main index Click here for helicopters La mia tesi di laurea Linux pages Click here for English translation of this page.
Le mie pagine Apple sono qui!

Nota bene: questa pagina è stata scritta il primissimo giorno ed in fretta e furia, per cui molte delle impressioni e considerazioni qui riportate sono con buona probabilità superate: torna all'indice delle mie pagine Apple per vedere l'evoluzione successiva...!

Inoltre: l'ho ricevuto col Panther ma l'upgrade a Tiger l'ho fatto nei giorni immediatamente successivi.

Premessa indispensabile: lo so, lo so che ci sono un'infinità di siti di gente orgogliosa del proprio Mac, lo so bene che chiunque ha un Apple ne è come minimo fiero, ma non ce l'ho fatta a resistere a pubblicare alcuni dei miei "pensierini" sulla faccenda (compresa qualche vecchia email), a beneficio di quelli che mi fanno sempre le stesse domande, meravigliandosi sempre nel momento in cui non ottengono le risposte che vorrebbero...!


YAY!!! è vero!!!

Mi son fatto un allucinante Apple Powerbook G4 17"! Ecco le caratteristiche, in ordine di importanza per il sottoscritto:

  1. colossale display da 17 pollici (esatto, COLOSSALE, da 1440×900);
  2. processore G4 a 1,67GHz;
  3. un giga di RAM;
  4. 100 giga di disco (5400rpm);
  5. pesa solo tre chili e cento grammi!!! ed è solo 39×26cm!!!
  6. SuperDrive lettore/masterizzatore (CD-RW, DVD±RW 8×);
  7. gigabit-ethernet, bluetooth 2.0, slot PCMCIA, porte USB 2.0;
  8. altre feature deliziose: scheda video Radeon 9700 con 128Mb, analog video out; Mac OS/X Panther con iLife ed altri gustosi extra; gustosissimo trackpad; Sudden Motion Sensor; illuminazione tastiera;
  9. ulteriori ottime features che però non prevedo di sfruttare a brevissimo termine: AirPort Extreme wireless networking a 54Mbps, Firewire 400/800, uscita DVI, ingresso/uscita digitali ottiche, modem 56k.

Perché hai lasciato Linux e sei passato al Mac OS/X...?

Innanzitutto non ho "lasciato" Linux, visto che a casa mia continua a funzionare (almeno finché il buon vecchio desktop Celeron con Linux a bordo non andrà in pensione per fare spazio ad un altro Apple Mac con processore PowerPC).

In secondo luogo, non ho "lasciato" Linux - almeno concettualmente, visto che Mac OS/X è uno Unix (che bello avere a portata di mano la finestra terminale!)

In terzo luogo, sì, ho "lasciato" Linux, nel senso che visto che ora ho un Apple, non aiuterò più nessuno quando mi chiederà: "sto per comprare un nuovo computer, mi aiuti ad installarci Linux?".

In quarto luogo, sì, ho "lasciato" Linux, nel senso che non ho alcuna intenzione di installarlo al posto di (o accanto a) Mac OS/X.

I motivi che mi hanno spinto a passare ad un Apple sono:

  1. bello e affidabile come solo la Apple sa fare; il più "bello" dei PC-compatibili somiglia comunque al più lercio dei PC-compatibili; vederne una foto sarebbe già sufficiente, ma vederlo dal vivo è proprio da sbavare...!
    Purtroppo moltissimi sono ancora convinti che un "bel" computer significa solo "tanti gigahertz e tanti gigabyte" su cui poi farci girare... soltanto un wordprocessor ed un browser, sperando nel frattempo che non si impalli troppo spesso la macchina durante la stampa o prima di salvare! Assemblare insieme le ultime genialate della tecnologia più alla moda non significa fare un "bel" computer (tanto meno se, come avviene tipicamente, è impolpettato in un case plasticoso, polpettoso e patetico)...
    Attenzione: anche la Apple è caduta in questo inganno. Per giustificare il passaggio ai processori Intel ha fatto una gran gazzarra sulla "potenza", sulla "velocità" e sui soliti slogan dei PC Windows. Il resto lo racconto in questa pagina...


