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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


14: Beware the left eye - poker face (attenti all'occhio sinistro - sfida a poker)

E dopo Pazu, c'è la storia del cecchino Saitoh, "davvero bravo coi bluff" stando a quel che dicono le reclute che giocano con lui.

La sua storia pare tratta da un vecchio film (e viene perfino detto alla fine). Dieci anni prima - durante la quarta guerra mondiale - stava dall'altra parte della barricata (tra i mercenari della Akai Bianco - "Bianco" è in italiano nel testo giapponese, mentre akai in giapponese significa "rosso"), e qui si racconta come è stato reclutato.

Un cecchino perfetto, con un solo momento difficile nella sua vita. Ma come gli altri grandi uomini della squadra (e come anche la Kusanagi), è un concentrato di tristezza e di solitudine, che - come per loro - sembra essere simbolizzato da quella sigaretta che va a fumare alla luce della Luna piena. Grandi uomini, salvati in qualche modo da un'obbedienza paramilitare che quasi sfiora l'amicizia. Sembra quasi di intravedere il monachesimo occidentale emulato tristemente da chi non ce l'ha più. Ed infatti quegli uomini conservano la loro "nobile tristezza", come caratteristica essenziale per dimostrare di essere sé stessi.

Se non fosse che la trama è assolutamente eccellente, sarebbe classificabile come un'altra puntata di riempitivo. Invece vale proprio la pena di gustarsela, pensando - nei momenti di distrazione - che la sezione 9 è stata deliberatamente usata per scopi secondari, come a volerla tenere lontana dai veri scenari dove si muovono le pedine più serie. Ma questo lo noteremo più avanti. Anche stavolta in poco più di venti minuti c'è un intero film di guerra e di riflessione (provate magari a indovinare da quale film ha preso spunto).

Alcuni dettagli (quasi) secondari:

Piccola nota a margine: quei "soldati ridotti a cyborg" (così definiti nella prima serie) della sezione 9 sono capaci di un rapporto umano vero. La Kusanagi, fredda almeno quanto Aramaki, aveva pensato "fin dal primo momento" di assumere Saito nella propria squadra. Il confine tra puro calcolo e perdòno è labile, così come è labile il confine tra la pura convenienza e la riconoscenza. Se c'era un modo per dimostrare l'affiatamento e lo spirito di gruppo, se c'era una storia per dimostrare l'obbedienza non puramente "calcolata", ebbene, era proprio questa storia. È proprio questo che Aramaki difende. Potrebbe mettere insieme una squadra di professionisti, forse altrettanto bravi, ma non potrebbe con nessun mezzo ottenere un simile rapporto di fiducia.

In fin dei conti, l'obbedienza è una forma di amicizia. Il migliore degli squadroni militari o paramilitari non può mai raggiungere il livello di efficienza e di obbedienza di un gruppetto in cui il legame "professionale" è (sia pure tacitamente, sia pure nascostamente) interno a quello "umano".

Giudizio complessivo: semplicemente spettacolare.


Particolare della stazione ferroviaria di Alfedena-Scontrone

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