main index Ho risposto a varie email a proposito di fotocamere digitali, e metto in questa pagina il riassunto commentato di quanto ho scritto nelle ultime settimane.

Articoli in questa pagina:

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Some extra notes about digital cameras.
Infrared flooding

Notizia ANSA: dispositivo "anti-paparazzi" presto in vendita per i vips che ci tengono alla loro privacy. Sarebbe un "piccolo congegno" che trasmette un segnale "a raggi infrarossi" in modo tale da offuscare l'immagine captata dall'obbiettivo.

Notizie così cretine rischiano di creare panico e sconcerto ovunque.

Ogni fotografo sa che inondare di infrarossi un soggetto non serve certo a "offuscare" l'immagine (anzi, alcune fotocamere lo fanno di proposito per fotografare meglio; per esempio la Canon Cybershot F828 col suo "Night Mode"). E comunque non ce lo vedo il vip col dito perennemente pronto a schiacciare il bottone del "piccolo congegno" nel momento in cui si accorge della presenza di un paparazzo (spesso solo dopo il flash e dopo diverse foto).

Nota bene: molti fotografi si lamentano dell'eccessivo ir-blocking delle loro fotocamere; si lamentano cioè che le loro fotocamere ignorano fin troppo gli infrarossi...

La seconda ipotesi è che detto "piccolo congegno" sia un telecomando che suggerisce alle fotocamere di non scattare. L'idea è buona, ma si applicherà solo con le fotocamere costruite in modo da rispondere a simili richieste di privacy. E il precedente tecnico già c'è: provate a mettere una banconota o un assegno bancario sullo scanner (una banconota vera, un assegno vero, qualcuno crede che la cosa funzioni perfino con alcune banconote del Monopoli) e a processarla con l'ultima versione di Photoshop e guardate che effetto fa... Inutile precisare che con una vecchia versione di Photoshop o un programma pulito come Gimp non succede.

Ormai tutte le apparecchiature del genere (scanner, fotocopiatrici, etc) contengono nel firmware un controllo filigrana che nel caso identifichi banconote e assegni, rovina di proposito la copia (o evita di farla). Da parte mia, non credo proprio che una tale misura "anti-falsari" e "anti-imbroglioni" abbia mai ostacolato un criminale vero.

La terza ipotesi è che il "piccolo congegno" non sia ad infrarossi ma ad onde radio; gli infrarossi soffrono il sole e le luci forti, e hanno bisogno di essere puntati bene (ricordatevi dei telecomandi del TV, del cancello di casa, della porta infrarossi del telefonino cellulare, etc). Ovviamente, come i telecomandi a onde radio prevedono una stazione ricevente, dovremmo aspettarci la produzione di nuove fotocamere che, nel caso di "richiesta privacy", la fotocamera danneggi di proposito l'immagine. Sempreché sia una fotocamera che supporta una simile feature.
È assai poco fattibile un sistema di disturbi in radiofrequenza a causa della ridotta quantità di circuiteria ed elettricità nelle fotocamere digitali, e comunque ciò avrebbe "effetto" non solo sulle fotocamere, ma anche (e molto di più) su qualsiasi altra apparecchiatura elettronica in giro: orologi, radio, computer, e... allarme rosso! anche pacemaker ed apparecchiature mediche!

Infine, se il paparazzo non è un fai-da-te e preferisce usare fotocamere a pellicola, sarà assai difficile fermarlo.

E poi, scusatemi: cosa fare contro il paparazzo che ha già scattato una foto prima che il vip se ne accorga? E quando il paparazzo è già scappato lontano (e non gliele possono suonare di santa ragione)?


Quel benedetto RAW che tutti vogliono ma pochi useranno

Un problema delle fotocamere digitali è che non sempre la fotocamera offre il formato "RAW".

Il formato "RAW" è esattamente ciò che il sensore della fotocamera ha "visto", senza compressione (tipicamente), e senza trattamenti e senza altri ammenicoli che non siano quel poco di informazioni sull'immagine (velocità dell'otturatore, uso del flash, etc).

Purtroppo esistono numerosi formati "RAW" (ecco perché uso le virgolette); ogni produttore si sbizzarrisce a inventarsene di suoi (esatto, "suoi", al plurale).

Un file "RAW" è sempre enorme, perché per ogni celletta del sensore deve riportarne il valore (tipicamente a 12 bit, anche se ci sono in giro sensori più o meno "sensibili"). Il vantaggio sta proprio nel fatto che la fotocamera ti passa quei dati senza alcun postprocessing, lasciandoti la libertà di lavorare con filtri e ritocco (sharpening, correzione dell'istogramma dei colori, etc).

