main index L'ultima "compattona" delle Lumix, la FZ50, è arrivata sul mercato a settembre 2006. Nell'estate 2007 la Panasonic sorprende un po' tutti i suoi fan che si aspettavano una "FZ60", lasciando il campo delle "compattone" di fascia alta e passando allo standard Four Thirds, che è durato poco meno di due anni: nel 2008 compare il Micro Four Thirds.

La Panasonic Lumix G1 è la prima fotocamera per questo nuovo standard, che sembra fatto per far venire i crampi al fegato a quei tifosi delle reflex che sono tali solo perché vogliono sentirsi superiori al resto del mondo ed hanno qualche migliaio di euro da buttare per comprare (e adeguatamente corredare) le solite Canon e Nikon così tanto pubblicizzate sulle riviste di informatica.

La Lumix G1 infatti non ha il mirror box: il sensore LiveMOS è direttamente appaiato al gruppo ottico (che è intercambiabile). Questo significa che rispetto ad una reflex ha meno parti in movimento, meno rogne, pesa di meno, è più maneggevole e piccola (per quanto può essere "piccola" una fotocamera digitale con lenti intercambiabili). L'unico "svantaggio" dell'assenza del mirror box è che non si può avere il mirino ottico (per qui la G1 ha il classico mirino elettronico - detto "EVF", electronic view-finder - che chi ha sempre usato le Lumix conosce bene).

Vediamo le caratteristiche principali:

I tempi di focus risultano ragionevolmente veloci... tranne quando si usano le lenti zoom (a 400mm-equivalenti risultava comunque 0.7 secondi, cioè la metà del tempo richiesto da una FZ20). Quando non si usa troppo zoom, focalizza in 0.1-0.3 secondi, come le reflex digitali.

Il firmware prevede la solita serie di ammennicoli che di tanto in tanto si rivelano utilissimi: face-detection, correzione automatica degli occhi rossi, sincronizzazione flash (prima/seconda tendina), baby tagging (aggiunge all'EXIF una data in più, così nelle foto verrà ricordata l'età del bambino fotografato), scene-modes...

Sorprendentemente (per alcuni), non c'è un modo video. Se non c'è, vuol dire che quello che avevano originariamente previsto gli ingegneri della Panasonic era una ciofèca.

Devo qui ricordare che il "modo video" delle fotocamere è in realtà un continuo frame-shooting. Cioè la fotocamera scatta 30 foto al secondo a risoluzione video, e poi impacchetta i 30 JPEG risultanti in un file Quicktime (estensione .MOV). Il guaio è che ogni fotogramma è una foto vera e propria per cui, nel rivedere il video, ci si accorge delle "seghettature" delle singole foto (specialmente quando si "muove" non solo il soggetto, ma l'intero panorama).
Pare che solo nel 2009, quando uscirà il modello successivo alla G1, si vedrà un modo video (che dovrebbe essere a risoluzione HDMI). Da parte mia, mi è del tutto indifferente, perché in pratica non ho mai avuto veramente bisogno di girare video: quello che si può esprimere con una foto, è molto più di quello che si può esprimere con un video.

La Lumix G1 non ha lo stabilizzatore d'immagine (il "Mega OIS" delle precedenti Lumix), poiché è previsto che ogni ottica monti il suo. Il vantaggio sta nel fatto che sulle ottiche metteranno uno stabilizzatore tarato su misura caso per caso; lo svantaggio è che alcune ottiche ne saranno sprovviste.


È ancora presto per dire "la compro!"

Non compro mai una fotocamera appena lanciata sul mercato, per vari motivi:

  1. anzitutto il prezzo di lancio: chi ha la pazienza di aspettare sei mesi, risparmia tipicamente il 20-30%. Mi è già capitato due volte. Esce la FZ20 a settembre 2004: 750 euro; la compro a marzo: 541. Esce la FZ50 a settembre 2006: 700 euro; la compro a marzo: 499.
  2. in secondo luogo, voglio prima vedere di cosa si lamentano i primi acquirenti, fermo restando che il 90% di quelle lagne è solitamente dovuto all'ignoranza in fatto di fotografia e all'incuria nei confronti di apparecchiature così delicate.

Sul treno Sulmona-Isernia

e-mail - continua (next page)