main index April 2009: I bought a Beagleboard and DLP Pico Projector kit.

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Perché?

Assieme alla Beagleboard ho comprato anche il Pico Projector (che a corredo aveva già il cavetto necessario per collegarlo alla Beagleboard - cioè un HDMI-to-miniHDMI - ed il suo alimentatore 5V 2A).

Era da tempo che volevo comprare un microproiettore per poter utilizzare, quando non sono a casa o in ufficio (oppure quando sto a letto), un muro o una qualsiasi superficie come device di output.

Sulla confezione c'è la foto di un pompiere che mostra ad un collega, con un DLP Pico Projector, lo schema dell'edificio in cui dovranno spegnere l'incendio. Dubito che un vero pompiere abbia bisogno di un Pico Projector per fare una cosa del genere, però la foto serve a rendere l'idea.

La differenza con uno schermo vero è abbastanza netta:

Il pompiere della foto sarà un po' geek, ma tant'è: bisognava pur dare una mezza idea di un utilizzo "serioso" (e non banalmente ridotto a guardare film/video o videogiocare).


La clausola

Il DLP Pico Projector, che viene venduto con la dicitura "kit" e un'insistente dichiarazione che chi lo acquista accetta la clausola secondo cui non può utilizzarlo come prodotto finito già vendibile, ma solo per ricerca e sviluppo, oppure in ambienti educativi, o di progettazione e valutazione.

Il costo è di 349$ (quindi mi è venuto circa 350 euro, incluse le spese doganali e la spedizione gratuita da parte della Digikey); non mi sembra strano che una tecnologia che si sta affacciando solo di recente costi così tanto. Quando diventerà un prodotto "per le masse", per farlo costare poco dimezzeranno la risoluzione, ridurranno la luminosità, e metteranno dei LED con ciclo di vita molto inferiore.

Viene venduto come "kit" e forse anche per questo l'unico controllo è la rotellina (puramente meccanica) che corregge il focus dell'immagine. L'autofocus avrebbe fatto lievitare ulteriormente il prezzo. La correzione della luminosità pure avrebbe fatto aumentare il prezzo (ed avrebbe ridotto l'effetto "wow!!" perché avrebbe svelato il vero limite dei "7 lumen" dichiarati).


Il futuro e l'utilità

È facile prevedere che nei prossimi 3-4 anni vedremo una frotta di telefonini (e gadget da scrivania o portatili, e pure computer e netbook e affini) incorporare un pico-proiettore: dopo la Grande Epoca del Telefonino-con-Fotocamera, ecco avviarsi la Grande Epoca del Telefonino-con-Proiettore.

Così i soliti adolescenti potranno mostrare ovunque le loro solite cretinissime foto (che novità, eh?). Non oso immaginare - oggi, ad aprile 2009 - cosa succederà tra qualche anno sull'autobus pieno di ragazzini che proiettano le loro scemenze in tutte le direzioni.

Dal punto di vista dell'utilità, infatti, lo considero poco più che un giocattolino. Proiettare un'immagine su una superficie che non era stata prevista per proiettare immagini, significa accettare un certo livello di degrado, giustificabile solo con la fretta o il puro piacere di farlo. Dunque, mentre i proiettori veri (che pure richiedono ambienti poco illuminati) si sforzano di proiettare con precisione, avremo l'invasione dei proiettorini-giocattolo.

Le fotocamerine-giocattolo dei cellulari (anche quelle da dieci megapixel)... e i proiettorini-giocattolo sui cellulare. Niente di serio, solo giocattolini. Faccio fatica ad immaginare un utilizzo che non sia il rimedio alla fretta o alla noia (bisogna pur vendere altri cellulari, no? altrimenti come li spenniamo questi adolescenti che tengono su un intero mercato?)

