorso non può sostituire l'ebbrezza "sul campo" di aver scattato una "grande" foto per poi ritrovarsela "mossa" (blur) o troppo scura (foto sottoesposta) o troppo chiara. Questo tipo di errori, specialmente nel caso di soggetti che non avremo mai più modo di fotografare, è un ottimo incentivo a fare più attenzione (e più esperimenti a casa prima che ci càpiti un'esigenza vera "sul campo") prima di sentirsi dei Sublimi Eroi Della Fotografia per il solo fatto di aver comprato una Potente Fotocamera e poi cliccato qualche volta sul tastino per scattare...

Certamente l'importante è avere un range dei tempi abbastanza largo (c'è differenza tra il fotografare un rally automobilistico in una giornata soleggiata e una montagna di notte), e qui purtroppo ho da piangere tre volte: una volta per la Dimàge Z3 che può essere sì impostata manualmente per l'esposizione fino a 30sec, ma ha lo scatto più "veloce" ad un millesimo di secondo (siamo proprio al minimo indispensabile, secondo i miei severi standard; siamo comunque sopra la media delle macchinette più "commerciali"); un'altra volta per le due Lumix, che hanno lo scatto un po' più veloce (fino a 1/2000sec) ma sono limitate a soli otto secondi di esposizione massima, e un gran pianto per la Dimage Z5, che per qualche misterioso motivo ha un range di tempi inferiore alla Z3 (l'esposizione massima è infatti limitata a quattro secondi: come vedete, non sempre il "modello successivo" migliora tutte le caratteristiche di quello precedente).

Devo comunque aggiungere che su qualsiasi fotocamera (anche una "molto professionale") il rumore aumenta parecchio con l'aumentare dei tempi di esposizione. Mentre la pellicola infatti ha l'ottima caratteristica di assorbire solo fotoni (cioè solo luce), i sensori elettronici sono purtroppo sensibili anche al "rumore" elettromagnetico (e con milioni di sensori stipati in una frazione di centimetro quadrato, è abbastanza normale).

Giovanni, l'amico mio fotografo sopra citato (a proposito, è bravissimo anche per matrimoni e cerimonie, se volete vi dò il suo numero perché non ha uno studio fotografico in piazza), è riuscito - sia pure involontariamente - a fotografare un fulmine durante una foto notturna in cui aveva impostato manualmente un'esposizione da un minuto intero e una sensibilità di 50 ASA (ovviamente con una macchinetta professionale e a pellicola). La foto sarebbe stata spettacolare già senza il fulmine (un minuto di esposizione per catturare la pochissima luce che c'era in giro), ma col fulmine è assolutamente eccezionale.

Infine - lo dico solo una volta e non lo ripeterò più - è utile avere sottomano un treppiede, anche se piccolo (spesso e volentieri si trova sempre un punto fermo in cui poggiarlo). Anche se le tre fotocamere hanno un sistema di anti-shake per compensare parte dei movimenti della mano mentre si preme il pulsante di scatto, in molte situazioni si può fare una buona foto solo da un supporto assai fermo (l'autoscatto impostato a "dopo due secondi" è più utile lavorando col treppiede che in condizioni normali). Questo vale per i soggetti vicini scarsamente illuminati, e vale ancora di più per i soggetti lontani anche se ben illuminati; qualora la mano si sposta anche di un solo grado durante l'esposizione, se vado a moltiplicare quel grado di velocità angolare per la distanza dal soggetto otterrò uno "spostamento" notevole dell'immagine (vedendo come risultato foto sfocate o almeno "mosse"). Alcuni (me compreso) dicono che con tempi più lunghi di 1/30sec non basta più neppure il polso di granito; e con mezzo secondo di esposizione probabilmente non basta più neppure lo stabilizzatore...!

Nota: l'autofocus continuo in questo caso non c'entra. L'autofocus è una comodità per andarsene in giro e fotografare "come i turisti", cioè ti càpita un soggetto, punti e scatti senza troppe preoccupazioni (nel bel mezzo di un affollato mercatino rionale non puoi certo metterti a montare il treppiede da un metro e sessanta). È raro - lo dico per esperienza - avere tempo sufficiente per scegliere il posto migliore per fotografare il soggetto e regolare finemente la fotocamera e scattare una discreta quantità di foto su cui lavorare una volta rientrati a casa!

Personalmente uso di rado l'autofocus continuo; preferisco mettere a fuoco di proposito, al momento dello scatto (avendo dei tempi ridotti tra scatto e scatto, posso permettermelo).

Per qualche nota in più sugli ISO ASA, clicca qui.



Quinta considerazione: qualità delle lenti

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-15 e FZ-20
da F2.8 a F4.5;
distanza minima di focus: 60cm (a 35mm) 200cm (a 420mm)
F2.8 su tutto il range dello zoom (aumenta solo in caso di esposizioni da 1/1300 a 1/2000sec);
distanza minima di focus: 30cm (a 35mm) 200cm (a 420mm)
da F2.8 a F4.5;
distanza minima di focus: 60cm (a 35mm) 160cm (a 420mm)
come la FZ-10, ma con in più l'AF-assist lamp

Una caratteristica delle Panasonic sono le lenti Leica, "tedesche di Germania", che permettono uno spettacolare F2.8 sull'intero range dello zoom (a onor del vero è un caso più unico che raro). Invece le Dimage Z5 e Z3, pur avendo un buon range, partono dal wide a F2.8 e partono da F4.5 col telefoto (non si può "aprire" di più per un limite del loro gruppo ottico). Sulla Z5 è stato migliorato un po' il telefoto, visto che la distanza minima di focus si è ridotta ad un metro e sessanta. Anche sulla FZ20 è così; io stesso sono riuscito a focalizzare a 12× anche in un metro e mezzo (dipende però da quanto e come è illuminato il soggetto; non appena trovo un modo ve lo spiego in questa stessa pagina).

Un altro punto interessante dell'ottica delle Lumix è la capacità di mettere a fuoco anche a soli 30cm; chi ha sempre utilizzato fotocamere economiche (digitali e non) avrà almeno una volta nella sua vita odiato la maledetta "regola dei settanta centimetri" (ossia tutte le foto fatte a meno di 60-70cm dal soggetto erano venute vergognosamente sfocate).

Questa caratteristica dei 30cm è assai più gustosa di quello che molti possono immaginare, e non solo per i primi piani. Il 36mm-equivalente del wide si rivela in molti casi (non tutti, ma molti) assai più wide di quanto non possa far pensare la dicitura 36mm - e questo fatevelo dire da uno che dal 1999 si è goduto un 29mm equivalenti e quindi al wide "ci ho fatto l'occhio"...! :-)

L'AF-assist, presente in queste cinque solo nella FZ-15 e FZ-20, si accende in condizioni di scarsa illuminazione per mettere a fuoco soggetti a distanza non superiore al metro e mezzo (questo lo dice il manuale; io ed altri abbiamo piacevolmente scoperto che è andato bene anche per soggetti a tre metri, purché soggetti fermi). Non sarà la panacea per tutti i mali, ma è un valido aiuto nei casi disperati (fotocamere più serie hanno degli assist al laser, come la Cyber-shot DSC F828 di cui sopra, capace addirittura di focalizzare in piena notte). Le Lumix hanno quel grosso anello per la regolazione manuale del focus - l'anello ha un sensore elettronico, non è una regolazione meccanica.

Una caratteristica delle Dimage Z5 e Z3 che le Lumix non hanno è l'indicazione in metri, durante la regolazione manuale del focus, della presunta distanza di fuoco. Questo aiuta a regolare il focus velocemente perché non c'è mai bisogno di scorrerne tutto il range avanti e indietro.

Non discuto in questa pagina gli utilizzi creativi di focus e "macro" perché mi toccherebbe scrivere un trattato colossale...

Un'ultima piccola parentesi. Un tizio che si fidava un po' troppo dei depliant ha comprato prima una Canon EOS 300D "Digital Rebel" con obbiettivo Sigma da 28 a 300mm, e poi ha comprato una FZ20 (che costava meno di un terzo dell'accoppiata EOS300+Sigma) da usare come giocattolino di riserva. Con suo grande stupore ha scoperto che la Canon tirava fuori foto di qualità assai minore della FZ20, e non perché non sapesse usare la Canon. Semplicemente, la Digital Rebel è stata deliberatamente limitata dalla casa produttrice su alcuni punti (in modo particolare il metering) per evitare di far concorrenza ad altre fotocamere della stessa Canon. Certo, la Digital Rebel è una bella macchina, ma in condizioni di luce non ottimale ha dato più di qualche problemino... Il tizio si è anche lamentato del fatto che per ottenere la stessa luminosità della Lumix dovrebbe comprare un obiettivo "Canon L" da diverse migliaia di dollari. Dunque non sempre è vero che spendere di meno significa ottenere una qualità inferiore. La Panasonic e la Konica Minolta, per i loro modelli di punta nella fascia "non professionale", sono costrette a tenere i prezzi bassi (rispetto a blasonatissime case come la Canon e la Kodak) proprio per il fatto di non essersi ancora guadagnate un nome nel sacro olimpo delle fotocamere allettanti per i fotografi non proprio dilettanti...
Chi è curioso di vedere questo confronto fra la Digital Rebel e la FZ-20 può cliccare qui, e capire perché c'è bisogno di pubblicizzare la EOS 300D in TV :-)

Filmati

Le tre fotocamere possono registrare filmati video+audio col solo limite della memoria rimasta.