  2. la Apple produce sia l'hardware che il sistema operativo che ci girerà sopra e quindi posso dormire tranquillo;
    Con l'architettura PC/Intel abbiamo dovuto aspettare Linux per avere un sistema stabile... anche se con Linux c'è comunque il fastidioso problema dell'hardware troppo "recente" - i produttori di hardware per PC fanno drivers solo per Windows (pertanto se uno compra una macchina "all'ultimo grido", può capitare tranquillamente che qualcosa non sia ancora supportato da Linux).

    Per giunta, caso gravissimo, comprando un notebook si PAGA SEMPRE la licenza di Windows (ed io qui ne ho TRE che ho dovuto pagare ma che non ho mai avuto neppure la più remota necessità di utilizzare! i dischi in questione sono ancora sigillati). È a tutt'oggi impossibile comprare un notebook senza arricchire anzitutto la Microsoft!!

    Ed ancora: per la prima volta dal 1994 ad oggi, non ho avuto bisogno di indagare sulla compatibilità prima dell'acquisto di un computer!
    Per giunta questo è un Powerbook G4 super-accessoriato (Apple non conosce mezze misure, almeno finché si parla di processori PowerPC) oltre che di un'estetica semplicemente impressionante!


  3. gli Apple invecchiano lentamente, mentre i PC compatibili invecchiano a velocità supersonica (in realtà questo discorso si applicava solo alle macchine con PowerPC: i nuovi Apple con processore Intel invece invecchieranno velocemente quanto i PC-compatibili); chi ha la sfortuna di usare Windows dovrà procedere ad un upgrade ogni volta che esce una nuova versione di Windows o di Office, mentre l'ultimissima versione di Mac OS/X gira allegramente anche su Mac vecchi e stravecchi (ahimé!!! questo sarà vero al più fino a Mac OS X "Leopard", dopodiché... chissà cosa potrà succedere).
    Dev'essere particolarmente frustrante spendere migliaia di euro per una macchina all'ultimo grido e, un anno dopo, sentirsi depressi perché buona parte dell'anno è passata riavviando il pur "velocissimo" e "potentissimo" computer! (come già detto, questo discorso ormai vale anche per i Mac con processore Intel).

Ma ci sono anche altri motivi che a suo tempo mi avevano spinto:


Perché hai preso questo da 17" anziché il 12" o il 15"?

Eh, già. Se è piccolo, lo giudicano sempre troppo piccolo. Se è grande, lo giudicano sempre troppo grande. Se è bello, lo giudicano sempre troppo strano. Qualunque sia il suo peso, lo giudicheranno sempre troppo pesante. E sicuramente ti diranno che non valeva la pena di prendere "proprio quello". Ed in ogni caso la prima domanda è sempre la stessa: quanto lo hai pagato? - che a dispetto della presenza del punto interrogativo non è una "domanda" (poichéu tra persone normali, se uno "domanda" vuol dire che si attende una "risposta"), ma è solo il preludio per dire: "oeeeh, bah, bleah, io il mio l'ho pagato la metà ed ha pure più gigahertz". Insomma, qualsiasi cosa tu abbia tra le mani, se uno ti dice "quanto lo hai pagato?" allora la discussione è già chiusa. Lasciali crepare nei loro virus e bug e guai di sistema, è inutile perdere tempo con loro...! ;-)

Nota bene: questo genere di discorso valeva finché si confrontava un notebook con Windows (piattaforma Intel) ed un Powerbook con Mac OS X (piattaforma PowerPC). Dalla fine del 2005 c'è un gravissimo problema: la Apple vende macchine basate su Intel Centrino!

Ma torniamo ai motivi della mia scelta del 17"...

Inizialmente ero orientato al 12": mi dicevo che più "portatile" è, e meglio è. Ma poi lo schermo panoramico del 15" mi ha fatto cambiare idea. Poi ho pensato che per quanto io sia "nomade", non me lo porterei davvero troppo spesso in giro (da un po' faccio vita più sedentaria), e comunque visto che il 17" è poco meno di 40 centimetri di larghezza... ho fatto il gran salto!

