main index Le mie pagine sulle fotocamere digitali sono qui!


È da tempo che non mi stavo più occupando di fotocamere digitali, anche perché le novità erano solo tanti megapixel in più, ed eventualmente un po' di zoom in più.

Ho già ripetuto fino alla nausea che "tanti megapixel" non è sinonimo di qualità ma solo di spreco di spazio su disco e ancor più spreco di risorse (a che pro scattare una foto da nove megapixel col cellulare - tre, quattro, cinque megabytes di spazio occupato - e poi mandarla in giro a tutti gli amici? la stessa foto, a risoluzione "zero virgola tre megapixel", cioè 640×480, avrebbe sortito lo stesso effetto...).

La Panasonic ha tirato fuori un altro gioiellino, la Lumix LX3, cambiando proprio quello che le tifoserie (di favorevoli e di contrari) chiedevano di cambiare.

Riassunto delle caratteristiche che ritengo interessanti:

Sensore più grande

Nella presentazione la Panasonic ammette di aver lavorato per avere un sensore più grande, senza imbottirla di megapixel.

La risoluzione utile è di 10.1 megapixel (in realtà il sensore è leggermente più grande, i bordi che non compaiono nelle foto sono usati solo per ricalcolare meglio i colori e il focus), quindi paragonabile alla Lumix FZ50 che è stata l'ultima grande ammiraglia delle ultrazoom prima dell'avvento delle ultrazoom "economiche" (si fa per dire), cioè la FZ18 e la FZ28.

Gruppo ottico Leica con zoom da 24 a 60mm-equivalenti

Le Lumix sono equipaggiate con lenti Leica (considerate nel mondo seconde solo alle Carl Zeiss). Lo zoom va da 24mm-equivalenti (un wide angle decisamente ampio) a 60mm-equivalenti. Questo significa che la fotocamera è pensata per chi scatta soprattutto panorami o foto che non richiedono zoom (per esempio in casa).

Una fotocamera super-economica con zoom 2× (tipicamente 35-70mm equivalenti) ha infatti uno zoom che arriva più "lontano" (sia pure di pochissimo) rispetto alla Lumix LX3. Ma i 24mm-equivalenti della LX3 danno più del doppio del campo utile di una comune fotocamera da 35mm-equivalenti (chi ha usato sempre una di queste ultime, resterà a bocca aperta nel vedere quanto "campo" cattura la LX3).

La distorsione dichiarata è davvero minima, anche se il wide è così ampio (viene classificata ultra-wide angle ma temo che anche questo sia un nome commerciale). Il modo close-up (o "macro") può mettere a fuoco a distanze di appena un centimetro dalla lente.

Tutte le volte che qualcuno mi ha detto che non aveva poi così tanto bisogno di una ultrazoom, ho risposto che era il caso di cercare una fotocamera con zoom ampio, sotto i 29mm-equivalenti, meglio 28, meglio ancora 27... la LX3 è addirittura 24. Per ottenere i 24mm-equivalenti sulla FZ20, ebbi da comprare una lente addizionale.

Il gruppo ottico è "stabilizzato" dinamicamente cioè il meccanismo MegaOIS compensa le piccole oscillazioni della mano, correggendo l'assetto delle lenti durante lo scatto della foto. Chi non l'ha mai usato, non può neppure immaginare quante foto "mosse" sarebbero invece venute bene se la fotocamera che usa fosse stata stabilizzata... Per questo raccomando sempre a tutti di escludere senza pietà le fotocamere che non abbiano uno stabilizzatore d'immagine. Non esagero se vi dico che sono riuscito a scattare foto con tempi da 1/4 senza "mosso" (beh, non sempre ci si riesce con 1/4 o 1/6), mentre una "non stabilizzata" rischia di far venir mossa anche una foto con tempi da 1/30...

Apertura da F2.0 a F2.8 a seconda dello zoom, fino a F8.0

La Panasonic ci ha da tempo abituato ad aperture eccellenti (tutte le Lumix, allo zoom minimo, aprono almeno a F2.8): più è ampia l'apertura, e più luce può catturare il sensore (richiedendo pertanto tempi più brevi per scattare oppure, a parità di tempo di esposizione, ottenere foto più "luminose").

La LX3 ha un'apertura utile ai 24mm-equivalenti che è ancora più ampia: è pari a F2.0, cioè appena la metà delle dimensioni reali del sensore (che, ricordiamolo, nella LX3 è molto più grande che nelle altre Lumix). L'apertura può essere regolata fino a F8.0 (cioè un ottavo) per i casi in cui c'è troppa luce (o quando si vuole pazientemente lavorare sulla "profondità di campo", ma in questo caso, dato che l'escursione reale dello zoom è da 5,1mm a 12,8mm, temo che sia alquanto difficile...).

