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Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


01: Restart - Reembody (ripartenza - ritorno a vivere)

Il primo episodio della seconda serie è una vera pietra miliare: introduce all'intera serie, delinea i nuovi personaggi, "ricostruisce" la sezione 9, e quel che è più colossale è che si tratta di una interminabile dose di adrenalina, dal primo all'ultimo fotogramma.

Eccezionali le colonne sonore, compresa la nuova sigla iniziale; per chi ha visto (e rivisto, e ancora tantissime volte rivisto) la prima serie (come me) la qualità dell'animazione, caratterizzazione, realismo, è ancora più colossale di quel che ha mostrato la prima serie. La sigla iniziale è poi zeppa di dejà-vu e (purtroppo!) di scene che non vedremo mai in questi ventisei episodi.

Insomma, in due parole, è qualcosa di semplicemente eccezionale, compresa la sorpresa finale, che è un tocco d'arte davvero di primissimo ordine perfettamente in linea con la serie precedente: uomo e macchina finiscono per provare reciprocamente sentimenti "umani" (e solo chi si è gustato per bene il venticinquesimo episodio della prima serie può capirlo).

Come prevedibile, il primo episodio è un lunghissimo trailer di quello che vedremo in seguito. Vengono presentate direttamente in azione le caratteristiche più tipiche della serie: infiltrazioni di cybercervelli, mimetizzazioni termo-ottiche, etc. L'hacking del cybercervello del terrorista (inoculandogli di fatto un umanissimo esaurimento nervoso) lo provocherà a sparare contro i suoi stessi compagni, risparmiando tempo e fatica alla sezione 9 durante l'assalto: un po' comico e un po' cinico (ed anche alquanto comodo per la Kusanagi: hackerare il cybercervello di quella "montagna di lardo" senza troppa fatica).

Un po' curioso (almeno per noi italioti) è l'intercalare della Kusanagi: il breve lasso di tempo che hanno per condurre a termine l'operazione sarebbe un'indicatore della "fiducia" che Aramaki avrebbe di loro (per l'orgoglio di un giapponese è un'ottima leva; gli italioti non hanno granché di orgoglio militare e di fierezza nell'obbedire ai propri capi: dev'essere un retaggio sessantottino, e forse addirittura un risultato dell'antifascismo militante da un intero sessantennio...)

La questione puramente politica è una finezza realistica: il primo ministro (la signora Kayabuki) vuole la soluzione del problema senza dover ordinare le misure necessarie. Aramaki capisce e si accolla l'intera responsabilità qualora l'assalto fallisca, cedendo invece il merito quando otterrà (se ne dice certo) la soluzione. Anche Aramaki, vecchio volpone, è un buon "politico": sta offrendo gratis un suo "servizio" pur di far tornare ai vecchi fasti la sezione 9, smantellata al termine della prima serie per motivi che pure erano politici.

Altrettanto realistica la scelta del punto dove attaccare: agli ascensori (troppo esposti) nessuno ci penserebbe (anche considerando la disponibilità della mimetizzazione termo-ottica "tipo 2902" della Kyo-Re); sono inoltre sufficientemente lontani dalle vie di fuga (tetto e scala antincendio), questione importante anche a livello acustico perché si spareranno un po' di colpi (ci avete fatto caso al silenziatore sulla mitraglietta di Bato, no?) ed infatti non appena il conflitto a fuoco (tra Bato e il cyborg altamente corazzato) si sposta nel corridoio, la polizia sente che qualcosa non quadra (il rumore degli spari del cyborg) e decide di anticipare i tempi ed intervenire immediatamente.

La "mimetizzazione termico-ottica" è presentata come realistica poiché i cybercervelli "vedrebbero" non solo attraverso gli occhi ma anche attraverso un mucchio di ripetitori che "illuminerebbero" informaticamente l'ambiente circostante (cfr. la pagina sul Laughing Man per il resto dei dettagli).

Complimenti per la parte di colonna sonora in italiano cantata da Ilaria Graziano.

Giudizio complessivo: centodieci e lode.


Cupra Marittima

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