Come possibile applicazione "seriosa" parlano di virtual cosmetics, ossia tracciare su un manichino le "correzioni" grafiche elaborate al computer. Non so se sia la soluzione migliore, visto che la proiezione su superfici non planari lascia sempre qualche problema (per esempio, cosa fare nelle zone d'ombra?)

Anche la possibile applicazione augmented reality sembra più una forzatura che una reale necessità. Per "augmentare" la realtà occorre disegnare su un'immagine reale (come il virtual cosmetics), immagine reale che - come al solito - avrà valore nella misura in cui è precisa. L'augmented reality si fa dunque più con gli HUD (head-up-display) e gli occhiali-display, che con un pico-proiettore. Ma chissà che non ne esca fuori qualche buona idea...


Il punto di forza

Il punto di forza assoluto del DLP Pico Projector sta nelle sue dimensioni e nel suo peso. Leggerissimo e piccolissimo. Grande quanto un accendino Zippo, pesante quanto un paio di occhiali.

Apparentemente l'unica parte in movimento è qualcosa che vibra qualche migliaio di volte al secondo (lo deduco dal leggerissimo fischio che odo durante il funzionamento), non so dire se per la necessità di "correggere" il fascio di luci colorate oppure per dare la giusta tensione in ogni momento (che abbia uno switching?).

Dentro ci sono tre LED ad alta luminosità, con un contrasto dichiarato di mille a uno. La luminosità non è regolabile.

L'alimentatore è dichiarato 5V 2A; da una mia misurazione col tester, vedo che assorbe sui 900mA (dunque a 5V consuma quattro watt e mezzo, mica poco).

Non posso esserne certo finché non lo smonterò, ma l'intuito (ed il tester) sembrano suggerirmi che i tre LED richiedano 250mA ciascuno e il resto della corrente sia per l'elettronica di bordo.

Con un consumo così elevato, occorre pensarci due volte prima di pianificare una sua alimentazione a batteria. Quando la tensione cala sotto i 5V (non so ancora stimare una percentuale della tolleranza), il Pico Projector si spegne oppure funziona malissimo.

A bordo ha una sua memoria: nel caso che venga staccato dalla Beagleboard, continua a proiettare l'ultima immagine ricevuta.


Le caratteristiche tecniche

Viene venduto dalla Texas Instruments, ma è stato realizzato dalla Young Optics. Il sito web di quest'ultima dichiara:

Alcuni prodotti della concorrenza, sulla carta, vantano più luminosità.

Quanto alla luminosità, dipende dalle condizioni in cui si usa. Di sera, o in ambienti poco illuminati, quei 7 lumen sembrano veramente tanti. Disteso sul letto in tarda serata, con la stanza illuminata solo dalla luce del monitor del computer, potevo proiettare sul soffitto (a circa due metri e mezzo) e vedere un'immagine alquanto buona (ci si poteva comodamente vedere un film). Al contrario, nella stessa stanza alla luce del giorno (luce d'ambiente, senza nessun riflesso del sole) la distanza massima utile era 15-30cm dal muro (15cm se si voleva vedere il film). Il guaio infatti è che la luce sparata dal proiettore si somma alla luce dell'ambiente. Ed il proiettore deve proiettare anche il nero (che è in realtà un grigio scurissimo).

Per avere un'immagine perfettamente rettangolare bisogna usare il Pico Projector puntando la superficie perpendicolarmente. Altrimenti si ha l'effetto "trapezio", sul quale però non si possono fare correzioni (come invece con i proiettori che pesano qualche chilogrammo).


Conclusioni

Pregi:

Difetti:

Possibili difetti, a seconda degli utilizzi:


Google
 
Web www.alfonsomartone.itb.it

Pagina ancora incompleta: nei prossimi giorni aggiungerò altre impressioni e precisazioni.

Come sempre, sono gradite le segnalazioni, citazioni, correzioni, etc.


Proiettando sul soffitto (venuta male, ISO troppo alti e 1/8sec)

Proiettando sul soffitto (ISO100, 1/1.6, F2.8)

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