continua (next page) main index Carissimi, vi voglio raccontare della più colossale impresa che io abbia mai affrontato nella megaditta dove lavoro. TUTTO VERO!!! Purtroppo però per motivi di spazio sono costretto a ridurmi alla sola presentazione dei personaggi; la prossima volta ci aggiungo anche gli episodi.

This page describes the story of the hardest software I have ever written.

Fine aprile 199X. Mi telefona il direttore megagalattico e mi dice: "senti, il 2 maggio dobbiamo stare a Milano, quindi ci vediamo qui a Roma il 1' maggio verso le 11, partiremo alle due del pomeriggio, alle tre al massimo". Orbene dovete sapere che MAI, dico MAI siamo partiti all'orario previsto. 9 volte su 10 si diceva "partiremo alle due" oppure "partiremo nel primo pomeriggio" e si partiva verso le sei o le sette di sera.

Il 1' maggio 199X arrivo a Roma in perfetto orario. C'è il CAOS, ma mi dissi "tanto è una situazione eccezionale, non capiterà più". MAI parole furono più sbagliate. Alle sette di sera finalmente avevamo caricato la macchina - onestamente non ricordo se si trattasse della Volvo 244 o della prima Prisma TD, ma è certo che pressoché tutte le megamissioni successive furono fatte con la Volvo.

La squadra in partenza era: il megaboss, "er Paolino", Arf, e il Click here for index page. sottoscritto. Non riuscimmo ad arrivare a Milano la sera del 1', grazie ovviamente a numerosissimi altri contrattempi che segneranno la storia di tutte le missioni future, anche per altri clienti. Dormimmo in albergo strada facendo (dormimmo == "poco e male"), e ripartimmo di mattina presto. Ovviamente il traffico era pressoché incredibile, ed arrivammo con notevole ritardo dal megacliente.

In quel giorno conobbi i tizi che avrebbero rappresentato i miei peggiori incubi futuri: il "XXX" (milanista), il "Baffo" (interista), l'"Antipatico", il "Grassone" e poi quelli dell'altra società: il "Pischello", il "Femmineo", la "Sboccata" e il "Nervoso".

Prima di presentarveli, voglio aggiungere alcune cosucce: quel giorno mangiammo alla mensa della megaditta del cliente, ed io pensai "ma qui si mangia da re, altro che la mensa dell'università". Ebbene:

NON FINÌ LA FRASE!

Le volte successive mangiammo una vera schifezza, forse perché non c'era il XXX ad accompagnarci. Una sola volta mangiammo decentemente, si vede che la presenza del XXX fa scattare la selezione delle portate più appetitose da parte dei tizi della mensa!

Il XXX era il laureato in XXX più pragmatico e più pignolo che io avessi mai conosciuto. La sua presenza era semplicemente irritante perché era in grado di trovare un errore, un bug, un problema qualsiasi due minuti prima che ce ne stessimo per andare via, e a farci lavorare fino a tarda serata, facendoci saltare tutti i piani per il rientro a casa. Eppure quel primo giorno sembrava così tranquillo... avrei però presto imparato che tirargli un complimento non è troppo difficile, ma in compenso a tirargli una megaXXX ci vuole davvero pochissimo: una piccola "giusepponata" e per voi è finita. Da lui non sono mai stato XXXato seriamente; sono sempre riuscito a "scappottarmela" col gioco dello scaricabarile, e quando venivo messo alle strette, me ne uscivo con un [sincero] "beh, più di tanto io non posso proprio fare".

Il Baffo, detto così per i suoi baffi ramificati era altrettanto pignolo e rompiscatole, solo che invece del fare gentile tipico del XXX, aveva quasi sempre un tono minaccioso. La cosa più odiosa erano (ma guarda un po') i suoi baffi: già a vederlo in faccia vi vien voglia di menargli sprangate sui denti, figuratevi quando alle sei di sera vi dice "C'è un problema, il terminale sul TRXXX si è bloccato sul messaggio «attendere risposta da host»". E giù altre due ore e passa di lavoro... Dovevate vederlo quando telefona alla moglie, e cambia totalmente tono di voce, passando dalla voce grave "il XXX ha la stampantina di bordo bloccata" alla vocina dolce e gentile "ciao ciccia... ciao ciccina"!! ;-) Da lui sono stato XXXato molto spesso, per lo più per colpe non mie ma del megaboss o "der Paolino" - con quest'ultimo mi sono abbondantemente vendicato, ma col megaboss ho dovuto aspettare fino all'inizio del 199X per presentargli la mia famosa "botta finale": un aumento retroattivo del +33%! GODURIAAA!! Io così mi son comprato l'hard disk XXX da XXX megabytes (come godo), pagato in contanti 3 milioni e 2... che mentre ora sta girando, sta scontando tutte le XXXate che ho avuto dal Baffo per colpa del megadirettore megagalattico.