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
640×480 a 15 o 30 fps,
si può usare lo zoom durante la registrazione
320×240 a 10 o 30 fps,
zoom fisso
640×480 a 15 o 30 fps,
si può usare lo zoom durante la registrazione
320×240 a 10 o 30 fps,
zoom fisso

La distinzione tra le tre è assai netta: il movie mode sulle Lumix è un accessorio secondario (il modo a 10 fps è praticamente inutile: i filmati risultano necessariamente "scattosi") e per giunta la qualità dell'audio non è esaltante (8KHz mono), mentre sulla FZ-15 è praticamente inutile (la FZ15 non ha il microfono e quindi non può registrare l'audio). Sulla Z5 e sulla Z3 è invece una feature seria.

Sulla Z3 un filmato alle massime qualità e risoluzione costerà parecchio spazio (15 megabyte di spazio consumato in soli 9 secondi), ma si può dire senza troppo timore che queste due Dimage sono anche videocamere oltre che fotocamere - per sfruttarvi il modo video occorre ovviamente una SD card ultraveloce (vedi sotto) e di dimensioni a dir poco generose; per esempio, con una da 512Mb, si possono registrare filmati di 4-5 minuti alla massima qualità.

È vero che sembrano assai più sprecone delle videocamere digitali che si trovano in circolazione, ma ricordiamoci sempre che quel che esce dalla fotocamera o videocamera deve sempre essere più grande di quel che vogliamo poi ottenere sul computer (le operazioni di taglio, ritocco, montaggio, etc, comportano perdita di informazioni!)

Altro dettaglio importante, sulla Z3 e sulla Z5 si può usare anche lo zoom durante la registrazione dei filmati; in tale modalità lo zoom scorre più lentamente, e grazie al fatto che il microfono è assai lontano dalle lenti (e nonostante il fatto che qualcosa del rumore del meccanismo dello zoom verrà comunque registrato), mi dicono che il risultato non è troppo fastidioso. Invece, i progettisti delle Lumix hanno disabilitato lo zoom durante la la registrazione perché il rumore avrebbe coperto la registrazione dell'audio.

La Dimage Z5 ha anche un modo night movie per i video girati in condizioni di poca luce.

Un filmato a 640×480 di buona qualità si può vedere in full-screen come se fosse un film (peraltro ad una qualità migliore di gran parte degli AVI/DIVX/MP4/MOV/WMA che si trovano in giro) mentre quello a 320×240 è generalmente accettabile solo per piccoli clip. Sia pure a "pezzi" di alcuni minuti l'uno, e con un po' di lavoro di video-editing, con le Konica Minolta Dimage Z5 e Z3 si possono realizzare veri film...!

Fra parentesi il modello precedente delle Dimàge (la Dimàge Z2) poteva registrare filmati anche da 800×600 a 15 fps. Anche questo è in fondo in fondo fumo negli occhi per rallegrare i depliant (che altrimenti direbbero sempre le stesse cose). Infatti, al di sotto dei 24-25 frame per secondo l'occhio umano riesce ancora a percepire qualcosa della "scattosità" (provare per credere!) e quindi avrei considerato inutile quel modo 800×600, a favore dell'interessantissimo 640×480 a 30 fps. Non è il caso di augurarsi di avere gli 800×600 (o risoluzione ancora superiore) a 30 fps, poiché costerebbe troppa memoria e troppa fatica nel video-editing, a fronte di un aumento di qualità non eccezionale.

Velocità "sul campo"

Quanto tempo deve passare tra uno scatto e il successivo (escludendo ovviamente la visualizzazione della foto sul display)? Su tutte e quattro le fotocamere il tempo è di poco più di un secondo (e per buona parte dipende anche dalla velocità delle SD-card), ma occorre tener presente con attenzione i tempi di messa a fuoco...

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-15 e FZ-20
in condizioni ottimali mette a fuoco in soli due decimi di secondo; un po' di più se verso il telefoto quasi sempre in poco meno di un secondo mette a fuoco in 0,2 secondi al wide e circa 0,3 secondi al telefoto; mette a fuoco in 0,5 secondi al wide e quasi un secondo al telefoto;

Inutile perdere tempo a sconsigliare l'acquisto di queste fotocamere a chi è abituato a schiacciare il tasto di scatto con la stessa veemenza di una mandria spaventata di bisonti al galoppo (del resto tuttora in pochi sanno che la prima posizione del tasto significa "metti a fuoco" e la seconda significa "scatta"... è praticamente sempre stato così; già nel 1999 era così con la mia vecchia favolosa Kodak DC210Plus).

C'è da notare che i tempi di autofocus cambiano a seconda del metodo selezionato per trovare il focus. In alcuni casi può essere necessario anche un secondo e mezzo per mettere a fuoco.

Ma non è tutto! C'è un altro parametro alquanto importante: quando la fotocamera è spenta, quanto tempo morto c'è dal momento in cui avverti l'urgenza di scattare una foto fino a quando puoi effettivamente scattarla.

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
tempo di accensione: 3,1 secondi tempo di accensione: 4,8 secondi tempo di accensione: 2,4 secondi tempo di accensione: 4,4 secondi (zoom interrompibile)

All'accensione le fotocamere portano l'obbiettivo alla modalità wide (35-36mm). La Z3 e la Z5 hanno il meccanismo dello zoom assai veloce (ci mettono solo un secondo e mezzo per passare da un'estremità all'altra dei 12× di zoom) e perciò in circa tre secondi dall'accensione la Z3 è pronta a scattare; la Z5 ha ulteriormente migliorato (solo 2,4 secondi). La FZ-15 ha lo stesso tempo di accensione della FZ-20.

Gran parte delle fotocamere in circolazione (e queste presentate non fanno eccezione) hanno la posizione di "riposo" delle lenti pressappoco all'altezza del telefoto. Quando si spegne la fotocamera, le lenti vengono infatti "ritirate" verso il corpo, in modo da diminuire al minimo lo spazio occupato nella borsa. All'accensione, le lenti vengono sempre portate allo zoom wide (cioè le lenti protrudono, il gruppo ottico si allunga), il che richiede un po' di tempo.

La sola FZ20 ha una curiosa caratteristica in più: all'accensione, se durante lo scorrimento delle lenti verso il wide si preme uno dei tasti, lo zoom si ferma in quel punto. La cosa purtroppo non ha troppo senso, sia per il fatto che la messa a fuoco col telefoto è più lenta, sia per il fatto che il dover centrare rapidamente un soggetto con uno zoom regolato attorno ai 400mm può essere davvero disarmante... Però è bello sapere che c'è! :-)

Con la mia vecchia Kodak DC-210Plus ho usato uno squallido trucchetto che NON consiglio di usare: porto le lenti in modalità wide e quindi apro il vano delle batterie in modo che la fotocamera si spenga brutalmente per mancanza di elettricità. Quando andrò a riaccenderla, dato che le lenti sono già in posizione wide, la fotocamera si limiterà ad inizializzare tutto il resto, riducendo drasticamente (a circa quattro secondi! la DC210 è del 1999!) il tempo di accensione.


Formato e durata delle batterie

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10 (e FZ15)Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
quattro pile stilo (le classiche batterie formato "AA") batteria proprietaria da 200-240 CIPA quattro pile stilo (le classiche batterie formato "AA") batteria proprietaria da 200-240 CIPA (la stessa della FZ10)

Il CIPA è uno standard un po' ruspante per misurare le prestazioni delle batterie su una fotocamera: il numero indica quante foto si è riusciti a scattare in condizioni normali (LCD sempre acceso, sempre con uso del flash) a distanza di 30 secondi l'una dall'altra, muovendo ogni volta lo zoom per scattare alternatamente una col wide e una col telefoto.

Devo ammettere che la misurazione CIPA è assai più onesta delle indicazioni in stile "batterie dei telefoni cellulari", e certamente più prossima all'utilizzo "sul campo", sempre tenendo presente che temperature ambientali troppo alte o troppo basse e l'uso continuo di caratteristiche come autofocus e anti-shake diminuiranno la durata della batteria.

A grande richiesta, ecco il link al documento ufficiale su come si fa a misurare il rating CIPA della batteria di una fotocamera digitale: clicca qui (file PDF)! I firmatari vengono da Konica-Minolta, Nikon, Olympus, Pentax, Canon, Fuji, etc.

Fra parentesi, alcuni si lasciano ingannare dai milliampére della batteria. Dichiarare 800mA anziché 680mA può non significare niente (ognuno scrive sulle proprie batterie tutti i numeretti che vuole); quello che fa testo - e che ci conviene considerare importante - è il rating CIPA ufficiale e, nel caso di confronti con batterie "compatibili", almeno una seria indicazione del tipo "rende meglio di quella originale", "rende all'incirca lo stesso", "rende peggio".

