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How I extracted the Asus A1370D motherboard to get a full-optional SBC (single-board computer) for free!
Premessa: nel marzo 2001 comprai un colossale notebook Asus A1370D full-optional. Dopo tre anni e mezzo ho dovuto smettere di usarlo come mio computer principale, a causa di un guasto dell'illuminazione del display. Di quando in quando l'ho utilizzato, con un monitor esterno, come server Linux di appoggio.

L'ultima volta che l'avevo usato è stato a marzo 2008, per usarlo come server TFTP per installare Linux via network sullo Stylistic sprovvisto di drive CD/DVD.

Inventario a giugno 2008:

Insomma, se estraggo la motherboard e tolgo via tutto quanto è messo male, mi avanza un single-board computer (SBC) "no moving parts inside" (niente ventole, niente dischi) con un bel po' di periferiche pronto per l'uso.

Tale SBC è di tutto rispetto:

Possibili utilizzi:

Perché spendere 200-300 euro per un SBC (single-board computer) minimale, quando si può "estrarre" un SBC super-accessoriato da un vecchio portatile con display guasto? in 128Mb RAM un Linux senza ambiente grafico ci sguazza, e tutta quella potenza di calcolo toglie altre preoccupazioni...

Una volta estratta la motherboard e pianificato e verificato l'utilizzo futuro, potrò costruirvi un case su misura.


Oh, no! La motherboard non funziona più!

Ed io che le avevo quasi già fatto il funerale...!

Distrattamente, avevo acceso un'ultima volta la motherboard e mentre la tenevo "a sandwich" nelle mani sento il canonico bip! dell'accensione. Mi giro e vedo sullo schermo la schermata del BIOS che lamenta il solito checksum CMOS non valido.

Magico! Se arriva fin lì, vuol dire che il processore funziona, la memoria funziona, e magari riesce pure a funzionare tutto il resto!

Ma appena mi muovo un attimo, ridiventa tutto buio.

Riprovo ad accendere più volte, per scoprire in quale punto le mie mani hanno svegliato la motherboard. Dopo parecchi tentativi, scopro che erano saltati via tre componenti (R466, R464, C543), probabilmente quando ho tolto il foglio dissipatore di alluminio che vi era incollato col nastro biadesivo.

Toccando col polpastrello i due estremi della R466, la motherboard riesce a partire; appena tolgo il dito, si spegne tutto.

Grazie ad una potentissima telefonata ad Ermanno (costata solo 59 centesimi), stabilito che in giro si vedono solo resistenze da 220 e 330 Ohm (come si vede nella foto) e che i tre componenti saltati sono nei paraggi di un regolatore di tensione Max1627, mi metto di santa pazienza con un saldatore da 40 watt (quaranta watt, cioè il quintuplo del massimo che aveva consigliato Ermanno) per compiere l'arditissima operazione: saldare una piccola resistenza (che nella foto sembra una salsiccia gigante) equivalente alla resistenza del mio polpastrello (la scritta "R466" è larga appena due millimetri).

Magico! Ora la motherboard funziona senza applicarvi attorno le mani sudaticce!

Naturalmente, non può durare all'infinito, visto che gli altri due componenti (R464 e C543) non li ho sostituiti, e chissà che "effetto" faranno. Nel frattempo incrocio le dita e spero che servano a ricaricare la batteria (che ora non c'è più) e che la loro assenza non dia fastidio... e soprattutto spero di aver indovinato il valore della resistenza altrimenti presto vedrò tutti questi sogni di gloria andare in fumo.


Macro-photo (close-up) of the mainboard

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