main index Le mie pagine sulla Beagleboard cominciano qui!

Le ultime notizie sono invece contenute nel blog.


IMPORTANTE: questa pagina è stata scritta ad aprile 2009 e prima o poi potrebbe diventare obsoleta senza che io me ne accorga.

Se ci sono errori grossolani, vi prego di segnalarmeli (l'indirizzo email è in fondo alla pagina).


Dove comprare una Beagleboard?

Paradossalmente il posto più sicuro ed economico è DigiKey, distributore ufficiale ed esclusivo.

Fino al 24 aprile 2009 il prezzo è fissato a 126,20 euro, con spedizione gratuita dagli USA, ma quasi certamente al momento della consegna occorrerà pagare IVA e dazio (poco più del 20%), per cui il costo totale è sui 152-153 euro (io ho speso più di 421 euro perché ho ordinato anche un DLP Pico Projector). Dopo il 24 aprile il prezzo potrebbe cambiare leggermente per riflettere le fluttuazioni del dollaro (ciò dipende dalla Digikey, anzi, dalla situazione finanziaria internazionale).

Nota 1: la BeagleBoard, per l'hardware che ha e per come è stata ingegnerizzata, costa veramente poco, bisogna ammetterlo. Per di più, per tenere basso il prezzo, hanno sacrificato tutti gli accessori: dalla scatola esce solo la board (niente cavi, niente di niente).

Nota 2: altri rivenditori vendono o delle "compatibili BeagleBoard" (come il cinesino recensito sul blog) oppure sovraprezzate (per spuntare un margine di guadagno, come la tedesca EVB Board). Non credo che valga la pena cimentarsi con una di quelle (specialmente se sono limitate quanto alla memoria RAM e memoria Flash).

Nota 3: meglio non comprarle su eBay (qualora vi comparissero), sia perché potrebbero essere le vecchie versioni "B" con 128Mb RAM (la RAM è saldata sul processore, dunque non è espandibile; inoltre sulle revisioni B non funziona la USB EHCI), sia perché comprare su eBay è sempre poco consigliabile.

Se abiti in territorio italiano e vuoi comprarla ti conviene cliccare su Digikey Italia, poi cercare l'articolo 296-23428-ND e poi... buon divertimento!

Si può pagare con carta di credito (io ho pagato utilizzando una PostePay); trattandosi di spedizione internazionale, non credo ci sia altra scelta (non fanno mica il contrassegno dall'altra parte dell'Oceano Atlantico!).

Attenzione: la quantità presente in magazzino indicata da Digikey è sempre zero unità o venticinque unità (è un problema loro). Se dicono zero, vuol dire che bisogna aspettare 3-4 giorni in più (nonostante il sito dica "back-ordering: 21 giugno" o date di tre o quattro mesi nel futuro). Se dicono venticinque, allora significa che forse ce ne sono ancora a magazzino e quindi la consegna potrebbe avvenire nel giro di 3-4 giorni lavorativi (nel mio caso, dalla conferma dell'ordine all'arrivo a casa mia sono passate 72 ore! e la spedizione partiva dagli USA).

La spedizione è "trackabile" dal sito UPS: quando spediscono, se clicchi su "Stato ordine" si può vedere il tracking number di UPS e vedere che razza di giro fa dagli USA alla Germania all'Italia.

A causa delle strane leggi USA, è probabile che vi telefonino (con numero chiamante non visualizzato) oppure inviino email per chiedere se intendete usarla in ambito militare o governativo: se rispondete sì (oppure se ci scherzate su), è pressoché certo che vi annullino l'ordine... Contro le paranoie della burocrazia c'è poco da scherzare. E poi, se uno volesse veramente creare un sistema militare-governativo, credete che si finga un utente qualunque che ordina spassionatamente un aggeggio qualunque e poi al telefono ammetta di essere un generale di corpo d'armata che pianifica un sistema governativo informatico? ;-)

Il sito di Digikey parla italiano, così come l'assistenza vendita (la mail l'avevo scritta in italiano, la telefonata è avvenuta in italiano).

Purtroppo pare che statisticamente il due/tre per mille delle board arrivi DOA ("dead on arrival", cioè guasta fin dalla prima accensione). Non sono molti i prodotti informatici che hanno un tasso di guasti più basso di quello. Naturalmente sono disponibili a sostituirla o ripararla, ma è una vera rogna compilare un modulo "RMA" e farle fare un'altro paio di viaggi sull'Atlantico.

Tragicamente c'è da pagare l'IVA, non c'è scampo. Questa cosa mi è particolarmente odiosa, poiché sul mio onesto lavoro ho già pagato le tasse (il mio stipendio è al netto delle tasse), e quindi con i soldi "al netto" mi tocca pure pagare l'IVA solo perché tale prodotto proviene geograficamente da fuori dell'area euro. Mentre i cinesi ci inondano con le loro carabattole, sulle quali ho i miei dubbi che siano state pagate regolarmente tutte le tasse, a me - che ho già pagato le tasse - mi tocca ripagarle anche quando compro qualcosa. Bah.

La Digikey dichiara di aver già pagato il dazio. L'IVA, invece, va pagata al corriere UPS al momento della consegna a casa; il calcolo viene fatto presumibilmente sul valore del dollaro in quel momento, e pertanto su 421,80 euro di valore nominale (il valore dell'ordine, ossia la cifra che Digikey aveva estratto dalla mia Postepay) mi è toccato pagare 86,17 euro di IVA.