No, doveva essere portatile, e portatile è stato. È dal 1998 che ho smesso di usare computer "non portatili". Il computer che ho a casa è un desktop ma praticamente serve solo ai miei (a me serve solo per farmi fare il backup via ethernet, con rsync, che guarda caso è disponibile anche sul Mac).


Cronaca di una visitina in negozio...

Il testo qui sotto fa parte di una email che a suo tempo avevo scritto ad un amico per riferirgli le primissime impressioni nel vedere dal vivo il Powerbook G4; si tratta dei primi mesi del 2005, quando ancora nessuno sospettava che la Apple potesse invertire la rotta e passare ai processori Intel...

Insomma, sì, siamo andati lì a vedere se avevano quel benedetto Mac Mini G4 che Massimo s'è intestardito a voler comprare. E no, il Mini non c'era: "arriva questa settimana", hanno detto. Ma ieri era venerdì, e il termine "questa" era dunque da riferirsi al futuro. Pazienza (per Massimo), dovremo tornarci. Intanto però ad un'altra delle risposte del commesso - un frìcchettòne da documentario di Piero Angela: aveva una faccia che lo avresti preso a pedate, ma in compenso è stato gentilissimo - a Massimo si è gelato il sangue: lì il Mac Mini G4 arriva "normale", e loro possono solo espandere la memoria (quindi per averlo con wireless e bluetooth dovrà prenderlo direttamente all'Apple Store).

Ma la cosa più gustosa è che avevano un paio di Powerbook G4 accesi, uno da 17" e uno da 15", più a lato un paio di iBook (12" e 15"), più una bella 'nfilazzàta di iPod. Da parte mia l'iPod non mi attira, ho già il mio P900 e la mia collezione di musica entrerebbe tutta in un iPod Shuffle... (spero che queste non siano le mie "ultime parole famose").

Comunque, torniamo a noi: sarà stata l'eccentrica illuminazione del locale, sarà stato lo sporco accumulato sulle tastiere e le polliciate sui display, sarà stato il vedere frotte di bimbi cliccare su ogni possibile tasto di ogni cosa somigliante ad un computer o fotocamera su ogni scaffale a cui le loro zampe da avvoltoio arrivavano... l'impressione è stata alquanto brutta. Tutti i computer lì dentro sembravano plasticosi, perfino la mia FZ20 sembrava freddina, incatenata allo scaffale più illuminato. Comunque, gli unici computer che sembravano dei veri computer nonostante la luce, erano i due Powerbook G4, ma pure questi erano coperti da un alone scuro (che sembrava polvere... no, no, per buona parte era l'illuminazione).

Non mi ero accorto che era spento fino a che uno dei bimbi non è sbucato dal nulla e ha pestato qualche tasto. Lo schermo è rimasto nero (ma proprio nerissimo) ed è apparsa la finestrella di login. Mi è balenata in mente la quantità di notebook che ho visto fino ad oggi (a cominciare da quelli che ho avuto io), dove nessuno aveva mai avuto un nero così nero (neppure quando erano spenti) ed un bianco così bianco!

La prima cosa che ho fatto è stata cliccare su quell'enorme tastone del trackpad del Powerbook G4 17", cliccando nell'angolino più estremo, per vedere se la cliccata era stramba come succedeva facendo la stessa cosa sugli Acer e Asus che avevo usato negli scorsi anni. Risultato: nessuna stramberia. Tastone gigante e cliccata sicura.