Il risultato delle Lumix è abbastanza nella media, ma il guaio di una batteria "proprietaria" è che occorre tenerne sempre un'altra carica a portata di mano (ossia comprare subito un pacco batterie originale della casa, a meno che non ci si voglia fidare delle batterie "compatibili" che talvolta costano meno di un quarto di quelle originali senza alcuna garanzia sulla vera qualità); nessuno vuole rischiare, a metà giornata, di ritrovarsi improvvisamente "a secco", e quando càpita è evidentemente assai più facile rimediare in qualche negozietto quattro puzzolentissime pile stilo per terminare la giornata (pile stilo buone per la Z3 e la Z5 ma non per le Lumix!).

Peraltro le stilo ricaricabili costano tipicamente meno (e si possono usare su altre apparecchiature: rasoi elettrici, radio, etc; infatti io stesso ho ancora otto NiMH stilo tuttora "in forze"); la Z3, con quattro stilo da 2300mAh ha un rating di 320 CIPA, e mi confermano che la Z5 avrebbe un rating addirittura maggiore (consuma meno della Z3, contrariamente a quel che sospettavo io; qualcuno mi ha scritto stupito dalla durata delle batterie della sua Z5).

Il fotografo serio, peraltro, non viaggia mai senza almeno due pacchi batteria di riserva (già: se dopo aver esaurito il pacco originale ti accorgi che l'altro ti tradisce, cosa fai?), e la faccenda si complica per le Lumix perché nessuno ci garantisce che tra quattro o cinque anni (ciclo di vita particolarmente ottimistico per macchine di questo genere) sia ancora possibile trovare in giro una batteria compatibile quando quelle originali si "esauriranno". Le pile stilo ricaricabili si troveranno sempre, sono universali; le batterie per fotocamere digitali invece sono tante, diversissime tra loro, e col passare degli anni rare da reperire... (teniamo sempre conto che raramente una batteria può essere caricata più di qualche centinaio di volte).

Con una mia certa sorpresa, ho scoperto che per molte persone la questione delle batterie "proprietarie" ha influito molto sulla scelta di una fotocamera. Un motivo per prendere la FZ20 è che la batteria di tutta la serie Lumix, dalla FZ1 in poi, è rimasta praticamente la stessa (in un solo caso, credo a partire dalla FZ10, è stata prodotta con una maggiore capacità - quella da 680mAh che c'è anche sulla FZ20), e la stessa sarà con ogni probabilità anche sul modello successivo alla FZ20 (e conoscendo le regole del mercato, dovremmo riuscire dunque a trovarne le originali Panasonic ancora in giro almeno fino alla metà del 2007).

La mia sorpresa sta nel fatto che talvolta questa faccenda della batteria proprietaria sembrava l'unico criterio per scegliere "questa o quella" fotocamera. Si dimenticano le cose più importanti (ottica, caratteristiche delle foto, etc) e ci si accanisce paranoicamente sulla faccenda batteria "proprietaria". De gustibus...!

Raffiche di foto

Un'altra gustosissima caratteristica è la possibilità di scattare foto "a raffica" (detto in genere burst mode o continuous drive). Con un soggetto in movimento (e probabilmente tutt'altro che disposto a "mettersi in posa" per te) può essere necessario scattare parecchie foto in pochi secondi per poi lavorare solo su quella venuta meglio.

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10 (e FZ15)Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
fino a 5 foto 2272×1704 a 2,5 fps (dipende dalla qualità selezionata) oppure fino a 15 foto 1280×960 a 10 fps (questi valori valgono sia in modo "continuo" che "progressivo") fino a 7 foto a 2304×1728 a 2 o 4 fps (dipende dalla qualità) in modo "continuo" fino a 6 foto a 2560×1920 a 2,2 fps oppure fino a 20 foto a 1024×768 a 10 fps fino a 7 foto a 2560×1920 a 2 o 3 fps (dipende dalla qualità) in modo "continuo"; in modo "infinito" scatta continuamente a 2 fps finché non si lascia il pulsante e finché c'è spazio sulla fotocamera

Il modo "progressivo" della Z3 consiste nello scattare continuamente fotografie fino a quando il tasto di scatto non viene rilasciato; solo in quel momento vengono salvate le ultime foto prese. Questo è utilissimo quando non siamo in grado di prevedere esattamente il momento da fotografare (per esempio se stiamo aspettando il passaggio del gruppo dei ciclisti in gara... ovviamente stando attenti al focus). Chi l'ha usata dice che a scattare "raffiche" col modo da 10 fps, la Z3 sembra una mitragliatrice...

Il modo "infinito" della FZ-20, anche se apparentemente migliore del "progressivo" della Z3 (sarebbe come avere un "filmato" muto a 2 fps ma a risoluzione 2560×1920), mi sembra utile solo per eventi particolarmente tormentati (dove serve avere molte foto), e probabilmente andrà bene solo con le SD-card "high speed". Certamente sarà preoccupante pensare che se ne vanno 4-5 megabyte al secondo del prezioso spazio rimasto sulla SD-card... e 2 fps non sono poi tantissimi, se il soggetto è molto velocemente in movimento (a causa della risoluzione così alta della FZ20, suppongo non fosse possibile fare di meglio).


Distanza utile per il flash

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-15 e FZ-20
da 20 a 400cm per il wide
e da 120 a 250cm per il telefoto
da 40 a 400cm per il wide
e da 120 a 210cm per il telefoto
presumibilmente come per la Z3 da 30 a 700cm

C'è da osservare che quando si usano lenti addizionali, quasi sempre occorre un flash esterno (o comunque un altro tipo di illuminazione) perché le lenti addizionali hanno quasi sempre il corpo talmente grande da coprire parte del cono di uscita di luce del flash.

Il flash della FZ20 è particolarmente potente anche se è uno di quelli richiudibili nel corpo della macchinetta, ma temo che i soliti deficienti (quelli che flàshano soprattutto quando non serve) riusciranno a farne un fastidioso utilizzo, specialmente dimenticando che le superfici riflettenti (anche quelle "non molto riflettenti") inchiodano nella foto la forte luce del flash... Mitico il momento in cui un amico mi chiese: "ma come hai fatto a scattare col flash senza farti venire i globi bianchi nella foto?"

Piccolo dettaglio, tutt'altro che trascurabile per chi fotografa soggetti umani: la Z3 ha un sistema di riduzione del red-eye (effetto occhi rossi) che funziona davvero bene. L'effetto "occhi rossi" è una reazione dell'occhio umano alla forte luce del flash, per cui tipicamente le fotocamere tendono ad ovviare facendo lampeggiare due volte il flash. Sulla Z3 la cosa sembra funzionare meglio che sulle Lumix. Suppongo che sia così anche sulla Z5.

La Konica Minolta Dimage Z5 ha anche un'altra feature che divertirà i più smanettoni: il tasto del flash si può assegnare a qualche altra funzione della fotocamera (bilanciamento del bianco, modo di focus, etc) per risparmiarsi tempo nello scorrere i menu.

Per alcune considerazioni sul flash esterno, clicca qui.


Display e mirino elettronico (EVF)

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10 (e FZ15)Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-20
LCD da 31×23mm (1,5"),
risoluzione 320×240;
EVF da 384×288
entrambi con gain-up
LCD da 41×31mm (2,0"),
risoluzione 416×312;
EVF da 384×288
LCD da 41×31mm (2,0"),
risoluzione 384×288;
EVF da 384×288
entrambi con gain-up
LCD da 41×31mm (2,0"),
risoluzione 416×312;
EVF da 384×288

L'EVF (electronic view-finder, "mirino elettronico") è una specie di piccolo display chiuso in quello che una volta era il mirino; su macchinette fotografiche con zoom così spinti sarebbe esageratamente costoso metter su un mirino meccanico come le fotocamere dei bei vecchi tempi. Purtroppo sull'EVF ci sono opinioni molto discordanti; io sono del parere che ci si abitua facilmente e che poi addirittura non se ne riesca più a fare a meno (dopotutto l'EVF rappresenta con precisione l'intera area fotografabile, invece col mirino ottico meccanico dovevamo sempre approssimare un po' di bordo in più o in meno) mentre altri, non so per quali strani motivi, odiano a morte gli EVF...

Da una recensione della Kodak DX7590 scopro un terrificante particolare: mentre il display LCD di quest'ultima fotocamera ha una buona velocità di refresh come le fotocamere prese in analisi in questa pagina, ha curiosamente un EVF a risoluzione VGA (nientemeno che 640×480) che però ha un'orripilante lag (tempo perso tra un frame e l'altro) per cui per soggetti in movimento conviene più usare il display LCD che il pur dettagliato EVF.

Il display LCD della Z3 è assai piccolo, solo un pollice e mezzo (penso che sia uno dei motivi per cui la Z3 costa così poco rispetto a fotocamere della stessa categoria); è più piccolo addirittura della mia vecchia Kodak DC-210 Plus comprata nella primavera del 1999, che aveva uno splendido LCD da 1,8"...!

Il display LCD della Z5 è di dimensioni finalmente ragionevoli, ma la risoluzione in pixel è inferiore a quello delle Lumix, solo 384×288.