Ci sono dei Super Furbi che affermano di conoscere mille trucchetti per non pagare l'IVA in questi frangenti: ebbene, non funzionano, specialmente con aziende grosse come Digikey (che non è affatto disponibile a dichiarare il falso sulle proprie spedizioni).

Una volta fatto l'ordine, la Digikey subito ti manda gratis il suo catalogo cartaceo, più grosso di un elenco telefonico (esiste pure in PDF ed è circa 62 megabyte). Immediatamente destinato al secchio della "carta da riciclare" della raccolta differenziata! ;-)

Nota: la Digikey, al momento dell'ordine, ha fatto una "finta" prenotazione di un euro dalla mia Postepay; la prenotazione scade dopo una ventina di giorni, senza alcun addebito (per me è fastidioso ma per loro è necessario per verificare che la carta di credito PostePay sia ancora valida e non bloccata). L'addebito dei 421,80 euro sulla PostePay invece è avvenuto un momento prima che me la spedissero (dunque finché non spediscono, non fanno altro che quella "prenotazione").



Cosa serve prima di fare l'ordine?

L'unica cosa che serve è un cavo da USB normale a USB mini-AB ("da USB-A a USB-mini-B" da connettere al jack "USB-mini-A" della Beagleboard: in parole povere, leggetevi il Reference Manual!).

Quel cavetto ce l'avevo già: era il cavetto utilizzato per ricaricare il mio mouse bluetooth; dal lato "mini" (cioè lato Beagleboard) ha cinque poli. Qui metterò presto altre notizie.

Con quel solo cavetto si ottiene il duplice risultato di alimentare la Beagleboard e di avere un canale seriale USB col quale accedere "come da terminale" alla board (magico!!)

Oltre al cavetto, cos'altro serve?

1) Anzitutto serve una decente conoscenza della lingua inglese (il googlegroup Beagleboard è solo in inglese; so che ci sono degli italiani che hanno comprato una Beagleboard ma non conosco ancora nessun forum/community in lingua italiana che tratti specificamente l'argomento senza limitarsi a tradurre i titoli delle notizie in inglese); tale googlegroup è abbastanza poco trafficato (una trentina di messaggi al giorno di traffico medio) ma vale la pena tenerla d'occhio per sapere in quali problemi incappano quelli che hanno una Beagleboard (a occhio sembra che la maggioranza dei problemi sia... di gente che non sa smanettare abbastanza con Linux!).

Che io sappia, in italiano, ad oggi ci sono solo... queste mie pagine ed il blog). Se qualche altro italiano crea un sito web o un blog dove parla dei suoi esperimenti con la Beagleboard, è il benvenuto e aggiungerò volentieri un link.

2) Chi vuole cimentarsi con la Beagleboard deve avere decenti conoscenze di Linux (ricompilare un kernel, stanare qualche stranissimo errore di compilazione, maneggiare repository di git, etc: non pretenderete mica di avere la pappa pronta, vero? la Ubuntu 9.04 per BeagleBoard ancora non è stata rilasciata...).

Sulla Beagleboard ne hanno già combinate di tutti i colori (hanno installato un Windows CE, un Android, etc); al momento (aprile 2009) non esiste ancora una distribuzione Linux completa e definitiva per la Beagleboard. La versione più mantenuta è Angstrom Linux, che gira decentemente in 128Mb RAM (le Beagleboard anteriori alla revisione C2 avevano solo 128Mb), ma comunque richiede un po' di smanettamenti, patch e ricompilazioni.

3) Servono inoltre decenti conoscenze di hardware, per compiti non sempre banalissimi; per esempio è bene saper approntarsi un cavo da RS232, occorre evitare di fondere la board mandandole più di 5V stabilizzati, bisogna non equivocare sul jack HDMI che ospita un segnale DVI-D che non è DVI (è solo digitale, non ha i segnali VGA)... Se poi avanzano anche conoscenze di DSP, processori ARM classe v7el, GPIO a 1.8V, JTAG e affini, tanto meglio.

Insomma, la Beagleboard è il prodotto tipico per smanettoni desiderosi di sperimentare, inventare, e che hanno abbastanza tempo libero per farlo.

Se proprio tutto questo ti sembra complicato o impossibile, ci sono tante soluzioni alternative. Una di queste - che avevo considerato io stesso, e vi ho rinunciato solo perché la Beagleboard è più piccola - è il comprare un netbook di fascia economica (talvolta al supermercato se ne vedono a 129 euro, 149 euro, già con Linux a bordo pronto e funzionante) dal quale smontarvi display e tastiera.


A proposito del DLP Pico Projector...

Oltre alla Beagleboard ho ordinato anche un simpatico DLP Pico Projector; se qualcuno capisce cos'è e ci fa un pensierino, lo trova sempre su Digikey (codice 296-23836-ND) corredato fra l'altro di cavetto per usarlo con la Beagleboard (per la cronaca si tratta di un cavetto da HDMI a mini-HDMI).


E la prossima release della Beagleboard?

La prossima versione della BeagleBoard arriverà non prima di settembre 2009, ma non so dire se ci saranno miglioramenti particolarmente significativi. Un mini-aggiornamento ci sarà verso giugno 2009: i buchetti ai quattro lati della Beagleboard saranno stagnati e collegati a massa (tutto qui).


Per il resto rinvio all'indice delle pagine sulla Beagleboard ed al blog.


Accensione col monitor Samsung collegato via DVI

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