L'Antipatico (ingegnere) per fortuna si faceva vedere pochissimo. Era il CAPO (beh, come disse la pecora, quello con più responsabilità) e pertanto non si faceva vedere mai lì nel magazzino: lui era fatto per comandare e lì da comandare non c'era poi tanto... Lo vedevamo solo nei momenti critici, solo quando c'era da "XXXare" qualcuno. A memoria d'uomo non ha mai fatto un complimento, neppure quando io ed Er Paolino risolvemmo il mitico SuperProblema (quello che avrebbe fatto saltare qualche testa!) con un megalampo di genio. Ci sorrise come per dire "avete fatto solo il vostro dovere, almeno questa volta". Mica ci disse "certo che ne avete di sale in zucca", che era il minimo che ci meritassimo!! Il suo nome veniva ordinariamente pronunciato a bassa voce!! Dire qui "antipatico" (senza offesa per gli antipatici) è un vero complimento, ma più di tanto non si potrebbe dire... altrimenti avremmo avuto materiale sufficiente per stendere il Nuovo Dizionario Delle Imprecazioni, e proporlo alla XXX editore. Sono stato abbastanza XXX da riuscire sempre a svignarmela ogni volta che tirava brutta aria; "er Paolino" ed Arf invece si beccarono, in momenti diversi, XXXate abbastanza gratuite. Sono certo che farebbero di tutto per vedermi sotto il torchio dell'Antipatico.

Il Grassone era solo un tipo un po' strano (con un assistente ancora più strano, gran XXX e sfaticatone), con una lunga carriera alle spalle, entrato come l'ultimo degli operai ed ora finalmente con un incarico di responsabilità che aveva sempre sognato. Solo che faceva di tutto per farlo notare agli altri; a un certo punto però la sua vanità tornava a vantaggio della sua megaditta in quanto era sempre lì a dare una mano al controllo dei pallet all'uscita, a tirar fuori le stampe, etc etc. Pareva uno che sente che il magazzino intero è opera sua ed arte sua... ;-) Tarda serata in stazione... Una volta mi diede un passaggio fino alla stazione di Milano Rogoredo, dovevo prendere il treno per tornare a casa, e lo notai nervoso e teso. Dopo aver cercato in tutti i modi più o meno gentili di capire che gli fosse preso (perdita di tempo? straordinario non pagato? spreco di benzina?), mi arresi ed aspettai la settimana dopo... che mi spiegarono che era preoccupato per il magazzino, senza di lui chissà come se la sarebbe cavata, manco fosse suo figlio ;-)

Il Grassone non XXXava mai nessuno, aveva una tecnica ben più viscida. Si lagnava dei propri problemi e dolori (nel senso della sua megaditta) aspettando che qualcuno lo compatisse, ed appena uno gli diceva "beh, lei ha ragione, cosa posso fare per aiutarla?" ZAC! ti rifilava qualche gatta da pelare e stavi nella XXX più verde. Cavoli! Si lagnava meglio di un napoletano arricchitosi velocemente che cerca di dimostrare all'agente delle tasse che i soldi lui effettivamente non ce li ha proprio (beh, da quelle parti l'idea dei napoletani talvolta era quella...). Con me non è riuscito mai a spuntarla perché io dicevo sempre "la capisco", "sono d'accordo" e "non faccia così, vedrà che prima o poi LEI riuscirà a risolverlo". Chi ci cascava senza sosta era il suo stimatissimo (?) assistente: in particolare c'è da ricordare la sua faccia di tutte le volte che veniva fregato in tal modo, una di quelle facce "questa è l'ultima volta". Infatti era sempre l'ultima volta... almeno fino a quel momento! ;-)

Infine c'è una delle segretarie fisse che lavorava lì. Anziana, anzi vecchia, anzi laida e decrepita. Non ricordo mai come si chiamasse, né abbiamo mai saputo la sua vera età, però una volta ci disse "Ho trent'anni...", e noi, sbigottiti: "oooh!!" e lei, continuando: "...trent'anni di lavoro alle spalle, in questa ditta..." (e noi: "aaah, mo' sì che si spiega" ;-). Quando mi passava le telefonate era sempre gentile, ma le indisponeva a morte il fatto che io non trasferissi la chiamata su un altro telefono e continuassi ad usare il suo sulla sua scrivania (che era l'unico telefono non XXX, l'unico telefono con un'estetica ed un'acustica decenti :-).