Lo schermo da diciassette pollici era maestoso, ma non sembrava tanto enorme rispetto alle foto viste in giro sui siti Apple e sui siti di altri possessori. Anche questo lo addebiterei al fatto che il Powerbook G4 era su uno scaffale ad un'altezza strana, con una illuminazione strana, e con un nugolo di gente che giocava a fare l'Esperto Del Compiuters. Il vero esperto ero io (modestamente), e chiunque l'avrebbe potuto notare dal fatto che entrando dentro mi son fiondato prima verso lo scaffale della Panasonic FZ20 e qualche secondo dopo verso quello dell'Apple, ignorando tutto il resto di quella specie di "paese dei balocchi" con una nonchalance che pareva programmata ed invece era perfettamente naturale.

Seconda prova: la tastiera. Massimo si è lamentato che la tastiera del Powerbook G4 era troppo piccola (quella Apple "senza bordo" formato "normale" è effettivamente assai più bella). Comunque non era la tastiera che era piccola: era il display che era enorme (rispetto alle dimensioni dei tasti), cominciava a ponente e finiva a levante. Massimo diceva che la Apple avrebbe dovuto fare i tasti un po' meno piccoli, e che avanzava troppo spazio a destra e a sinistra della tastiera di quel Powerbook G4. Penso che a destra e sinistra la faccenda dei buchetti sia solo per le casse acustiche. Quanto alle dimensioni della tastiera, beh, sì, i quattro tasti cursore erano davvero minuscoli, più piccoli del Thinkpad che sto usando adesso. Certo, al tatto, il click-click era più simpatico di quello del Thinkpad (ed anni luce distante dal buon vecchio Asus, su cui pure riuscivo a digitare assai velocemente).

Terza prova: chiusura del display. Il Thinkpad ha una specie di paio di corna che affiorano dalla parte alta del display, come l'Acer, come gli HP dei colleghi di lavoro. Il mio Asus aveva un più elegante "cappuccetto" dentato, ma era sempre come avere un pezzo in più sul bordo del display. Sul Powerbook G4 non ho capito esattamente cosa c'era, poiché dalla parte alta del display affioravano un paio di dentini curiosi e alti mezzo millimetro. La chiusura è stata sicura, e per riaprirlo è bastato premere il tastone (tutt'altro che "bitorzoluto", come nei citati PC-compatibili) e il display "molleggia" per un attimo verso l'alto.

Purtroppo il tempo era tiranno, e quindi prima di andare via ho dato un'occhiatina solo al lato sinistro (dove c'era lo sportellino PCMCIA). Agli iBook solo un'occhiatina veloce (erano spenti); sembravano di plastica color crema, ho immaginato che a schiacciarne il case tra i pollici si sarebbe sentito il classico creak-creak come sul mio Thinkpad prossimo al sesto anno di vita. Gli iPod pure sembravano plasticosi (l'ho detto, la luce era quella), ma non mi attiravano per nulla. L'iPod Shuffle era davvero minuscolo rispetto a quello che immaginavo. Più sotto c'era un gran bel disco da 250 giga su porta firewire che ha fatto sbavare per un po' Massimo.

Uscendo, abbiamo rallentato un attimo perché c'era lo scaffale dei notebook PC-compatibili. In una campana di vetro un paio di mininotebook con processorino Transmeta, wireless, bluetooth e la solita brodaglia. Anche qui, complice la luce, erano semplicemente orrendi. Però, a parità di pessima illuminazione, i PC-compatibili erano ancora più orrendi e plasticosi degli stessi iBook. La cosa che mi ha entusiasmato è che quei cosini piccolini (che dubito verrà mai voglia di usarli tutti i giorni su una scrivania) costavano quanto un Powerbook G4 15": a quel punto, meglio quest'ultimo...!

La grossa soddisfazione è stata invece vedere un notebook PC 17" di una marca famosa (non ricordo più se Acer o cos'altro)... praticamente identico al 14" che gli stava a fianco, ma con qualche centimetro in più di plastica. Anche questo con una tastiera apparentemente minuscola rispetto al corpo. A parte il grosso display, c'era dentro la solita brodaglia di hardware che troveresti nei notebook PC che vendono giù a Città Mercato a 700 euro in offerta speciale. Forse aveva pure il wireless (che qui ancora per ora significa "notebook di fascia alta"). Comunque, aveva un'estetica orrenda, veramente orrenda (vabbe' che dopo aver visto il Powerbook G4 tutto il resto ti sembra un cumulo di plastica sgrigiata e sovradimensionata).
Ho letteralmente gioito quando ho visto che quel bestione aveva lo stesso prezzo del Powerbook G4 17"! Allora non è vero che l'Apple costa di più! Al contrario! In quel caso dobbiamo dire che l'Apple costa meno, ha più periferiche a bordo, ed è più serio e più bello! Alé!