La precisazione che aggiungo ora andrebbe scritta a caratteri cubitali, perché spesso molti sedicenti esperti parlano del formato "RAW" come se fosse la panacea per tutti i mali, come se fosse più indispensabile dell'ossigeno, come se la sua mancanza implicherebbe l'aver perso il treno per il futuro.

Una scena che càpita molto spesso è il sentirsi chiedere se la tal fotocamera economica sia capace di salvare le foto anche in formato "RAW". A questo genere di domande occorre necessariamente rispondere con un'altra domanda: "ma tu, in vita tua, su quante fotografie in formato RAW hai lavorato seriamente di photo editing fino ad oggi?".

La colpa però è di quegli irriducibili spacconi che si sentono Altissimi Professionisti della Fotografia solo per l'Atto Eroico dell'acquisto di una costosissima "reflex": costoro vanno in giro sospirando "il RAW, eh, il formato RAW, ah, il RAW, eh..." senza precisare quanto tempo e quanta fatica sono necessari per lavorare di editing su una singola foto in formato "RAW"... Così, arriva l'ultimo dei pischelli che vuole comprare una fotocamera (magari di quelle economicissime) e chiede sgomento: "ma come, la XYZ non ha il formato RAW?". Neanche avessero scoperto, dopo l'acquisto di una Lamborghini Gallardo dal concessionario ufficiale, che nel prezzo non erano compresi né il volante, né le ruote, né il motore.

Insomma, pochi sanno cos'è il formato "RAW"; pochissimi lo hanno usato almeno una volta; ancor meno ne hanno tratto almeno una volta qualche vantaggio e lo useranno ancora; una minoranza ancora più esigua ne ha davvero bisogno (e nel peggiore dei casi per poche decine di foto al mese).
Eppure arriva puntuale come l'esattore delle tasse il saccente pischello di turno che dice: "ah, ma la XYZ non ha il formato RAW? allora non la compro", credendo con ciò di apparire come un Grande Protagonista della Scena Internazionale dei Fotografi Più Professionisti in Assoluto.

È la solita storia: c'è gente che sceglie questa fotocamera anziché quell'altra a causa di parametri secondari (il formato delle batterie)... e allo stesso modo c'è gente che illudendosi che il formato "RAW" sia il vero ed unico tesserino d'ingresso per l'Olimpo dei Fotografi Più Seri Del Mondo, ne fa una ragione di vita e dimentica lo scopo unico delle fotocamere (cioè scattar foto).

Il formato TIFF è un vecchio insopportabile formato che purtroppo tuttora imperversa tra scanner e fotocamere. Il file TIFF può contenere informazioni organizzate in diversi modi; talvolta (ma non sempre) pare paragonabile al "RAW" che vorremmo avere su una fotocamera come queste e non abbiamo...

I file TIFF sono tipicamente assai grandi; non grandi quanto un vero "RAW", ma comunque assai zeppi di informazione, per cui ci si può ancora lavorare abbastanza bene di fotoritocco, ritaglio, etc.

Piccola parentesi: la mia Lumix FZ20 supporta sia TIFF che JPEG. Normalmente uso sempre il JPEG alla massima qualità. Un bel dì mi ci sono messo di santa pazienza, con la fotocamera sul treppiede per essere sicuro di non "drogare" i risultati con due inquadrature leggermente diverse, e quindi ho scattato una serie di foto sia in JPEG che in TIFF. Differenze? Minime, assolutamente minime, davvero non vale la pena usare il TIFF. Se la FZ20 non supportasse il formato TIFF, sarebbe stata la stessa cosa. Fanno più danni le dicerie degli ignoranti (che magari avrebbero sbraitato per l'assenza del TIFF così come oggi sbraitano per l'assenza del "RAW") che non le cavallette...!

Il formato JPEG (JPG) delle foto è la versione "economica": tagliando via un po' di informazioni del colore, e comprimendole seguendo il funzionamento biologico dell'occhio (un'area di cui individuare luminanza e crominanza), riesce a salvare abbastanza informazioni in pochissimo spazio. Le immagini JPEG che si vedono su questo sito hanno spesso una qualità decente in soli cinquanta kilobyte di spazio (e spesso anche meno). Un JPEG di una fotocamera da "quattro" o "cinque" megapixel è compreso tipicamente tra 0,7 e 2,5 megabytes, e conterrà una bella valanga di dettagli; non sarà la perfezione del formato "RAW", ma è un ottimo punto di partenza per chi è abituato a scattare decine o addirittura centinaia di fotografie (non vorrete mica lavorarvi in "RAW" qualche dozzina di scatti, vero?), per cui arriviamo subito al consiglio utile: se hai bisogno di chiedere quale formato devi usare, allora vuol dire che devi usare il JPEG.

