continua (next page) main index Colleziono da molti anni, conservandoli gelosamente, i biglietti dei treni che utilizzo. Alla fine di ogni anno mi metto paziente a conteggiare quanti chilometri ho percorso e quanti soldi ho speso... fatica improba! Mi sono sempre spostato con mezzi pubblici, ed ho sempre privilegiato il trasporto su "ferro" piuttosto che quello su "gomma".

Questo che mostro è uno dei biglietti a cui sono più affezionato. Lo acquistai a gennaio 2007. Come si vede dalla data dell'obliterazione, lo utilizzai pochi giorni prima della scadenza della validità. Costava ancora soltanto 25,41 euro (ci sono stati diversi aumenti nel frattempo, e l'introduzione della mefitica tariffa 1/EXP per "spezzare" i biglietti dei treni Espresso).

Il sistema di bigliettazione delle Ferrovie privilegia vergognosamente le direttrici principali (e se non si clicca su "Tutte le soluzioni", si finisce sempre per pagare supplementi). Per cui un percorso tra Napoli e Rimini richiede quasi sempre l'assurdità di passare per Bologna.

Lo scopo era viaggiare di giorno "a lunga percorrenza" con treni economici: qualcosa che il marketing delle FS aborrisce dal profondo del cuore. Il trucco era il solito: comprare un biglietto per un orario strampalato per il percorso giusto, e poi usarlo durante la giornata (il trucco funzionerà finché non scriveranno sui biglietti quale deve essere l'orario di partenza!)

Il percorso in questione è Rimini-Castellammare di Stabia senza passare per Roma o Bologna (ho "spazzolato" così tante volte il tratto Napoli-Milano che ce l'ho ormai stampato a memoria nella mia testa).

Magicamente, c'era ancora il mitico Diretto 3347 Sulmona-Napoli (incredibile, nell'orario 2008 si chiama ancora "D3347", non è diventato un "regionale"! è un superstite! un sopravvissuto!), con un percorso più che panoramico che discende Abruzzi e Molise, inerpicandosi tra i monti innevati fino a marzo, sbucando nel nord della Campania: Sulmona-Castel di Sangro-Carpinone-Isernia-Vairano-Caserta-Napoli.

Con quel biglietto, partivo alle nove del mattino da Rimini e cambiavo treno ad Ancona dopo un rilassante tratto accanto all'Adriatico. Ad Ancona spesso ho fatto in tempo per prendere un regionale per San Benedetto del Tronto, espletato da un Minuetto con tanto di prese a 220V dove ricaricavo un po' il cellulare e il notebook. A San Benedetto del Tronto - città movimentata anche d'estate - avevo il tempo di passare in salumeria per comprare qualcosa da mangiare, e poi riprendevo il treno verso Pescara (ancora nel 2007 era un comodissimo regionale Ancona-Pescara-Sulmona; purtroppo da un anno lo hanno limitato a Pescara e così mi toccava un cambio in più).

Dopo Pescara comincia lo spettacolo. Il tratto Pescara-Chieti-Sulmona ha quel suo strano fascino: ci si accorge che non si è più sulla "direttrice" principale, mentre l'elettrotreno (materiale leggero) passa tra quei paesini immersi nella natura e vi deposita torme di studenti che vanno a scuola a Pescara. Ho avuto come l'impressione che i più scalmanati fossero di Torre dè Passeri.

Sulmona è la classica stazione apparentemente sperduta nel nulla. Di fronte alla stazione vi è un'edicola, una vecchia locomotiva a vapore esposta di fronte alla piazzetta, una chiesa in fondo al vialetto, e il centro abitato alquanto in lontananza. Purtroppo mi tocca aspettare la coincidenza in stazione.

Alle 15:46 parte il diretto 3347 per Napoli: una coppia di "cafoniere" ALn-668. Ho spesso desiderato di trovarvi un più comodo Minuetto diesel, ma il desiderio non si è mai realizzato... forse perché fino ad Isernia il numero di viaggiatori è scarso (mentre ad Isernia il treno si riempie un po', ed a Caserta si strariempie).

D'inverno è abbastanza normale partire da Sulmona con un vento freddo, e trovarsi già alle prime fermate (Campo di Giove e Palena) talmente immersi nella neve da non vedere né marciapiede né binari. È davvero uno spettacolo vedere il capotreno che affonda rumorosamente i piedi nella neve per andare a sbloccare il semaforo, mentre la campanella (invecchiatissima) dà un suono continuo e sordo. Il punto più alto della linea è a Rivisondoli-Pescocostanzo (1268 metri sul livello del mare... laddove la stazione di arrivo, Napoli centrale, sarà a non più di una decina di metri dal livello del mare).

Il treno viaggia a 70-90 km/h tra curve e curvoni di una linea non elettrificata, prima tra i costoni (il largo "giro" attorno a Pettorano sul Gizio quasi toglie il fiato), poi tra i boschi, quindi sull'altopiano. Fino a Venafro è uno spettacolo unico.

Alle 19:54 il treno arriva a Napoli, dopo quattro ore abbondanti dalla partenza da Sulmona. Con un po' di fortuna (il treno in stazione con 3-4 minuti di anticipo) riuscivo a correre dal binario 2 alla stazione di piazza Garibaldi e prendere l'ultima coincidenza per Castellammare (quella delle 19:58). Il tratto Napoli-Castellammare costeggia il golfo di Napoli, e quindi ho il piacere di aver visto nella stessa giornata due mari diversi, campagne, colline e monti.

Totale: undici ore abbondanti di viaggio, partendo alle nove del mattino, utilizzando cinque treni regionali consecutivi, percorrendo tratti splendidi, su treni tutt'altro che affollati, spendendo meno di trenta euro.

Curiosità: chiedendo un Rimini-Castellammare con partenza alle nove del mattino, il sito web delle Ferrovie mi suggerisce un costosissimo malloppone da settantun euro e rotti (in seconda classe), composto da un ICplus e due Eurostar, impiegando... sette ore e mezza.


Il mitico biglietto del mitico viaggetto!

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