La misura in pollici dei display è come per i televisori ed i monitor: è lo spazio che intercorre tra il primo e l'ultimo pixel visualizzati (dunque la misura della diagonale, naturalmente approssimato per eccesso).

Dato che su queste fotocamere il rapporto è sempre 4:3, dal teorema di Pitagora si deduce la grandezza effettiva alla faccia di quei fumosissimi maledetti depliant commerciali (che farebbero bene a pubblicare le dimensioni in millimetri come ho fatto io, e lo dico senza falsa immodestia! Dire che l'EVF ha "118mila pixel" - ovviamente arrotondati per eccesso - significa dare un'indicazione fumosa che non fa capire quanto c'è di veramente visibile nell'immagine!).

Il display e l'EVF delle Konica Minolta Dimage Z5 e Dimage Z3 hanno una caratteristica molto comoda: quando c'è poca luce, presentano una versione più illuminata (digitalmente) di ciò che "vede" l'obbiettivo, in modo da permettere di scegliere meglio l'inquadratura del soggetto. Sulle Lumix, invece, non essendoci questo gain-up, in condizioni di scarsa illuminazione si vedrà un display nero o comunque assai scuro (questo perché i suoi display ed EVF si limitano a presentare a video ciò che esattamente "vede" l'obiettivo in quel momento: e in quel momento il flash non è ancora acceso!). Questa feature del gain-up ha cominciato a diventare popolare nelle fotocamere solo recentemente.

Devo anche aggiungere che c'è gente che si lagna del gain-up perché un occhio distratto può essere ingannato: vede una buona inquadratura sull'EVF o LCD, scatta, e resta deluso dal fatto che la foto - con o senza flash - risulta illuminata assai diversamente da quanto aveva giudicato con faciloneria un attimo prima...!

Memorie supportate

Konica Minolta Dimàge Z3Panasonic Lumix DMC FZ-10Konica Minolta Dimage Z5Panasonic Lumix DMC FZ-15 e FZ-20
SD/MMC; supporta le "ultra high speed SD" SD/MMC; non so se si avvantaggi seriamente delle "ultra high speed" SD/MMC; supporta le "ultra high speed SD" SD/MMC; supporta le "ultra high speed SD"

Tutte e quattro le fotocamere sono equipaggiate da una Secure Digital da soli 16Mb, capace di contenere non più di 7-8 foto alla massima qualità e risoluzione. Già dal 1998 e dintorni alcune fotocamere avevano una memoria interna più uno slot di espansione; sinceramente avrei apprezzato assai più questa soluzione (così come avviene con la Casio Exilim Pro Ex-P700, che ha 9Mb "a bordo", o con la Kodak DX7590 sopra citata, che ha 32Mb): è vero che anche in questo caso uno sarebbe stato costretto a comprare una SecureDigital più capiente, ma almeno non avrebbe dovuto relegare nel fondo del cassetto della propria scrivania la SD da 16Mb - che sarebbe utile sì "sul campo" come estrema risorsa per quando la SD "grande" è piena... ma è pur sempre un ammennicolo in più di cui preoccuparsi quando si va in giro, per di più col rischio di perderla perché è difficile da "blindare" nel marsupio o nel portafoglio, a meno di non ammattire. So già come andrà a finire: una volta comprata la SD da 256 o 512Mb, quella da 16 verrà portata in giro un po' di volte, e poi - visto che non era ancora servita neppure una volta - verrà abbandonata nel cassetto. Morale della favola: era meglio se non la mettevano in bundle - almeno non avremmo pagato pure quella...

Passo ad altro: il guadagno in velocità con le "high speed", quando supportate, è notevole (talvolta anche 4-5 volte più veloce nel salvataggio delle fotografie). Le MMC (MultiMedia Card) non le prendo neppure in considerazione perché sono tipicamente assai più lente delle Secure Digital più economiche (le MMC sono buone per cellulari e fotocamere economiche; qui abbiamo a che fare con fotocamere che salvano immagini da uno o due megabyte l'una!).

Ogni foto ad alta risoluzione e alta qualità richiede non meno di due megabyte (se salvata in JPEG), e quindi è indispensabile comprare una memoria da almeno 128Mb. Qualcuno potrà essere più ottimista di me, e pensare che magari in una giornata non scatterà più di 20-25 foto, cioè potrebbe bastare una da 32Mb da scambiare, quando piena, con la 16Mb fornita di serie... Non so lui, ma io quando sono stato all'EliShow ho scattato in un solo pomeriggio più di duecento fotografie (e sono stato altamente parsimonioso perché raramente avevo tempo di sedermi sul prato e svuotare il "rullino" sul notebook).

È vero che ci sono state alcune lamentele sull'affidabilità delle SD; qualche utente ha perso diverse centinaia di fotografie in un sol colpo (trovando il filesystem della SD-card improvvisamente pasticciato) senza capire contro chi imprecare (se la macchinetta o la SD-card) ma si tratta pur sempre di qualche episodio raro e isolato (per giunta con SD-card prodotte molto tempo fa), e quindi del tutto insufficiente a terrorizzare me o voi. Certamente mi guarderò bene dal comprare memorie di marca super-anonima per risparmiare pochi euro. E faccio fatica ad accettare il consiglio di comprare (per esempio) due da 128Mb anziché una da 256Mb (non amo fare il disc-jockey), poiché mi sembra da terrorismo psicologico sentirmi dire "ma se poi ne perdi una..." (e comunque mi sembra improbabile perdere una Secure Digital che non togli mai dalla fotocamera!). Quanto alle Lumix, c'è da supporre che una Secure Digital della Panasonic certamente non creerà problemi in una fotocamera Panasonic... (infine: a qualcuno che mi chiese se una Secure Digital da 256 Mb è sufficiente, suggerirei di riflettere sul caso tipico - per una giornata intera di escursione in montagna, basterà?)

Piccola parentesi: mi hanno appena segnalato che sulla FZ20 si possono usare tranquillamente le secure digital Sandisk Ultra da due gigabyte (!) - se c'è qualche spaccone desideroso di mettersi in mostra, può procedere all'acquisto senza rischiare brutte figure :-)

Alcune SD-card danno un'indicazione della velocità di lettura e scrittura in termini di "32×", etc (oramai questo "×" è dappertutto: lettori CD, zoom di fotocamere, velocità delle SD-card, etc... ci mancano solo i mouse "3×", cioè da usare con tre mani contemporaneamente). Teniamo presente che "32×" è un valore decisamente alto, equivalente a circa 4800 kb/sec di transfer rate; ci sono in giro poi delle Transcend da "45×" (6700 kb/sec), e delle Kingston da "70×" (10500 kb/sec). Per ottenere il massimo delle prestazioni pare (dico: pare) che per le tre fotocamere sia da suggerire almeno qualcosa sui "45-50×"...

Devo ancora aggiungere una considerazione. Prima di tutto, la velocità critica è quella di scrittura - a rivedere le foto non ci accorgeremo di un 20-30% di velocità in meno, ma quando siamo "sul campo" un paio di secondi in più sono una vera eternità. In genere la velocità di scrittura e quella di lettura delle Secure Digital sono più o meno uguali tra loro, e a parità di capacità vanno spesso anche meglio delle Compact Flash (incredibile ma vero).

In giro si trovano delle Secure Digital economiche - anche di buona marca, come le Kingston da 512Mb - che vanno anche cinque o sei volte più lente delle varie Sandisk Extreme Ultra Extra etc e delle stesse Kingston da "70×". Il valore indicato sulle card è quasi sempre teorico: le ATP e Transcend marcate "60×", con una velocità massima teorica in scrittura da 9Mb/sec, in realtà fanno fatica a superare i 6Mb/sec.

Lo ripeto: io sono un po' malato quanto alle situazioni estreme perché mi è capitato diverse volte di perdere uno scatto poiché la fotocamera non era pronta. A volte perfino per mezzo secondo!

Se uscisse una SD da "200×" probabilmente non la consiglierei, perché il guadagno in velocità non sarebbe apprezzabile (è impossibile accorgersi della differenza tra 1,06 secondi e 1,17 secondi!). C'è infatti da tener conto del tempo richiesto alla fotocamera per "comprimere" in JPEG la foto appena scattata; la velocità delle Secure Digital qui ci interessa solo perché attualmente (nel 2004-2005) quelle "economiche" ancora sul mercato potrebbero incidere sulle prestazioni di queste fotocamere. C'è da notare che le prestazioni su altre fotocamere potrebbero essere assai differenti (per esempio su una Kodak DCS Pro SLR/n non si nota differenza tra le ATP e le Sandisk Ultra III e addirittura alcune economiche: la ATP in quel caso è già più che sufficiente a causa della bassa velocità di scrittura di quella Kodak).