Fra parentesi proprio in questa pagina spiegavo che se uno è attratto dalle fotocamere da "tanti megapixel", poi gli verrà un travaso di bile quando tenterà di spedire le foto via email senza averle seriamente ridotte nelle dimensioni. Se proprio uno ci tiene a lavorare sodo, c'è quasi sempre il TIFF...

Ultima nota per gli irriducibili tifosi del modo "RAW": ho già precisato che in condizioni ordinarie (anche con i JPEG a risoluzione super-economica) occorre lavorare su ogni immagine prima di avere esattamente la foto che vogliamo pubblicare (o al più stampare). Lavorare con "RAW" e TIFF non è roba riservata ai più arditi specialisti della NASA, ma richiede pur sempre una discreta conoscenza dell'argomento e soprattutto una colossale pazienza. Provare per credere. Dopo aver archiviato un centinaio di foto in formato JPEG qualcuno magari comincerà a lamentarsi... e se gli avessimo chiesto di fare la stessa cosa per le foto in formato "RAW" (o anche TIFF), cos'avrebbe pensato della fotografia digitale in generale? :-)


Perché il mercato è così prevedibile?

Qualcuno mi chiedeva: "ma perché i produttori non si basano su critiche ed elogi degli acquirenti per sviluppare i nuovi modelli?".

Ci sono purtroppo vari motivi per cui raramente si vede in giro una fotocamera davvero eccezionale (ripeto: la fotocamera "perfetta" non esiste).

Il primo motivo è che elogi e critiche spesso vengono da gente che non capisce niente di fotografia, e quindi disorienta il produttore; un'Alfa 166 in mano ad una neopatentata alta un metro e mezzo si rivelerà presto un'automobile del tutto odiosa (senza offesa per il gentil sesso e per le donne non molto alte); nel campo delle fotocamere i problemi sono gli stessi, e per esempio il fatto che una fotocamera sia pesante è considerato utile da molti professionisti perché riduce il rischio di foto "mosse"; al contrario, una macchina leggera (magari perfettamente utilizzabile con una sola mano) permette di fare molti scatti "turistici" senza stancare il polso. Un altro esempio: quando ho mandato a riparare il telefonino ho detto che "non legge la SIM" e sul foglio dettagli della riparazione mi hanno scritto "rifatte saldature della SIM", il che non è vero (bastava guardarle; si erano in realtà limitati ad aggiornarne il firmware); con questo genere di "responsi" ufficiali i tecnici della casa madre si faranno in quattro per fare delle saldature migliori sui prossimi modelli, quando in realtà il problema era dovuto al firmware e ancor più all'incompetenza...

Un altro grande motivo è che il progetto di una serie di fotocamere è un investimento di parecchi anni, e il cambiamento di un solo dettaglio nel progetto comporta reinvestimenti (voglio mettere un LCD più grande? e che fine faranno gli altri quarantamila LCD che mi avanzano in stock in magazzino? voglio mettere un telefoto più spinto? e che fine faranno i gruppi ottici che ho già prenotato e pagato?) e - quel che loro temono come la peste - la possibilità di fare concorrenza a sé stessi; se il modello x+1 non contiene sufficienti migliorie rispetto al modello x, nessuno ne comprerà; se il modello x sul mercato non è almeno paragonabile alle concorrenti della stessa fascia di prezzo, allora sono guai, e quindi devo stare attento a progettare sia in funzione della x+1, sia in funzione delle altre x, in modo da non essere né in svantaggio oggi, né in svantaggio domani... in un certo senso è come se ogni produttore dipendesse dalla concorrenza, e fa passi in avanti solo chi ha davvero una tecnologia superiore.



Perché si specifica sempre la lunghezza esatta del range focale, quando a noi interesserebbe soltanto l'equivalente rispetto al canonico "35mm"?

Mentre l'equivalenza con il 35mm indica il rapporto tra la grandezza del soggetto fotografato e quella che otterremo nella foto, il range focale fisicamente molto piccolo implica che otterremo profondità di campo abbastanza lunghe (cioè, in linea di massima, non si potrà fotografare un soggetto e lasciare blurry tutto ciò che c'è immediatamente dietro, specialmente quando il soggetto è lontano). Inutile precisare che per risolvere questo problema occorrerebbe un obiettivo con 400mm di range focale (cioè un cannone da 40cm di lunghezza) anziché usare una fotocamera il cui zoom da 400mm è "rintanato" in soli sei o sette millimetri di distanza reale tra le lenti del gruppo ottico.