Nella pubblicità della Panasonic si dice che l'apertura F2.0 darebbe addirittura il doppio della luce utile rispetto a F2.8 ma non spiega come si misurerebbe questo "doppio". Certamente la differenza tra F3.5 e F2.8 si nota parecchio, per cui c'è da aspettarsi che scattare con F2.0 dovrebbe dare un bel colpo anche a chi ha usato sempre F2.8...

Sensibilità da ISO80 a ISO3200 più high-sensitivity mode (1600-6400)

Il range della sensibilità è stato ampliato a entrambi gli estremi: può essere abbassata fino a ISO80 e spinto fino a ISO3200.

Sulle sensibilità c'è da temere che valga come per tutte le fotocamere non-reflex (non solo le Lumix), e cioè che più la si alza e più le foto sono rumorose.

Sulla FZ20 avevo un massimo di ISO400, pertanto non era il caso di spingersi oltre ISO100. Sulla FZ50 ho un massimo di ISO1600, pertanto non è il caso di spingersi oltre ISO400 (anzi, ad ISO400 già il "rumore" cominciava in certi casi ad essere visibile).

La LX3 è data per ISO3200, per cui posso supporre che abbia un ISO800 ancora abbastanza utilizzabile, specie per le foto in campo non troppo illuminato.

Il modo ad alta sensibilità della Lumix FZ50 produce foto "rumorosissime" e con colori un po' falsati, ma cattura un'incredibile quantità di luce; mi aspetto che sulla LX3 la situazione sia ancora migliorata con quel modo "alta sensibilità" che a costo di abbassare la risoluzione a soli 3 megapixel, emula l'equivalente di un ISO6400 (cioè mi aspetto altrettanto rumore, colori altrettanto falsati, ma ancor più luce catturata).

Velocità otturatore da 1/2000 a 60 secondi

Su questo non ci sono miglioramenti esplosivi rispetto alle Lumix più recenti. Il tempo di 1/2000sec è di tutto rispetto, assai raramente se ne avrà bisogno. I tempi normalmente non si spingono oltre gli 8 secondi (per le foto con quasi totale assenza di luce), ma in alcuni casi c'è bisogno di ancora più tempo (foto di stelle, foto in totale assenza di luce), e la Lumix LX3 permette di avere anche tempi da 15-30-60 secondi.

Lo shutter lag (il tempo che passa tra la pressione del tasto per scattare, e l'effettivo inizio della fotografia) è ridottissimo: solo cinque millisecondi; se ne accorgerà solo chi ha usato quelle fotocamere tanto blasonate quanto lente (come la vecchia Canon 300D con i suoi cento millisecondi di pausa tra il tasto e la foto, tanto da dover abituare i suoi possessori a scattare sempre "un po' prima del necessario").



USB 2.0, memoria interna, batteria, peso, flash, schermo...

Questa fotocamera è dotata di porta USB 2.0 (la FZ50 era ancora USB 1.1), quindi non c'è più bisogno di tirar fuori la SD/SDHC dalla fotocamera per scaricare le foto sul computer: stavolta si va più veloce col cavetto.

La Panasonic Lumix LX3 ha anche 50 mega di "rullino" a bordo, da usare come il serbatoio di riserva quando la Secure Digital è piena, oppure come spazio di emergenza quando si dimentica la Secure Digital a casa (a me non è mai successo, ma c'è qualcuno partito per una gita di tre giorni, che solo dopo parecchi chilometri di viaggio si è ricordato di aver lasciato la SD ancora nel multimedia card reader a casa!)

In 50 mega c'entrano anche 20-25 foto da 10 megapixel a qualità JPEG non elevatissima: dipende dalle foto, perché se scattate foto di vegetazione (alberi, piante, foglie) occuperanno uno spazio quasi doppio.

La batteria è una classica CGA-S005 (diversa dalla CGR-S006E che montano la FZ30, FZ50 ed altre), che sulla LX3 ottiene un rating alquanto elevato per una fotocamera di questa fascia di prezzo: è da 380 CIPA (cioè è stata verificata utilizzabile lungo 380 cicli di accensione, scatto di una foto, e spegnimento). Secondo la mia esperienza, questo significa che si può lavorare sodo per un intero pomeriggio (fotocamera sempre accesa, uso assai frequente del flash, revisione/cancellazione).

Anche se vedessi una fotocamera da diecimila CIPA, continuerei a consigliare di portarsi un pacco batterie in più, poiché "non si sa mai". Le batterie ricaricabili, specie quelle delle fotocamere, sono sensibili al calore (troppo freddo o troppo caldo, fanno strani effetti). Non tutti vogliono però spendere una quarantina di euro per avere una batteria in più (e la scomodità di averla sempre carica e sempre a portata di mano) visto che anche durante le vacanze hanno modo di ricaricarsela ogni notte.

A proposito del peso: la Lumix LZ3 non è proprio leggerissima: 265 grammi è un bel malloppo (lo dice uno che fa foto con la FZ50 superequipaggiata, che supera il chilogrammo abbondantemente). Le fotocamere ultraleggere sono raramente della stessa qualità: chi è abituato a fotocamere da 100-130 grammi tutto compreso, si accorgerà della differenza con la LX3...