Ah, un ultima cosa... Andando via, Massimo mi faceva notare che anche girandoci attorno l'angolo di visibilità del display Apple era enorme, si vedeva benissimo da qualunque parte ti giravi... (alla faccia della privacy: dovrò scrivere in giapponese i miei appunti per non far leggere a chi mi circonda quello che sto facendo...)

Insomma, una passeggiatina oltremodo istruttiva, con sovrapproduzione di saliva alle stelle, occhi fuori dalle orbite e lingua penzoloni stile "cane del vicino". Non vedo l'ora che mi arrivi il Powerbook G4.

Per la cronaca, poi il Powerbook G4 mi è arrivato. E guardandolo sotto una luce normale (quella naturale di tutti i giorni, ed anche i neon dell'ufficio o le lampadine di casa) sono stati fugati anche i miei più remoti dubbi: è una macchina semplicemente eccezionale... SLURP!!! ;-)


Google
 
Web www.alfonsomartone.itb.it

Cronaca di una visitina in ufficio...

Il testo qui sotto fa parte di una email scritta alla stessa persona appena tre giorni dopo, per riferirgli le primissime impressioni nel vedere dal vivo il Mac Mini G4.

Siamo andati a vedere dal vivo il Mac Mini G4, nell'ufficio di un collega di Massimo. Una cosa incredibile.

Leggerissimo, piccolissimo, e non scaldava per niente. Sembrava che la cosa più grossa dell'intero computer fossero i connettori. Ne abbiamo potuto gustare ancora di più l'estetica perché sulla scrivania di fronte c'era il solito orrendo case Pentium 4, con un monitor CRT enorme, una tastiera orripilante, un mouse a polpetta, insomma l'estremo opposto. Il Mac Mini G4 sembrava Davide che contempla Golia appena battuto. La scrivania su cui c'era il Mac Mini G4 con il suo display LCD sembrava larga il doppio di quella occupata (militarmente parlando) dal Pentium 4 con case e display... eppure le due scrivanie erano perfettamente uguali!

L'amico Fritz aveva pure un iPod Mini azzurrino. Stavolta mi è sembrato assai più luccicante che non in negozio. Certo che a guardarlo solo come "lettore MP3" dev'essere deprimente. Comunque l'estetica era semplicemente superba.

Avresti dovuto vedere la faccia di Massimo quando ha letto che il Mac Mini G4 consuma solo 20 watt, contro i 160-200 watt dei PC...

Qualche giorno dopo mi trovo per puro caso a parlarne con un altro amico...

Incredibile ma vero: proprio lui, fanatico di Linux, allarmato dall'idea che io stesso (un nome, una leggenda: sono proprio io che profeticamente portai Linux all'università di Salerno nel 1994, quando ancora non lo conosceva nessuno, quando ancora una Slackware rientrava in dieci dischetti da 1.44Mb), proprio io, sto abbandonando Linux per il Mac... ha deciso che anche lui deve passare al più presto ad Apple!!

Ieri pomeriggio a casa sua ho cliccato sul sito Apple per fargli vedere il Powerbook G4 che sta per arrivare a me ed il Mac Mini G4 che sta per arrivare a Massimo. Sbavamento plurimo e aggravato!

Il Mac Mini G4 versione base gliel'ho consigliato per suo fratello, che a parte navigare e scrivere e stampare documenti Word, non fa altro durante tutta la giornata (eccetto lamentarsi continuamente che "Windows si è bloccato, presto, fa' qualcosa!").