Cosa si intende per "artefatti" quando si "alzano gli ISO"?

Gli "artefatti" sono in genere quei pixel "sbagliati" - per esempio quando salvi un JPEG a qualità molto bassa, sotto il 30-40%, per cui la maggiore approssimazione della compressione provoca "rumore" attorno alle aree e ai contorni con molto contrasto; oppure, nel caso della fotocamera, sarebbero generati dal "rumore" dell'ISO400 a causa della sensibilità del sensore e di altre caratteristiche fisiche della fotocamera.

Io non ho testato personalmente la FZ20, ma sono stato abbastanza rompiscatole con quelli che ce l'hanno (diversi anche in Italia) proprio per avere conferma delle foto viste su molti siti che hanno presentato test di fotocamere (e foto fatte con queste ultime).

Che gli ISO400 risultino spesso inutilizzabili, beh, pazienza, è già incredibile quel che si riesce a fare con quelle fotocamere (ottica e caratteristiche sono spinte proprio al massimo).


Perché il negoziante mi sconsigliava di comprare la FZ20?

Prima di tutto, i negozianti sono amanti delle vendite di fotocamere, non delle fotocamere... Se un negoziante ti sconsiglia il modello X, vuol dire che vuole farti comprare il modello Y, dove il suo guadagno è più alto (oppure ha parecchie Y a magazzino e poche X).

In secondo luogo, un inesperto può tirar fuori pessime foto anche da un'ottima macchinetta. Succede anche con la FZ20: gente che si lamenta di uno scatto venuto male, e poi scopri che in tutta la loro vita hanno scattato cinque foto in totale. Le fotocamere non sono una bacchetta magica: ci vuole un po' di pratica, occorre fare un po' di esperimenti prima di diventarci davvero familiari. Pensa che io ho usato per due anni la mia prima Kodak digitale, e poi ho capito finalmente a cosa poteva essere utile la "compensazione dell'esposizione" (quando riuscii a fotografare un treno di notte cavandone le scie di luce dei fari).


Mi hanno detto che il software della Panasonic Lumix DMC FZ20 fa schifo...

Il firmware della FZ20 (il chip Venus II e il suo software di trattamento delle immagini) è qualcosa di maestoso, e lo si vede dalle fotografie fatte e dai confronti con altre fotocamere.

Un sacco di gente dice "Panasonic? buuu!", come se le fotocamere serie possano essere solo Nikon e Canon. Dicono che al momento l'unica vera concorrente della FZ20 sarebbe la Nikon Coolpix 8800, che però costa quasi il doppio. È normale: se la Kodak si mette a vendere lavatrici e l'Ariston si mette a vendere fotocamere, chiunque direbbe "buuu!!!" ancor prima di verificare la qualità del prodotto.

Il software a corredo della Panasonic (quello su CD) forse non sarà fenomenale, ma è assai raro che sia davvero di qualche uso... una volta che si cominciano a scattare parecchie foto, ci si limita poi ad un solo software (photoshop, oppure microsoft photo editor, oppure gimp).

Io non sono un dipendente della Panasonic, però a furia di leggere recensioni ed esaminare foto (poiché non navigo certo nell'oro, devo documentarmi bene prima di qualsiasi acquisto), sono giunto a una conclusione abbastanza certa. A meno di non voler aspettare un anno (poiché se qualcosa viene annunciato a maggio, arriva sul mercato almeno a ottobre), la FZ20 è la cosa migliore che c'è sul mercato in questo momento, per la sua fascia di prezzi.


Il rivenditore mi suggerisce di non comprarla perché dice che non è compatibile col mio Apple Mac!?!

I rivenditori sono spesso alquanto ignoranti e a volte non si rendono conto nemmeno quello che dicono e scrivono (o peggio, se ne rendono perfettamente conto, e dicono idiozie solo perché vogliono venderti quel modello lì, su cui guadagnano di più). Le fotografie che tirano fuori tutte le fotocamere attualmente in circolazione sono in formato JPEG, e quindi ovunque riesci a trasferirle, lì la fotocamera sarà "compatibile". Per esempio si possono trasferire le foto al tuo palmare Compaq iPaq H2200 (che ha uno slot SecureDigital) senza passare per il PC (l'ho mostrato io di persona ad un amico, stupito che il suo "palmarino" fosse "compatibile" con una fotocamera da cinque megapixel) - ovvio, la cosa non è poi così indispensabile e pratica, visto che le foto JPEG sono anche da 1,5-2,5 megabyte l'una, però funziona, e quindi il tuo palmare iPaq è già compatibile con la fotocamera.

