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Prima di tutto, non è possibile dare indicazioni precise sulla capacità di un flash. Esiste un parametro (il guide-number, cioè il "numero-guida") che dà un'indicazione "tecnica" (è la stima ottenuta leggendo il flusso prodotto dalla parabola) su quanto si può usare il flash a seconda dell'apertura utilizzata. Ma procediamo con ordine.

In genere, di un flash interno di una fotocamera, vengono indicati la distanza minima e massima con le lenti aperte normalmente ed in posizione wide (cioè senza usare lo zoom). Se l'apertura cambia allora cambia anche la quantità di luce che "assorbirà" il sensore: per esempio, essendo F5.6 un'apertura pari a metà della F2.8, la distanza massima utile del flash sarà di massima dimezzata.

I flash interni delle fotocamere sono in genere limitati a quattro o cinque metri al massimo (quando in piena "apertura"). Questo valore è appena sufficiente per fare foto decenti indoor (cioè a casa). Quei "quattro o cinque metri", poi, non vanno presi alla lettera, perché illuminare un volto costa molta più luce di quanta ne basti per un oggetto secondario sullo sfondo.

È assolutamente ovvio che se si prova in quelle condizioni a fotografare un soggetto più lontano (per esempio a dieci metri) significa che gli arriverà assai meno luce dal flash (la luce, notoriamente, degrada proporzionalmente al quadrato della distanza, a meno di ulteriori complicazioni). Ecco perché giudico così grulli quelli che flàshano in ogni occasione di "scarsa luce" (una descrizione ancora più feroce l'ho scritta qui e qui).

Piccolissima parentesi: il fotografo serio usa il flash talvolta anche di giorno, per illuminare deliberatamente alcune zone che resterebbero in ombra. L'ho fatto anch'io, in alcuni particolarissimi casi. In compenso, gran parte delle persone che conosco dotate di fotocamera digitale, dicono pomposamente: "uhm, ma io il flash l'ho settato in automatico e quindi mi scatta solo quando è necessario". DEFICIENTI! La fotocamera non sa quel che passa per la testa del fotografo (altrimenti scriverebbe assai spesso sul display: idiota! non faccio mica magie! cretino! cambia almeno l'angolazione! stupido! dove stai puntando l'obbiettivo? caprone! credi che il flash ti illumini la torre di Pisa stando a Livorno?) e quindi la fotocamera, "vedendo" poca luce, spara fuori una flashata nella remota speranza che possa servire a qualcosa... ottenendo tipicamente come unico effetto quello di disturbare chi sta intorno.

Altra faccenda: i valori che scrivono sui depliant dei flash e delle fotocamere sono in questo caso arrotondati per eccesso. Se di un'automobile ti dicono che la velocità massima è 187 km/h, non significa affatto che puoi usarla comodamente tutti i giorni a 186 o 187 km/h; piuttosto, significa che a 130 km/h cammina proprio comodamente e (si spera) senza asciugarti il serbatoio in poco tempo.

Stessa cosa per le fotocamere. Se ti scrivono "sette metri" (come per la FZ20) significa che su "cinque metri" hai ancora speranza di andare alquanto comodo, verso i sei metri comincia ad essere un filino più a rischio, e sui sette metri pieni c'è il 51% di probabilità che ti possa ancora andar bene. Vero è che a cinque metri di distanza, in una stanza totalmente al buio, ha scattato una foto perfettamente illuminata e "ferma" dei miei libri, e quindi posso andarci più che tranquillo. Ma alcuni ancora mi chiedono, di tanto in tanto: "ma come, m'era scattato il flash ma non m'ha illuminato tutto?" (poveri fessi... se solo avessero letto il manuale della fotocamera, prima di cominciare a flashàre come disperati!).

Inutile precisare che prima di avventurarsi a fotografare il compleanno della nipotina, è bene fare esperimenti nella stanza vuota con lo stesso tipo di illuminazione (candeline, luci, etc) e vedere che effetto fa sul computer di casa.