Poi oggi pomeriggio mi ha telefonato e mi ha detto: "sai, il dual G5 è proprio bello, voglio comprarmi quello... però, e che miseria, costa troppo! ora però che mi hai messo la pulce nell'orecchio...". Per la cronaca: nun può fa' nù pìr't' ch'a ggènt' s'àdda fà v'nì na' sciòrd'!

Penso che tra qualche mese sulla sua lista di nozze comparirà qualche prodotto Apple... :-) (accessori, ovviamente, perché il Mac lo avrà certamente comprato prima).

nota bene: vuole comprare una bestia col dual-G5 non perché abbia bisogno di tutta quella potenza di calcolo, ma solo perché ha bisogno urgente di dire che ha una macchina più potente della mia (e ce ne vuole e ce ne vuole a superare un G4 1.67GHz con schermo da 17" e tutto il resto... portatile!)

Un altra breve nota sull'iPod come storage per la fotocamera è qui.

Questa è l'ultima email che ho spedito prima del fatidico 29 aprile, data dell'arrivo del mio nuovissimo fiammantissimo Powerbook G4 17":

...insomma, alla faccia di tutte le raccomandazioni del Manuale del Perfetto Scaramantico, ieri sera gliel'ho detto, gli ho detto proprio così: "Venerdì -dopodomani- è il grande giorno, finalmente arriva il notebook nuovo". E lui: "Eh, ma ancora non mi hai detto cos'è". Io (serissimo): "È un Apple". Lui per un attimo strabuzza gli occhi (il tempo di pensare: "incredibile, lascia Linux per Apple?"), poi si riprende, e incredibilmente spara: "è quello da diciotto pollici?". L'arroganza è sempre mista all'ignoranza, ovvio. Mi ha detto così perché voleva tirar fuori un numerone esagerato, perché voleva sentirsi correggere verso il basso. Per amor di precisione sono costretto ad accontentarlo, rispondendogli: "Diciassette (pollici)". Lui, ancora più ostentatamente distaccato: "Ah, come ce l'ha il mio professore".

Orrore, stupore, sdegno, meraviglia, obbrobrio e scandalo! Ce l'ha il suo odiato professore, ultracapitalista che ha orologi Rolex ad entrambi i polsi (e pure alle caviglie), guida una Ferrari Enzo nei giorni pari ed una Lamborghini Gallardo nei giorni dispari, beve solo Champagne del '57 (anzi, ci si fa il bagno nella vasca) e per accendere il caminetto di casa (con una ciminiera che farebbe invidia ad un complesso siderurgico) utilizza solo pacchi di banconote da cinquecento euro!!!

Ma come...! Tu, becero utente Microzozz, tu che ti lamenti almeno cento volte al giorno di quello schifo di Winzozz, perché non riesci mai a stampare una fetenzìa di documento nei margini che vorresti, tu che ti lamenti mille volte al giorno che Explorer s'inceppa o ti mostra popup coi virus, tu che ti lamenti diecimila volte al giorno perché il Wintorz ti si blocca, tu che sai "programmare" solo con quella ciofèca galattica di Visual Basic... osi ora atteggiarti a guru dell'informatica per il solo fatto che esiste qualcosa che non sia il tuo Windows?
Di fronte a tanta Sublime Perspicacia, a chiunque sarebbe venuta voglia di prenderti a randellate con un traliccio dell'Enel! ;-)

Il punto è questo. Un utente Windouz non può "parlare" di Mac. Perché involontariamente proietterà addosso al Mac tutta la solita carrettata di luoghi comuni cui è stato da sempre martellato. Quelli che infatti conoscono la differenza tra Windorz e Mac passano (sono già passati) al Mac alla prima occasione utile...!

Attenzione: quanto scritto nelle email citate poc'anzi, è del periodo in cui noi poveri comuni mortali non sospettavamo ancora della terribile inversione di marcia della Apple. A suo tempo la Apple si pubblicizzava con le famose immagini del Pentium incollato su una lumaca, all'improvviso - a inizio giugno 2005 - ha annunciato il passaggio ai tanto derisi processori Intel, dicendo che era per motivi di prestazioni e di consumi... Qualche dettaglio in più l'ho scritto qui.