La notizia fornitati dal rivenditore è particolarmente vecchia e si riferisce al fatto che ad alcune fotocamere in circolazione, sul cui CD a corredo c'era software per PC e per Mac, una delle utility di foto-album era solo per PC (non c'era la versione Mac). Quasi sempre le fotocamere sono visibili come unità disco USB esterne (come la tua chiavetta USB, insomma) per cui funzionano pressoché dappertutto (Mac, PC, Linux, etc); e ricordati poi che il software sui CD a corredo non è mai insostituibile...!


Fino a quanto arrivano le ottiche accessorie per allungare il telefoto delle varie Panasonic Konica Minolta etc?

Prima di tutto ricordati che quanto più è "lungo" il telefoto tanto più perde luce e risoluzione; non solo per un problema di pulizia delle lenti, ma anche per ciò che c'è nell'aria (hai mai provato rabbia nel vederti una foto rovinata a causa della sottile foschia che ai tuoi occhi non sembrava granché?)

C'è in giro comunque un 8× telescopico (per ora solo in USA) ma con una qualità alquanto inferiore alle ottiche Raynox (peccato, sarebbe stato colossale avere 12×8=96× di zoom ottico: avresti potuto fotografare Saturno probabilmente distinguendone gli anelli).

Dove mi conviene comprare le ottiche aggiuntive?

Ottiche e adattatori possono essere comprati in un secondo momento; nel frattempo uno può godersi la fotocamera e rendersi conto, durante il normale utilizzo, se e quanto conviene spendere per le lenti addizionali. (p.s.: alla fine anch'io le ho comprate!)

Se uno non fotografa uccelli, animali, soggetti inavvicinabili, etc, allora non ha particolarmente bisogno di avere uno zoom così spinto. Se uno fotografa per lo più soggetti umani, sarà contento anche con una con zoom 3× (ecco perché si trovano in giro tantissime fotocamere da "molti megapixel" e con zoom di appena 3×).

La Nikon ha tirato fuori una Coolpix con zoom minimo da 24mm e zoom massimo 84mm, che sembra proprio di quelle per fare le fotografie durante le cerimonie in chiesa (ovviamente il 24mm sarà utilissimo per i paesaggi in montagna; ma per fotografare un picco in lontananza sarà una tragedia).


Per fotografare le stelle sto usando sempre l'esposizione lunga (2 o 3 secondi). Non è che mi si rovina il sensore a furia di usare esposizioni così lunghe? (per esempio da 8 secondi)

No, i limiti imposti alla macchina sono deliberatamente scelti per evitare guasti anche dopo un uso molto massiccio (il che dovrebbe specialmente valere per una brand seria come la Panasonic).

Quindi otto secondi non fanno male. Tecnicamente sarebbe stato possibile usare tempi lunghissimi (ci sono fotocamere con "bulb mode" fino a due ore abbondanti di esposizione) ma hanno preferito ridurre a otto secondi (forse più per evitare l'accumulo di "rumore" che per altro). Peraltro "bruciare il sensore" con un'esposizione troppo lunga (cioè di un numero davvero spropositato di minuti e con troppa luce solare) è successo assai di rado e paradossalmente solo su alcune macchine definite "professionali"... ;-)

Non è vero che bisogna essere bravi con le analogiche per diventare bravi con la digitale. Sono due mondi diversi. Io non sono bravo con l'analogica (pur avendola usata), però ho ben chiaro, dopo sei anni di fotografia digitale, quali sono i limiti (miei e della macchina) e a cosa posso puntare (soldi permettendo).

Questo è un argomento infuocato perché ci sono sia i fautori della scarsa o nulla distinzione tra analogico e digitale, sia i fautori della netta distinzione. Io sono di questi ultimi, poiché sono "nato" col digitale e ho pertanto "educato" i miei occhi a guardare i colori e la luce e le ombre e il campo e le inquadrature e tutto il resto in modo

Per le stelle temo sia un campo un po' frustrante... ci vorrebbe un telescopio ed uno di quegli adattatori fotocamera-telescopio, perché con meno di 50-70× di ingrandimento, c'è ben poco da fotografare.

