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This is my Kodak DC210 Plus digital camera. I bought it on Apr'99 and it still does nice photos. Yes, it's the camera I used to get up this site. Have a look to a detailed report on this page.
Questa è la macchinetta fotografica digitale Kodak DC210 Plus. (clicca qui per le altre pagine che ho dedicato alla fotografia digitale).

L'ho comprata l'8 aprile del 1999, pagandola 1.068.000 lire (miseriaccia!), più 32mila lire per l'adattatore PCMCIA-Compactflash (diversi dettagli sull'uso col notebook con Linux si trovano nella pagina del notebook). Totale: un milione e centomila lire tonde (davvero ben spese dalla prima all'ultima lira, visto che oggi, nel 2004, dopo anni che la Kodak non la produce né la supporta più, la utilizzo ancora con grande piacere).

Seguono i dettagli tecnici commentati in questo periodo in cui sto meditando seriamente di comprare una nuova fotocamera.

Era una delle primissime economiche a risoluzione MEGAPIXEL (cioè UN megapixel: 1152×864 di risoluzione). La Kodak lanciò la DC210 (con zoom fisso) nella primavera del 1998, e la DC210-Plus (cioè questa, con zoom ottico da 29mm a 58mm) alla fine del 1998 (clicca qui per una recensione dettagliata).

Ha in dotazione di serie una Compactflash da 8Mb nominali, formattata con filesystem DOS e cluster da 4 kbytes, per cui si hanno 7764 kb liberi per le fotografie. Alla massima qualità entrano dunque 25-30 fotografie, dopodiché occorre svuotare la memoria (trasferirle su PC).

Usa quattro batterie stilo. Nei primi giorni mi sono accorto che faceva fuori quattro "Duracell Ultra" in pochissimi minuti di uso del display TFT, per cui comprai delle NiMh ricaricabili e ci sono sempre andato bene (quasi sembravano non scaricarsi mai). Ancora nel 2004 usavo delle NiMh da 2100mA, davvero allucinanti. Non è molto allegro vedersi le batterie "a terra" a metà giornata, quando ancora hai da scattare parecchio. Del resto anche a pagina 2-13 del manuale suggerisce di usare batterie NiMh...!

Già quando la comprai, la macchinetta appariva pesantuccia (320 grammi senza batterie) e pure abbastanza grande (131×48×82mm) ma riuscivo facilmente ad infilarla nel marsupio o addirittura nella tasca dei pantaloni (in quelli estivi è un po' meno facile perché cinque centimetri di spessore sono davvero troppo).

Le foto possono essere salvate in JPEG o FlashPix. Inutile precisare che JPEG è migliore (più compresso e immediatamente utilizzabile su PC) e che quindi l'ho usato sempre, dalla prima all'ultima delle oltre trentamila foto che ho scattato. Metà delle foto che ho fatto sono state fatte usando la macchinetta come "webcam": un mio programmino (che presto metterò su questo sito) ordinava via porta seriale alla macchinetta di scattare una foto, quindi la scaricava su PC, e quindi ricominciava. Così, scattando 3-5 foto al minuto, si otteneva un filmato di pochi minuti che riassumeva alcune ore, ossia una registrazione per "intrusion detection". Una volta ha funzionato alla grande, scovando chi entrava in camera mia senza permesso!!!

Clicca qui per gli elicotteri! La sensibilità è scarsina (140 ASA), per cui già quando il cielo è nuvoloso occorre stare attenti alla sorgente di luce. Alcune foto di "mezzi tempi" peraltro mi son venute ottimamente. Dò per scontato che ogni foto necessita di "postprocessing" (tipicamente il ritagliare la parte utile per centrare perfettamente il soggetto, ed eventualmente ritoccare i contrasti e la luminosità per evitare un effetto "accecamento" a causa della troppa luce; dopodiché l'effetto "sharpen" e la riduzione della risoluzione a grandezza "web").

L'otturatore è automatico, da 1/360sec a 0.5sec, ma vedo che la maggior parte delle foto sono da 1/30 a 1/120. Per avere tempi più lunghi o più corti occorre manipolare la compensazione dell'esposizione (da -2.0 a +2.0), che rende più o meno "sensibile" alla luce la macchinetta. Aumentando al massimo la compensazione si possono ottenere belle foto notturne di soggetti in movimento.

