main index ATTENZIONE! WARNING!! SPOILER AHEAD!!!

Questa pagina tratta di un episodio della serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex 2nd GIG.

La prima serie di Stand Alone Complex è discussa qui.


02: The satiated me - Night cruise (l'io sazio - scorribanda notturna)

Altro tocco artistico dell'autore: episodio onirico, di scorribande tra la realtà e la fantasia. Con a tema, stavolta, la depressione dovuta all'eccesso di "confidenza" tra uomo e macchina - cioè all'abuso di piacere "sintetico".

Sarà su quest'ultimo che verrà costruita la trappola per l'indagine. E il maggiore Kusanagi lo vediamo in versione Nexus (il finale della puntata è una rivisitazione originale ed intelligente di Blade Runner).

E solo alla fine si capisce il motivo della comparsata dell'eroe più artificiale della storia del ventesimo secolo tra i poster dell'indagato, sospeso tra sogni e depressione.

Insomma, questo episodio segna l'ingresso del mistero della psiche (cosa che nella prima serie mancava un po'), ma non senza la solita dose di melanconia e sentimentalismo (che secondo me vi è stata inserita di forza perché le mode cinematografiche di oggi sono queste).

La pistola utilizzata nelle prime scene somiglia parecchio alle Desert Eagle di produzione israeliana dei nostri anni, quelle con proiettili calibro .50AE e con un rinculo allucinante, ma ormai siamo abituati da tutta la cinematografia in circolazione che per sparare un colpo basta mirare e si colpirà sempre il bersaglio, qualunque sia la distanza, e senza alcuna fatica o rinculo, se non quello che talvolta serve per fare un po' di scena facendo alzare leggermente il braccio al protagonista. Nel nostro caso, supponendo che Gino sia completamente cyborg, potremmo pensare che il rinculo venga assorbito del tutto dal corpo, ma ci aspetteremmo comunque un minimo di feedback dallo sparo, no? ;-)

Il poster con la ragazza col telefono nella mano sinistra, che si vede quando Gino va a prendere la paga, ricomparirà in diversi altri episodi di questa serie. Si tratta della pubblicità per sostenere i rifugiati (tre milioni di persone, nell'area chiamata Dejima), di cui si parla in tutta la serie. I "rifugiati" sono un misto di cinesi e giapponesi ridotti in miseria dopo una guerra all'inizio del ventunesimo secolo (la "quarta guerra mondiale" di cui più avanti).

Il "bzzap!" che avverte Gino è, in questa serie e nella precedente, il segnale per indicare a noi spettatori che il suo ghost è stato hackerato proprio in quel momento, ed il soggetto ovviamente non riesce ad accorgersene.

Ci viene pure detto che la quarta guerra mondiale, una guerra convenzionale, era la "seconda guerra del Vietnam" (quantunque più avanti si dirà che è combattuta nel 2020 e uno dei fronti è il Messico, dall'altra parte del pianeta rispetto al Vietnam).

Notevole il telegiornale che trasmette come sottotitoli numerose strisciate di codici a barre, che si sovrappongono a velocità impressionante. Come al solito, è sempre il buon vecchio "canale 33", che pure rivedremo spesso fino alla fine della serie.

Gino perde la testa per una bambola androide, fino a considerarla un essere umano e a pensare di far pazzie per lei (e naturalmente il tutto avviene nella sola testa di Gino, qualunque sia la realtà che gli sta attorno). Mmmm... dove ho già sentito questa storia? ;-)

Altro caso interessante: il cibo dei cyborg, tutto sintetico, funzionale più al piacere di mangiare che al nutrimento (ed è per questo che Gino-kun lo odia).

Il finale non è da Blade Runner. In Blade Runner il protagonista si accorge che la "bambola" non è tale, poiché ha caratteristiche tipiche dell'anima umana. Il protagonista di questo episodio, invece, vuole amare quella "bambola" anche se sa bene che non è umana.

In Blade Runner il protagonista fugge via con la "bambola" (che in qualche modo "ricambia", poiché non è una bambola androide), qui Gino desidera fuggire con la bambola, è atterrito dalla sola idea di perderla.

È insomma un caso da sottoporre a uno psicologo, non alla polizia. La Kusanagi lo ha capito, lo segnala ai capi, e regala con la sua sola presenza accanto a lui la sensazione più triste e più assurda che un uomo come Gino possa immaginare.

Giudizio complessivo: eccellente.


Indovina in che città è stata scattata questa foto

home page - continua (next page)