Un amico mi fece vedere il suo telescopio da 120 ingrandimenti; a 70× si cominciavano (finalmente) a distinguere (appena appena visibili) gli anelli di Saturno (e già occorreva il pollice di velluto per "star dietro" al pianeta, che altrimenti dopo pochi secondi già spariva dalla vista).


Ho la fissazione della messa a fuoco, e comunque vorrei un grandangolo degno di questo nome, cosa mi consigli? Tanto, per lo zoom, si può andar bene anche con quello digitale, no?

Sulle fotocamere che ho recensito qui e qui, la messa a fuoco in condizioni di assai scarsa luce è sempre un po' critica, almeno per macchinette di questa fascia di prezzi. Io ho preso la FZ20, che ritengo la migliore di quelle citate, e ammetto candidamente che neppure questa fa i miracoli che vorresti tu. Poi, chiaramente, dipende da cos'è che già hai utilizzato fino ad oggi... per uno che si sta avvicinando alla fotografia digitale da poco tempo, già la Z3 risulterà ottima - anche se penso che la Z3, pur ormai acquistabile a prezzo assai basso perché uscita fuori produzione, non dovrebbe essere la prima fotocamera su cui fare i primi passi... meglio cominciare con una da 100-150 euro e una volta che la si padroneggia, passare a qualcosa di più potente; e poi uno zoom così lungo è indispensabile solo per chi fotografa animali (per lo più uccelli). Sì, in montagna conviene generalmente avere un wide più ampio.

Potendotela permettere, ti potrebbe andar bene una Sony Cybershot F828, che ha sia il "wide" molto ampio (28mm contro i 35mm della Z3/Z5), sia l'AF-assist al "laser" (per fare ottime foto di notte, almeno per soggetti vicini qualche metro).

No, lo zoom digitale non va bene per uno come te che vuole foto pulite e con una buona messa a fuoco. Lo zoom digitale è poco più di un giocattolino. È vero che lo zoom digitale è "gratis", mentre le ottiche aggiuntive "costano"... ma dopo tre o quattro foto che usi "gratis" lo zoom digitale, ti renderai conto che è una di quelle feature che fanno contenti solo i super-dilettanti...

Comunque, lo zoom digitale sulla FZ20, basandosi su condizioni dinamiche (usufruendo cioè dei dati del resto del sensore e di più frame prima di scattare la foto) riesce certamente meglio di un semplice "stiramento" della foto fatto col solito Fotosciòppe o con l'augusto Gimp.


Mi dicono che molte recensioni della FZ20 lamentano che...

Cominciamo anzitutto a scartare le recensioni fatte con copia-e-incolla dal depliant e dalla presentazione ufficiale.

Scartiamo poi le recensioni del tipo: "uhm, arriva solo 400 ISO ASA, quindi non può competere quell'altra da 6400 ASA, e poi a 400 è pure rumorosa". Questo genere di recensioni aristocratiche, tutte prese a dire che la plebe è ignobile, servono solo all'ego di chi le scrive.

Dovremmo poi magari scartare pure le recensioni uscite il giorno immediatamente successivo all'annuncio, poiché se uno deve recensire in fretta e furia e scatta tre foto e ci deve scrivere su venti kilobytes di testo da pubblicare prima del sito concorrente, potrebbe non essere particolarmente preciso...

Insomma, comprendendo o escludendo queste ultime, cosa ci ritroviamo? Una marea di recensioni positive (per dire il meno), una folla di utenti soddisfatti, qualche deficiente che si lamenta di una foto venuta male, e la gente cosa fa? Legge quest'ultima e, per par condicio pensa che valga per bilanciare tutte le altre recensioni.

C'era un utente a cui si è "guastato" subito lo zoom (aveva dimenticato che se mette "Conversione: wide" nel menù "REG (regolazioni)" della FZ20, lo zoom viene limitato a 1×-2×, poiché chi usa una lente aggiuntiva di conversione wide non ha bisogno di più zoom... e comunque non è affatto necessario usare quel setting!)... c'era poi un altro che ha avuto una foto mossa e scura (senza dire che stava ballando il tip-tap dopo aver ingurgitato una damigiana di caffè, ed in quel caso anche il più potente degli stabilizzatori diventa inutile)... c'era un altro ancora che diceva che la FZ20 gli si è subito guastata (senza specificare da quante decine di metri di altezza gli era cascata la FZ20 picchiando a tutta velocità su cemento armato)... c'era un altro ancora che diceva che le foto gli vengono troppo sovraesposte (senza chiarire che il Sole non lo fotografi neppure con F/8)... per non parlare di quelli che è la loro prima fotocamera e avranno a stento letto la prima pagina del manuale... e via dicendo... ;-)

Ecco, lo sapevo: basta un passaggio poco felice e subito si scatena la caccia all'untore.

