main index Ehm... avevi già letto le mie pagine sulla fotografia digitale?


La fotografia digitale non è "l'evoluzione" della fotografia con la pellicola, ma è proprio un altro pianeta, una cosa differente. Con tutta una serie di vantaggi (per esempio: se scatti una o cento o mille foto dello stesso soggetto il costo è zero) e tutta una serie di svantaggi (per esempio: i sensori sono sensibili non solo alla luce ma anche al "rumore" elettromagnetico, per cui ci vorranno ancora diversi anni di avanzamento nella tecnologia prima di arrivare alla "purezza" della pellicola).

Per iniziare col digitale do a tutti sempre lo stesso consiglio: prova prima una economica (non un catorcio, ma neppure una bestia feroce: in ogni caso dipende da cosa risponde il tuo portafoglio quando tu gli dici "vorrei provare sei mesi con una digitale"), e poi una volta che ci hai fatto l'abitudine mentale ti cimenti con qualcosa di più solido.

Ho parlato di abitudine mentale proprio perché si tratta di abituarsi all'idea di poter scattare tantissimo, ma in condizioni diverse dalla pellicola.

Prima, "a pellicola", uno andava a cercarsi il soggetto buono e il momento buono; poi, col digitale, uno fotografa di tutto, anche le stupidaggini, senza studiarsi il momento buono, senza valutare il soggetto, e poi magari da tanta immondizia tira fuori qualche particolare interessante. Una discreta percentuale delle mie "buone foto" con la digitale sono venute fuori tra quelle scattate tanto per far passare il tempo e finire di riempire la memory-card (e poi magari qualche foto conteneva qualcosa che "sul campo" non avevo neppure notato ma che una volta ritagliato aveva tutta l'aria di essere un soggetto interessante).

"Abitudine mentale": dato che nel digitale scattare foto costa zero, allora è abbastanza normale scattare più foto dello stesso soggetto, magari da angolazioni diverse, per poi scartarle tutte tranne la migliore. Io stesso ho il modo burst sempre attivo (mantenendo schiacciato il tasto di scatto, la fotocamera continua a scattare fino a quattro foto, una ogni 0,3 secondi circa). Chi non lo ha mai usato non può avere esatta idea di cosa significhi: per me, nove volte su dieci significa il fastidio di dover scartare tre foto su quattro (visto che le quattro non differiscono quasi in nulla), e una volta su dieci significa invece poter scegliere quella scattata al momento adatto (il soggetto era in movimento - stava sbadigliando -, scatto il solito burst di quattro foto, e recupero tra le foto quella dove le fauci erano aperte come la fossa delle Marianne), momento che normalmente sarebbe stato "inacchiappabile" con la pellicola.

Esatto, "scartare" le foto che non servono, e per di più ritagliare e "trattare" quelle venute abbastanza bene (photo-editing): uno dei problemi più fastidiosi e frequenti è il fatto che dopo le prime sessioni fotografiche con la digitale uno si ritrova centinaia di megabytes di immagini JPEG da "trattare" in post-processing - in genere almeno per ritagliare, ridurre, ritoccare luminosità e contrasto: non sempre la foto è perfetta fin da subito!

Rivedere le proprie foto sul display della fotocamera digitale può infatti non dare perfettamente l'idea di piccoli fastidiosi difettucci che uno invece può verificare una volta visualizzate le immagini sul computer (per esempio l'effetto flou, cioè i particolari "ammorbiditi", come se la fotocamera fosse un po' miope: talvolta dipende dall'aver sbagliato a mettere a fuoco, più spesso invece dipende dai limiti dell'ottica della fotocamera stessa). In ogni caso, salvo rari casi (combinazione perfetta tra intelligenza del fotografo, soggetto adatto e ben illuminato, fotocamera assolutamente adatta alla situazione), una foto non verrà fuori mai abbastanza perfetta...

Una volta che ci si rende conto di cosa significa "processare" centinaia di fotografie (che si possono scattare in meno di un pomeriggio), una volta che ci si rende conto del risultato reale della stampa di quella "ottima luminosissima foto di ieri mattina" e di quella "così così -speriamo bene- di ieri sera", una volta che ci si rende personalmente conto di quanto sembrano necessarie varie feature (come l'ultrazoom, il focus manuale, i livelli ISO superiori a 400, il formato wide, gli intertempi più o meno brevi tra scatto e scatto, etc), allora si può fare il passo successivo e andare su una fotocamera digitale un po' più seria. L'unica caratteristica che considero indispensabile e che consiglio caldamente a tutti è il cosiddetto "stabilizzatore d'immagine" (chiamato variamente optical image stabiliser, vibration reduction, etc).