Non ho preso in considerazione la velocità di "travaso" delle foto dalla fotocamera (o dalla SD) al computer perché è un'operazione che si fa con la massima calma. Se il notebook ha bisogno di almeno un minuto e mezzo per accendersi ed arrivare ad essere operativo, a che pro lagnarsi per quei dieci o venti secondi in più per il trasferimento delle immagini? A suo tempo, col trasferimento su porta seriale a 9600 baud, ci voleva un'ora e tre quarti per vuotare un "rullino" di una trentina di fotografie da un megapixel (poi, con Linux siamo saliti a 115200, riducendo il tempo a un quarto d'ora). Nel peggiore dei casi, travasando da una SD al computer alla velocità di un megabyte al secondo (che fra parentesi è la velocità della vecchia interfaccia USB 1.1; se sia la fotocamera che il computer supportano la USB 2.0, la velocità aumenterà di parecchio), ci vorranno non più di 4-5 minuti per svuotare una 256Mb piena come un uovo.

Occhio ai firmware troppo vecchi, ma...

Alle fotocamere delle migliori marche può capitare di incepparsi senza pietà. Una di queste è la Dimage Z3 con firmware anteriore alla versione 1.02 (ma è successo recentemente anche con altre di costo assai più elevato, fra cui un modello di punta della Canon).

Spesso càpita che un upgrade del firmware risolva fra le altre cose qualche problema colossale e che la casa produttrice non citi nelle release notes la faccenda, per evitare di creare il panico (la moda di upgradarsi da soli il firmware di tutto, anche se non serve a niente, anche del frigorifero di casa, è sempre più imperante!) e talvolta per evitare figuracce.

Purtroppo, una volta passato qualche mese dal lancio di una fotocamera, non è il caso di sperare in migliorie da aggiornamento firmware. Dato il ciclo di vita "sul mercato" (un annetto circa, perfino per le fotocamere da 5-10mila euro), nessun costruttore si darà da fare per un modello che a breve non produrrà più ed avrà gran fastidio a manutenere...!


Caratteristiche comuni

Tutte e cinque le fotocamere hanno: le classiche modalità P/A/S/M (program, aperture, shutter, manual), ossia il funzionamento automatico (la fotocamera seleziona modi e tempi che ritiene migliori), priorità di apertura (si sceglie da F2.8 a F8.0 e la fotocamera adatta il resto dei parametri su quello), priorità di esposizione (si sceglie il tempo di esposizione e la fotocamera adatta il resto; ovviamente i tempi più veloci richiederanno valori di aperture più alti). Infine il modo "manuale" in cui si sceglie (a proprio rischio di pessime foto, ma prima o poi risulterà assolutamente indispensabile) sia i tempi che l'apertura.

Le fotocamere hanno anche alcuni modi di "scena" (panorama, azione, soggetti in movimento, etc) per i setup più tipici. Questi modi non aggiungono nessuna funzionalità particolarissima; servono solo a risparmiare tempo e fatica ai più sfaticati, che non stanno certo ogni momento a pensare a quanti ISO e F-stop devono scegliere per il soggetto che hanno davanti.

Altre caratteristiche comuni alle cinque sopracitate fotocamere, che vale appena la pena di citare (e non voglio dilungarmi ulteriormente):

Mi dispiace che la Dimage Z3 e la Lumix FZ15 non abbiano la possibilità di aggiungere commenti vocali alle foto (non so se la Z5 lo permette) - le Lumix FZ10 e FZ20 (ma non la FZ15), dopo lo scatto, permettono di registrare cinque secondi di audio; questa è una feature comodissima che anche se piace a pochi (tra quei pochi sono compreso anch'io), sta diventando alquanto popolare nelle fotocamere di recente produzione.


Le polemiche tra possessori della Z3 e della FZ20...

Ho trovato in giro un divertentissimo scambio polemico tra tifoserie della Z3 e della FZ20 (suppongo che con l'arrivo della Z5 sul mercato, tali discussioni riprenderanno con ancora maggior vigore). Traduco dall'inglese e commento alcune di quelle battutacce...

I tifosi della FZ20, a furia di dire che la loro fotocamera è praticamente perfetta, vengono marchiati come integralisti religiosi che evitano accuratamente di far notare i punti su cui sarebbe inferiore alla Z3 (per esempio il modo video, l'esposizione massima di soli otto secondi, i tempi di focus sul telefoto più lungo).

I tifosi della Z3 dicono che nonostante la FZ20 sia semplice da usare, nei forum si vede spesso gente che mostra una foto venuta male e chiede aiuto (in realtà un imbranato saprebbe scattare una pessima foto anche con una fotocamera superprofessionale, ed io stesso posso presentarvene qualcuno in carne ed ossa; l'argomento in questione vale peraltro anche contro la stessa Dimage Z3).

I tifosi della FZ20 fanno notare che gli stessi che cantano le lodi della Z3 hanno ammesso più volte la superiorità delle lenti Leica della FZ20 (in diverse condizioni critiche, per esempio al massimo zoom del telefoto, i colori della FZ20 sono più vivi di quelli catturati dalla Z3), oltre al caso più unico che raro di un gruppo ottico così spinto con un F2.8 costante sull'intero range 12× di zoom.

I tifosi della Z3 dicono che la FZ20 è un giocattolino anziché una fotocamera professionale; a questi gli si risponde di solito che la Z3 costa in media il 30-40% in meno della FZ20 ed è dunque ancor più "giocattolino". E comunque, come già dimostrato altrove, fotocamere molto costose, molto "professionali", e di marca molto blasonata, hanno dimostrato in condizioni di luce non ottimale di essere inferiori alla Z3 e alla FZ20 (una fotocamera digitale non è composta solo da "ottica" e "megapixel" ma da tante cose...). In ogni caso, il fatto che qualche deficiente spenda migliaia di euro per fotocamera e accessori che userà sì e no per un paio d'ore in vita sua, è altra storia. La passione non è compresa nel prezzo.

Veder litigare gente non è proprio il massimo dello spettacolo, ma a volte si può ridere un po' e si possono anche guardare pregi e difetti delle due fotocamere da un punto di vista che non sia solo quello asettico e tecnico... Resta da vedere cosa proporranno verso la fine del 2005 la Konica-Minolta e la Panasonic con i modelli successori di queste due splendide fotocamere (dico "splendide" anche se già sapete da tempo che parteggio entusiasticamente per la FZ20... ma non sarei affatto dispiaciuto se qualcuno mi regalasse una Z3).


Le altre Lumix e qualche altra fotocamera...

Le Lumix FZ1 e FZ2 sono troppo vecchie, da troppo tempo fuori mercato... ma un motivo di interesse in verità c'è: sono praticamente le ultime della serie Lumix che non eliminano bene gli infrarossi. Pertanto, con un filtro adatto (per esempio quello Hoya) si possono fare delle spettacolari foto con un po' di "peso" infrarossi (cercare "ir shooting fz1 hoya" per credere). Senza contare che ora sul mercato dell'usato dovrebbero costare pochissimo (sempreché qualcuno voglia liberarsene).

La Lumix DMC-LC1 non la prendo in considerazione perché costa mediamente il triplo della FZ20 (un'ottica F2.0-F2.4 da 28mm a 90mm equivalenti, gli anelli manuali per zoom, tempi ed esposizione, più un mucchio di altre superbe caratteristiche... meriterebbe una pagina a parte, ma non mi va di recensire macchine di costo così elevato che probabilmente non avrò mai programmato di comprare).

La Lumix FZ3 non la prendo proprio in considerazione perché è costruita in estrema economia su troppi punti: sensore, flash, corpo, setting manuali, etc, tutto di qualità decisamente inferiore; non vale la pena neppure darci un'occhiata. A mio avviso è una ultrazoom per dilettanti dal budget particolarmente limitato.

Dopo la FZ3 sono uscite la FZ4 e la FZ5, che migliorano sotto diversi punti di vista. La FZ4 è da "quattro" megapixel, vecchio stile, senza audio, con display LCD da 1.5"; la FZ5 è da "cinque" megapixel (come la FZ20), con LCD da 1.8", con audio.
Molti si sono letteralmente fiondati sulla FZ5, pensando di comprare una FZ20 più piccola, più leggera e più economica. Vengo qui a sfatare il mito (dev'essere proprio un mito, visto il numero di email che ho ricevuto in merito):

Per gente alle prime armi (e possibilmente non del tutto a digiuno di fotografia digitale) la FZ4 o la FZ5 sembra una buona scelta, ci sarebbe solo da ragionare sul costo. Che, ahimé, è superiore a quello di una Dimage Z3, con la quale entrambe perdono tragicamente il confronto dei prezzi.
Insomma, la fotocamera perfetta non esiste, tanto meno esiste quella perfetta ed economica, ancor meno esiste quella perfetta, economica e furba... Chi vuole comprare la FZ5 credendo di acquistare la furba ed economica alternativa alla FZ20, resterà alquanto deluso...! Certo è che il feeling di una fotocamera così leggera (rispetto al mezzo chilo della FZ20) e così piccola (rispetto alle generose dimensioni della FZ20) attrarrà molta gente che voleva i 12× di zoom "pulito" ma non aveva il fegato di chiedere una FZ20.

La Panasonic Lumix DMC FZ15 è una "quattro megapixel" molto simile alla FZ20; ha gli ISO64 anziché ISO80 (la feature è dovuta presumibilmente al sensore meno "denso", cioè con soli "quattro" megapixel), non ha l'hot-shoe per aggiungere un altro flash (ma quello di serie si comporta benissimo: è uguale a quello della FZ20). Di massima si potrebbe dire che è questa la vera concorrente della Z3 e della FZ4, contro la quale però perde in vari punti il confronto (anzitutto sul prezzo).