Avevo scritto "guastato subito lo zoom" e qualche deficiente si è fermato a quelle quattro parole, senza leggere né prima né dopo. E già sta gridando ovunque: "Orrore! Sdegno! Scandalo! Alla gogna! Al pubblico ludibrio! Si guasta lo zoom se uno usa una certa funzione nei menu?! Zoom DISABILITATO?!?! Per SEMPRE?!?!? Irrevocabilmente?!?!?!? Su, su, organizziamo immediatamente una petizione anti-Panasonic?!?!"

Inutile precisare che a volte la faccenda è assai più seria di quanto spero possiate notare da queste mie stilettate ironiche...

Mi spiego meglio: c'è gente che non legge i manuali (che pure erano compresi nel prezzo della fotocamera) e pretende che la fotocamera gli legga nel pensiero e lo assecondi anche più di quanto lui vorrebbe!

E a furia di non leggere i manuali, a furia di basare i propri giudizi sulle "voci di corridoio", nascono leggende metropolitane che in alcuni casi sono capaci di affossare un prodotto. Vi ricordate di quel computer Amstrad silenziosissimo perché sprovvisto di ventola? Sfruttava il trasformatore del monitor (e tutti noi sappiamo che i monitor non avevano ventole), e quindi nel case non c'era né un altro alimentatore (come in tutti i PC-compatibili dell'epoca) e di conseguenza neppure la ventola (questa genialata fece risparmiare alla Amstrad non meno di 100mila lire per pezzo in produzione). Ebbene, qualche grullo che si crede intelligente, cosa fa? Dice: "dato che all'interno del case non c'è la ventola, allora l'Amstrad inesorabilmente deve surriscaldarsi!". E tutti a dire che scaldava troppo (ripeto: solo perché non aveva la ventola; non perché lo avessero provato). Sulle migliori riviste, peraltro fiancheggiatrici di concorrenti dell'Amstrad, la notizia rimbalzava senza pietà, accompagnata da commenti di esperti e dalle firme di massimo calibro. L'Amstrad, che a stento sarebbe diventato tiepidino in una giornata tropicale, divenne per voce di popolo (che non sempre è "voce di Dio") il computer "talmente economico che scalda". Alla fine, per il modello successivo, l'Amstrad dovette aggiungere l'inutile (e costosa) ventola ad un computer che non scaldava affatto. Scaldava solo gli animi e lo zelo degli ignoranti (ampiamente cavalcato dalla concorrenza, esatto).


Come se la caverebbe la mia fotocamera con l'Apple iPod Photo?

Il connettore "Apple iPod Camera Connector" permette di scaricare le foto direttamente dalla fotocamera all'iPod (tutte le recenti fotocamere hanno il PTP, FZ20 compresa; nota: su alcune fotocamere, fra cui la stessa FZ20, funziona solo con gli aggiornamenti più recenti del firmware degli iPod). Il cavetto/connettore in questione funziona solo sugli iPod Photo e generazioni successive, e permette di scaricare le foto direttamente dalla fotocamera all'iPod in genere a circa 250-350 kb/sec (ouch!).

In alternativa, e funziona anche sugli altri iPod, c'è un adattatore Belkin, purtroppo assai più costoso, e va a 350-400 kb/sec (esatto: più veloce).

Quando davvero necessario, meglio il notebook (con la vecchia USB 1.1 si va ad un megabyte al secondo, assai meglio delle soluzioni indicate poco sopra).

Sì, l'iPod Photo col Camera Connector accetta anche RAW e TIFF, ma visualizza solo i JPEG.

Da notare che lo schermo dei vecchi iPod Photo ha una risoluzione assai ridotta, di 176×220 (quanto un cellulare economico, insomma; comunque è una risoluzione assai ridotta rispetto allo stesso display LCD della stessa fotocamera), per cui i sessanta/ottanta giga di spazio sono utili solo come storage temporaneo (per esempio, quando si va per una settimana in montagna... ma a quel punto sarà più complicato trovare il modo per ricaricare iPod e fotocamera!).

Per avere una discreta preview, è meglio portarsi dietro il Powerbook 17''... ;-)


Aiuto! Sono una ragazza imbranata! Tutte le foto mi vengono tragicamente sfocate! Vorrei comprare una nuova fotocamera digitalie, cosa mi consigli?