Animali in libertà (ehm... sì... ma "quando"?)

Notizie di metà aprile 2005: Microsoft annuncia per lunedì 25 aprile una primissima presentazione di Longhorn (che in italiano significa «mucca dalle corna lunghe»), mentre Apple annuncia per venerdì 29 aprile la presentazione di Tiger (che in italiano significa «tigre»).

Bene: quando sarà pronta nelle mani degli utenti la Mucca dalle Corna Lunghe? Se tutto va bene (cioè se la Microsoft rompe drasticamente con la tradizione di annunci seguiti da rinvii), verso Natale... del 2006...! fra quasi due anni!!!
MUUU! MUUU! ;-)

E invece, quando arriverà la Tigre nelle mani degli utenti? A partire dallo stesso giorno della presentazione (29 aprile 2005)!!!
GROWWWL!!! ;-)


Le canoniche sette domande...

(1) Quando (e dopo cosa) sei passato ad Apple?

Agli inizi della mia epopea informatica ci sono stati lo Zx Spectrum (basato su Z80) nell'84 (a suo tempo avrei preferito un Apple III, ma all'epoca costava otto milioni e mezzo più IVA... ricordo ancora il foglio con la pubblicità) ed il Sinclair QL (basato sul Motorola 68008), e poi passai ad un PC-compatibile per lungo tempo (vedendo in serie 8088/8, V20/8, 286/12, 386/40, 486/120, Celeron/400, P2/133, P3/700 e P3/750).

Ho usato il DOS dall'87 al '94 (nel '93-94 anche Windows). Poi sono passato a Linux, e dopo undici anni di solo Linux, ad aprile 2005, al termine del ventunesimo anno della mia epopea informatica, sono finalmente approdato a Mac.

Piccola parentesi: ho usato Unix fin dall'89 (all'università), per cui mi era semplicemente impossibile lasciare Linux per una macchina che non fosse stata Unix.

(2) Configurazione e software dei tuoi penultimi computer?

Due notebook Pentium III con 192Mb RAM e 30Gb ognuno: un Asus da 750MHz (LCD 13,1" 1024×768, peraltro un po' sfiatato dopo tre anni e mezzo abbondanti di utilizzo) ed un IBM Thinkpad a 700 MHz (LCD 11,3" 800×600, colori ancora abbastanza decenti nonostante i cinque anni di età ed il massiccio utilizzo).

Utilizzo prevalente di questi computer: navigazione, posta elettronica, creazione/manutenzione siti, programmazione, videoscrittura, raytracing, fotografia digitale e tante altre sciccherie.

Detto questo, è ovvio che il salto ad un G4 da 1670 MHz è stato assolutamente allucinante (sto ancora sbavando). Per non parlare di quello schermo da diciassette pollici, un vero mostro, sembra non finire mai...! E posso portarmelo ovunque!

(3) Quale è stato il tuo primo Mac, e perché non hai "switchato" prima?

Powerbook G4 17" (primavera 2005), 1.67GHz, 1Gb RAM, 100Gb.

Non ho switchato prima perché... costavano troppo. L'Apple III costava troppo (otto milioni e mezzo più iva, all'epoca). Il Mac Classic costava troppo. Il Quadra costava troppo. Il Titanium costava troppo. Costavano sempre troppo per le mie tasche!

Ricordo quando lessi la prima volta la recensione del Powerbook G4 da 17" e mi rassegnai al fatto che mai sarebbe piovuto nelle mie mani un gioiello del genere... Ricordo quando per la prima volta dissi agli amici dell'università che era ora di passare al Mac... Ricordo ai bei tempi quando ci si diceva curiosi: "ma come, agli studenti danno i PC, e tutti i professori hanno un Mac? Ma perché?", e pensavamo che fosse uno status symbol (il prof ricco col computer costoso, mentre allo studente plebeo rifiliamo un volgare PC con MS/DOS, e il tecnico del laboratorio che sperava vivamente di cambiare lavoro prima che gli ordinassero di installare Windows su ogni macchina)... Eh, bei tempi quando gli Apple Mac erano veramente diversi dai comunissimi PC... oggi, invece...