Alcuni flash esterni (e, in rari casi, flash interni di fotocamere come la Panasonic Lumix DMC LC1 o la Lumix L1) sono orientabili - cioè si può ruotare la testa del flash in modo da non puntarla sul soggetto, di modo che al soggetto arrivi luce riflessa anziché diretta. Questa è probabilmente la prima caratteristica che dovrete tenere presente nell'acquisto di un flash. Una testa girevole - come nelle versioni cosiddette "cobra", cioè verso l'alto e il basso, oppure ancora più orientabile, ruotabile cioè anche in senso orizzontale - significa tutta una serie di possibilità in più rispetto a un flash "diretto".

Non nomino la possibilità di utilizzare il flash di giorno (per togliere le ombre in caso di illuminazione non proprio a favore).

E parliamo ora del fatidico guide-number: è il numero di metri moltiplicato l'apertura. ATTENZIONE: spesso viene dato come numero di piedi anziché di metri (specialmente in aree di lingua inglese), quindi non prendetelo immediatamente per oro colato.

Dunque, un flash con una guide di 56 piedi, significa che a F2.8 arriva a coprire decentemente soggetti fino a circa 20 piedi di distanza (56/2.8=20), ossia sei metri. Se invece si usa F5.6, la copertura sarà solo fino a circa dieci piedi (56/5.6=10), ossia tre metri.
Un flash con una guide di 36 metri, significa che a F3.6 dovrebbe coprire comodamente soggetti fino a dieci metri di distanza (miézzega, è alquanto tosto!).

Altra faccenda: più i flash sono potenti e più inondano di luce i soggetti vicini. Ecco perché c'è una "distanza minima utile" (che varia ovviamente a seconda dello zoom utilizzato) in termini di flash "diretto" (in caso di "cobra" o simili, la luce è minore): se il flash è troppo vicino, il soggetto risulterà saturato verso il bianco (provare per credere); ecco perché i flash esterni non TTL (o comunque "non intelligenti", come gli ISO10330) hanno qualcosa per la regolazione (tempi/diaframmi/focus). L'uso del flash, insomma, va valutato caso per caso con attenzione e sulla base dell'esperienza (ecco perché è necessario sperimentare a casa propria in una stanza più o meno buia: quando sarà il momento del party, sapremo già a occhio quanto e come sfruttare il flash... NON commettiamo l'errore di pretendere che al momento giusto il nostro magico intuito e la magica intelligenza della fotocamera facciano magiche magie!!!)

Parlo ora dei flash esterni, cioè di quelli che si montano sulle fotocamere.

Purtroppo esistono molti standard, rigorosamente incompatibili fra di loro, più soluzioni "intermedie" (slave-flash) che fanno ancor meno magie, e quindi generalmente sconsiglierei di acquistare un flash esterno a chiunque non sia un fotografo particolarmente esperto e con una grande (e vera) necessità di un accessorio del genere.

La slitta del flash esterno della Panasonic Lumix FZ20 è quella definita dallo standard ISO10330; ahimé, tale standard è alquanto semplicistico e l'unica interazione che prevede con la fotocamera è... il momento della flashàta. Altre fotocamere hanno dei flash un po' più intelligenti (per cui la fotocamera stessa indica al flash esterno quanto e come "flashàre", in base a ciò che "vede" il sensore), con tutti i problemi di compatibilità e di costi che potete immaginare in questo momento.

Per di più, usando un flash standard ISO ma che abbia una tensione allo scatto assai alta, si rischia di bruciare definitivamente l'elettronica della fotocamera (non scherzo). È vero che la FZ20 è compatibile con dei flash costruiti anche trent'anni fa, ma prima di usarli è opportuno verificare la tensione.

Ho indagato un po' su alcuni flash esterni per la FZ20, di costo generalmente compreso fra i 50 e i 200 euro, scartando quelli che non sono sicuramente e rigorosamente compatibili con tale fotocamera, e presento qui sotto una lista di considerazioni che verrà eventualmente aggiornata nei prossimi mesi.

Prima di tutto, in Italia il mercato degli accessori per la fotografia è meno ricco di scelta che altrove. Del resto, con fotografi che usano delle carcasse ammaccate per servizi fotografici ai matrimoni, e poi ti stampano le foto tutte carine con "effetto acqua" e fiorellini vari, beh, vien da dire "ma mi faccia il piacere!" e rassegnarmi al fatto che molte cose sarebbero purtroppo da ordinare all'estero (con tutti i rischi e le spese e le attese che ciò comporta).

