continua (next page) Chicca e... index Frasi Famose index La MegaDitta Sto scrivendo un romanzo e ho bisogno di sapere se è possibile inserire realisticamente una scena con un elicottero silenziosissimo (anche se con tecnologie attualmente non ancora disponibili)... ti prego di non darmi spiegazioni troppo complicate! :-)

Probabilmente ti riferisci a qualche film o telefilm (tipo Tuono Blu; oppure tipo quella serie poliziesca con elicotteri "a reazione", fra parentesi impossibili perché se l'elicottero esce per un attimo fuori dal cuscinetto d'aria su cui si regge, casca ovviamente giù come una pera marcia).

Purtroppo il rumore è ineliminabile.

Il rumore non si può eliminare perché viene per grandissima parte dal flusso di aria che il rotore di testa "spara" sulla cellula (il corpo) e sulla coda dell'elicottero, per tenersi su e per spingersi in tutte le direzioni.

Grandissima parte degli elicotteri ha il rotore di coda che sta sotto il "circolo" del rotore di testa: il flusso d'aria viene "spezzato" continuamente in quel punto. È anzitutto lì il rumore. Infatti, se ci fai caso, quando passa un elicottero, senti più il rumore del flusso d'aria "spezzettato" che il rumore dei motori (che sono quasi sempre delle rumorosissime turbine... di cui ne avverti però il classico "fischio" generalmente solo quando hai l'elicottero a poche decine di metri).

Vediamo i differenti "design":

a) rotore di coda "sotto" la circonferenza del rotore di testa (come gli elicotteri più comuni che vedi in giro; per esempio il McDonnell-Douglas NH-500 della Forestale): in proporzione alle dimensioni dei rotori, sono ovviamente i più rumorosi;

b) rotore di coda "fuori" dalla circonferenza del rotore di testa, in modo da non "spezzare" il flusso (ma col risultato di avere non uno ma due flussi di aria), per esempio nell'SH-64 o nell'enorme elicottero russo Mil MI-26T (il più grande monorotore del mondo: trentadue metri di diametro del rotore di testa e 7,6 metri di diametro del rotore di coda, veramente colossale);

c) rotore di coda "ingabbiato" (il rotore di coda non sta "attaccato" alla coda, ma sta in un buco circolare all'interno della coda), come negli Eurocopter EC-135T di produzione recente; il rumore diminuisce un po', ma è comunque assai udibile;

d) rotore di coda sostituito da getti d'aria (i cosiddetti modelli "NOTAR", abbreviazione di "no-tail-rotor", cioè "senza rotore di coda"); il rumore diminuisce un altro po', ma l'elicottero fa comunque un fracasso infernale. Un esempio è il McDonnell-Douglas MD-520 Notar che usa James Bond nel film "007 Die Another Day", nell'unica scena realistica del film (aereo in volo a bassa velocità che "sgancia" un elicottero MD520 appena avviato e scendono sfruttando l'autorotazione);

Claudio, pilota di elicotteri e con all'attivo uno spropositato numero di ore di volo, mi scrive:
ho utilizzato l'MD520 dieci anni fa; per tua curiosità ti confermo che sotto il sedile del pilota (posto sul lato sinistro, come pochi altri elicotteri) c'è un giroscopio che agisce sulle pedaliere per aiutare il pilota nell'anticipare l'azione sul comando del pedale.

e) rotori di testa in tandem (come il Chinook CH-47C in dotazione al nostro Esercito, che lo affitta all'Enel per la modica cifra di quindici-sedicimila euro l'ora tasse escluse, per portare gli enormi rulli dei cavi elettrici in zone di montagna impossibili da raggiungere "via terra" coi camion): anche qui il rumore che sentiamo quando stiamo almeno ad un centinaio di metri di distanza è dato non tanto dalle sue due spaventose turbine (da novemila cavalli totali: fracasso allucinante), ma dal flusso d'aria aspirato dai rotori e "sparato" verso il basso (incontrando subito la superficie dell'elicottero);

f) rotori coassiali (un rotore sull'altro, generalmente distanziati del 15-20% del diametro del rotore; non possono stare più vicini del 15% - come avviene in alcuni fumetti e cartoni animati, tipo la serie Ghost in the Shell - perché renderebbero malissimo), come ad esempio sull'elicottero russo Kamov KA-26: il flusso è "fracassato" due volte.

Ci sono però altre considerazioni da fare sul rumore.

Prima di tutto, il modo con cui il rumore si propaga. In presenza di ostacoli naturali - elicottero a bassa quota, vento, un bosco o colline tra noi e l'elicottero - potremmo non accorgercene fino a quando non arriva a pochissime centinaia di metri; mentre se stiamo a terra e l'elicottero è in quota e non c'è vento e siamo in aperta campagna (o zona con poco rumore di fondo), lo possiamo sentire anche a diversi chilometri.

Tieni pure presente che la nostra sensibilità ai rumori è maggiore sulle basse frequenze (il nostro terzo "orecchio" nella spina dorsale), cioè esattamente quelle prodotte dai rotori (che raramente girano a più di 10-12-15 giri al secondo). E pertanto il conteggio dei decibel fatto a distanza ravvicinata salirà sempre a valori di parecchie decine di decibel (come minimo).

Gli elicotteri, come tutti i velivoli, vengono silenziati al minimo indispensabile verso l'esterno, e al massimo utile all'interno della "cellula": l'importante è trasportare passeggeri e merci, poco importa che facciano fracasso (ci penseranno gli enti come Civilavia a stabilire quali aerovie e in quali orari sono attraversabili dai più fracassoni - lo so, lo so che non si chiama più Civilavia, ma a tutt'oggi, nel 2006, sento ancora piloti che usano familiarmente quel termine!).

Silenziare dei motori a turbina capaci di tirare sull'asse 500-1000-4000 cavalli di potenza, è un'impresa decisamente disperata e tuttora irrealizzata. Ma silenziare un rotore di vari metri di diametro che "pompa" aria verso il basso spingendola giù ad almeno 40 km/h (il doppio della velocità a cui la "aspira" dall'alto) è pressoché impossibile.

L'aria è un fluido assai meno denso dell'acqua per applicarvi l'idea delle pale levigatissime delle eliche dei sottomarini più recenti.

Non saprei fornirti altri rimandi; bisognerebbe spulciarsi un po' di libri di ingegneria aeronautica, ma temo che nelle università italiane si faccia troppa teoria e poca "pratica"... :-)


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