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Peppigno Adventures. Sorry, English translation is not available - maybe it would need even an Italian translation... ;-)
Lo so, lo so, Peppigno potrebbe averne a male, ma è giusto che queste pagine del diario di Cipollicchio siano pubblicate e conosciute dal più vasto pubblico possibile. Per altri dettagli, vedere qui.

Venti di Luglio 1995.

Peppigno mi ha portato l'imbasciata di suo zio fravecatore, che se voglio faticare pure io nella frareca di campagna, dove stanno costruendo un villino abusivo, mi devo appresentare da lui a mezzogiorno.

Ora che le fatiche vanno a razzaviello, pure che sta finendo luglio, e che come dicevano i viecchi antichi agosto e' capa di vierno, visto che perche' esce questa fatica di scuntrufolo, io mi votto.

Mi devo trovare tutto il blocco un ginz fetente e una maglietta fetente e poi posso cominciare. E' capace che mi faccio i soldi per la Vespa, tanto io stavo comunque tutta la stagione senza fare niente, a grattarmi la panza e a tirarmi i pallini da dentro il naso.

Quando sono arrivato li', ci stavano i figli del padrone che mi volevano fare una surriata con i portogalli di fuori stagione, io per vendicarmi ne ho acchiappato uno e ho fatto un tiro a pallonetto tipo Maradona, mentre invece ho cogliuto l'Argenta di zio Franchino che se capisce chi e' stato, mi fa una lardechiata che mi fa nero come l'ora di notte.

I primi giorni mi portavo la radietta, poi mi hanno arrubbato le pile e ci hanno messo certe pile vecchie e scariche che si arricordavano quando ci stava il re a Napoli, percio' non me l'aggio portate piu'.

Fa un caldo che sto sempre tutto sudato, anzi tutti quanti, cosi' infatti giochiamo a fare i disegnini sulle magliette con le strisciate di suramme.

Le mosche poi mi magnavano vivo, e il coso del flit era finito.

Io sono studiato nella vita... uh, mi ho sbagliato!


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