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This is "ZeroUno" (Zero-One), an Italian computer magazine of 1985.
Questa è "ZeroUno, tutto sull'informatica: in azienda, nei servizi pubblici, in casa". È il numero 39, uscito ad aprile 1985; prezzo di copertina 4500 lire, 162 pagine (clicca qui per le altre riviste). Beh, la Mondadori ci sa fare.

Era il tempo del dollaro in salita, quando in 12 mesi salì da 1600 lire a 2050 lire. "Gli unici a tirare un sospiro di sollievo sono i fornitori europei...".

"Mezzo EDP abita in Lombardia". La Lombardia rappresenta tra il 25 e il 33% dell'informatica nazionale; muove un mercato d'informatica di 1.600 miliardi; ha il 42% degli addetti (pari a 15.500 persone) occupati dai costruttori di hardware, tra i quali i tre principali operanti in Italia: Ibm, Olivetti e Honeywell, oltre alla metà circa degli altri costruttori minori. Sul proprio territorio ospita le prime cinque società di software...

Clicca qui per Chiappariello "Mi faccia vedere la sua firma". Questa volta è il Banco posta che tenta di mandare in soffitta timbri, mezzemaniche e registri polverosi. È operativo, anche se ancora in via sperimentale, presso la sede ministeriale di Roma del Banco posta, il primo sistema di ricerca automatica della firma di traenza depositata dal correntista postale, alla quale riferire ogni documento di conto corrente, libretto postale per accertarne la loro validità...

Pubblicità: Faranno Testo. Macchine per scrivere elettroniche IBM. (nota mia: nel 1985 la IBM pubblicizzava le proprie macchine da scrivere elettroniche affidando alla Saatchi & Saatchi la propria pubblicità? Strategie commerciali, eh... queste IBM 6746, IBM 6747, IBM 6750, mai viste e mai sentite nominare...!)

40 minuti dopo la chiusura dei seggi. Quest'anno [1985] gli unici rivali della Doxa saranno i comunisti. Con le prossime elezioni amministrative sarà la sesta volta che il sistema informativo del Pci cercherà di elaborare proiezioni elettorali più precise e tempestive di quelle ufficiali, affidate appunto alla Doxa. Lo scorso anno il tema centrale delle elezioni era il sorpasso: a Botteghe Oscure si accorsero di avercela fatta quaranta minuti appena dopo la chiusura dei seggi, molto prima che le proiezioni Doxa lo confermassero. Per capire che il sorpasso c'era stato davvero (e non in discesa, come suggerivano i dati della Doxa, ma in lieve salita) erano bastati i risultati delle prime 100 schede di ogni seggio campione. In verità nemmeno i comunisti credevano ai loro occhi e a Valerio Occhetto, che ansioso domandava conferme. Il presidente della cooperativa informatica Systena, Renzo Bracciali, rispose cauto: "Il sorpasso c'è, ma non te lo dico". La prudenza però, come dimostrarono i risultati definitivi, era solo scaramantica... I dati emersi dalle 300mila schede compilate in Emilia e dalle quasi 200mila distribuite in Toscana verranno elaborati a livello locale sui personal Olivetti M24 di cui sono dotate le federazioni....

Clicca qui per elicotteri Lascia o raddoppia? Non è chiara la strategia Digital per il Rainbow. Una serie di voci e illazioni si è accumulata nel giro di una decina di giorni attorno al più piccolo dei computer della Digital Equipment, il personal Rainbow, uno dei primi e pochi a essere presentato sul mercato con l'originale soluzione della doppia scheda a 8 e 16 bit per affrontare contemporaneamente il mondo del CP/M e dell'MS/DOS. In 4 anni, Rainbow non è decollato, vittima come tanti altri della superiorità non tecnica ma di mercato del PC Ibm...

Sony trasferisce su video le immagini generate dal computer. ...Una soluzione viene ora dalla Sony attraverso la sua divisione prodotti professionali con l'SMC 70GP, un vero e proprio videocomputer basato sulla Cpu Z80A a 4 MHz (quindi compatibile con l'ambiente CP/M) con memoria principale da 64 Kbyte e due dischetti di registrazione da 3,5 pollici, secondo lo standard Sony... Particolarmente curato è l'aspetto grafico: una memoria specializzata di 38 Kbyte è predisposta a questo scopo e alla definizione dei set di caratteri mentre l'utente può selezionare quattro tipi di risoluzione video: 100×160, 640×200 (a 4 colori), 320×200 e infine 640×400 punti in caso di immagini in bianco e nero. Per migliorare la velocità di esecuzione dei programmi, l'utente può disporre di un massimo di quattro moduli di memoria RAM da 256 Kbyte l'uno, in grado di funzionare come disco virtuale ad alta velocità. Il prezzo di questo videocomputer si aggira, secondo le prime indicazioni, attorno ai 13 milioni di lire.

Articolone "Otto spreadsheet in gara". Nota mia: oggi quanti fogli elettronici conoscete? Sì, Micro$oft Excel, e poi? Nient'altro? Beh, ancora nel 1985 c'era una discreta concorrenza: "Lotus 1-2-3, Supercalc 3, Symphony, VisiOn Calc, Multiplan, PeachCalc, Open Access, Decision Manager... Lotus 1-2-3: richiede 192K RAM e due drive da 320K, costa 1.000.000 lire... SuperCalc 3: richiede 96K RAM e due drive da 320K, costa 920.000 lire... Symphony: 364k RAM, due drive da 320k, ma ci vuole davvero il PC/XT e 640k per sfruttarlo al massimo; costa 1.400.000 lire... VisiOn Calc: 512k e disco rigido; 756.000 lire... Multiplan Microsoft: 64k RAM e due drive da 320k; costa da 400.000 a 580.000 lire a seconda delle versioni; valutazione in decimi: struttura 5, funzioni 5, facilità 5, velocità 7... PeachCalc: 64k RAM e un floppy drive; 473.000 lire... Open Access: 256k RAM e un disco rigido; costa 1.900.000 lire... Decision Manager: uno dei più piacevoli da usare col mouse... 256k RAM e disco rigido; costa 2.500.000 lire.

Riviste di informatica di quindici-vent'anni fa Articolo della serie Linguaggi: "Conciso e matematico". APL si distinge nel panorame dei linguaggi di programmazione per efficacia e concisione espressiva che gli derivano dalle sue origini matematiche. La storia di APL comincia un po' prima della metà degli Anni Cinquanta, quando Kenneth Iverson, creatore del linguaggio, alla Harvard University lavorava a una tesi sulla risoluzione automatica di equazioni differenziali lineari... Il lavoro implementativo fu portato a termine nel 1966 su un IBM 7090 (con un interprete scritto in FORTRAN)...

Un «replicante» di Macintosh darà ossigeno ad Atari? A prima vista gli somiglia proprio. Lo stesso microprocessore, la stessa grafica fantasiosa, un mouse da puntare su simboli per attivare le diverse funzioni. Per di più ha lo schermo a colori, mentre Macintosh è in bianco e nero e, sorpresa finale, costa meno della metà del best seller di Apple: 900 dollari rispetto a 2.195. Per ora è solo un prototipo, ma ha attirato migliaia di visitatori all'esposizione di gennaio [1985] a Las Vegas. Uscirà negli Stati Uniti in primavera con il nome commerciale di [Atari] ST, ma ha già un soprannome: Jackintosh. Jack sta per Jack Tramiel, 56 anni, uno dei protagonisti del successo commerciale della Commodore, che ha lasciato per un litigio con Irvin Gould, il principale azionista...


La copertina del numero presentato qui

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