Per evitare che faccia concorrenza alla FZ20 hanno castrato la FZ15 su un punto apparentemente secondario: non ha il microfono, per cui non si possono aggiungere "annotazioni vocali" e i video saranno ovviamente muti. Per di più nel packaging c'è una Secure Digital di soli 8Mb (il che dal mio punto di vista è addirittura un vantaggio). Dall'esterno è facile confonderla con la FZ20 (a meno di non vedere subito la scritta a lato del gruppo ottico).

La FZ15 è stata ufficialmente commercializzata solo in USA, per cui non la troverete nei negozi italiani.

Per tutti quelli che stanno già sbavando per la FZ5, mi sembra di aver già chiarito che l'alternativa economica e ragionevole alla FZ20 è solo la FZ15 (che però è tragicamente disponibile solo sul mercato USA). Il rumoroso slogan del sensore "rinnovato" della FZ5 mi sembra purtroppo una formula magica da depliant commerciale; intanto, sulla FZ5, l'ottica è peggiorata un po' (un pelino, ma è peggiorata: al telefoto non puoi aprire più di F3.3, contro F2.8 di FZ10, FZ15, FZ20).
Un altro motivo per non prendere la FZ10 (ripeto: a meno di prezzo stracciato), è che i tempi di focus sono lunghetti (almeno a confronto delle fotocamere della stessa "fascia", a cominciare dalle stesse FZ5, FZ15, FZ20).

La Panasonic Lumix DMC LZ3 è assai carina ma ha uno zoom solo 3×. E comunque io provo una colossale antipatia per le fotocamere compatte in cui la prima cosa che hanno "compattato" è il gruppo ottico. Dire che la fotocamera in questione fa comunque delle "belle foto" significa dire che non avete ancora capito il motivo per cui volete comprare una "ultra-zoom".

Le altre Lumix sono più o meno fuori mercato (come la FZ10, del resto, che ormai non si trova più neppure come residuo di magazzino).

Qualcun altro mi chiedeva a proposito della Sony CyberShot DSC H1, in uscita verso l'estate del 2005. Forse è la prima fotocamera almeno un po' confrontabile con la FZ20 (per lo zoom 12× e i cinque megapixel, oltre che la velocità tra scatto e scatto e il supporto di USB 2.0), ed ha anche un bel display LCD da 2,5" (e usa perfino batterie stilo, solo due!), ma alcune caratteristiche (come l'ottica F2.8-F3.7, e l'uso di quelle odiose Memory Stick Pro, e poi il gruppo ottico Sony anziché le lenti Zeiss come ci si aspettava) mi lasciano assai perplesso...! Fra l'altro indagando in giro ho scoperto che:

In più, c'è da aggiungere qualche nota per i modelli successivi (Sony Cybershot DSC H2 e DSC H5):

Ultimamente c'è stata una frotta di persone a chiedermi un confronto con la Fujifilm S7000 (che ormai è sul mercato da fine 2003, quindi è più che vecchiotta), per lo più gente che ha visto quella succosa scritta "19×" e magari anche le dimensioni (particolarmente grandi) di quella fotocamera. TRAGEDIA! Se leggete la scritta in piccolo, si tratta di una fotocamera con 6× di zoom ottico (dunque non sarebbe neppure una "ultrazoom") e 3,2× di zoom digitale (a questo punto la FZ20 andrebbe spacciata per "48×", visto che 12× ottico moltiplicato 4× digitale farebbero quarantotto ingrandimenti!). Lo zoom ottico della S7000 va da 35 a 210mm equivalenti, cioè la metà del range delle ultrazoom presentate in questa stessa pagina. È vero che ha un sensore da "sei megapixel", ma non lasciatevi ingannare da quella dicitura "12M" nei menu - si tratta di pura interpolazione, cioè più o meno la stessa cosa dello zoom digitale. Con il modo "6M" (uso della massima risoluzione ottica, senza interpolazioni) si ottengono foto da 2848×2136 pixels, cioè ha uno striminzito 11% di risoluzione in più rispetto alla FZ20 che è "solo" una "cinque" megapixel.
Gli unici vantaggi rispetto alle fotocamere presentate in questa pagina sarebbero nei tempi di esposizione (manualmente riducibili fino a 1/10000sec, notevolissimo) e la possibilità di salire fino a 800 ASA (caso raro per le fotocamere da questa fascia di prezzi, il "rumore" a 400 ASA non è eccessivo, e quello a 800 comincia ad essere fastidioso) ed infine il modo RAW. Insomma, una bella macchina... tranne per chi stava cercando una vera ultrazoom. Quelle scritte altamente "pacchiàne" dei "19× zoom" e dei "12M" megapixel fanno pensare che la Fujifilm S7000 sia rivolta ad un pubblico poco esperto che ha bisogno di una fotocamera che sembri qualcosa di colossale.

Qualcuno mi chiedeva anche della Canon Powershot S1 IS; sinceramente sono convinto che questa fotocamera abbia guadagnato notorietà solo a causa del display LCD "ruotabile" (come alcune professionali e come diverse videocamere). Per il resto, nonostante alcuni punti interessanti (come lo zoom 10× veloce e F2.8-F3.1, i video a 640×480, l'uso di quattro pile stilo) mi sembra una macchina ormai classificabile come "fascia media"; il mercato è ormai pieno di "8×" e "10×", e di fronte alla Z3 e alla FZ20 vien voglia di fare le solite domandine retoriche: "di quanto supera i 400mm equivalenti col telefoto? ce l'ha un sistema di anti-shake? ce li ha almeno quattro megapixel?" etc. Una risposta sembra essere la Powershot S2 IS, ma arriva con un anno di ritardo rispetto alla FZ20, e gode di notorietà solo a causa del marchio Canon.

Ovviamente non saremo così tonti da prendere per oro colato le classifiche delle riviste dedicate a PC e/o fotografia. Le loro "recensioni" (le virgolette sono necessarie) sono tipicamente pubblicità per i loro migliori advertiser ("tu compri dunque 50 pagine di pubblicità sulla mia rivista? e allora io in più dirò sulla mia rivista per almeno 100 volte che le tue fotocamere sono le migliori in assoluto, esaltandone i pochi pregi e minimizzandone i tanti difetti... dopotutto anch'io devo campare, ho una famiglia da mantenere!"). Quindi io ci andrei cauto prima di prendere per oro colato certe "recensioni" fatte da "specialisti" di riviste "molto famose".

Verso la fine del 2004 ho letto da un paio di queste ultime (una americana e una spagnola) alcune classifiche in cui nella sezione "ultra zoom" non erano nominate né la Dimage Z3 né le Lumix (il che è tutto dire: come mai proprio le due con zoom più spinto non vengono neppure prese in considerazione nella classifica "superzoom"?), mentre in tutte le altre classifiche la Panasonic non veniva mai citata come marca (cos'è questa censura deliberata?) e la Konica-Minolta veniva citata solo un paio di volte ma con voti decisamente bassi.

Documentarsi sui siti amatoriali significa investire un po' di tempo e di pazienza in più (perché ci si imbatte assai spesso in stupide "recensioni" fatte copiando/traducendo il depliant originale della casa), ma significa trovare (prima o poi) informazioni più affidabili da gente che ha provato di persona (e magari da siti in concorrenza tra loro).
Le recensioni "non prezzolate", però, pure possono essere poco attendibili... Eh, già, per colpa di quel meccanismo diabolico: trovi venti recensioni dell'oggetto X, diciannove delle quali emettono un voto di almeno sette decimi (ma il grosso sono per lo più di nove/dieci decimi), e una sola vota quattro decimi.

Cosa fai? Subito clicchi su quella da quattro decimi: vuoi sapere perché la tua beneamata fotocamera digitale viene valutata così poco, cos'ha osato scrivere il deficiente che l'ha denigrata.

Il tizio lamenta problemi di illuminazione, di focus, di velocità. Evidentemente è uno abituato a usare fotocamere super-professionali (di quelle che costano diverse migliaia di euro l'una) e, fortuna sua, aveva sempre il massimo dei risultati, e poi in un momento di particolare nervosismo gli sarà capitato di usare quella deliziosa fotocamera e...

E così il recensore comincia a scrivere: "nonostante molti siano d'accordo che è un'eccellente fotocamera, ci sono anche voci discordanti a proposito di illuminazione, focus e velocità"... notate la menzogna involontaria (ma per questo ancor più efficace): basta un deficiente che spara paroloni senza logica, e gli altri diciannove - cioè il 95% dei commenti positivi - vanno a farsi friggere.

Ma mi faccia il piacere!!!

Infine, la Fujifilm S5500, sulla quale ho ricevuto diverse email (si sono tutti accorti che costava poco): purtroppo ci sono vari motivi per cui non è neppure paragonabile alle Lumix (anche le più economiche) e alle Konica Minolta recensite in questa pagina. Non solo per lo zoom 10× (37-370mm equivalenti), ma per problemi veri e propri (lamentano vignetting già in modalità wide: è perlomeno osceno il fatto che una fotocamera famosa vada ad "oscurare" seppur leggermente gli angoli delle foto!). Per non parlare di altri fastidiosi problemucci quanto al focus e altre cose... no, no, lasciate perdere.