Nota: non fidatevi troppo ciecamente dei suggerimenti e delle considerazioni esposte qui sotto, e non cadete nell'illustre trappola del "se XYZ si può comprare, allora DEVO comprarlo!", che continua indisturbata a mietere vittime innocenti (ma sommamente ignoranti).

Io ho deciso l'acquisto di un flash esterno non perché "risulta supportato dalla FZ20", e neppure perché voglio genericamente "potenziare" il flash della FZ20, e neanche per avere qualche "opportunità" in più negli ambienti poco illuminati... e qui aggiungete crudelmente tutte le altre scuse che potrebbero passarvi per la testa adesso.
Io ho deciso l'acquisto di un flash esterno perché mi venne chiesto un servizio fotografico ad una recita di bambini, e sono già andato a verificare "sul campo" che i famosi "sette metri" del flash della FZ20 sono insufficienti a coprire tutta l'area minima utile del palco (in realtà mi sono anche stupito un po' di quel che è riuscito a fare il flash in questione).
È solo per questo motivo che ho comprato un flash esterno - dubito che sarà usato massicciamente in futuro; non è stato l'unico servizio fotografico commissionatomi in vita mia, altrimenti quel benedetto flash esterno avrebbe lavorato una sola serata in totale! è tristissimo comprare attrezzature tanto belle e tanto "potenti", e poi usarle poche volte... già mi piange il cuore a sapere che ci sono amici che comprano fior di fotocamere digitali e poi dopo POCHE DECINE di foto le piazzano sulla scrivania a prendere polvere... e così, a distanza di anni, ti dicono con nostalgia: "eh, quando la comprai era il top del top della categoria...". Già, mille euro diviso cento foto "di prova" ed un paio di foto buone, fanno come media finale cinquecento euro per ogni foto decente - niente male per gente che ha uno stipendio mensile inferiore al costo della fotocamera stessa!

Ma torniamo ai flash... i guide-number indicati qui sotto sono sempre in metri e quindi non mi si venga a dire "uah, quello ha una guide-number di OTTANTA" pensando che significhi "ottanta metri" anziché "80 diviso F2.8 diviso piedi uguale nove metri circa di distanza massima utile".

Sunpak: questi flash sono abbastanza buoni, anche se coprono solo due o tre aperture; di massima mi stavano bene perché coprivano F2.0 e F4.0 (anche se la FZ20 parte da F2.8); il Sunpak 383 ha una guide di 24, il 383 Super pare abbia una guida di 36 (come i vari Sunpak 422 e 433).
Il motivo per scegliere un "383" (reperibile anche in Italia) è proprio nella testina snodabile; a causa di ciò e a causa del prezzo ragionevole, è diventato di fatto il flash più famoso fra gli utenti della FZ20.
C'è anche il Sunpak 544, che è enorme (ci vorrà una mano per mantenere la fotocamera e l'altra per mantenere il flash), con un guide-number di addirittura 42, ma è evidente che è tutt'altro che maneggevole e tascabile ed economico...
C'è infine il Sunpak PZ-5000, un altro bel bestione, che però è un flash TTL (la funzionalità TTL però non è ISO e pertanto non è supportata dalla FZ20, per cui verrà sottosfruttato come flash normale, e quindi non vale la pena spendere il doppio di un "383" per avere una feature inutilizzata).

Vivitar: questi sarebbero l'alternativa economica ai Sunpak... il guaio è che in realtà non sono tanto economici. Sia il Vivitar 283 che il 285HV hanno una guide di 36 e coprono più o meno il range di aperture più usato nella FZ20; ovviamente in Italia sono pressoché introvabili.

Nissin: il flash Nissin 360 TW è un flash con la testa snodabile con guida dichiarata 36. I giapponesi non lo producono più da una ventina d'anni, ma di tanto in tanto se ne trova ancora in giro qualcuno a prezzo stracciato; lo sta usando comodamente un possessore di una Lumix FZ30 e pertanto è compatibile anche con la FZ20 e la FZ10, che hanno la stessa "slitta" della FZ30.

Altri flash "compatibili" (come prestazioni e prezzo) col Sunpak 383 sono il Promaster 5550DX, il Quantaray 383 (quest'ultimo con guida 36).