La fotocamera perfetta, infatti, semplicemente non esiste. Ciò è già vero tra quelle a pellicola, ed è ancora più vero e ovvio per quelle digitali. E neppure può esistere (per delle banali leggi fisiche, di ottica, di elettronica, etc) la fotocamera che contiene tutte le feature di tutte le fotocamere in commercio, tutte le feature possibili ed immaginabili: alcune, semplicemente, escludono altre (o ne sono addirittura l'esatto contrario).

Di questi tempi c'è una rincorsa folle a chi sputa fuori qualche feature in più rispetto alla concorrenza, sono tempi in cui è assolutamente normale vedere che il fatidico "modello successivo" (potenziato e aggiornato rispetto a quella super-fantascientifica comprata appena adesso) esce puntualmente 10, 12, o al massimo 14 mesi dopo: dunque quello che compri oggi sarà altamente obsoleto nel giro di 12 mesi, e ciò che paghi a peso d'oro oggi deve assolutamente esserti utile fin da subito.

Per giunta, per banali leggi di mercato, è assolutamente normale vedere che a settembre il modello fresco uscito costa 799, a ottobre 749, da fine novembre è in offertissima a 699, due giorni prima di Natale la propongono a 679, a inizio gennaio siamo a 649, a fine gennaio a 599, a febbraio 559, a marzo 539, a maggio 519, a giugno 499, a luglio 489 e a fine luglio... a fine luglio viene annunciato il modello successivo, stracarico di features, che surclassa ampiamente questa in esame, e partirà con un prezzo di listino 749 o 799. Da notare che tutti quei "9" alla fine del prezzo sono l'esca per suggerire l'idea che "no, più di tanto il prezzo certamente non calerà", ed infatti il prezzo cala, cala miseramente, fino a stabilizzarsi (più o meno) nel momento in cui la fotocamera va "fuori produzione".

C'è gente che compra a prezzo stracciato una signora fotocamera, e poi viene a lamentarsi di avere un oggetto "obsoleto" e "superato" e "inadatto ai tempi" (?)... a costoro rispondo sempre: scusami, ma per dire che un oggetto è "obsoleto" significa che l'hai già sfruttata a fondo e non ce la fai più a sopportare quei limiti, vero? Altrimenti, due sono le ipotesi: o sei uno di quei gonzi che comprano guardando solo il prezzo (senza confrontarlo alle caratteristiche desiderate), oppure sei uno di quei gonzi che non ce la fanno a vivere senza poter vantare agli amici "io ho la fotocamera più avanzata di voi".

Per evitare di buttar via molti soldi, l'acquisto di una fotocamera digitale (ma ciò vale per qualsiasi gioiellino tecnologico che nell'arco di 12 mesi o meno diventa ultra-obsoleto) deve essere perfettamente mirato - non si compra una fotocamera "ultimo modello" solo per poter dire agli amici: "ah, io ho l'Ultimo Modello" o solo per sognare di diventare più bravi di Schumacher semplicemente comprando una Ferrari. Dovrebbero saperlo già tutti che nel campo dell'informatica e della fotografia (e in diversi altri), Ultimo Modello è un concetto astratto: non appena compri qualcosa di "ultimo modello", c'è già in giro un altro Ultimo Modello più Ultimo del tuo. Questa sola considerazione sarebbe sufficiente per giustificare il primo timido tentativo con una fotocamera economica, magari comprata usata da un amico (così uno vede anche cosa significano certi innominabili termini che l'amico fino a quel momento si guardava bene dal proferire in pubblico: "lenti graffiate", "foto sempre scure", "complicata da usare", "batteria dura poco", "obiettivo ombrato", "foto sempre mosse", "lenta a scattare", "mirino patetico", "foto ottime ma pessime in stampa", "flash ridicolo", "lunga pausa tra una foto e l'altra", "menu complicati anche se in italiano"...)

Altra considerazione: quando si costruisce una fotocamera digitale, si "spremono" i limiti anche oltre l'umana decenza. Per esempio tutte le fotocamere con parecchio zoom (8×, 10×, 12×) "distorcono" più o meno leggermente l'immagine (effetto "barile") nel momento in cui si usa lo zoom prossimo al minimo (1×), e spesso distorcono l'immagine (effetto pin-cushion, letteralmente "pungi-cuscino") anche quando si usa lo zoom prossimo allo zoom massimo. La mia Lumix soffre un pochino del "barile" (lo noto per esempio quando fotografo grattacieli e talvolta quando faccio foto in casa), e per fortuna non soffre per nulla del pin-cushion. La faccendaccia delle distorsioni, al pari di altri piccoli ma fastidiosi difettini delle fotocamere in commercio, esiste perché l'ufficio commerciale urla: "non vogliamo una 7,3× ma voglio una 10×, poco importa che distorca! se non vendiamo una 10× falliremo in un mese!", e così con diverse acrobazie in sede di progettazione e realizzazione (generalmente impensabili all'utente medio) ecco fuori delle fotocamere che tra 2× e 7× vanno bene, ma agli zoom più usati (verso il minimo e verso il massimo) rendono un po' meno...