Dell'altra società, quella che aveva avuto il mega-appalto per la procedura del magazzino, non abbiamo mai visto un "responsabile". I vari tizi conosciuti nel frattempo erano solo programmatori e/o tecnici. Tutti con una piccola ma notevolissima serie di particolari comuni: imprecare vita natural durante, anche quando le cose sembrano andar bene; col limite dell'esaurimento nervoso sfiorato o superato; con un rispetto per la sacra ora dei pasti ed un'adorazione pressoché totale della tazzina di caffè (la SACRA tazzina di caffè!), e soprattutto: assoluta mancanza di voglia di porre mano ai propri listati per effettuare qualsiasi tipo di modifica, anche il più banale.

Cominciamo subito dal Pischello. Un tizio sulla ventina, con una faccia da ritardato mentale ed un modo di parlare che palesava la sua intelligenza e cultura al di sotto del minimo indispensabile per sopravvivere. Uno di quelli che vi fanno pensare "a stento avrà preso la terza media", invece miracolosamente venite a sapere che ha addirittura il diploma dell'istituto tecnico, è sposato (ma come, a XXX anni, così giovane?) e lavora (udite udite) come programmatore.

Il Pischello aveva sviluppato una procedura che faceva quantomeno ridere le mosche: era un dimostrativo di quello che avremmo dovuto fare noi, in versione ridotta, giusto per farci capire cosa dovevamo fare. Noi già sapevamo tutto, ma lui ci presentò il programma come Michelangelo quando terminò gli affreschi della Sistina (era Michelangelo, vero? ;-). (all'epoca mi mancava ancora questa preziosa informazione culturale, e pertanto non la censuro).

Ebbene, un bel giorno di fine luglio 199X, in missione io, "er Paolino" ed il megaboss, andammo lì su loro esplicite e pressanti richieste, finalmente dovevamo cominciare a mettere mano alle nostre procedure e... ZOT! Eccolo lì, il PISCHELLO, ancora a spiegarci i dettagli della sua Potente Procedura. Fu quella sera che io ed "er Paolino" gli affibbiammo il nomignolo "il Pischello", nomignolo che in futuro dimostrò sempre di meritarsi.

Una volta il Pischello mi diede un passaggio in macchina fino a Rogoredo, e mi spiegò la situazione dei costi (terrificanti) Click here for index page. che la megaditta cliente stava affronando... solo l'arnese principale (un XXX XXX con 24 mega di RAM e XXX mega di hard disk) era costato XXX milioni, per non parlare delle unità di backup, della stampante ultraveloce (tanto veloce quanto rumorosa, con tutta la copertura metalloplastica, dovevamo chiedere il permesso prima di lanciare qualche stampa... ;-)

Il Femmineo fu detto così per la prima volta dar Paolino, perché quest'ultimo aveva notato che al Femmineo non cresceva mai la barba, e quei pochi pelucchi bianchi che aveva erano sempre gli stessi e non si allungavano mai. Eppure, a giudicare dai capelli (pochissimi, cortissimi e tutti bianchi) non sembrava un tipo strano... Una volta questo fetentone, ad ora di pranzo, prese in segreteria il microfono per gli annunci, alzò il volume al massimo, ed urlò dentro: "XXX... A MANGIARE!!". Erano le 13:05, cinque minuti di ritardo sulla sua sacra "ora pasti". Fece girare tutti gli operai rimasti nel magazzino a quell'ora (sorpresi da quel delicato modo di chiamarmi per il pranzo).

Il Femmineo è quello che mi ha creato più problemi (ed è anche quello a cui ho creato più problemi io) in quanto dato che i nostri programmi dovevano interagire, era inevitabile che io dicessi "ma se voi ci mandaste il numero di transazione sulla prima riga..." lui, per paura di lavorare un'altra settimana con quel maledetto precompilatore Cobol mi rispondeva "ma se tu invece ricordassi il numero di transazione allestendo un buffer per ogni terminalino con una procedura intelligente di estrapolazione..." ;-). I nostri battibecchi erano più o meno sempre di questo tipo.

Poi c'era la Sboccata. Il nomignolo se non ricordo male glielo affibbiò Arf, e lei ha sempre dimostrato di meritarselo. Grassoccia, con una corporatura strana, capelli corti, da lontano pare un uomo. Purtroppo è convinta di essere una donna stupenda e probabilmente ha la solita mania del sentirsi guardata (vabbè, ma in quell'ambiente a parte la segretaria vecchietta di cui sopra c'era ben poco da guardare, è psicologicamente comprensibile). Ricordo di averle creato non pochi problemi - quando si trattava di definire le "maschere di output", il XXX ascoltava più me che lei, e quando io cominciavo frasi con "sarebbe meglio se..." per lei piombavano come maledizioni divine richieste perentorie e senza appello di modifiche sui suoi sacri listati.

Infine c'era il Nervoso, con cui per fortuna ci ho avuto pochissimo a che fare. Non ricordo nessun episodio con me e lui protagonisti, per fortuna.


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