Alcuni flash "economici" da non prendere in considerazione (poiché il vantaggio rispetto al flash originale della FZ20 non vale la spesa): il Jessops 280D (guida 28, peraltro con un'estetica patetica e tutto plasticoso), il Phoenix D92-BZS (guida 28), il Quantaray QB350 (guida 28), il Metz Mecablitz 20-BC-6 (guida 20, praticamente un prosciuttino utile solo alla fotocamera di Barbie) e - udite, udite! - perfino il flash venduto dalla Panasonic (il Panasonic DMW-FL28), costoso ma con scarso range.

Insomma, alla fine ho optato per il Metz Mecablitz 36-C-2, con una guide di 36, che copre F2/F4/F8 a ISO100, e ha la forma "cobra" (ruota verso l'alto di 90 gradi, e la testina è allungabile per illuminare aree dal 28 all'80mm-equivalenti.

Funziona con quattro pile stilo e si può accendere solo quando serve (ma la FZ10/FZ20 non se ne accorge se è spento). Non è comodo da tener montato sulla FZ20 ed anzi, l'aver abusato dell'accrocchio (urti e pressioni involontarie) ha un po' "ammorbidito" la slitta sulla fotocamera, che ora non è più fissa come una volta.

Le pile stilo che ci uso dentro sono comunissime batterie ricaricabili da 1500mAh, che durano davvero parecchio (tranne quando da perfetto idiota dimentico il flash acceso per un paio di giorni), stimerei almeno 150 "lampi" a tutta potenza.

Altre informazioni, più giù in questa stessa pagina.


Ho trovato il vecchio flash di mio nonno, voglio montarlo sulla FZ20, mica rischio qualcosa?

Assicùrati prima della faccenda del voltaggio (nel manuale della fotocamera, mi sembra); ci sono alcuni vecchi flash che tirano fuori molto più del voltaggio massimo consentito dalla FZ20 (alcuni flash di 30 anni fa hanno una tensione allo scatto di 220V!!!), pare che il limite per la FZ20 sia di 12V... sotto i 12V vai sicuramente tranquillo.

C'è già chi ha rovinato la sua FZ10 (che ha la stessa slitta hot-shoe della FZ20) a causa di questo tipo di esperimenti. Quelli della Panasonic, in mancanza di precisissime informazioni, sconsigliano sempre di fare esperimenti con flash "non sicuri". Anche perché vogliono venderti il loro costoso (e poco potente) flash originale Panasonic.

La faccenda funziona così: quando il flash è "caricato", c'è una tensione abbastanza alta sull'iniezione (il terzo contatto dell'ampolla del flash), generalmente 300V; a suo tempo, prima che inventassero il driver a bassa tensione, qualcuno (fine anni settanta) ha avuto esperienze "elettrizzanti" toccando la slitta del flash involontariamente.

La fotocamera, quando è pronta, dà un'impulso al flash; il flash spara fuori il lampo e quando è "pronto" (massimo momento di luce, in genere dura 1/500sec) manda un segnale alla fotocamera per dire "ora puoi scattare". Questo segnale (driver) è di solito preso dall'alimentazione dell'illuminatore, ed è per questo che ha un voltaggio che varia da flash a flash. Solo di recente stanno producendo flash la cui "risposta" è normalizzata a 7-10 volts. Una risposta a voltaggio più alto di quello che prevede la fotocamera significa - con buona probabilità - morte sicura della fotocamera al primo lampo... Uomo avvisato, mezzo salvato!


Mi avanza (trovato in cantina) un vecchio flash di un po' di anni fa, funziona ancora... posso mica trovare un modo per farlo andare con la FZ20?

Se sei uno smanettone, puoi dotarlo di fotocellula per poter utilizzarlo come flash slave.

Purtroppo la FZ20 accetta solo i flash standard ISO10330 (purché con tensione di risposta entro i 12V; quindi certi vecchi flash di trent'anni fa, con 200V in risposta, brucerebbero l'elettronica della fotocamera), quindi puoi già scartare subito tutti i flash TTL e i flash "dedicati" ad una specifica marca di fotocamere. C'è infatti come puoi vedere sull'attacco un solo "piolino" di controllo, e il resto lo devi fare tu.

Per la FZ20 quelli che vanno per la maggiore sono il Sunpak 383 ed il Metz 36C2; io ho preso quest'ultimo perché il 383 a suo tempo costava il doppio.