E che dire poi delle fotocamere "taroccate"? Quelle che dichiarano 16× di zoom, ma in realtà era 4× di ottico per 4× di digitale... (bidonata tremenda). E che dire poi di quelle ad "altissima" risoluzione (interpolatissima), dichiarate da nove, dieci megapixel e passa, e vendute a prezzi ridicoli? (dopo aver buttato i soldi uno si accorge che era una da "tre megapixel" che salva le immagini in modo allargato per farle sembrare da "dieci"): altra bidonata da primato mondiale.

Altro esempio, pure comunissimo tra le digitali: zoom, sensibilità alla luce, dimensione delle lenti, tipo di sensore, etc, contribuiscono tutti alla sensibilità ISO. Magari vedi che una fotocamera digitale ha un range ISO da 100 a 400 e dirai: "ua', bene, ottimo, illuminazione di giorno e illuminazione di tardo pomeriggio, ottimo". E invece quello era semplicemente un ISO100 con qualche modesto trucchetto per ridurre il rumore a ISO200 e ISO400. E poi che fine hanno fatto gli ISO meno sensibili, al di sotto di 100? Mistero. Ti ci vorrà finalmente quella bella occasione di foto notturna, con tempi lunghissimi (due secondi, quattro secondi e più), e accorgerti che già ad ISO 100 la foto è picchiettatissima di "rumore"... (cfr. qui e le fotocamere che addirittura non vanno oltre ISO320).

Insomma, ho detto tutto questo perché non credo sia il caso di rischiare un sacco di soldi solo sulla base di ciò che si legge in giro. Sa tanto di Azione Eroica da Fotografo SuperCoraggioso il passare di punto in bianco dalla pellicola al digitale spendendo una barca di soldi e poi cercando su internet consigli e trucchi per i problemi più banali. Certo, i gonzi si fermano ai depliant scegliendo quello che suona più roboante alle loro orecchie, compatibilmente con il portafoglio e con la scritta "Offerta Speciale" che trovano sulla fotocamera.

Un errore alquanto comune è infatti il dirsi: "beh, ma lì c'è la fotocamera XYZ, una vera occasione, ora la compro, poi mi abituerò, saprò certamente abituarmi...". E così si va ad ingrossare l'esercito di nostalgici della pellicola, che magari restano nel "digitale", ma sempre rimpiangendo i bei vecchi tempi in cui la luce che vedevano coi loro occhi era la stessa che avrebbero trovato su pellicola.



Un campo completamente nuovo, insomma, e suppongo che il trauma del passaggio da pellicola a digitale potrebbe essere proporzionale all'esperienza che uno già ha con la pellicola. Ecco perché è bene fare questo passo "con i piedi di piombo", indagando con pignoleria, investendo poco all'inizio, e solo dopo aver acquisito sufficiente dimestichezza procedere a un passo più deciso.

Ho diversi amici che hanno fatto il gran bel salto, all'improvviso, così, per sfizio, perché in qualche modo dovevano fare a loro stessi un gran bel regalo per Natale, per le vacanze, per bruciare il resto della tredicesima, per combattere la noia, perché magari avevano visto le foto su questo sito e pensavano che spendendo il doppio di me sarebbero stati doppiamente più bravi di me.

Le frasi che mi son sentito dire andrebbero raccolte nella Gonzologia (giuro che prima o poi scrivo davvero un libro intitolato così), raccontando in estremo dettaglio ciò che la vanità e la noia possono fare, specialmente alle persone col portafogli gonfio:


La foto qui sotto rischia di essere perfettamente in tema.

Si tratta di un nutrito gruppetto di studentelli liceali, che nei primi giorni di ottobre assaporavano il gusto dello sciopero, marinando le lezioni (sarebbe la stessa cosa che rifiutarsi di cenare allo scopo di fare un dispettino alla mamma).

Non so esattamente per cosa stessero "manifestando"; sembravano tanti pulcini a seguito di una chioccia. E che chioccia!... era un veicolo da manifestazione debitamente attrezzato e dotato di autista patentato (i manifestanti, a giudicare dall'età, non lo sono), inalberante bandiere con falce e martello, equipaggiato da omini con megafono urlanti slogan adatti all'occasione (l'unico che ricordo era: "più partecipazione alle assemblee di istituto!"), trasportante un potente impianto di amplificazione e casse modello "grandi occasioni" (il cui costo va ben al di là delle possibilità del più ricco dei partecipanti alla manifestazione)... e quei liceali, lì, tutti contenti di poter cambiare il mondo in quel modo...

Corteo studentesco dietro le bandiere falce-e-martello

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