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Some vinyl discs of almost thirty years ago.
Direttamente da uno dei più remoti angoli dell'antro dei cimeli di casa, ecco i pochi superstiti della ricca collezione di dischi in vinile che mia sorella ed io mettemmo su tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. Tecnologia recente e tecnologia d'altri tempi... Quanto ai dischi, viene da osservare che come al solito si salvano sempre le cose di minor valore, poiché quelle più gustose vengono negli anni ampiamente usate, abusate, usurate, scambiate, regalate...

Al centro, in rosso, campeggia il mangiadischi Corallo della famosissima (?) casa ALL-FON. Rigorosamente "mono", con un solo altoparlante (in alto, sulla destra, peraltro alquanto generoso nelle dimensioni e nel suono) e due regolazioni ("volume" e "tono", sulla sinistra). Maniglia metallica per il trasporto, marcato "made in Italy", può essere alimentato da rete (220V) o a batterie (richiede sei pile formato torcia). Il marchio SIAE su uno dei dischi del 1978 La velocità è fissata a 45 giri al minuto; sul "casing" c'è stampato in piccolo "33/45" ma non vi è nessun interruttore per cambiare a "33 giri" - sì, ho guardato bene, e anche all'epoca guardai bene, ma non c'è, proprio non c'è, è assente e basta! Per fortuna i dischi da "33 giri" in formato "45" non sono mai stati diffusissimi.

"Shooting Star", il retro di "Atlas Ufo Robot" Dietro il mangiadischi c'è una levetta nera per l'espulsione del disco. Inserendo il disco, un sistema interno di leve abbassa la testina e avvia il motore. Spingendo la levetta nera, si alza la testina, il disco viene espulso con una molla e si spegne il tutto.

"Jeeg Robot", il retro di "Il grande Mazinger" Questo mangiadischi, nel 2004, funziona ancora (anche se è stato fermo per qualche decennio, per pura fortuna protetto dalla polvere). Ha solo due difetti: la regolazione del volume dà luogo a grossi rumori di fondo che si possono eliminare solo agendo col "pollice di velluto" finché non spariscono (per cui una volta regolato, è bene non toccare più la rotella). Suppongo che uno di quei condensatori o potenziometri si sia invecchiato anche senza usarlo.

Nel 1978 era un gran bell'arnese, discretamente costoso (quindicimila lire, probabilmente alla Standa). È stato alquanto usato per qualche anno, poi l'acquisto di uno stereo con piatto "33/45" mandò in prepensionamento questo potente "Corallo".


Dei dischi a "45 giri" rimasti, ne elenco alcuni che si vedono nell'immagine qui sotto, ordinati per anno:


Lettore dischi a 45 giri e spazzatura varia

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