Lo zoom ottico va da 29mm (un discreto grandangolo: se stai in un angolo di una stanza quadrata riesci a fotografarla quasi tutta) fino a 58mm ("2×"), che non è granché come ingrandimento ma torna continuamente utile. Credo di aver usato i due estremi (29mm e 58mm) per la stragrande maggioranza delle mie foto. Meno di un dieci per cento delle foto è stata fatta "modellando" lo zoom in modo da inquadrare pienamente un soggetto.

Focus: da 50 a 100cm a seconda dello zoom (da grandangolo a telefoto). Non è poco, ma siamo nella media. Il modo "macro" accorcia il focus a 20cm, e l'ho usato per fare fotocopie di libri (incredibile ma vero: alla faccia dei miei colleghi della facoltà... una volta studiate le pagine in questione ho cancellato i file, e loro stanno ancora torcendosi il fegato dall'invidia!). Per fotografare oggetti molto piccoli ho dovuto fare salti mortali col fotoritocco su PC per togliere l'effetto "presbiopia".

Qualcuno molto sapiente ha pensato bene di osservare che le mie foto messe su questo sito non hanno una gran ricchezza di dettagli. Devo però far osservare che con una Epson Seiko PhotoPC 850Z, in teoria "due megapixel", ossia il doppio di questa, si ottiene una quantità di dettagli uguale quando non inferiore. Il problema è proprio l'effetto "miopia/presbiopia" delle lenti, dovuto non solo a un possibile danno del gruppo ottico, ma anche ad una dimensione del sensore non eclatante. Il tutto ovviamente condito dalla drastica riduzione di qualità delle foto per non creare file JPEG troppo grandi.

I tempi di accensione e doposcatto sono assai lunghi: in condizioni ordinarie, dal tasto di accensione al tasto di scatto passano sette o otto secondi, mentre la memorizzazione di una foto (cioè il tempo che passa prima di poter scattarne un'altra) richiede una decina di secondi.

Una caratteristica assai simpatica è il cavetto "video-out": si può collegare la macchinetta direttamente al videoregistratore e godersi le foto sul TV da 28" e magari in videocassetta. A suo tempo fu una novità assoluta.

Il software a corredo, solo per Windows, funzionava alquanto maluccio, sia sotto Win95 che sotto Win98. Tentai di contattare l'assistenza Kodak per sapere come mai il trasferimento delle foto via cavo seriale oltre i 19200 baud non andava, e non ho mai avuto risposta. In compenso, passando a Linux, e adattando un vecchio sorgente della DC200, ho scoperto che si può andare a 115200 senza problemi. Tanto per cambiare, Linux è sempre il massimo!

Anche maltrattandola abbondantemente, gli unici danni attualmente sono:

I limiti di questa macchinetta, in ordine di importanza, che influenzeranno il mio prossimo acquisto, sono:

Lo zoom "digitale" è notoriamente una bidonata, poiché si limita a moltiplicare i pixel più interni; ma per quanto uno voglia "interpolare", già con un 2× è una tragedia. Su immagini "dinamiche" (come quelle dei camcorder) si può far credere di ingrandire anche 50 volte (poiché non si tratta di un'immagine fissa, l'interpolazione riesce un pochino meglio; e comunque i camcorder hanno una qualità finale decisamente inferiore alle macchinette fotografiche digitali). Sulle macchinette digitali, in genere, più di 4×- o 5×-digitale non si vede, ma a quel punto uno può ingrandirsele manualmente su PC.

Il software a corredo deve limitarsi al solo driver (e forse neppure a quello, se la macchinetta è leggibile come disco esterno USB o PCMCIA). Il software "Picture Easy Kodak" era troppo farraginoso, e il software "Adobe Pagemill" (pure fornito a corredo) era troppo semplicistico per creare un sito come questo (del resto non so che farmene di programmi per Windows, visto che io uso solo Linux).

La registrazione di filmati a risoluzione minore di 320×240 (o magari senza audio) è una cosa ridicola. E senza audio è inutile. Peraltro il solo supporto audio su una fotocamera può essere utile per aggiungere velocemente commenti vocali, il che torna utile per chi sta fotografando un elicottero e non ne ricorderà più marca e modello.



La mia gustosissima DC210Plus

Scattata con la DC210Plus e ridotta da 1152 a 741 pixel

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