Il 36C2 ha una griglietta per il calcolo degli ISO, ma serve a poco e niente. C'è solo la regolazione del lampo (tre posizioni: minimo, medio, massimo) e la testa ruotabile verso l'alto (a 0-30-46-60-90 gradi), più l'allungamento della testa (per i 28-35-50-85mm equivalenti). Nelle prime due settimane è stato un vero dramma, perché o "sbiancavo" troppo, o mettevo troppo poco; poi ho cominciato a imparare (l'esperienza insegna sempre più del manuale, ma solo a chi ha cominciato a leggere il manuale).

Un numero guida 36 (in metri; se misurato all'americana sarebbe 110-120 feet) è già un signor flash di tutto rispetto (buono insomma per foto in chiesa di sera, sempreché non intendi illuminare a giorno un'intera navata); per avere flash con guida 50 dovrai spendere centinaia di euro...


Vorrei comprare un bel flash potente da aggiungere alla mia fotocamera... ma secondo te mi conviene davvero fare questa spesa? Dopotutto io faccio solo foto in casa, ma anche usando il flash di bordo della fotocamera mi vengono sempre maluccio (non solo per gli occhi rossi, con il quale neppure il doppio lampo a volte basta)...

I flash esterni hanno in genere la possibilità di orientare altrove la luce; proietti la flashata verso il soffitto (illuminando quindi tutta la stanza per "riflessione") e quindi non avrai "occhi rossi" perché la "flashata" non va a finire direttamente negli occhi del soggetto (Claudio mi scrive di aver risolto con un trucco molto grezzo ed economico: una staffa di 30cm sulla quale montare il flash, ed un pezzo di una busta di plastica bianca poggiata sul flash per attenuare il lampo... coi quali aggira il problema degli occhi rossi avere occhi rossi.

Il flash integrato serve per illuminare la scena; il doppio flash è solo un trucchetto disperato aggiunto ormai in tutte le fotocamere in circolazione. Da parte mia sono riuscito (purtroppo) ad ottenere occhi rossi anche a dieci metri di distanza (usavo il massimo zoom) e col flash aggiuntivo sparato a tutta potenza.

Non ho esperienza con gli slave-flash, ma temo che non migliorino molto la cosa.

A titolo di esperimento, piazza uno specchietto davanti al flash integrato della FZ20, in modo da deviare la luce altrove e guardare quanta ne perdi e quanto degli occhi rossi ottieni. Oppure mettere uno di quegli attenuatori in plastica bianca davanti al flash.

Da parte mia, tre volte su quattro ho risolto il problema con la "correzione occhi rossi" del programma iPhoto del mio Apple (molti programmi di grafica hanno una cosa del genere; iPhoto è quello che finora mi ha dato più soddisfazione: selezionata la funzione, basta cliccare sull'occhio rosso e quello provvede a ricolorarlo "castano".


I flash Metz per la FZ50

Sul sito della Metz scopro che propongono cinque tipi di flash TTL per la FZ50, in particolare questi tre:

Certo, spendere 600 e rotti euro per un flash come il 76-MZ-5 (più della stessa fotocamera) è da veri maniaci...

I tre flash sopracitati hanno tutti un display LCD dove viene indicata l'apertura che sta usando la fotocamera e la conseguente distanza in metri che il flash garantisce illuminare.

Nota: le pagine del sito Metz fanno continuamente riferimento a Canon, Nikon, Konica-Minolta, Olympus, etc, poiché questi sono gli acquirenti più frequenti (ed anche perché càpita spesso che dette marche si inventano dei propri standard).

Purtroppo non sono ancora in grado di stabilire se uno dei sopracitati flash, venduto magari come "buono per Nikon", sia adatto alla FZ50. Supporrei di sì, ma non posso giurarlo. È il caso di provare direttamente dal negoziante, prima di comprarne uno.


Qui sotto, un esempio da non imitare: scattare rivolti verso il sole, anche se con F/8 e 1/2000sec (e magari da treno in corsa a non meno di 120 km/h, come qui sotto - era l'espresso Roma-Siracusa sul tratto Formia-Napoli in un caldo pomeriggio di giugno 2005). Il sensore, se rivolto direttamente verso il sole, potrebbe infatti esserne danneggiato (per non parlare dei propri occhi).
Uomo avvisato, mezzo salvato!


Ecco un esempio da non imitare...

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