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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


16: The fact of being there - Another chance (il fatto stesso di essere lì - un'altra possibilità)

Interessantissimo: la faccendaccia su cui si troveranno ora ad indagare è una complessa commistione tra politica e finanza, non meno che nella serie precedente, che pesca nel torbido dell'instabilità e delle tensioni sociali. Anche qui, come in precedenza, ogni riferimento al nostro mondo contemporaneo dovrebbe essere puramente casuale (come ho già detto, l'autore della serie sembra essere al corrente delle magagne politiche occidentali, ed anche più di quanto ci dicano i nostri stessi telegiornali).

La domanda retorica di Aramaki alla Kayabuki è di quelle da far rabbrividire: "primo ministro, sta perseguendo un interesse personale o lavora per delle idee?" ("ideologia" suona male, in italiano). Aramaki, involontariamente (si fa per dire), coglie nel segno: è ovvio che la Kayabuki non ammetterebbe mai l'esistenza di interessi personali anche qualora ce ne fossero, ed è altrettanto ovvio che la responsabilità nei confronti del popolo vale più di quello che poteva essere il mandato esplicito degli elettori. Uno sporco mestiere, quello di chi governa; e la coscienza di Aramaki non sarà meno in subbuglio di quella della Kayabuki, poiché è assai arduo distinguere tra il proprio senso di giustizia e la situazione contingente, il tutto sotto i riflettori (interessatissimi) dei media.

Dai commenti della Kusanagi in macchina si capisce che in fondo in fondo, di fronte ai poteri forti non ha più molto senso il distinguere tra "destra" e "sinistra", e - da buon italiano - viene immediatamente da pensare al concetto di egemonia culturale di gramsciana memoria: questa serie animata, ambientata dopo l'anno 2031, in un mondo dove l'informazione e la tecnologizzazione della vita sono portati agli estremi, certe volte sembra proprio adatta a chiarire le dinamiche della politica ed economia di questi nostri anni.

Passando al piano religioso, l'autore insiste ancora (dando altri particolari) sulla formazione di entità "carismatiche" (degli hub di cybercervelli.

Kuze scambia il suo fucile con una vecchissima fotocamera reflex a pellicola (dallo stile si direbbe... anni settanta!) e il fotografo che gliel'ha passata, tornerà con una digitale (a giudicare dal colore e dalla forma, è a metà strada tra una Canon e una Panasonic FZ20!!!).

Comicissimo - e totalmente giapponese come mentalità - il momento in cui il primo ministro, nel porgere via il connettore del cavetto di collegamento tra cybercervelli, lo pulisce delicatamente con un fazzolettino.

Giudizio complessivo: struggente e istigatore di curiosità.


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