Il flash a bordo è generoso, come per tutte le Lumix; la slitta flash esterno accetta anche costosi flash TTL, ma non aspettatevi di illuminare una cattedrale gotica di notte, o il cupolone della basilica mentre state nella piazza san Pietro... neanche se usaste un flash TTL da migliaia di euro! Il lampo del flash non arriva lontano e non fa miracoli. Gli esperti hanno pane per i loro denti, visto che le "tendine" (prima e seconda curtain) possono essere tarate.

Altro elemento importante: lo schermo alquanto ampio (diagonale da tre pollici) a risoluzione "460k dots", cioè schermo LCD 3" 460k-dots (suppongo 832×552 pixel, davvero notevole). L'intensità della retroilluminazione è regolabile. Il mirino DMW-VF1 è "opzionale" e a focus fisso ("vede" solo i 24mm-equivalenti), va comprato a parte e montato sulla slitta del flash: un giocattolino solo per veri fanatici (peraltro anche bruttino). Per le foto con zoom così ampio, il mirino (che io già oggi mi rendo conto di non aver usato quasi mai) mi sembra inutile.

C'è anche il modo video, con risoluzione HD (1280×720 a 24 frame per secondo) o risoluzione "più che DVD" (cioè 848×480 a 30 fps). I filmati vengono salvati in formato .MOV motion-JPEG, che consumano uno spazio considerevole sulla memory-card (limitati comunque a due gigabyte ciascuno). Non sono un "fan" del modo video. Avrò girato, in questi anni con la FZ20 prima e la FZ50 poi, non più di mezza dozzina di video in totale. Per girare video, è bene prendere una videocamera, non una fotocamera. E comunque le foto "parlano" molto di più dei video. La foto te la vai sempre a rivedere, il video ti annoia già dalla seconda volta che lo vedi (spesso anche dalla prima).

L'autofocus ha la solita lucetta rossa di "assist" (che alcuni odiano e disabilitano, poiché fa capire che lì c'è uno che sta per scattare una foto). Un "joystick" permette la messa a fuoco manuale.

Il burst-mode (la "raffica" di foto) scatta con una media di 2,5 foto al secondo; non è tantissimo, ma ricordiamoci che questa è una "dieci megapixel".

La fotocamera ha anche un video-out che può uscire in PAL o HD: non so chi potrà mai averne bisogno.

Il "multi-aspect bracketing" è una simpatica caratteristica: scatti una foto, te ne tira fuori tre, una in 4:3, un'altra in formato 16:9, ed un'altra in formato 3:2, in modo da non farti perdere tempo a cambiare le impostazioni per vedere quale dei tre formati è il migliore.

Sui modi-scena non mi dilungo, perché col passare degli anni si stanno addirittura moltiplicando. Tra questi, viene emulata perfino la fotografia su pellicola (coi vari film mode).

La modalità iA "Intelligent Auto" seleziona automaticamente in ogni momento tutte le caratteristiche che la fotocamera giudica migliori (quanto a sensibilità, Face Detection, tempi di esposizione...) ed è perciò il modo consigliato ai dilettanti. Io non ho mai voluto usare roba del genere.

Considerazioni finali

La Panasonic afferma di aver lavorato parecchio per ridurre il rumore nelle foto, lavorando anche sulla circuiteria elettronica (il cui rumore elettromagnetico finiva per influenzare, sia pure leggermente, il sensore).

Il grosso passo avanti, quanto a tecnologia, c'è davvero: il Venus Engine, il chip che fa il grosso del lavoro sulla foto, è alla versione quattro. Squadra vincente non si cambia: si aumenta solo la versione...!

Per chi vuole strafare, la Panasonic vende anche una lente (la DMW-LW46, che richiede però l'adattatore DMW-LA4) che amplia il campo di un ulteriore 33% (dunque fino a 18mm-equivalenti, praticamente un fish-eye). Resta da vedere cosa proporrà la Raynox. Certamente nessuno si preoccuperà di allungare lo zoom dai 60mm-equivalenti, sarebbe una spesa tanto esagerata quanto inutile.

Giudizio conclusivo: ottica eccellente, caratteristiche di tutto rispetto, e nessuna concorrente capace di fare altrettanto allo stesso prezzo. Perciò, per chi è prevalentemente "panoramico", mi sento di dire che la Lumix LX3 vale tutti e cinquecento euro del prezzo di listino che uscirà a settembre 2008 (come al solito il prezzo tenderà a scendere col passare dei mesi).

Aggiornamento (settembre 2008): il prezzo di listino è di cinquecento, ma qualcuno già l'annuncia in vendita a meno di quattrocento.

Google
 
Web www.alfonsomartone.itb.it

Paesaggio da Vico

e-mail - continua (next page)