Insomma, la vera concorrente della FZ20 sarà la Samsung Pro815 (sempreché non si voglia considerare l'appena annunciata FZ30) per numerosi motivi:

Insomma, una vera bestia, davvero eccellente, che dovrebbe valere tutti e novecento euro del prezzo di lancio a settembre 2005.

Ovviamente c'è un punto alquanto importante in cui perde nettamente il confronto con le Lumix FZ5/FZ10/FZ20: il glorioso gruppo ottico Schneider-Kreuznach (di enormi dimensioni) della Samsung Pro815 ha come al solito l'apertura variabile a seconda dello zoom utilizzato (a 420mm equivalenti non si può aprir meglio di F/4.6), ossia è classificato F/2.2-4.6 (a 28mm si apre a F/2.2, peggiorando via via fino a F/4.6 a 420mm) - come al solito il gruppo ottico Leica ad apertura costante F/2.8 è ancora assolutamente imbattibile...!


Indice fotocamere digitali Risultato finale

L'unica cosa che non pubblico qui sono i prezzi, notoriamente variabili col tempo e con le fluttuazioni del dollaro.

Se non si è già capito leggendo questa pagina, personalmente considero migliore la FZ20 (e non ho nessun problema a dirlo, visto che non sono legato a nessuna azienda di fotocamere o informatica, se non come cliente). L'ho comprata, anche con un po' di accessori e flash esterno, e la uso con estremo piacere (ma non più per arricchire di foto questo mio sito).

Nota bene: a marzo 2007 la mia cara vecchia FZ20 ha esalato l'ultima foto e quindi ho dovuto comprare una nuova fotocamera... e quindi mi sono buttato ovviamente sulla Lumix FZ50, ed in questa pagina spiego anche il perché.
Alcuni amano parlare di "guerre di religione" nel momento in cui la loro fotocamera preferita viene messa in discussione (o peggio, quando qualcuno ha osato non mettere sullo stesso piano due fotocamere della stessa fascia di prezzi).

Innanzitutto, il termine "guerre di religione" non è adatto. Che qualcuno sia tifoso di un particolare modello, è normale (specialmente se conosce bene solo quello). Che qualcuno sia tifoso di una particolare marca è un po' meno normale (poiché nulla toglie che tale casa produttrice possa non sempre tirar fuori ottimi modelli e sempre iper-aggiornati e super-economici). Che qualcuno poi retenda fanaticamente, sulla sola base di quel che crede di aver letto "criticamente" in giro, di dire che gli altri sono necessariamente spazzatura e quel che dice lui è oro colato (spacciato per "evidenza"), beh, questa è semplice stupidità, che notoriamente è anche assai diffusa.

In questa pagina io ho presentato le mie considerazioni, che non sono né oro colato, né l'ultima parola sull'argomento. Tant'è che ho spesso dovuto aggiornare e correggere (oltre che aggiungere: per questo la presente pagina si è allungata parecchio). Ho detto esplicitamente che io parteggio per la FZ20, ma non mi meraviglierei affatto se qualcuno, in base alle sue capacità e ai suoi desideri e al suo portafoglio, concludesse che è positivo e necessario quel che io indico come secondario o addirittura negativo. Lo strumento migliore di un fotografo, dilettante o professionista, sta sempre compreso tra le sue due orecchie. E solo dopo, a seconda di quel che sa fare e di quel che vuole fare, può scegliere il secondo strumento importante (la fotocamera stessa).

Quindi, se qualcuno perde tempo a scrivermi le sue considerazioni polemiche (a leggere le quali non si sa se ridere o piangere), non venga poi a scrivermi di nuovo che non ha ricevuto risposta...! ;-)

Se il budget è limitato, e comunque per chi ha seriamente bisogno di registrare filmati, la scelta cade obbligatoriamente sulla Dimàge Z3 (ora in giro a prezzi davvero bassi, e pure la Dimage Z5 è a prezzi abbastanza ragionevoli).
La FZ-10 (o, a seconda dei casi, la FZ-15) si può prendere in considerazione solo se si trova in giro e se la differenza di prezzo con la Z3 è abbastanza marcata (il che dovrebbe essere almeno probabile fino alla primavera del 2005). La Z5 mi sembra abbastanza buona, ma nonostante il modo video e il focus veloce, personalmente rimpiangerei molte caratteristiche della Lumix FZ20...! Ad onor del vero, ci sono alcuni che hanno scelto contenti e convinti la Dimage Z5, proprio dopo aver letto questa pagina.

Ovviamente per i prezzi occorre cercare bene in giro (non solo su un sito internet che fornisce i prezzi di "tutti"... pardon, "tutti i suoi sponsor"), e tener presente i prezzi dei nostri rivenditori locali (cosiddetti "di fiducia"). Attenzione: tener presenti i loro prezzi, ma NON le loro opinioni. Finora ancora nessuno mi ha mai detto che il rivenditore gli ha consigliato una FZ20 nera: chissà perché... ;-) Lasciatemi indovinare: forse la FZ20 "nera" è fin troppo richiesta (e dunque non ha affatto bisogno di essere ripetutamente "proposta" al cliente)...!

Non c'è bisogno che io vi raccomandi di essere particolarmente FISCALI quanto alla garanzia... comprare un pezzo di "importazione" con garanzia "valida anche in Italia" quasi sempre significa che in caso di problemi potrebbero passare mesi prima di ottenere l'agognata riparazione di un pezzo. Alcuni rivenditori stranieri (con sito multilingue) vendono a ottimi prezzi, ma con garanzia "europea" valida "anche in Italia" (cioè la fotocamera farà il giro di mezza Europa prima di essere riparata e poi rispedita a casa tua): potrei citarvi almeno un paio di casi notevoli di disavventure dei miei amici. Alcuni rivenditori rilasciano qualcosa che sembra uno scontrino ma non è valido né ai fini fiscali né per la garanzia (occhio!). Comprare in USA significa avere quasi sempre "garanzia USA un anno parts e solo 90 giorni labor" (cioè dopo 90 giorni mi sa che avrai da pagare almeno le ore per la manutenzione...).
Prima di inviare l'ordine occorrerebbe assicurarsi (telefonicamente, se non c'è altro modo) della presenza della garanzia italiana e del manuale in italiano. Se la fotocamera arriva con un manuale in inglese (caso tipico: manuale in inglese e tedesco), o peggio con un manuale fotocopiato, anche se i menu della fotocamera prevedono la lingua italiana, è quasi certamente di importazione (dunque senza "garanzia italiana", ma con garanzia "europea", normalmente ristretta ad un anno): forse per qualcuno di voi potrebbe non essere un problema (io stesso mastico bene l'inglese, ed ho già letto i manuali delle tre fotocamere in questione, in inglese, trovati in giro in rete in formato PDF; non chiedetemi i link, non li trovo più... tranne quello della FZ20 (in inglese)), qualcuno potrebbe pensare che la riparazione in garanzia sia un evento che difficilmente ci capiterà, però... uomo avvisato, mezzo salvato.

Quanto alle "estensioni della garanzia" (una cinquantina di euro o più per avere tre anni di garanzia), beh, giudicate voi. Tenete presente che tipicamente le case costruttrici garantiscono uno o due anni la fotocamera, solo sei mesi per il gruppo ottico (poiché soggetto a graffi, vedi sotto) e spesso ancor meno (una volta ho letto "un mese") per batteria e SD-card.

Infine, anche se ho comprato molte cose (e continuo a comprarne) sui siti di e-shopping, non sono un sostenitore degli acquisti on-line, per motivi che spiego in questa pagina (e, in inglese, anche qui).
Devo purtroppo aggiungere qualche altra tragica nota. Qualcuno si è lamentato che il suo rivenditore preferito non gli ha dato nessun documento firmato e timbrato (né fattura, né scontrino), ma solo una e-mail di conferma dell'acquisto (!!!) che secondo lui sarebbe dovuta valere come "garanzia italiana 24 mesi". Qualcun altro ha addirittura ricevuto un file PDF della fattura/scontrino da stamparsi a casa, e secondo il rivenditore quella stampa servirebbe per la garanzia (pare - dico: pare - che sia in fondo in fondo una procedura accettabile).

Inutile precisare che in entrambi i casi (specialmente il primo), in caso di problemi sarà davvero arduo dimostrare il possesso della garanzia italiana. Uomo avvisato, mezzo salvato!
Ecco anche la prova definitiva di quello che dico: cliccate qui per inorridire! (anche se è bene leggere tutta la pagina in questione).

Certamente i grulli compreranno la FZ-20, sia perché è esteticamente più appariscente (la Z3, nonostante il corpo massiccio, è assai più piccola e contenibile quasi in una mano, ed ha un aspetto un po' curioso), sia perché vanno matti per la dicitura "Cinque Megapixel" (l'effetto magnetico di questa parola svanirà, come già detto, quando tenteranno di mandare qualcuna delle loro foto via email). In ogni caso la costruzione delle Lumix è da carro armato, mentre la Z3 sembra assai più delicata, tutta in plastica e alquanto soggetta a graffi. Anche in questo caso, il fotografo "stile Indiana Jones" (quello che con tutta la buona volontà proprio non riesce a fare a meno di maltrattare il proprio apparecchio) tenderà a scegliere una Lumix. L'estetica della Dimage Z5 è pressoché la stessa della Z3, con qualche piccolo miglioramento.