Per la fotocamera digitale, devi prima di tutto imparare un po' di regole molto semplici:

  1. ogni soggetto fotografato a meno di 70 centimetri di distanza, viene irrimediabilmente sfocato!
  2. quando hai la luce a sfavore, o contrasti esagerati (troppo oppure troppo poco), la foto viene probabilmente sfocata;
  3. quando hai poca luce (meno di una lampadina da 100 watt a breve distanza) allora la macchinetta sceglie necessariamente tempi di posa più lunghi (e quindi la sfocatura è un risultato del movimento della mano quando scatti)
  4. se proprio continuano a venirti sfocate, due possono essere le cause: il polso troppo tremolante quando scatti (e per questo ci vorrebbe una fotocamera con sistema di anti-shake, che di solito chiamano image-stabilizer oppure vibration-reduction), oppure, più tragicamente, la tua fotocamera è diventata "miope" (il gruppo ottico non è più perfettamente allineato, per esempio a seguito di qualche urto o caduta).
La regola dei settanta centimetri è una "regola" empirica di tutti quelli che non sono più dei super-dilettanti in fotografia. La maggioranza assoluta delle fotocamere digitali di fascia media e medio-bassa riesce a mettere a fuoco ad almeno 50-60-70cm di distanza dal soggetto (ad eccezione del modo "macro", che però tipicamente mette a fuoco solo a distanze ravvicinatissime, e pertanto non può essere utilizzata per le foto ai bimbi).

Questo è il motivo per cui considero così importante il fatto che le Lumix FZ10-20-30-50 mettano a fuoco a soli trenta centimetri (permettendo primissimi piani senza sfocare, laddove pressoché tutte le altre fotocamere della stessa fascia, anche più costose, non ci riescono).

Non tutti hanno gruppi ottici particolari (come per esempio i grandangoli) che mettono a fuoco talvolta anche a "zero centimetri", non tutti sanno dove puntare il sensore dell'autofocus (i dilettanti certamente non sanno neanche cosa sia), non tutti sanno che per eliminare il "micromosso" occorrono tempi più veloci o un treppiede...

Anch'io ho una fotocamera "miope" con la lente esterna "sgraffiettata", quindi mi vengono sempre tutte un po' sfocate (l'apparenza della sfocatura dipende dal fatto che la luce non passa in modo uniforme attraverso l'obbiettivo), anche quando fotografo tenendola ferma su un supporto (muro, tavolo, etc). Esatto: i graffi sulla lente sono fonte di mille guai.

Perciò io prima la uso per fotografare alla sua massima risoluzione e poi, con un programma per disegni tipo Photoshop oppure il buon vecchio Microsoft Photo Editor, le riduco di risoluzione (per esempio a 750 pixel di larghezza). In questo modo un po' del "mosso" e della "sfocatura" scompaiono. A volte ho dovuto ridurre delle foto anche dell'80% pur di far sparire il "mosso" (meglio una foto piccola e "carina" che una foto gigante "mossa").

Comunque io ho scritto un sacco di pagine sul mio sito a proposito della fotografia digitale; l'indice è qui.


Ehi! Ho scoperto che lo zoom 300mm della reflex Nikon del mio amico sembra dare gli stessi risultati del 12× della mia FZ20... com'è possibile?

Il 300mm della Nikon è da moltiplicare per 1,5 (la focale del suo "dorso"). L'indicazione in millimetri è puramente tecnica e non spiega tutto.

La Panasonic FZ20 ha uno zoom 12× ottico, cioè l'escursione delle lenti è da 6mm a 72mm (esattamente come annotato sul gruppo ottico); le foto equivalenti che produce sono di una 36mm-equivalenti fino a dodici volte la stessa focale, il che non significa dodici ingrandimenti ma circa 10,7 ingrandimenti (questo a causa del tipo di montaggio del gruppo ottico Leica).

Per lo stesso motivo, se per quella stessa Nikon si compra uno di quei famosi obbiettivi 18-55mm, si avrà come zoom risultante qualcosa tipo 28-82mm equivalenti (che non sono il "grandangolo" che sembrava suggerire il nome "18-55"). In quel genere di fotocamere è sempre indispensabile conoscere il fattore di moltiplicazione prima di acquistare un corredo di ottiche (che in genere costano molto e sono fisse, perché i prezzi di quelle "zoom" sono alle stelle).

Questo genere di equivoci si applica a tutte le fotocamere in circolazione, ed è per questo che nelle mie pagine parlo sempre di millimetri "equivalenti".


Una vista del Centro direzionale di Napoli

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