(4) Perché sei passato al Mac?

Per avere un computer bello, solido, potente, prestigioso! :-)
(superfluo precisare che sono stato ampiamente accontentato...)

Nota bene: il fatto che abbia un motore Unix è stato determinante. Non potete immaginare l'invidia da schiàtta-schiàtta dei miei colleghi quando mi vedono schi-àre il Mac...!

Qualche volta l'ho pure schi-àto in treno: ma guarda, nel 2005, con tutti che dovrebbero sapere dell'esistenza dell'Apple, con tutti che si sentono esperti di computer, con tutti estremamente schizzinosi quanto all'estetica del computer del vicino... ebbene, mi guardavano con aria stupita, meravigliata, allucinata... :-)

E comunque, ho anche riportato alcune risposte comuni alle solite obiezioni riguardanti Apple. Ma un po' di obiezioni serie sul mio Powerbook G4 ce le ho anch'io, ed in particolare per il passaggio ai processori Intel.

(5) Cosa hai trovato nel Mac che l'altro sistema operativo non aveva?

Non ho avuto bisogno di fare fine-tuning e ricompilazioni di kernel: funzionava già tutto. Il Mac OS/X fa quello che Windows vorrebbe fare (cioè user-friendly) e fa quel che Linux già fa (cioè affidabile ed efficiente anche con poche risorse).

(6) Cosa rimpiangi del sistema operativo che usavi prima (Linux)?

Dopo undici anni di Linux e pochi giorni col Mac (mentre scrivo siamo ad aprile 2005) sarebbe ancora troppo facile rimpiangere... ma penso che molti rimpianti spariranno man mano che farò le stesse cose che facevo prima con Linux in una finestra terminale di OS/X.

Peraltro preferisco applicazioni native Mac OS/X piuttosto che usare qualche prodotto "compatibile". Magari in qualche caso si può fare un'eccezione (chi ha usato per anni Gimp difficilmente riesce a farne subito a meno a favore di qualche altro software... peraltro Gimp è gratuito).

Piccola parentesi: spesso la gente parla di Linux in termini di "Linux mette automaticamente le finestre vicino al bordo" e scemenze simili.

A parte il fatto che questo "mettere le finestre" può farlo qualsiasi ambiente grafico di qualsiasi sistema operativo (o sedicente tale), la bontà di Linux sta nella sua stabilità (cioè non s'inchioda mentre stai lavorando, a meno di usare distribuzioni rattoppezzàte con hardware non ben supportati su macchine squinternate).
Se il Mac OS/X non fosse così stabile (oltre che bello), e se il Powerbook G4 non fosse così gustoso, forse potevo pensare che non valeva la pena switchare.

(7) Cosa consiglieresti a chi è indeciso se "switchare" al Mac o meno?

Fino a che c'erano i processori PowerPC, il mio consiglio era di «darti una mossa, e presto! Se il Mac è gustoso per chi proviene da undici anni abbondanti di Linux (e ho detto proprio Linux, cioè una cosa assolutamente seria), figurarsi l'effetto colossale per chi proviene da quella tremenda cacàta di Windows (costretto a pagarsi campagne pubblicitarie per insinuare di essere almeno "migliore di Linux"). Non a caso, chi passa da Windows a Mac poi non torna mai più sui suoi passi».

Ora che la Apple sta passando ai processori Intel il mio consiglio è: «PENSACI BENE!!! non voglio darti nessun consiglio!»

p.s.: Linus Torvalds, l'autore di Linux, lavora su un Apple G5...!


Insomma, se sei arrivato fino a questo punto, ti conviene leggere il sèguito di questa storia, cliccando qui.


Il mio nuovissimo Apple Powerbook G4 17''

send e-mail - continua (next page)