Ricordiamoci che ogni fotocamera, senza nessuna eccezione, ha diversi punti delicatissimi. Piccoli graffietti sul gruppo ottico, o un urto attorno alle parti meccaniche (a cominciare dallo zoom), possono produrre effettacci permanenti, danni costosissimi e non coperti affatto dalla garanzia. Mi raccontavano di una fotocamera Sony portata in spiaggia il primo giorno di utilizzo, giorno di vacanze al mare con la famiglia e, dopo l'uso, lasciata per un po' sulla sabbia e sotto il sole cocente. Tale fotocamera, a distanza di molto tempo, funziona ancora, ma quei graffietti sulle lenti e qualche "strano" problema sullo zoom (inclusa un po' di miopia) sono dipesi proprio dall'abuso di quel primo giorno in spiaggia. Anche la mia Kodak ha almeno un danno permanente dovuto alla mia incuria (ma è venuto dopo averla utilizzata molto): si è graffiata non la lente dell'obbiettivo, ma il suo sottilissimo film antiriflesso, che mi costringe ormai a ritoccare il 90% delle foto scattate.

Un'altro problema che terrorizza anche i professionisti è l'accumulo di particelle di polvere all'interno del gruppo ottico (che con uno zoom così spinto non poteva essere messo certo sottovuoto), quando non addirittura qualche grazioso minuscolo animaletto, magari ancora vivo. Qualche granello di polvere, se piccolo o fuori zona di focus, può passare relativamente inosservato nelle foto; quando invece si condensa l'umidità, sarà difficile liberarsene. La pulizia del gruppo ottico tipicamente non rientra nella garanzia (occorrerebbe dimostrare che il pulviscolo c'era dentro già prima), e comunque la pulizia o addirittura la sostituzione del gruppo ottico costeranno una barca di soldi.
Con la mia vecchia Kodak non mi è mai capitato, anche se l'ho alquanto maltrattata; ma c'è da dire che io ho avuto sufficiente attenzione a non lasciarla incustodita in ambienti a temperature e umidità esagerate.

Certamente qualche generosa polliciata sull'obbiettivo influirà sulla qualità dell'immagine perché disperde luce. Quanto ai kit di pulizia delle lenti è opportuno chiedere a un negozio di articoli per fotografia (tenendo rigorosamente presenti le indicazioni del manuale della fotocamera). Molti hanno scoperto che stoffa, lana, cotone, possono graffiare irrimediabilmente una lente di una fotocamera anche se utilizzati con estrema delicatezza... e l'hanno scoperto dopo aver rovinato la lente!

A fronte dei prezzi delle tre fotocamere, qualcuno mi obiettava: "ma non sarebbe meglio spendere un po' di più e comprarsi direttamente una Reflex (possibilmente digitale)?". Una D-SLR (digital, single lens reflex) sarebbe meglio solo per chi non ha bisogno di uno zoom così spinto - ma a quel punto si potrebbero riconsiderare tutte le altre 10×, 8×, 6×, 3×, etc in circolazione... Infatti chi fa questo tipo di obiezioni evidentemente non ha mai visto i costi dei teleobbiettivi da 200mm, 400mm e più, e non ha mai considerato il tempo necessario per smontare un obbiettivo e montarne un altro. Peraltro, "sul campo", è più conveniente avere un obiettivo 12× (pur a costo di effetti barrel e simili) anziché dover smontare e rimontare ogni volta l'obbiettivo più adatto (il che significherebbe anche che in caso di passeggiata in montagna uno dovrebbe equipaggiarsi con vari chili di obiettivi e accessori vari...).


Filtri

Qui entro in un campo minato, e quindi spendo solo poche parole.

Le fotocamere digitali permettono di divertirsi parecchio in sede di post-processing (quando si lavora sull'immagine al PC) e quindi non ci sarebbe bisogno di filtri, se non per alcune cose che sul PC semplicemente non si possono ottenere. Ovviamente, fare molta attenzione alla diversità di formati e necessità di adattatori e convertitori di formato! Un polarizzatore da 62mm non si può montare su una FZ20 (il cui adattatore fornito di serie ha l'anello di diametro 72mm): ci vuole un altro adattatore.

Polarizzatore: per le fotocamere recensite in questa pagina va fin troppo bene quello "lineare"; il polarizzatore "circolare" costa di più ma è indispensabile solo sulle fotocamere che nello zoommare ruotano anche la lente (tipicamente quelle con lo zoom manuale meccanico; sulle digitali attualmente in giro, in questa fascia di prezzi, ad eccezione della Sony Cybershot F828, c'è sempre un meccanismo elettronico di zoom). Alcuni - ma non mi hanno ancora spiegato il motivo - dicono che il "circolare" sarebbe comunque da preferire al "lineare".

Il polarizzatore serve per tagliare via la luce che arriva da angoli troppo larghi (non serve solo per avere "il cielo blu" nelle foto!). Esempio: quando fotografi un'automobile al sole, i vetri sembrano riflettenti (e quindi non si vede attraverso); quando fotografi un fiume, la luce dall'acqua viene riflessa verso la fotocamera (e quindi non si vede cosa c'è sotto): in tutti i casi come questo, il polarizzatore fa davvero miracoli - ed è davvero insostituibile da qualsiasi software. Per non parlare di come influisce bene sull'exposure value...

L'altro filtro che potrei suggerire, è quello che taglia via gli ultravioletti, utile (manco a dirlo) nelle foto con molta luce solare...!

Altri filtri? non sono affatto necessari... Leggi qui per altri dettagli.

Attenzione: informatevi bene per evitare di buttare soldi; spesso la soluzione più efficace ed economica è comprare un anello adattatore per usare filtri...! (e spesso, a seconda di quel che fotografate, potrebbe risultare inutile l'acquisto di filtri).

Sulla FZ20 c'è la possibilità di usare un telecomando "a filo" (è lo stesso che danno di serie con la fotocamera Panasonic DMC LC1); il suo codice è Panasonic DMW-RS1. Occhio: questo è un telecomando "col filo", non è un wireless, che la Panasonic non prevede ancora e che certamente costerà non poco (anche se prodotto da terzi). La cosa comica è che l'assistenza Panasonic non sapeva dire se il DMW-RS1 funzionava con la FZ20; qualcuno si è preso la briga di comprarlo e provarlo a suo rischio e pericolo e... ha funzionato perfettamente.

Piccolo aggiornamento: finalmente anche sul sito ufficiale Panasonic viene confermata questa compatibilità...!


Conclusioni

Naturalmente, il fatto che io sia un fautore (e poi possessore) della Panasonic FZ20 non significa che è la fotocamera perfetta per tutti, tanto meno che comprerò acriticamente altro materiale fotografico da parte di Panasonic.

Come per qualsiasi altra pagina del mio portentoso sito, se vuoi ripubblicare parte di questa pagina o riciclarne materiale o pubblicarla per intero, ti chiedo solo di citare la fonte (peraltro la pagina è rintracciabile su Google e diversi altri motori di ricerca) e di avvisarmi per e-mail (è bello sapere che il proprio lavoro torna utile a qualcuno, ed è grande vederlo pubblicato anche altrove).

Fra parentesi, ho scritto anche una pagina di confronto con la Nikon Coolpix 8800 VR (dove peraltro parlo anche delle Canon e pure di alcune reflex digitali).

Voglio infine suggerirvi di dare un'occhiata ad una mia fotografia del Vesuvio: se vi piace, pensate che è stata fatta in condizioni che oggi ci sembreranno disperate (almeno dopo aver letto le caratteristiche delle tre fotocamere sopracitate), e cioè:

Per altri suggerimenti riguardanti le fotocamere digitali (per lo più le domande che mi hanno fatto a proposito della FZ20) consiglio di cliccare qui.

Anche la foto in fondo a questa pagina (come praticamente tutte le altre di questo sito) è stata scattata con quella vecchia Kodak; questa in fondo alla pagina è stata scattata in condizioni ottimali di illuminazione, ma è stata leggermente ritoccata sull'intensità dei colori, sulla luminosità e sul contrasto. Poi, ritagliandola e leggermente riducendola (a 631×841), è sparito l'effetto "foto mossa" (la scattai mentre camminavo!)

Ah, fin dai primissimi giorni della pubblicazione di questa pagina mi sono arrivati diversi commenti (e poi dicono che io vado pazzo per i complimenti!) :-) Qui solo una rassegna di quello che mi hanno scritto nelle primissime settimane, ma ormai sono mesi che continuano a scrivermi (ed è per questo che ho dovuto aggiungere altre pagine riguardanti le fotocamere digitali)...!


Google
 
Web www.alfonsomartone.itb.it

Scattato con la mia vecchia Kodak da UN SOLO MEGAPIXEL!

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