continua (next page) main index Nota bene: il testo qui sotto mi è stato inviato per posta elettronica da uno che "cliccando cliccando" si è ritrovato sul mio sito a vedere le mie foto e i miei commenti a proposito dell'architettura religiosa moderna in questa e quest'altra pagina.


Chiesa? Aula liturgica? Palazzetto dello sport?

Ho visto le foto sul tuo sito e mi sono piaciute molto, anche per il commento. Purtroppo, in materia di architettura religiosa, lo scempio è dovunque.

A San Giovanni Rotondo, con quattro anni di ritardo, hanno aperto nel luglio del 2004 la chiesa di San Pio. Ebbene in quella chiesa il Tabernacolo non c'è proprio, non si vede proprio. Sembra piuttosto un "palazzetto dello sport" o un garage: dopotutto le porte d'entrata si aprono come quelle di un'autorimessa...

Appena entri, da qualunque porta, si vede l'altare con sopra una croce, che però sembra uno di quei portachiavi che mi costruivo durante il militare intrecciando i fili elettrici avanzati agli operai dei cantieri. Da noi li chiamiamo "scoobydoo". Ho reso l'idea?

Immagini sacre: zero.

Campeggiano maestosi l'organo e una immensa vetrata che sembra un murales dei soliti graffitari che con i soldi di mammà e papà comprano gli spray per imbrattare i treni e i muri.

No, il Tabernacolo non c'è, non si vede. Non c'è perché lo hanno messo in una stanza a parte, una specie di dependance, distante dall'area più propriamente "liturgica", lo hanno messo insaccato in una stele a froma di lapide.

Mi sono chiesto il perché... anzi, l'ho chiesto alle hostess (ma una volta, ad accogliere i pellegrini, non c'erano le suore? ora ci sono le hostess: siamo mica in un aeroporto?) e le hostess mi hanno detto che questa "soluzione" è stata "trovata" per dare il doveroso silenzio al Santissimo.

Questo significa che già i committenti di questa chiesa (sacerdoti, eh!) sono convinti che la maggioranza assoluta delle persone vi entrerà per curiosità, per farsi un giretto turistico. Ma quando "si va da padre Pio" si va forse per curiosità, per perdere un po' di tempo?

Non contento dell'evasiva risposta sulla "soluzione" della hostess sono andato a cercare un'altra hostess che è mia amica, per chiederle qualcosa di più. L'ho trovata, e lei mi ha chiarito che questa non è una "chiesa" ma un'aula liturgica (!!!) in cui "si fanno anche concerti", per cui il Santissimo è stato messo in una stanza a parte, sempre per il "doveroso" silenzio...

Ma quando a suo tempo ci fu l'inaugurazione, i manifesti pubblicitari dell'evento - a cui presero parte cardinali e politici - dicevano che si inaugurava "la chiesa di san Pio", mica l'aula liturgica di san Pio!

Che squallore. Come dicevi tu, lo scopo di queste chiese sembra essere solo quello di fornire uno spazio dove radunarvi un po' di folla e quindi le chiese moderne, se sfoggiano "sperimentazione architettonica" sono dette aule liturgiche, altrimenti sembrano banali garage.

Ben vengano le "sperimentazioni architettoniche", ma per favore, le chiese lasciamole fare a chi ha ancora un po' di fede!


Foto 1: la "cosa", quella con il tetto verde, è la chiesa di san Pio - cioè l'aula liturgica. Ho scattato la foto dall'accesso secondario (non è che la chiesa/aula sia a destra: quelle sono solo le campane).

Foto 2: il "palazzetto dello sport"... cioè -scusami- uno degli ingressi.

Foto 3: il crocifisso (sic!), cioè la sola croce, a forma di scooby-doo.

Foto 4: il garage-sgabuzzino (cella di isolamento di massima sicurezza) dov'è stato confinato il Santissimo.

Foto 5: la vetrata-murales (in realtà, diverse aree disegnate e unite tra loro).

Foto 6: vista d'insieme della stazione centrale di Milano... cioè dell'aula liturgica.



IMPORTANTE: questa pagina non l'ho scritta io; come già detto all'inizio di questa pagina, io mi sono limitato a ripubblicare sul mio sito il contenuto di quella email che ho ricevuto (testo e foto) poiché purtroppo... non posso non essere d'accordo.

Foto 1: la COSA

Foto 2: il PALAZZETTO DELLO SPORT

Foto 3: lo SCOOBYDOO

Foto 4: il GARAGE-SGABUZZINO

Foto 5: il MURALES

Foto 6: la STAZIONE CENTRALE DI MILANO

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